27 NOV 2002

Vigilanza Rai: Seguito della discussione sulla situazione generale della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 59 min

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Seguito della discussione sulla situazione generale della RAI ed esame di eventuali risoluzioni .

Registrazione di "Vigilanza Rai: Seguito della discussione sulla situazione generale della RAI", registrato mercoledì 27 novembre 2002 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 1 ora e 59 minuti.
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi rileva in primo luogo come, al di là degli sviluppi concreti della situazione apertasi con le dimissioni dei Consiglieri Donzelli e Zanda Loy e delle conseguenze giuridiche che da tale situazione si riterrà opportuno trarre, è indubbiamente giustificata ed urgente una discussione della Commissione in merito ad una crisi che non è certo conseguenza, ma piuttosto causa delle dimissioni stesse. <br>È proprio tale consapevolezza che, al di là delle valutazioni di carattere giuridico, giustifica la richiesta di procedere all'azzeramento dei vertici dell'azienda e alla nomina di un nuovo gruppo dirigente, in grado di invertire un processo di mortificazione dell'azienda e delle sue potenzialità che è sotto agli occhi di tutti.<br>L'oratore osserva come questo stato di crisi si manifesti sotto diversi profili, in primo luogo da un punto di vista di mercato e di ascolti; in proposito occorre ricordare come la RAI sia non solo una azienda che svolge compiti di servizio pubblico, ma anche una azienda che deve poter competere sul mercato e che raccoglie dalla pubblicità poco meno della metà delle sue risorse, né del resto si può pensare che l'audience sia importante solo dal punto di vista strettamente commerciale, non apparendo condivisibile l'idea elitaria che il servizio pubblico sia tale unicamente per i suoi contenuti e non anche per la capacità di rappresentarli e trasmetterli alla maggioranza dei cittadini.<br>Il senatore Falomi rileva come tradizionalmente il periodo che va da settembre a dicembre sia considerato come il più importante dal punto di vista della raccolta pubblicitaria - tanto da venir definito «periodo di garanzia» - in considerazione dell'andamento che in quel periodo dell'anno presentano sia gli ascolti televisivi che i consumi.<br>Ebbene, nell'anno in corso il primo bimestre del periodo di garanzia si è chiuso con risultati molto preoccupanti. <br>In realtà l'ultimo biennio è stato caratterizzato da un mercato della pubblicità particolarmente difficile, e secondo le analisi formulate in queste settimane nel 2003 vi sarebbero solo dei lievissimi miglioramenti, tanto che la RAI potrebbe considerare alla stregua di un successo già un incremento degli introiti pubblicitari pari a zero.<br>Per raggiungere questo modestissimo obiettivo, peraltro, sarebbero necessarie una serie di condizioni che l'azienda sembra in questo momento del tutto incapace di garantire, quali la difesa della leadership della prima rete televisiva, la capacità di RAIDUE di realizzare l'obiettivo di espandersi nel pubblico composto dai cittadini tra i 25 e i 45 anni, la stabilità di ascolti di RAITRE, un notevole incremento di ascoltatori da parte della Radio.<br> A fronte di tali situazioni si assiste da un lato ad un Direttore Generale che ha ritardato in maniera ingiustificabile le proposte delle nomine dei vertici della SIPRA, e dall'altro a dati di ascolto assolutamente preoccupanti, che vedono RAIDUE diminuire del 12,5 per cento nella prima serata rispetto all'autunno dello scorso anno, mentre RAIUNO si difende a fatica perdendo lo 0,6 per cento e la sola RAITRE incrementa i suoi ascolti di un modestissimo 1,1 per cento.<br>Queste difficoltà si riflettono anche sugli equilibri finanziari della RAI laddove si consideri che il bilancio dello scorso esercizio era stato chiuso con un attivo di 47 miliardi di vecchie lire, mentre quello in corso registra un indebitamento pari a circa 180 miliardi.<br>Infine l'oratore sottolinea la continua mortificazione del pluralismo, l'emarginazione di professionisti di grande valore sostituiti oltretutto da trasmissioni che non hanno di certo incontrato il favore del pubblico, e l'assenza di una reale pianificazione editoriale e industriale di medio e lungo periodo. <p>Il presidente Petruccioli dà notizia che anche il consigliere Staderini ha comunicato le sue dimissioni ai Presidenti del Senato e della Camera dei deputati. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h15<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 21 min 28 sec
  • Antonio Iervolino (UDC:CCD-CDU-DE)

