06 NOV 2002

Istruzione Pubblica: Audizione Ministro Moratti nell'indagine sulla politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica

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Indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n.

204, recante norme sul coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica: audizione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Letizia Moratti.

Registrazione audio di "Istruzione Pubblica: Audizione Ministro Moratti nell'indagine sulla politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica", registrato mercoledì 6 novembre 2002 alle 00:00.

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  • Relazione iniziale di Letizia Moratti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

    Interviene il ministro Moratti, la quale afferma anzitutto che, sin dal suo insediamento, il Governo ha inteso affidare alle politiche di sostegno e coordinamento delle attività di ricerca scientifico--tecnologiche un ruolo di particolare importanza per il conseguimento del grande obiettivo di modernizzazione del Paese, impegnandosi al fine di rimuovere le anomalie più marcate del sistema nazionale: fra queste, ella cita una spesa per la ricerca che, partita da un valore nettamente inferiore a quello dei principali Paesi europei, nell'ultimo decennio si è ulteriormente ridotta, con particolare riferimento alla spesa per la ricerca di base; una persistente debolezza del rapporto scienza-mercato; un mercato del lavoro per i ricercatori che, oltre ad essere sottodimensionato ed esposto al processo di invecchiamento degli addetti, non offre prospettive che lo rendano attrattivo e competitivo; un limitato impiego di strumenti di finanza innovativa, come ad esempio venture capital per lo start up di nuove imprese; una ridotta capacità di attrarre investimenti internazionali diretti.<br>Il Ministro si sofferma quindi sugli aspetti programmatici che hanno caratterizzato l'azione del Ministero in questo primo anno e mezzo di Governo.<br>Anzitutto, ricorda l'approvazione delle nuove Linee guida per la politica scientifica e tecnologica; indi, richiama la posizione dell'Italia nel VI Programma Quadro dell'Unione europea, il nuovo Piano spaziale nazionale e il Programma nazionale di ricerca in Antartide.<br>Quanto alle nuove Linee guida, ella rammenta che sono state adottate dopo un'ampia e costruttiva consultazione con le pubbliche amministrazioni, la comunità scientifica, il mondo della produzione e le parti sociali. Esse nascono del resto da un'approfondita analisi del nostro sistema della ricerca e da una precisa identificazione dei suoi punti di forza e di debolezza, nonché dalla valutazione delle grandi opportunità che si aprono per la ricerca sullo scenario internazionale. Esse identificano quattro assi strategici, su cui concentrare i futuri investimenti: avanzamento delle frontiere della conoscenza (ricerca pura); sostegno della ricerca orientata allo sviluppo di tecnologie chiave abilitanti a carattere multisettoriale (ricerca di base a medio-lungo periodo); potenziamento delle attività di ricerca industriale e relativo sviluppo tecnologico, finalizzato ad aumentare la capacità delle imprese a trasformare conoscenze e tecnologie in prodotti, processi, servizi a maggiore valore aggiunto (ricerca di breve periodo); promozione della capacità d'innovazione nei processi e nei prodotti delle piccole e medie imprese e creazione di aggregazioni sistemiche a livello territoriale.<br>Attraverso le Linee guida – prosegue il Ministro - il Governo si pone l'obiettivo non solo di elevare, entro la fine della legislatura, i finanziamenti pubblici alla ricerca dall'attuale 0,6 per cento del PIL all'1 per cento, ma anche di riposizionare gli attori del sistema, con particolare riferimento agli enti pubblici di ricerca. Al riguardo, ella informa che il riordino degli enti e degli istituti di ricerca vigilati dal Ministero è già in fase avanzata di studio e potrà essere presentato nelle prossime settimane, dopo un ampio confronto con la comunità scientifica.<br>Quanto alla posizione dell'Italia rispetto ai programmi di ricerca europei, il Ministro precisa che il Governo ha dedicato particolare attenzione ai settori a maggiore valore aggiunto e in cui il Paese ha maggiori conoscenze, nell'ottica di focalizzare le risorse sui settori con più ampie potenzialità di ricadute. <br>Con particolare riferimento al VI Programma Quadro (2002-2006) della Unione europea, che - come è noto - definisce alcune aree tematiche prioritarie di intervento nei settori della ricerca, il Ministro sottolinea l'incisivo ruolo svolto dal Governo nel suo processo di definizione. Al riguardo, informa che nella bozza di Programma già definita in sede europea all'atto dell'insediamento del governo Berlusconi erano presenti vistose lacune rispetto agli interessi del nostro Paese, fra cui in particolare gli investimenti per le piccole e medie imprese. L'Italia si è pertanto impegnata nel ricercare alleanze con altri paesi fino ad ottenere la devoluzione di una parte specifica del Programma (pari a 430 milioni di euro) a tale specifico settore, nonché la riserva ad esso di una percentuale pari al 15 per cento di ogni area tematica. Si è altresì adoperata affinchè fossero inseriti altri settori di particolare interesse per l'Italia, fra cui quello dei trasporti (precedentemente incluso solo per gli aspetti relativi all'impatto ambientale), l'elicotteristica, le scienze marine, l'agro-industria, la conservazione del patrimonio culturale, lo studio e prevenzione dei disastri naturali per la gestione dei territorio, le tematiche energetiche ad alto potenziale di sviluppo tecnologico ed impatto economico.