15 OTT 2002

Vigilanza Rai: Audizioni dei CORECOM e CORERAT e del Direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 2 min

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Audizione del Presidente del coordinamento nazionale dei CORECOM e CORERAT ed Audizione del Direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizioni dei CORECOM e CORERAT e del Direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI", registrato martedì 15 ottobre 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 2 minuti.
  • Presidente

    Il presidente PETRUCCIOLI ricorda che l'audizione in titolo è stata deliberata, su richiesta del relatore Caparini, nell'ambito di una verifica del primo periodo di funzionamento del nuovo Regolamento delle nuove tribune tematiche regionali, così come la successiva audizione della dottoressa Anna La Rosa inerisce ai problemi verificatesi nel primo ciclo delle tribune tematiche nazionali per il 2002. <br>Indice degli interventi<br>Le audizioni cominciano alle 14h00<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><p><strong>Audizione del Presidente del coordinamento nazionale dei CORECOM e CORERAT</strong><br>
    0:00 Durata: 2 min 24 sec
  • Relazione iniziale di Enrico Viola, Presidente del CORECOM dell'Umbria

    Prende quindi la parola, in qualità di vice presidente del coordinamento nazionale dei CORECOM e dei CORERAT, il dottor Enrico Viola presidente del CORECOM dell'Umbria. <br>Sebbene la RAI avesse fornito come data indicativa per l'inizio delle tribune tematiche regionali il 9 settembre di quest'anno, la data effettiva in cui nelle varie regioni sono iniziate le trasmissioni è variata dal 9 settembre al 16 ottobre, mentre in alcune regioni le trasmissioni non sono ancora iniziate.<br>Questa sfasatura temporale è stata determinata da diverse cause, in particolare dal fatto che in molte regioni i Comitati non erano costituiti, un problema rispetto al quale i Commissari ad acta hanno adottato differenti soluzioni, mentre in altre - e segnatamente in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano - l'inizio effettivo delle tribune è stato ritardato a causa della concomitanza con tribune referendarie.<br>Il dottor Viola segnala poi come in diverse regioni vi sia stata una qualche difficoltà di raccordo fra i CORECOM e le direzioni regionali della RAI, mentre il criterio di ripartizione semiproporzionale dei tempi di parola dei soggetti aventi diritto ha sollevato indubbiamente problemi di carattere non solo politico, vale a dire il malumore dei gruppi minori, ma soprattutto tecnico; è di tutta evidenza la difficoltà di organizzare un dibattito televisivamente felice fra interlocutori che hanno tempi di parola spesso molto diversi.<br>Il dottor Viola sottolinea infine la necessità che le redazioni siano messe in grado di realizzare un prodotto di buon valore televisivo, osservando come spesso l'insufficienza delle risorse disponibili determina la realizzazione di tribune la cui qualità sul piano dell'efficacia comunicativa è largamente inferiore agli standard delle trasmissioni della RAI. A tale proposito egli chiede alla Commissione di volersi fare interprete presso la RAI della necessità di fornire ai CORECOM ed ai CORERAT i dati relativi agli indici di ascolto delle tribune tematiche regionali, anche per poterli confrontare con quelli relativi agli stessi orari di programmazione televisiva regionale nei giorni in cui non trasmesse tribune. <br>
    0:02 Durata: 12 min 43 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano ritiene che il dottor Viola abbia correttamente individuato il problema centrale delle tribune tematiche così come sono state regolamentate dalla Commissione, vale a dire il criterio proporzionale di ripartizione dei tempi di parola che determina delle trasmissioni assolutamente ingestibili sul piano della comunicazione. <br>Il presidente Petruccioli fa presente al deputato Giordano che la questione è stata anche evidenziata dalla relazione del deputato Caparini, e che quindi sarà oggetto di discussione in Commissione, <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:15 Durata: 2 min 23 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini chiede al dottor Viola chiarimenti sull'oggetto delle difficoltà da lui rilevate nei rapporti fra i CORECOM e le redazioni regionali, ed in particolare se tali difficoltà possono essere superate con un atto interpretativo da parte di questa Commissione. <br>
    0:17 Durata: 2 min 25 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi chiede di conoscere quali spazi siano stati offerti dalla RAI, anche in relazione al fatto che, nel corso del dibattito sull'approvazione dei regolamenti delle Tribune regionali, era stato formulato l'auspicio che la RAI valutasse la possibilità concreta di trasmettere programmi regionali anche sulle altre reti oltre che su RAITRE. <br>
    0:19 Durata: 46 sec
  • Enrico Viola