    Il senatore Iervolino rileva come la crisi in atto nella dirigenza della RAI rappresenti un momento saliente di una stagione politica caratterizzata su una molteplicità di tematiche da scontri di asprezza spesso eccessiva, e dalla quale sarebbe opportuno tentare di uscire instaurando un clima più equilibrato e costruttivo. <br> A questo risultato devono contribuire tanto la maggioranza, che non può indubbiamente pensare di poter impostare il governo dell'azienda su un piano di rapporti di forza, quanto l'opposizione, che deve rinunciare ad un atteggiamento di contrapposizione aprioristica e riconoscere le gravi responsabilità che hanno avuto le amministrazioni del recente passato nel determinare le condizioni di crisi e di perdita di competitività dell'azienda, si pensi solo alle massicce assunzioni di giornalisti, programmisti e registi in regime di precariato.<br>La ricostruzione di condizioni di governo dell'azienda dotate di una piena legittimazione è quindi una condizione imprescindibile per salvare il servizio pubblico da un definitivo tramonto, che senza dubbio avverrebbe se la RAI si riducesse ad essere un mero terreno di lotta tra i partiti per il controllo dell'informazione, non diversamente da quanto avviene per altre istituzioni - si pensi prima di tutto all'amministrazione della giustizia - la cui legittimazione è profondamente scossa ogni volta che vengono utilizzate per fini che non sono loro propri. <br>
    0:21 Durata: 6 min 32 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti ritiene in primo luogo che l'attuale crisi della RAI non debba essere valutata semplicemente alla stregua di un oggetto di conflitto fra maggioranza e opposizione; si tratta invece di un problema di rilevanza nazionale solo che si pensi alle conseguenze che, dopo la crisi che ha colpito la più importante industria manifatturiera del paese, avrebbe una crisi irreversibile della maggiore industria culturale. <br>Una positiva soluzione della crisi e un rilancio dell'azienda, d'altra parte, rappresentano una importante prova di credibilità per tutti i personaggi a vario titolo coinvolti, primo fra tutti il Presidente del Consiglio che a suo parere dovrebbe avere tutto l'interesse ad avere una RAI competitiva e indipendente dal Governo, così da dimostrare che il conflitto di interessi non rappresenta poi un problema così grave. Purtroppo il presidente Berlusconi non sembra in questo momento preoccuparsi di un problema di immagine, laddove si consideri che proprio lui che fino a poco tempo fa aveva ribadito in varie sedi che non si sarebbe mai occupato della RAI, ha tenuto un vertice di maggioranza su questo argomento, con ciò creando il presupposto per gravi problemi per i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato, la cui immagine pubblica e il cui ruolo istituzionale sarebbero gravemente feriti dal semplice sospetto che una loro decisione possa essere assunta sulla base delle determinazioni assunte dal vertice stesso, né lo stesso presidente Baldassarre ha certamente fatto un buon servizio ai Presidenti delle Assemblee arrogandosi il diritto di fornire loro una sua interpretazione sulla validità del Consiglio di Amministrazione in carica.<br>Il deputato Giulietti chiede quindi al Presidente, che già opportunamente ha rivolto ai Presidenti delle Camere delle richieste di interpretazione delle norme vigenti, di richiedere loro anche un chiarimento sul momento in cui si debbano ritenere formalizzate le dimissioni dei consiglieri Donzelli e Zanda Loy. Se infatti queste dovessero essere ritenute perfette solo con il loro accoglimento da parte dei Presidenti delle Camere, le deliberazioni assunte in questa settimana da riunioni del Consiglio di Amministrazione a cui sarebbero stati presenti meno della metà dei Consiglieri in carica dovrebbero ritenersi nulle.<br>Il deputato Giulietti sollecita quindi una riflessione, certamente comune all'opposizione come alla maggioranza, sulla necessità di recuperare la capacità di garantire gli obblighi del servizio pubblico, evidenziata dalla recente vicenda della trasmissione di Alda d'Eusanio che ha rappresentato una evidente violazione del codice di autoregolamentazione del rapporto tra televisione e bambini. <br>
    0:28 Durata: 10 min 59 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra ritiene che le dimissioni del consigliere Staderini determinino un indiscutibile venir meno della legittimazione del Consiglio di Amministrazione. <br>A suo parere dunque il presidente Petruccioli dovrebbe rappresentare ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati la grave preoccupazione della Commissione per il rischio che il protrarsi di questa crisi determini l'assunzione di comportamenti illegittimi, e la conseguente necessità di nominare al più presto un nuovo Consiglio di Amministrazione. <br>
    0:38 Durata: 3 min 39 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Concorda il deputato Gentiloni Silveri, il quale invita tutti i colleghi a valutare con il massimo rispetto le ragioni delle dimissioni dei consiglieri Donzelli e Zanda Loy e soprattutto del consigliere Staderini, che testimoniano il difficile clima in cui si è svolto in questi mesi il lavoro del Consiglio di Amministrazione. <br>Del resto le stesse decisioni assunte, con dubbia legittimità, dal presidente Baldassare e dal consigliere Albertoni in questi giorni testimoniano in maniera eloquente tale clima: si pensi solo al fatto che solo dopo le dimissioni dei primi due Consiglieri si è ritenuto urgentissimo nominare i vertici della SIPRA, salvo poi non ritenere necessario convocarne l'Assemblea prima del prossimo 11 dicembre.<br>In tale situazione la Commissione di vigilanza deve esercitare fino in fondo le proprie responsabilità e indicare ai Presidenti delle Camere la via di uscita da questa situazione, che non può che essere la nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione. <br>
    0:42 Durata: 6 min 31 sec