<br>Nell'ambito del Programma Quadro, resta tuttavia aperta la definizione della questione etica. In particolare, l'Italia ha proposto l'esclusione dal finanziamento delle attività di ricerca riguardanti la clonazione umana a fini riproduttivi, le terapie genetiche germinali, la produzione di embrioni a fini di ricerca o per il prelievo di cellule staminali. Il Governo ritiene infatti di assentire alla ricerca su cellule staminali o embrionali solo se presenti ad una data anteriore all'approvazione del Programma, onde evitarne il commercio. Su tale posizione, dapprima isolata, l'Italia ha registrato il progressivo consenso di altri Paesi fra cui Germania, Irlanda, Portogallo ed Austria, ottenendo la moratoria di un anno nel corso del quale nell'ambito del VI Programma Quadro non si farà ricerca in tali settori. <br>Passando al nuovo Piano spaziale nazionale (2003-2005), elaborato dall'ASI, il Ministro osserva che - per la prima volta - esso è stato elaborato nell'ottica delle Linee guida della ricerca. La nuova politica spaziale dell'Italia si focalizza strategicamente su progetti con forte ricaduta sull'industria nazionale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, asse portante della nostra economia. Al tempo stesso il Piano apre importanti scenari per la collaborazione spaziale europea. Tra gli obiettivi del Piano figurano la protezione dalle frane, dalle alluvioni, dagli incendi boschivi, attraverso lo sviluppo dell'osservazione satellitare; la sicurezza dei trasporti, attraverso la localizzazione satellitare integrata con sofisticati sistemi di telecomunicazione; lo sviluppo di sistemi di telecomunicazione capaci di aumentare qualità, quantità e varietà dei servizi offerti all'utente. <br>Il Piano si colloca inoltre in stretto collegamento con il Piano spaziale europeo elaborato dall'ESA, rispetto al quale il Governo ha ottenuto significativi successi fra cui condizioni di reciprocità nell'investimento su progetti di altri Paesi. L'Italia ha inoltre avanzato un importante progetto integrato per modelli di simulazione a fini di prevenzione dei disastri naturali, secondo un approccio interdisciplinare che ha suscitato un vasto interesse e sul quale il Ministro si augura si registri un'ampia partecipazione. <br>Dopo aver accennato al Programma nazionale di ricerca in Antartide, il Ministro passa ad illustrare le tre linee di intervento adottate dal Ministero sul piano operativo: sostegno alla ricerca di base; sostegno alla ricerca industriale; interventi specifici nel Mezzogiorno.<br>Quanto alla prima linea di intervento, il rilancio della ricerca di base e il potenziamento del relativo sostegno pubblico ha visto nel Fondo per gli investimenti della ricerca di base (FIRB) il principale strumento di intervento. Attraverso di esso si sono infatti concentrati importanti investimenti e si sono aggregate competenze di diversa estrazione, pubbliche e private, che hanno riguardato settori scientifici di grande rilevanza quali il post-genoma, le neuroscienze, l'information tecnology e l'ingegneria medicale. <br>Inoltre, con i progetti FIRB si è data l'opportunità di favorire l'inserimento strutturale di giovani ricercatori nonché di ricercatori di chiara fama internazionale, contribuendo al necessario ringiovanimento e rafforzamento qualitativo del settore attraverso il reclutamento di circa 900 ricercatori.<br>In un arco temporale di sei mesi sono state inoltre realizzate le attività istruttorie su circa 1.500 domande di finanziamento, che hanno visto l'ammissione di oltre 320 progetti per un investimento pari a circa 430 milioni di euro.<br>Con il disegno di legge finanziaria per il 2003 si prevede inoltre un rifinanziamento della ricerca di base di 100 milioni di euro a partire dall'esercizio 2003. Al riguardo, il Ministro precisa peraltro che la ricerca di base, negli anni 2000-2001, era stata finanziata con un investimento iniziale di 39 milioni di euro. E' pur vero che ad esso si sono aggiunti i proventi delle licenze UMTS, per un ammontare assai significativo (pari a circa 370 milioni di euro); si è trattato tuttavia di un finanziamento una tantum, che non è corretto porre a confronto con gli stanziamenti di carattere permanente. <br>Quanto alla seconda linea di intervento, relativa al sostegno alla ricerca industriale, il Ministro comunica che il potenziamento degli investimenti privati in favore della ricerca si è perseguito attraverso la completa operatività del decreto legislativo n. 297 del 1999, che sostiene le iniziative finalizzate alla definizione di nuovi processi e nuovi prodotti attraverso l'acquisizione di nuove conoscenze scientifico-tecnologiche con ricadute nel breve-medio periodo.