02 OTT 2002

Affari Costituzionali, Cultura e Trasporti: Comunicazioni sul messaggio del Presidente della Repubblica inviato alle Camere il 23 luglio 2002

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 31 min

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Comunicazioni sui temi contenuti nel messaggio del Presidente della Repubblica inviato alle Camere il 23 luglio 2002. .

Registrazione audio di "Affari Costituzionali, Cultura e Trasporti: Comunicazioni sul messaggio del Presidente della Repubblica inviato alle Camere il 23 luglio 2002", registrato mercoledì 2 ottobre 2002 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 31 minuti.
  • Presidente

    Ferdinando Adornato, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso.<br>Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. <br>Considerata la difficoltà di svolgere una relazione in chiave istituzionale sul messaggio del Presidente della Repubblica inviato alle Camere e non intendendo manifestare le sue opinioni personali, desidera offrire all'attenzione delle Commissioni alcuni spunti di riflessione. <br>Pur non ignorando le difficoltà della situazione presente, esprime l'auspicio che, diversamente dal passato, la discussione non parta da posizioni precostituite, avendo presente la complessità di una materia che investe il passato e il futuro del paese. <br>Sottolinea quindi, con riferimento all'esigenza di valutare il «pluralismo interno» richiamato dal Capo dello Stato, il rischio che una particolare attenzione a tale aspetto si traduca in una limitazione della libertà editoriale. <br>Entrando nel merito della discussione sul pluralismo, invita ad una riflessione sulla funzione del Parlamento, da intendere come vigilanza sul rispetto di tale garanzia, ovvero sulle forme più idonee ad assicurare tale obiettivo, con il conseguente rischio di pericolose sovrapposizioni. <br>Occorre inoltre dirimere il quesito sull'opportunità o meno che le Camere stabiliscano quale debba essere l'esito finale di un processo di riforma del sistema radiotelevisivo, pronunciandosi in merito alla struttura della RAI. <br>Richiamata l'esigenza, evidenziata dal Presidente della Repubblica, di una particolare attenzione alla tutela dei minori - rispetto alla quale non sembra siano finora emerse conseguenti deliberazioni nella predisposizione dei palinsesti del servizio pubblico radiotelevisivo - esprime apprezzamento per lo stile e il contenuto del messaggio, osservando come l'invito alle forze politiche a ragionare in termini di reciproco riconoscimento sulle questioni più difficili della vita nazionale sia spesso inascoltato. Ritiene che se il Parlamento italiano riuscisse a seguire le indicazioni del Capo dello Stato, ciò costituirebbe una pagina particolarmente significativa della storia del paese. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h40<br>Presidenza del Presidente della VII Commissione <strong>Ferdinando Adornato</strong><br>
    0:00 Durata: 16 min 4 sec
  • Angelo Sanza (FI) - Presidente