    Il dottor Viola fa presente che le difficoltà tra i CORECOM e le redazioni regionali avevano riguardato essenzialmente una resistenza da parte di queste ad applicare il regolamento senza specifiche indicazioni da parte della RAI. <br>Per quanto riguarda gli spazi offerti per le tribune politiche regionali, esse si trovano in coda ai telegiornali regionali delle 14. <br>Repliche
    0:20 Durata: 7 min 8 sec
  • Massimo Duranti, caposegreteria del CORECOM dell'Umbria

    Il dottor Duranti caposegreteria del CORECOM dell'Umbria, fa presente che allo stato la RAI non è in grado tecnicamente di effettuare 21 diverse trasmissioni a diffusione regionale o provinciale su RAIUNO e su RAIDUE, per cui l'unica rete sulle quali è possibile trasmettere le tribune politiche regionali è RAITRE. <p>Il presidente Petruccioli ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l'audizione. <br>
    0:27 Durata: 3 min 5 sec
  • Relazione iniziale di Anna La Rosa, Direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI

    Dopo una breve introduzione del Presidente, la dottoressa Anna La Rosa ricorda di aver chiesto un mese e mezzo fa una audizione da parte della Commissione, ritenendo essenziale nella sua nuova veste di direttrice dei servizi parlamentari stabilire un rapporto proficuo ed intenso con la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi e con i Gruppi. Ella ritiene che numerose siano le questioni sulle quali la Commissione dovrebbe intervenire. <br>In primo luogo ella segnala la inaffidabilità degli spazi televisivi attribuiti all'informazione parlamentare, in particolare il grave ritardo con cui quasi ogni notte viene messa in onda la trasmissione quotidiana di informazione parlamentare, prevista per le ore 24 su RAIDUE, nonché lo spostamento di orario, dopo 22 anni, di una trasmissione storica come «sette giorni al Parlamento», che dal primo pomeriggio del sabato è stata ricollocata alle 10,30 del mattino, con una perdita di pubblico dell'ottanta per cento circa.<br>Altra questione è quella delle dirette televisive di sedute delle Assemblee parlamentari, che la RAI è costretta a trasmettere integralmente senza alcun supporto giornalistico che possa facilitarne la comprensione da parte del pubblico. <br>Il presidente Petruccioli fa presente alla dottoressa La Rosa che questa Commissione non ha alcun potere sulle trasmissioni dirette integrali di dibattiti parlamentari, che a norma di legge vengono richieste, uditi i gruppi, dal Presidente dell'Assemblea parlamentare interessata.<br>È evidente che tali trasmissioni, per la loro precipua natura di strumento - sia pure eccezionale - di pubblicità dei lavori parlamentari, non possano che consistere in una trasmissione integrale degli interventi senza interruzioni giornalistiche; ciò non toglie naturalmente che i servizi parlamentari della RAI nella loro autonomia possano decidere di far precedere o seguire la trasmissione da un commento o da una scheda illustrativa che consentano una maggiore comprensione dell'oggetto parlamentare da parte degli utenti. <br>La dottoressa La Rosa si sofferma poi sulla questione che costituisce l'oggetto dell'audizione, vale a dire le tribune tematiche nazionali, rilevando come nel primo ciclo di attuazione siano emersi diversi problemi collegati alla formulazione del regolamento.<br>Vi è in primo luogo la questione della limitazione del diritto a partecipare alle tribune ai soli parlamentari nazionali ed europei, questione che è stata oggetto di proteste da parte dei Radicali italiani, i quali hanno in più occasioni richiesta la partecipazione del loro segretario nazionale Daniele Capezzone, non parlamentare. Un'altra questione sollevata dai radicali è quella della richiesta della diretta.<br>La dottoressa La Rosa chiede quindi che siano fissati tempi più brevi per la comunicazione alla Commissione dell'oggetto delle trasmissioni, dal momento che un eccessivo anticipo nella comunicazioni rischia rendere non più attuali i temi scelti una volta che si sia dato inizio al ciclo.<br>Il problema più grave è senz'altro quello della ripartizione dei tempi di parola tra i soggetti legittimati e, di converso, dell'obbligo di garantire a tutti la partecipazione ad una trasmissione sull'identico tema nell'arco di due settimane.