<br>Particolarmente intensa è stata l'azione di selezione dei progetti di ricerca e formazione presentati dalle imprese industriali. Nel corso del solo 2002, il Ministero ha infatti ammesso al finanziamento 187 progetti, per un costo complessivo di circa 480 milioni di euro e per un intervento ministeriale pari a circa 347 milioni di euro. Nel settore, vi è peraltro una rilevantissima domanda ed il Ministro assume l'impegno che tutte le domande presentate, che siano state valutate positivamente, ottengano il finanziamento. Ella dà poi conto di un nuovo modello di investimenti, nei distretti industriali ad alta tecnologia. Si tratta di una innovazione che coinvolge, in un disegno strategico unitario, le imprese, il mondo scientifico e gli operatori della finanza privata, nonché le amministrazioni locali, che assumono un ruolo determinante nella proposta e nell'attuazione dell'iniziativa. Una sperimentazione in tal senso è già stata avviata in Piemonte per la realizzazione di un incubatore di ricerca idoneo a sviluppare ricerca e a creare nuova occupazione attraverso lo start up di nuove imprese. Analoghi progetti sono in via di definizione a Padova, Milano, Modena e in Sicilia, in settori in cui il territorio sia in grado di attirare investimenti privati.<br>Quanto infine alla terza linea di intervento, relativa al sostegno alla ricerca e alla formazione nel Mezzogiorno, il Ministro conferma che il Governo considera il Mezzogiorno un ambito di intervento prioritario. Il Ministero è del resto titolare del Programma operativo nazionale per la ricerca scientifica e l'alta formazione nel Mezzogiorno, cofinanziato dai Fondi strutturali dell'Unione Europea, i cui stanziamenti ammontano complessivamente a 2.038,7 milioni di euro, di cui 1.195,5 milioni di euro per risorse comunitarie e 847,2 milioni di euro per risorse nazionali. <br>Nell'ambito di tali interventi, il Ministero alla fine del 2001 ha emanato un bando per la presentazione di progetti di ricerca e formazione, da realizzarsi nel Mezzogiorno, e relativi a quattro specifici settori tecnologici: agro-industria, ambiente, beni culturali e trasporti.<br>A conclusione di un iter istruttorio particolarmente approfondito e complesso, il Ministero ha selezionato 85 progetti per un costo complessivo di circa 520 milioni di euro, a fronte dei quali l'impegno finanziario del Ministero è pari a circa 366 milioni di euro, di cui 303 per attività di ricerca e 63 per attività di formazione che garantiscono l'occupazione di circa 1000 nuovi ricercatori.<br>Sempre nell'ambito del predetto Programma operativo per il Mezzogiorno, il Ministero ha proceduto all'assegnazione di fondi per la realizzazione di attività di alta formazione, cofinanziando 176 master e 123 interventi per le donne. Complessivamente, i progetti cofinanziati prevedono l'attribuzione di circa 5000 borse di studio con un impegno finanziario del Ministero pari a circa 250 milioni di euro.<br>Infine, sono stati assegnati finanziamenti per il sostegno alla realizzazione dì infrastrutture di ricerca per il sistema scientifico pubblico: in particolare si sosterranno 74 progetti per un importo di 84,3 milioni di euro, a fronte di un costo complessivo di 109,9 milioni di euro. Si tratta di investimenti particolarmente importanti, in quanto consentono un migliore utilizzo dei fondi europei.<br>Il Ministro si sofferma infine sulle attività di valutazione, che rappresentano a suo giudizio un profilo essenziale delle Linee guida. Al riguardo, ella dà conto dell'incarico conferito al Comitato per la valutazione della ricerca (CIVR) per lo svolgimento di un'indagine sugli enti pubblici di ricerca, i cui risultati si impegna a trasmettere alla Commissione. Le metodologie della ricerca si sono fissate essenzialmente sulle capacità di autovalutazione e su una valutazione esterna da parte di comitati di esperti volta a non già alla penalizzazione delle strutture, bensì all'offerta di suggerimenti e consigli. Ciò ha consentito una prima mappatura degli enti in base alla loro produttività, rilevanza, impatto socio-economico, gestione del personale. Ne è emersa tuttavia la necessità dell'elaborazione di Linee guida anche con riferimento alla valutazione, al fine di conseguire standard e criteri oggettivi e diffusi. Al CIVR è stato pertanto conferito l'incarico di elaborare una proposta di Linee guida per la valutazione, che ella si augura di avere disponibili entro la fine del mese, onde sottoporre il documento al più ampio confronto. E' del resto precisa volontà del Governo investire le risorse in tutti i settori della ricerca, ad eccezione di quella pura, solo previo un attento monitoraggio delle attività svolte e dell'utilizzo fatto dei fondi pubblici. <p>Il presidente Asciutti ringrazia il Ministro per la sua esauriente esposizione e dichiara aperto il dibattito. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 15h15<br>Presidenza del Presidente <strong>Franco Asciutti</strong><br>
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  • Fulvio Tessitore (DS-U)