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato Merlo ritiene che la grave crisi del vertice della RAI non debba stupire nessuno, laddove si consideri che nel corso di questi sette mesi il presidente Baldassarre si è dimostrato di fatto incapace di onorare gli impegni che aveva assunto di fronte a questa Commissione. <br>Egli per esempio aveva preannunciato una RAI finalmente indipendente dalle pressioni della politica, e mai come adesso invece - si pensi all'intervento del presidente Berlusconi da Sòfia e ai continui interventi del ministro Gasparri - la politica è stata presente in maniera così plateale senza incontrare nessuna resistenza dai parte dei vertici dell'azienda. <br>Si pensi altresì all'obiettivo più volte ripetuto dal Presidente di realizzare un rilancio economico dell'azienda e di esaltare la sua capacità di concorrere con il polo privato, obiettivo anche questo del tutto mancato senza che tale perdita di competitività fosse giustificabile con una scelta di qualità e di crescita culturale che è invece del tutto mancata.<br>Si pensi infine al fatto che il presidente Baldassarre aveva promesso che non avrebbe tollerato alcuna trasmissione di approfondimento politico e giornalistico priva di contraddittorio, un obiettivo palesemente contraddetto da trasmissioni come «Excalibur». <br>
    0:49 Durata: 4 min 28 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina osserva come il dibattito in Commissione sia spesso soffocato da un eccesso di contrapposizione e conflittualità politica, che impedisce talvolta anche una analisi serena e obiettiva dei dati. <br>Ne sono testimonianza molte affermazioni pronunciate dai colleghi dell'opposizione i quali, ad esempio, non sembrano cogliere la contraddizione tra l'asserita necessità di salvaguardare gli introiti pubblicitari della RAI e le critiche che pure sono state avanzate per il fatto che il Consiglio di Amministrazione abbia ritenuto improcrastinabile il rinnovo dei vertici della SIPRA.<br>In realtà, da uomo proveniente dal mondo dell'impresa prima ancora che da parlamentare, egli ritiene che alla gestione della RAI guidata dal presidente Baldassarre e dal direttore generale Saccà debbano essere riconosciuti risultati di tutto rispetto: i nuovi vertici avevano infatti ereditato una RAI caratterizzata da faziosità, con gravi problemi di bilancio e in costante difficoltà nei confronti della concorrenza, e sono riusciti a modificare in maniera significativa questo trend così insoddisfacente nell'arco di appena sei mesi.<br>Non vi è dubbio che la situazione determinata dalle dimissioni di tre Consiglieri su cinque risulti profondamente anomala, in particolare se si considerano gli obblighi di tutela del servizio pubblico che spettano al Consiglio di Amministrazione della RAI. Tuttavia da questa anomalia non si può uscire che reintegrando il Consiglio di Amministrazione, e a tale proposito sarebbe necessario che l'opposizione facesse la sua parte per ristabilire un clima costruttivo e collaborativo, favorendo l'individuazione di nuovi consiglieri che sostituiscano i dimissionari e che siano animati dalla volontà di contribuire a garantire un pluralismo che non può essere visto come una somma di opposte faziosità. <br>
    0:53 Durata: 5 min 54 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti invita i colleghi dell'opposizione a non percorrere una strada di contrapposizione ostruzionistica e distruttiva che sarebbe sicuramente senza esito. <br>Non c'è dubbio che l'opposizione ha tutto il diritto di criticare l'operato del Consiglio di Amministrazione, e molte delle osservazioni che sono state formulate nel corso del dibattito rispondono certamente ad un inevitabile gioco di ruolo, cosicché finiscono per ricalcare quelle critiche che, a suo parere peraltro con molto maggiore fondamento, il centro-destra muoveva alla precedente gestione della RAI.<br>Tuttavia il diritto dell'opposizione di svolgere il proprio ruolo non si dovrebbe spingere fino al punto di negare la realtà, distorcendo ad esempio analisi pubblicate dal Sole 24 Ore sull'andamento del mercato pubblicitario radiotelevisivo, che dimostrano in realtà come gli attuali vertici dell'azienda siano riusciti brillantemente a recuperare le significative perdite di mercato che erano state preventivate all'inizio dell'anno.<br>La maggioranza è pienamente disponibile, come dimostra anche l'atteggiamento tenuto in questa Commissione su temi come quello delle garanzie sul pluralismo, a cercare un terreno di confronto e anche di collaborazione con l'opposizione. Tale disponibilità però non potrà mai trasformarsi in una rinuncia ad esercitare il proprio ruolo e le proprie responsabilità di maggioranza, cosicché la sinistra sbaglierebbe se ritenesse di poter imporre in qualsiasi forma un commissariamento dell'azienda, giacché qualsiasi tentativo in tal senso sarebbe sconfitto in partenza dalla forza dei numeri e dalla volontà del centro-destra di assicurare finalmente un reale rinnovamento di una azienda per troppo tempo gestita in base a logiche di mero potere. <br>
    0:59 Durata: 9 min 26 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini rileva l'atteggiamento ipocrita e contraddittorio dell'opposizione che, mentre chiede a parole alla politica di fare passi indietro dall'amministrazione della RAI, richiede nel contempo soluzioni squisitamente politiche ad una crisi che essa stessa ha d'altra parte determinato, sempre per motivi puramente politici. <br>A suo parere in realtà la soluzione della crisi apertasi con le dimissioni dei Consiglieri va ricercata unicamente nelle regole vigenti, e se tali regole non piacciono c'è già oggi una discussione aperta in Parlamento che può consentire all'opposizione, se realmente intende assumere un atteggiamento collaborativo, di contribuire a cambiarle.<br> Alla luce dunque delle norme vigenti - dalla legge 206 del 1993, al Codice civile, allo Statuto sociale della RAI - il Consiglio di Amministrazione è tuttora in grado di funzionare e di deliberare; le stesse dimissioni del consigliere Staderini, in quanto fanno venire meno la maggioranza del Consiglio di Amministrazione, devono ritenersi congelate, a norma del primo comma dell'articolo 2385 del Codice civile, fino alla reintegrazione del Consiglio di Amministrazione.<br>In realtà il modo migliore per questa Commissione di collaborare al miglioramento del servizio pubblico non è certo quello di contestare speciosamente la legittimità degli atti del Consiglio di Amministrazione, ma quello di esercitare le proprie funzioni e di dettare norme di indirizzo che garantiscano un più efficace perseguimento degli obblighi del servizio pubblico stesso. <br>A tale proposito l'oratore rileva come sia ormai tempo che la Commissione si decida ad approvare la nuova regolamentazione della comunicazione politica del periodo elettorale, nonchè l'atto di indirizzo sulle garanzie del pluralismo, e avvii l'esame del contratto di servizio destinato a dare per i prossimi tre anni contenuto concreto agli obblighi di servizio pubblico. <br>
    1:08 Durata: 9 min 22 sec
  • Giuseppe Scalera (Mar-DL-U)