    Angelo Sanza (FI) esprime apprezzamento per gli interrogativi posti dal presidente Adornato, su cui richiama l'attenzione al fine di recuperare lo spirito manifestato dal Presidente Casini nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2002. <br>Ricorda che in tale circostanza il suo gruppo ha già espresso il pieno assenso al messaggio del Presidente della Repubblica, nel quale è stato affrontato il tema centrale, dibattuto in molte democrazie occidentali, della garanzia del pluralismo e dell'imparzialità dell'informazione come strumento essenziale per realizzare una democrazia matura. Poiché la questione non è stata adeguatamente affrontata, come avrebbe dovuto, nella passata legislatura, il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di regolare l'intera materia. A tale riguardo richiama l'attenzione sulla diversa natura dei possibili conflitti - tra informazione e politica, informazione ed economia, informazione e finanza, informazione nazionale ed extranazionale - evidenziando la difficoltà di regolare con lo strumento legislativo aspetti particolarmente complessi, come l'uso politico di mezzi di comunicazioni di massa da parte di gruppi economici e lobby internazionali. Rilevato come il Capo dello Stato abbia esortato a redigere un testo normativo che consideri il ruolo centrale del servizio pubblico radiotelevisivo, sottolinea l'importanza attribuita al messaggio trasmesso alle Camere, come risulta dall'impegno del Governo nel predisporre il disegno di legge di riforma del settore. <br>Ritiene che il Parlamento non possa eludere la fiducia del Presidente della Repubblica e che la necessità di creare le condizioni per affrontare la rivoluzione connessa all'introduzione del sistema digitale renda improcrastinabile il compito di colmare i ritardi accumulati nella precedente legislatura. <br>La sua parte politica, animata dalla volontà di ricercare le più ampie convergenze parlamentari, ritiene che la nuova disciplina debba: governare il passaggio del sistema televisivo dall'analogico al digitale; dare coerenza al settore delle comunicazioni nel suo complesso, eliminando vincoli tra stampa e televisione, individuando regole per favorire la concorrenza e limitare la concentrazione; aprire il capitale della RAI ad utenti, dipendenti e istituzioni con l'obiettivo di formare una public company; potenziare i compiti dell'Autorità per le comunicazioni, da coordinare con i poteri di indirizzo e vigilanza del Parlamento; realizzare, coerentemente con il nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione, un pluralismo di tipo orizzontale che sappia rispondere alle esigenze della devolution. <br>Nel ricordare il richiamo del Capo dello Stato alla necessità di garantire che il sistema dell'informazione dia equamente conto di tutte le posizioni senza inquinare i termini del dibattito politico, esprime l'auspicio che non debbano più verificarsi episodi come quelli che hanno caratterizzato la parte finale della precedente legislatura e che, nell'ambito di un sereno confronto tra le parti politiche, sia possibile giungere alla definizione di una disciplina normativa volta a consolidare la democrazia, senza comprimere le necessità di crescita delle aziende operanti nel settore. <br>
    0:16 Durata: 17 min 23 sec
  • Carlo Rognoni (DS-U)

    Carlo Rognoni (DS-U) esprime preliminarmente il proprio apprezzamento per l'iniziativa del Presidente Casini di invitare le Commissioni competenti a discutere sul messaggio inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica; ritiene che sia stato allo stesso tempo un atto di cortesia e sensibilità istituzionale ed un atto politico molto forte. <br>Soffermandosi sulla cosiddetta «legge Gasparri», ricorda che, riguardo alle tematiche in discussione, la posta in gioco è la qualità della nostra democrazia: il Presidente della Repubblica ha parlato a riguardo di «democrazia compiuta».<br>Considerato l'enorme conflitto d'interessi che nel settore dell'informazione grava sul Presidente del Consiglio, risulta evidente come il messaggio del Presidente della Repubblica «in materia di pluralismo e imparzialità dell'informazione» sia prima di tutto diretto alla coscienza ed al senso di responsabilità di tutti i parlamentari. <br>Se la democrazia è un sistema che si fonda sulla divisione e sull'autonomia dei poteri, nelle società contemporanee avanzate, ritiene che il ruolo ed il peso dei mass media, dei mezzi di comunicazione in generale sia tale da configurarsi come un autentico quarto potere. <br>Nel ricordare che il Presidente Ciampi nel suo messaggio alle Camere ha richiamato i contenuti di alcune sentenze della Corte costituzionale, sottolinea in particolare che la sentenza n. 826 del 1988 ha fatto riferimento al pluralismo che in questo settore «non potrebbe in ogni caso considerarsi realizzato dal concorso fra un polo pubblico e un polo privato». Ricorda inoltre che, a seguito di tale sentenza, il Parlamento emanò la famigerata legge Mammì che, di fatto, non contribuì ad intaccare il duopolio televisivo esistente nel nostro paese, che ha provocato numerosi guasti nel settore. <br>Dopo aver richiamato gli elementi critici del sistema televisivo italiano, si sofferma sulla sentenza n. 420 del 1994 della Corte costituzionale, che faceva riferimento alla necessità di assicurare il pluralismo delle voci e di garantire il diritto del cittadino all'informazione. Osserva che a distanza di otto anni da quella sentenza, il sistema radiotelevisivo continua a violare i principi democratici del pluralismo dell'informazione. <br>Rileva che un altro aspetto positivo del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica alle Camere è rappresentato dal richiamo a ripensare i valori fondanti per una democrazia dell'informazione in un contesto di passaggio tecnologico rivoluzionario, che porterà dal sistema analogico a quello digitale. Dopo aver evidenziato l'obsolescenza delle nostre tecnologie in tale settore, il Presidente Ciampi ha indicato alcune linee guida per una «legge di sistema», per regolare l'intera materia delle comunicazioni, della radiotelediffusione, della editoria dei giornali e dei periodici, nonché dei rapporti tra tali mezzi. <br>In merito al richiamato titolo V della Costituzione, che all'articolo 117 assegna alle regioni un preciso ruolo nella comunicazione, a livello di legislazione concorrente, osserva che il Presidente della Repubblica ha sottolineato la necessità di considerare, nella elaborazione della nuova legge in materia, il pluralismo e l'imparzialità come fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell'opposizione, in un sistema maggioritario. <br>Alla luce di tali considerazioni, invita il ministro Gasparri a valutare attentamente il testo del messaggio in discussione e a ritirare il disegno di legge che sta predisponendo su tale materia. <br>
    0:33 Durata: 15 min 27 sec
  • Renzo Lusetti (MARGH-U)