    Il senatore Tessitore esprime compiacimento per le dichiarazioni del Ministro, con particolare riferimento all'informazione e alla valutazione. Quanto al primo profilo, egli ritiene tuttavia essenziale che l'informazione sia qualificata ed a tal fine sollecita l'individuazione di soggetti pubblici e privati idonei a svolgere una qualificata attività di carattere tecnico-scientifico. In caso contrario, qualora non si riuscisse a spezzare la catena della autoreferenzialità, risulterebbe infatti difficile un'effettiva crescita della cultura della valutazione.<br>Egli fa quindi cenno alle tensioni interne al CIVR e, esimendosi da giudizi di carattere personale, invoca efficaci criteri di rappresentatività.<br>Auspica poi il rafforzamento di una visione sistematica della ricerca, sia essa svolta da enti, università o privati, pena il prodursi di fenomeni di sovrapposizione e dispersione. Quanto in particolare alla ricerca privata, ritiene che si tratti di un settore molto delicato, senz'altro non adeguatamente stimolato, che spesso utilizza surrettiziamente il finanziamento pubblico. Invita indi il Ministro a individuare idonee forme di tutela della ricerca individuale o di piccoli gruppi, non solo di carattere umanistico, ricordando che in alcuni settori l'Italia risulta assai concorrenziale a livello internazionale se non addirittura egemone. <br>Dopo aver brevemente accennato all'invecchiamento dei ricercatori, richiama altresì il comma 17 dell'articolo 21 del disegno di legge finanziaria attualmente all'esame della Camera dei deputati, criticando la scelta di attribuire al Governo la potestà di individuare, entro sei mesi, gli enti e le agenzie ritenuti indispensabili, destinando invece tutti gli altri alla soppressione. Al riguardo, giudica assai preferibile una decisione caso per caso, da sottoporre peraltro all'esame del Parlamento. <br>Quanto agli strumenti di finanza innovativa, egli invoca un'attenta revisione della normativa, attese le difficoltà incontrate da molti atenei che hanno tentato di costituire consorzi ed agenzie.<br>Egli si sofferma poi sul rapporto con le regioni in materia di ricerca, auspicando che non si pongano in essere interventi a livello nazionale ed internazionale che contrastino con le competenze regionali.<br>Sulla valutazione, ritiene indispensabile un'assoluta pubblicità dei criteri. Richiamando poi le audizioni svolte dall'Ufficio di Presidenza della Commissione con i responsabili dei maggiori enti di ricerca, sollecita il Ministro ad una piena coerenza con le Linee guida in sede di approvazione della manovra finanziaria. Appare infatti del tutto inutile predisporre Linee guida di grande dignità che non trovino tuttavia gli strumenti finanziari necessari all'attuazione. In particolare si oppone all'ipotesi di concentrare le disponibilità finanziarie sull'ultimo anno di riferimento della manovra, atteso che si tratta di disponibilità soggette a rimodulazione. La ricerca ha invece bisogno di certezze anche e soprattutto a fini programmatori. <br>In tale ottica, egli fa riferimento al recente esame in Commissione del piano di riparto del Fondo ordinario per gli enti di ricerca che, nella proposta del Governo, avrebbe subito dal prossimo anno un ulteriore taglio del 10 per cento. Chiede pertanto chiarimenti in ordine alle definitive decisioni assunte dal Ministero, anche a seguito del parere espresso dalla Camera dei deputati. Richiama altresì lo schema di parere da lui stesso presentato insieme ad altri senatori dell'opposizione dichiarato precluso a seguito dell'approvazione del parere di maggioranza. <br>Ritiene comunque che la ricerca e la formazione siano la struttura portante del Paese, cui occorre assicurare centralità, ed invita il Ministro a dedicare particolare attenzione al segmento post-universitario, in rapporto con il mondo produttivo e della ricerca in un'ottica integrata. <br>Conclude, richiamando l'esigenza di efficaci strumenti di valutazione, laddove ne esistano le condizioni in un'ottica di grande apertura e flessibilità non necessariamente ristretta all'ambito universitario.<p>Il seguito della procedura informativa è quindi rinviato.<br>La seduta termina alle 16h10. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:37 Durata: 23 min 41 sec