<br>In questo modo, mentre da un lato si realizzano trasmissioni in cui c'è un evidente squilibrio del termine a disposizione dei diversi contraddittori, dall'altra avviene - anche perché tra i soggetti legittimati a vario titolo, quelli schierati all'opposizione sono molto più numerosi di quelli in maggioranza - che si possano determinare trasmissioni come quella sul legittimo sospetto dello scorso 28 settembre, nella quale tutti e tre i partecipanti erano schierati in una posizione contraria alla legge Cirami. La direttrice La Rosa osserva che tale situazione rischia di ripetersi il prossimo 25 ottobre in una trasmissione sul funzionamento della scuola.<br>Ella ritiene quindi che sarebbe opportuno da un lato riequilibrare i tempi di parola dei soggetti legittimati, stabilendo per esempio che i 5 gruppi maggiori hanno diritto ad un tempo di 7-8 minuto e gli altri ad un tempo di 5 minuti ciascuno, e dall'altra garantire a ciascun soggetto legittimato un passaggio televisivo in un ciclo di quattro trasmissioni, che dovrebbero naturalmente avere temi differenti. <p><strong>Audizione del Direttore della Testata Servizi Parlamentari della RAI </strong><br>
    0:30 Durata: 22 min 34 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina esprime vivo apprezzamento per la relazione della dottoressa La Rosa ed esprime l'auspicio che la Commissione, attraverso il suo Presidente, inviti la RAI a ripristinare il vecchio orario di una trasmissione importante e seguita come «Sette giorni al Parlamento». <br>Egli rileva quindi come dall'intervento della dottoressa La Rosa sia emerso con chiarezza la necessità di modificare le norme regolamentari che disciplinano la ripartizione dei tempi e delle presenze, essendo indubbiamente inaccettabile il verificarsi di trasmissioni come quella dello scorso 28 settembre in cui erano presenti tre interlocutori che avevano la stessa posizione sul legittimo sospetto. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:53 Durata: 4 min 3 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra rileva che le problematiche testé esposte hanno messo in luce la centralità del problema di garantire un effettivo contraddittorio non solo nelle tribune, ma in tutte le trasmissioni di carattere politico. <br>Peraltro egli osserva che se in questo caso situazioni di soppressione del contraddittorio sono derivate da una normativa eccessivamente rigida, in altri sembrano conseguire ad una precisa scelta editoriale, come è recentemente avvenuto nella trasmissione dedicata alla Regione Lazio, nel programma «Telecamere Regioni» nel corso della quale l'attività della Giunta di Centro-destra è stata presentata in modo apologetico e trionfalistico, senza nessun contraddittorio. <br>
    0:57 Durata: 8 min 6 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano rileva che anche dall'intervento della dottoressa La Rosa, come già dall'audizione dei rappresentanti dei CORECOM, sia emerso il grave elemento di distorsione determinato dalla ripartizione semiproporzionale dei tempi di parola. Del resto, al di là dell'inefficacia comunicativa che caratterizza indubbiamente un dibattito in cui un interlocutore ha tempi 5 o 6 volte superiore ad un altro, va rilevato che questo tipo di ripartizione confligge con la legge 28 del 2000, il cui impianto è ispirato ad un criterio rigidamente paritario per quanto riguarda la presenza dei soggetti politici nella comunicazione politica radiotelevisiva. <br>Egli avanza poi delle perplessità sulla soluzione indicata dalla dottoressa La Rosa, ritenendo inopportuno affidare alla discrezionalità della RAI la partecipazione di una forza politica a questo o a quel dibattito, laddove invece a suo parere la discrezionalità giornalistica dell'azienda si deve esercitare nel comporre i partecipanti alle singole trasmissioni in modo da realizzare un effettivo contraddittorio, tenendo conto cioè non solo di una meccanica distinzione fra maggioranza ed opposizione, ma anche delle differenti posizioni effettivamente sostenute sui singoli temi dai diversi soggetti legittimati. <br>
    1:05 Durata: 7 min 58 sec
  • Giuseppe Gianni (UDC)