    Renzo Lusetti (MARGH-U), apprezzato il contenuto del messaggio del Capo dello Stato, rileva come esso abbia sollecitato, grazie alla sensibilità del Presidente della Camera, il dibattito delle Commissioni parlamentari, ma anche la presentazione del cosiddetto disegno di legge Gasparri, che, per quanto non condivisibile su molti aspetti, rappresenta comunque un passo in avanti rispetto all'esigenza di definire una legge di sistema. <br>Sottolinea a tale riguardo l'esigenza di definire una legge di sistema non per «fotografare» l'esistente, come peraltro avvenuto in passato, ma per favorire lo sviluppo del sistema radiotelevisivo in un orizzonte temporale abbastanza ampio. Evidenziato come nel messaggio del Capo dello Stato si solleciti il superamento delle posizioni dominanti, ritiene che ciò debba avvenire già in base alla legislazione vigente, in base alla quale non si possono avere più di due concessioni, superando pertanto deroghe e proroghe a tale riguardo. Anche l'invito a creare le condizioni per una corretta liberalizzazione comporta il superamento della situazione di duopolio, per esempio favorendo la sperimentazione nel digitale terrestre attraverso adeguati stanziamenti. <br>Evidenziata l'esigenza di definire principi generali di riferimento per il servizio pubblico radiotelevisivo, si dichiara favorevole ad un'articolazione su due reti, che garantisca comunque la salvaguardia delle elevate capacità professionali presenti nell'azienda, sottolineando peraltro come l'attuale dirigenza abbia determinato scarsa qualità dei programmi e cali di ascolto. Ricorda altresì come la recente riforma del titolo V della Costituzione abbia previsto in materia una competenza concorrente delle regioni, nell'ambito della quale va perseguito un corretto equilibrio, garantendo il pluralismo politico e culturale. Ritiene che a tale riguardo possa essere utile una Commissione parlamentare di vigilanza che ampli la propria sfera di competenza all'intero sistema radiotelevisivo, nonché un'Autorità per le comunicazioni con maggiori poteri. Condivide l'esigenza di un maggiore tutela dei minori e ribadisce infine l'opportunità di prevedere efficaci incentivi all'innovazione tecnologica, a cominciare dalla prossima legge finanziaria. <br>
    0:48 Durata: 12 min 33 sec
  • Giorgio Panattoni (DS-U) - Presidente