    Il senatore Scalera non ritiene condivisibili le affermazioni del deputato Caparini in ordine alla legittimazione del Consiglio di Amministrazione dopo le dimissioni di tre componenti. <br>In proposito egli rileva la peculiarità delle funzioni del Consiglio di Amministrazione della RAI al quale, al di là delle funzioni comuni ai Consigli di amministrazione di tutte le società, competono funzioni di controllo e di garanzia circa il corretto adempimento delle finalità e degli obblighi del servizio pubblico radiotelevisivo, funzioni queste che per il loro carattere di garanzia non possono certamente essere svolte da una minoranza dell'organo collegiale.<br>Il senatore Scalera si associa poi all'invito rivolto dal deputato Giulietti al Presidente affinché chieda una interpretazione dei Presidenti delle Camere in ordine al momento in cui sono da ritenersi perfezionate le dimissioni, e dunque alla validità delle nomine effettuate dal presidente Baldassarre e dal consigliere Albertoni.<br>Egli si sofferma poi sulla questione della compatibilità tra le funzioni di Consigliere di amministrazione della RAI e la carica di Assessore regionale, rivestita dal consigliere Albertoni.<br>In proposito egli fa notare come, oltre ai criteri di interpretazione sistematica che indurrebbero a estendere anche agli Assessori regionali le incompatibilità esplicitamente previste dal terzo periodo del 1º comma dell'articolo 2 della legge 206 del 1993, va altresì considerato che – anche alla luce di quanto affermato dal primo periodo dello stesso comma, laddove si dice che gli amministratori devono essere scelti fra persone «... di notoria indipendenza di comportamenti» – sembra corretto argomentare che la partecipazione ad un governo regionale determini un'incompatibilità, in quanto comporta di per sé l'identificazione con una linea politica di coalizione o addirittura di partito. <br>
    1:18 Durata: 4 min 45 sec
  • Giorgio Panattoni (DS-U)