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    1:13 Durata: 1 min 32 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Dopo l'intervento del deputato Gianni, il quale esprime un vivo consenso sulle considerazioni della direttrice La Rosa, in particolare per quanto riguarda la salvaguardia dei tradizionali palinsesti di comunicazione parlamentare, il deputato Gentiloni Silveri valuta favorevolmente la possibilità di modificare il criterio di ripartizione dei tempi di parola in senso tendenzialmente paritario; ciò del resto appare conforme alla necessità di conservare alle tribune un carattere di spazio di comunicazione politica ugualmente garantito a tutti i soggetti politici, senza quella mediazione giornalistica caratterizzata e riconoscibile che hanno altre trasmissioni più spiccatamente informative, trasmissioni che sono sotto la responsabilità di un giornalista conduttore che in quanto tale si assume anche il rischio di provocare anche polemiche con le sue scelte editoriali: si può polemizzare con «Porta a porta», con «Sciuscià», con «Telecamere», non si dovrebbe poter polemizzare con le tribune. Non a caso la delicatezza della funzione di garanzia dei servizi parlamentari ha indotto in passato ad affidarne la direzione a giornalisti considerati vicini alle tendenze politiche in quel momento all'opposizione. Il fatto che stavolta si sia presa una decisione diversa rende tanto più necessario garantire il carattere assolutamente istituzionale di questo tipo di trasmissioni. <br>
    1:15 Durata: 8 min 53 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi si associa in primo luogo alle considerazioni del deputato Giordano per cui una stretta applicazione dei principi della legge sulla par condicio ed in particolare dell'articolo 2, imporrebbe probabilmente una ripartizione assolutamente paritaria dei tempi di presenza e di parola. <br>È vero peraltro che in passato tanto la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi quanto l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni hanno interpretato un criterio interpretativo meno rigoroso e non c'è dubbio che una situazione in cui a quattro gruppi parlamentari di maggioranza corrispondono 11 soggetti politici, con vario titolo di legittimazione, schierati all'opposizione, si crea un problema oggettivo di garanzia del contraddittorio. Si tratta quindi di una questione che deve essere valutata accuratamente dalla Commissione.<br>La necessità di garantire, anche con opportuni accorgimenti tecnici l'effettività del contraddittorio nelle tribune, ripropone peraltro il problema della garanzia del contraddittorio - secondo quanto sottolineato anche dall'atto di indirizzo attualmente in discussione in materia di pluralismo - quale elemento essenziale per la garanzia del pluralismo stesso, e questo deve essere in primo luogo un preciso obiettivo di linea editoriale, che non è sempre perseguito come dimostra il caso della trasmissione «Telecamere regioni» sulla Regione Lazio già ricordato dal deputato Carra.<br>Il senatore Falomi fa presente come in altra sede già la dottoressa La Rosa gli abbia replicato che il servizio sul Lazio rispondeva ad una precisa formula editoriale di Telecamere regione e che anche in occasioni di precedenti trasmissioni su regioni governate dal centrosinistra come la Campania e l'Umbria non era stato previsto alcun contraddittorio. Tale obiezione però nulla toglie alla validità delle critiche a quel tipo di trasmissione, non potendosi pensare che il pluralismo sia garantito dal bilanciamento tra diverse occasioni in cui su diverse realtà di volta in volta viene data voce ad una sola parte politica. <br>
    1:24 Durata: 10 min 18 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore Lauria esprime apprezzamento per l'intervento della dottoressa La Rosa e concorda con quanto affermato con quanto affermato dal collega Gentiloni Silveri sul fatto che abbandonando la tradizione di attribuire la direzione dei servizi parlamentari ad un giornalista vicino alle forze che sono in quel momento all'opposizione si è di fatto determinata a carico del direttore stesso una maggiore responsabilità nella garanzia del pluralismo. <br>Egli sottolinea quindi l'esigenza di dare maggiore visibilità, anche nella collocazione oraria, alle tribune stesse, e più in generale di evitare di contrastare la tendenza alla ghettizzazione dell'informazione parlamentare e della comunicazione politica istituzionale. <br>
    1:34 Durata: 3 min 38 sec
  • Maurizio Bertucci (FI)