    Giorgio Panattoni (DS-U) giudica positivamente l'iniziativa del Presidente della Camera di sollecitare il dibattito delle Commissioni riunite sul tema della comunicazione, che deve essere affrontato con un'ottica rivolta al futuro. <br>Sottolineato come il tema sia di estrema rilevanza, come dimostrato dal fatto che formi oggetto del primo messaggio dell'attuale Presidente della Repubblica alle Camere, ritiene che il relativo dibattito debba produrre concreti risultati per modificare l'attuale grave situazione. Rileva come, benché il messaggio solleciti sin dall'inizio il pluralismo e l'imparzialità dell'informazione, il sistema pubblico radiotelevisivo si sia invece caratterizzato con comportamenti contraddittori rispetto a tali obiettivi: ritiene pertanto che il pluralismo vada assunto come concreto come valore di riferimento. Ribadisce l'anomalia del sistema della comunicazione, che non garantisce l'imparzialità dell'informazione, sottolineando come il problema vada non solo affrontato a parole ma risolto con la legge di sistema, nell'ambito della quale occorre tenere presente la concentrazione di potere, peraltro in una situazione politica sempre più caratterizzata dalla difesa di interessi personali più che generali. <br>Sottolinea come l'introduzione della tecnica digitale nella comunicazione potrà comportare effettivi mutamenti nell'assetto del sistema qualora si siano già avviate a soluzione le attuali disfunzioni, con l'obiettivo di non riprodurre i presenti squilibri. Evidenziato altresì come il messaggio del Presidente della Repubblica faccia riferimento allo statuto delle opposizioni e delle minoranze in un sistema maggioritario, osserva che tale questione va affrontata nell'ottica di un adeguato assetto della comunicazione, aspetto che non viene opportunamente colto dalle proposta del Governo in materia. Rileva infine che come la legge di sistema debba valorizzare la realtà di industria culturale della RAI e che su di essa si debba aprire un confronto di elevato livello, come sollecitato dal messaggio del Capo dello Stato. <p>Ferdinando Adornato, presidente, precisa che spesso si usano i termini pluralismo, imparzialità e libertà come sinonimi, mentre essi hanno significati non del tutto coincidenti; analogamente, il pluralismo esterno, che implica la libertà editoriale, può essere contraddetto dal pluralismo interno, che finisce così per contraddire la libertà editoriale, pur essendo questo un prezzo che le società democratiche possono pagare se decidono di farlo. <br>
    1:01 Durata: 14 min 33 sec
  • Graziella Mascia (RC)

    Graziella Mascia (RC) sottolinea come l'informazione sollevi questioni molto delicate nel mondo odierno, in particolare con riferimento alla possibile contraddizione tra proprietà dei mezzi di comunicazione e pluralismo interno. Ritiene peraltro che in Italia si sia ancora molto lontani dal pluralismo interno e che tale traguardo presenti profili particolari in un'epoca caratterizzata dalle innovazioni tecnologiche. Evidenzia altresì come il cosiddetto disegno di legge Gasparri non fornisca risposta in tema di digitale terrestre, non favorendo l'ingresso di nuovi potenziali concorrenti. Non ritiene peraltro che, per garantire il pluralismo interno, sia sufficiente imporre agli operatori regole come quelle in materia di par condicio, che non hanno offerto garanzie rispetto alla rappresentazione di culture che pure appartengono alla società; non si può peraltro ritenere che il pluralismo sia garantito da una sorta di spoil system nella gestione della Rai. <br>Evidenzia altresì come la Commissione parlamentare di vigilanza dovrebbe estendere il proprio ruolo di controllo e di indirizzo all'intero sistema della comunicazione. Ritiene infine che la maggioranza debba mostrare capacità di ascolto e confronto nel corso della discussione sulla legge di sistema, se si vuole davvero rispondere sui numerosi temi posti nel messaggio del Presidente della Repubblica. <p>Ferdinando Adornato, presidente, rinvia il seguito della discussione a mercoledì 9 ottobre 2002, alle 8. <br>La seduta termina alle 16h10. <br>
    1:16 Durata: 15 min 16 sec