    Il deputato Panattoni ritiene che la sostituzione del Consiglio di amministrazione nel suo contesto e del Direttore Generale, al di là delle conseguenze giuridiche o politiche derivanti dalle dimissioni di tre Consiglieri, trova la sua giustificazione più immediata in un criterio di carattere imprenditoriale. <br>Laddove infatti si registra, così come sta avvenendo in questi mesi per la RAI, una perdita di competitività sul mercato, di gradimento del pubblico e di qualità del prodotto così evidente ed accentuata, non si può non trarne la logica conseguenza che è appunto la sostituzione di una squadra di amministratori dimostratasi non all'altezza della situazione con un'altra che sia invece capace di rilanciare l'azienda.<br>Egli ritiene quindi che sia compito della Commissione assumersi la responsabilità politica di proporre ai Presidenti delle Camere la revoca dell'attuale Consiglio di Amministrazione della RAI. <br>
    1:23 Durata: 6 min 30 sec
  • Gloria Buffo (DS-U)

    La deputata Buffo ritiene che le dimissioni dei consiglieri Donzelli, Zanda Loy e Staderini rappresentino la conclusione obbligata di una esperienza amministrativa caratterizzata da una invadenza della politica inedita perfino per una azienda come la RAI, come dimostrano l'intervento bulgaro del presidente Berlusconi, i continui interventi del ministro Gasparri anche su singoli programmi, la permanenza del consigliere Albertoni in una carica politica. <br>Ciò posto ella invita la maggioranza a scegliere con coerenza il terreno sul quale intende confrontarsi con l'opposizione: non appare corretto da una parte richiamarsi giustamente ad una discussione sulle regole come fa il deputato Caparini - anche se certamente a suo parere tale discussione non può che dare esiti opposti a quelli da lui prospettati - e dall'altra rivendicare alla maggioranza il diritto di decidere sulla base della mera volontà politica e della forza dei numeri come fa il deputato Butti. <br>
    1:29 Durata: 5 min 1 sec
  • Presidente