    Il deputato Bertucci ritiene che la questione della ripartizione dei tempi debba essere risolta in maniera equilibrata, contemperando l'esigenza di dare voce a tutti i soggetti legittimati con quelle di attribuire alle varie forze politiche una presenza adeguata al peso politico e alle conseguenti responsabilità loro attribuite dal consenso degli elettori, e nonchè di garantire un effettivo contraddittorio; il fatto che l'opposizione sia divisa in numerosi partiti non può giustificare una trasmissione come quella del 28 settembre scorso sulla legge Cirami, nel corso della quale sono stati pronunciati addirittura insulti personali senza che fosse possibile garantire alcun contraddittorio.<br>Egli condivide quindi le considerazioni critiche del senatore Falomi sul format del programma «Telecamere regioni», ricordando di aver assistito a due trionfalistici servizi sulle regioni Umbria e Campania. <br>
    1:37 Durata: 3 min 23 sec
  • Gino Moncada (UDC:CCD-CDU-DE)

    <br>
    1:41 Durata: 3 min 9 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Dopo un intervento del senatore Moncada Lo Giudice, che si associa alle considerazioni fin qui svolte, in particolare per quanto riguarda la necessità di garantire il contraddittorio, il deputato Caparini ringrazia la direttrice La Rosa per aver fornito importanti spunti al dibattito, rilevando in particolare come da questa audizione sia emerso, accanto al problema già evidenziato della difficoltà di svolgere dibattiti validi sul piano della comunicazioni con interlocutori che hanno tempi diversi, anche quello della difficoltà di garantire l'effettività del contraddittorio. <br>Nel concordare con quanto affermato dalla dottoressa La Rosa circa la necessità spazi certi e fruibili all'informazione parlamentare e alla comunicazione politica istituzionale, egli sottolinea la necessità di garantire un'adeguata pubblicità alle tribune politiche tematiche. <br>
    1:44 Durata: 3 min 56 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli rileva che dalle audizioni sono emersi numerosi temi di estremo interesse. Alcuni di essi sono estranei all'oggetto del dibattito in corso e dovranno essere sicuramente approfonditi in tempi brevi dalla Commissione. <br>Peraltro bisogna tenere presente come quella delle tribune sia una delle poche materie sulle quali la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi ha una competenza propria, nel senso che può emanare disposizioni immediatamente precettive nei confronti della RAI, mentre non ha competenza sulla programmazione televisiva generale, cosicché quello di ripristinare la vecchia collocazione oraria di «Sette giorni al Parlamento» ad esempio, non può che essere un mero invito all'azienda. <br>
    1:48 Durata: 6 min 46 sec
  • Replica di Anna La Rosa

    Intervenendo in sede di replica la dottoressa La Rosa sottolinea l'importanza di una informazione politica e parlamentare pluralista ed indipendente per il sistema democratico.<br>Con riferimento alla questione da più parti sollevata della trasmissione «Telecamere regionale» ella fa presente che non si tratta di una trasmissione di comunicazione politica, ma di una trasmissione informativa sull'attività delle singoli governi regionali; in questo format si è sempre ritenuto di dover dare la parola unicamente ai presidenti ed ai membri delle giunte in quanto soggetti istituzionalmente responsabili del governo regionale, tuttavia ella terrà conto per il futuro dell'indirizzo della Commissione in modo da garantire anche in questo tipo di trasmissioni una pluralità di voci ed un contraddittorio.<br>La dottoressa La Rosa esprime poi vivo compiacimento per il fatto che il relatore Caparini abbia espresso l'esigenza, da lei più volte rappresentata alla RAI, di garantire una adeguata pubblicità alle tribune tematiche, anche attraverso messaggi promozionali come quelli che vengono inseriti in palinsesto a favore di trasmissioni di intrattenimento informative o culturali. <p>Il presidente Petruccioli ringrazia la dottoressa La Rosa e dichiara conclusa l'audizione.<br>Le audizioni terminano alle 16h15. <br>
    1:55 Durata: 7 min 27 sec