    Il senatore Falomi illustra la seguente proposta di risoluzione.<br>Risoluzione.1 <br>Silveri, Falomi, Scalera, Merlo, Melandri, Montino, Carra, Giulietti <br>«La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, preso atto che le dimissioni di Donzelli, Staderini e Zanda fanno venir meno la rappresentatività del CdA RAI; considerato che spetta ai Presidenti delle Camere adottare le decisioni atte a restituire all'azienda un vertice in grado di operare, invita i due Consiglieri che non hanno annunciato le loro dimissioni a non mettere in atto comportamenti di dubbia correttezza e comunque tali da compromettere la possibilità di ricostruire un clima di dialogo e di responsabilità nel servizio pubblico radiotelevisivo.<br>Invita altresì i Presidenti delle Camere a determinare le condizioni per un radicale rinnovamento dell'intero vertice RAI». <p>Il relatore, il presidente Petruccioli ritiene che, prima di valutare l'esito da dare alla proposta di risoluzione testé presentata e al di là del dibattito politico che si deve svolgere e che è stato svolto in questa Commissione, sia opportuno riflettere sugli aspetti giuridici che si sono determinati con le dimissioni di tre Consiglieri e che meritano un indubbio approfondimento. <br>È infatti la prima volta che ci si trova di fronte alle dimissioni della maggioranza dei Consiglieri di amministrazione della RAI e ciò rende necessari alcuni solleciti chiarimenti che, a suo parere, non possono che essere forniti dai Presidenti delle due Camere ai quali, in quanto titolari del potere di nomina dei Consiglieri di amministrazione, già in passato ci si è rivolti per ottenere una autorevole interpretazione, così come è avvenuto riguardo alla questione della conclusione del mandato del precedente Consiglio di Amministrazione.<br>Le questioni aperte, come è stato ricordato, sono in realtà numerose: in primo luogo vi è infatti quella relativa al momento in cui si devono ritenere perfezionate le dimissioni presentate dai Consiglieri.<br>In secondo luogo vi è la questione relativa alla decadenza o meno del Consiglio di Amministrazione qualora ne sia venuta meno la maggioranza. In proposito egli fa osservare come, al di là delle giuste osservazione del senatore Scalera circa la particolare natura delle funzioni del Consiglio di Amministrazione della RAI, vi è anche da chiarire se, nell'ipotesi che ad esso si debba applicare la disposizione di cui al 1º comma dell'articolo 2385 del Codice civile ricordata dal deputato Caparini, il Consiglio sia comunque legittimato ad assumere deliberazioni non determinate da motivi di straordinaria urgenza.<br>Non si può inoltre sottacere il fatto che la sostituzione di un numero maggioritario di Consiglieri di amministrazione potrebbe legittimare una richiesta da parte dei nuovi amministratori di rimettere in discussione gli atti compiuti da una diversa maggioranza di Consiglieri, a cominciare dalla nomina del Presidente e del Direttore Generale.<br>In ogni caso è comunque evidente che, quale che sia la decisione assunta dai Presidenti delle Camere, essa sarà l'espressione di un senso di responsabilità istituzionale che trascende, e non può essere diversamente, la loro appartenenza politica, ed è altrettanto evidente che - vuoi attraverso l'integrazione del Consiglio di Amministrazione, vuoi attraverso la sua integrale sostituzione - deve essere al più presto rimossa l'anomalia di un Consiglio che decide con due soli dei suoi cinque componenti, anomalia che, al di là del dato meramente giuridico, non può non essere considerata tale da chi abbia presente il rilievo delle questioni di indipendenza e libertà del servizio pubblico radiotelevisivo. <br>
    1:34 Durata: 14 min 52 sec
  • Gino Moncada (UDC:CCD-CDU-DE)

    Il senatore Moncada Lo Giudice, dopo aver espresso il massimo apprezzamento per l'intervento del Presidente nel quale egli si riconosce pienamente, invita i presentatori della proposta di risoluzione a modificarne il testo sopprimendo al quarto capoverso le parole «di dubbia correttezza e comunque». Laddove i presentatori accogliessero il suo invito, i parlamentari dell'UCD potrebbero essere disponibili a votare la risoluzione.<br>Il senatore Falomi accoglie la proposta di modifica del senatore Moncada Lo Giudice. <br>
    1:49 Durata: 1 min 39 sec
  • Presidente - Maurizio Bertucci (FI)

    Il deputato Bertucci ritiene che anche Forza Italia potrebbe essere disponibile ad un voto favorevole qualora la proposta di risoluzione fosse modificata sostituendo le parole «fanno venir meno la rappresentatività del CDA RAI» con le altre «potrebbero far venire meno la rappresentatività del CDA RAI», nonché sostituendo le parole «invita altresì i Presidenti delle Camere a determinare le condizioni per un radicale rinnovamento», con le altre «invita altresì i Presidenti delle Camere a determinare le condizioni per una integrazione o un radicale rinnovamento». <br>Il senatore Falomi ritiene di non poter accettare queste ultime proposte di modifica che snaturerebbero il senso della risoluzione. <br>
    1:51 Durata: 54 sec
  • Antonio Iervolino (UDC:CCD-CDU-DE) - Presidente

    Il presidente Petruccioli avverte quindi che si passerà alla votazione della presente risoluzione con la modifica del senatore Moncada Lo Giudice.<br>Su richiesta del deputato Bertucci il presidente Petruccioli verifica che la Commissione non è in numero legale.<br>Il seguito della discussione è quindi rinviato. <br>
    1:52 Durata: 1 min
  • Maurizio Bertucci (FI) - Presidente

    <br>
    1:53 Durata: 1 min 10 sec
  • Antonio Falomi (DS-U) - Presidente

    La seduta termina alle 16h15.
    1:54 Durata: 4 min 58 sec