18 FEB 2003

Istruzione Pubblica: Audizione Salvatore Settis nell'indagine sulla tutela e la valorizzazione dei beni culturali; Audizione Presidente ASI nell'indagine sulla politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 46 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Seguito dell'indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali: audizione del professor Salvatore Settis, direttore della Scuola normale superiore di PisaSeguito dell'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n.

204, recante norme sul coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica: audizione del Presidente dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) .

Registrazione audio di "Istruzione Pubblica: Audizione Salvatore Settis
nell'indagine sulla tutela e la valorizzazione dei beni culturali; Audizione Presidente ASI nell'indagine sulla politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica", registrato martedì 18 febbraio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 46 minuti.

leggi tutto

riduci

  • Relazione iniziale di Salvatore Settis, direttore della Scuola normale superiore di Pisa

    Il presidente Asciutti introduce l'audizione ricordando le finalità dell'indagine conoscitiva in corso, nonché l'attività scientifica e pubblicistica del professor Settis sulla specifica materia della tutela dei beni culturali.<p>Ha quindi la parola il direttore della Scuola normale superiore di Pisa, professor Salvatore Settis, a giudizio del quale la problematica della tutela e della conservazione dei beni appartenenti al patrimonio culturale italiano merita una particolare attenzione, a maggior ragione in un momento di relativo affievolimento dell'attenzione per tutti i profili problematici connessi con tale questione. A suo parere, il punto di partenza deve essere la consapevolezza del significato sociale, politico e civile dei beni culturali, per i quali si può ben parlare di un patrimonio nel quale si cristallizza il sentimento di identità e di appartenenza della nazione italiana. <br>Gli elementi da cui non si può prescindere nella valutazione della politica di tutela dei beni culturali sono, in prima istanza, l'inalienabilità degli stessi, (che rappresenta peraltro una costante storica della politica di conservazione), la considerazione del valore economico del patrimonio culturale, intendendosi con tale espressione la ricchezza complessiva del bene nel contesto nel quale è ubicato (ricchezza di gran lunga più rilevante rispetto agli introiti derivanti direttamente dalla fruizione del bene), nonché l'alto tasso di conservazione del patrimonio culturale vantato dal Paese. <br>Tale ultimo aspetto rappresenta esso stesso un portato storico del quale tener conto e nel quale si identifica l'identità urbanistica e territoriale del Paese.<br>Dopo aver fatto analitico riferimento alle legislazioni emanate a tutela del patrimonio già in epoca preunitaria, il professor Settis segnala il carattere fortemente avanzato e di efficace tutela dei beni culturali della legislazione posta in essere sia in epoca prefascita che con la legge n. 1089 del 1939. D'altro canto, il valore di tale ultima disciplina che sancisce la prioritaria attenzione dello Stato verso il patrimonio culturale, risalta dalla circostanza che i principi da essa sanciti sono stati ribaditi dalla Carta costituzionale, con una continuità legislativa il cui significato va assolutamente sottolineato in un contesto di radicale trasformazione istituzionale.<br>L'oratore sottolinea inoltre che i principi sanciti dall'articolo 9 della Costituzione, unitamente alla giurisprudenza della Corte costituzionale, consentono di dichiarare il primato del principio estetico-culturale su altro genere di considerazioni, anche di carattere economico. Dal proprio punto di vista, infatti, l'attuale legislazione in materia di beni culturali è viziata da una tendenza economicistica che, a prescindere dall'orientamento politico di chi la sostiene, erode il caposaldo di quella tradizione giudica che ha consentito di preservare il patrimonio culturale italiano. Il corollario di tale tendenza economicistica, infatti, è la pretesa di poter affiancare o addirittura sostituire i pubblici poteri, facendo ricorso a soggetti privati, in funzioni di gestione, tutela e conservazione, a partire dalla supposta redditività dei beni; a suo parere, invece, tali funzioni debbono rimanere in mano pubblica. Anche la creazione dei poli museali e la scissione delle relative competenze rispetto alle funzioni assegnate alle Soprintendenze costituisce un grave errore ai fini di una corretta tutela dei beni culturali.<br>Passando ad analizzare le tematiche poste dalla ben nota questione dell'inalienabilità dei beni, esprime la personale valutazione che tale requisito debba essere attribuito solo a beni di riconosciuto valore culturale. Commentando la recente disciplina in materia di gestione del patrimonio pubblico immobiliare l'oratore contesta apertamente l'attribuzione al Ministro dell'economia e delle finanze del potere di procedere alla ricognizione dei beni e di identificare quelli appartenenti al patrimonio disponibile - rendendoli così immediatamente e automaticamente cedibili - in base alle disposizioni della legge n. 410 del 2001, senza il preventivo coinvolgimento del Ministero per i beni e le attività culturali. Tale disciplina, del resto, appare anche più pericolosa ai fini della dismissione dei beni culturali della legge che ha istituito la Patrimonio dello Stato Spa. Dopo aver riassunto i termini del dibattito, anche a livello istituzionale, apertosi con l'istituzione di tale organismo, valuta positivamente le dichiarazioni del Ministro per i beni e le attività culturali volte a riaffermare l'inalienabilità dei beni appartenenti al patrimonio culturale. Nella medesima direzione vanno le decisioni emerse in sede CIPE, ma egli ritiene essenziale, al fine di sgombrare i dubbi su qualsiasi prospettiva di dismissione di beni caratterizzati da alto valore culturale, modificare la citata legge n. 410. A tale proposito, anche in qualità di componente del Consiglio scientifico della tutela dei beni culturali, organismo che dovrebbe coadiuvare il ministro nella predisposizione del disegno di legge di delega di riforma della disciplina di tutela, ritiene che esso possa essere la sede per ribadire che la dismissione di beni immobili pubblici, fatta salva la possibilità di dismettere comunque beni che oggettivamente non appartengono al patrimonio culturale, debba essere preceduta da un'attività di ricognizione, al fine di garantire l'identificazione dei beni in ragione del valore culturale rappresentato dagli stessi. Una volta definiti i criteri per individuare i beni che non vanno assolutamente ceduti e quelli che non hanno alcun valore dal punto di vista culturale, si potrà concentrare l'attenzione su quelli per i quali l'identificazione del valore culturale suscita maggiori discussioni. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Franco Asciutti</strong><p><strong>Seguito dell'indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali: audizione del professor Salvatore Settis, direttore della Scuola normale superiore di Pisa</strong>
    0:00 Durata: 30 min 41 sec
  • Presidente

    Il presidente Asciutti osserva che tutti i commissari, pur con accenti diversi, condividono le preoccupazioni espresse dal professor Settis sull'esigenza di tutelare i beni culturali e di preservarne l'appartenenza alla sfera pubblica laddove sia chiaramente identificabile e indiscusso il valore culturale dello stesso. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:30 Durata: 1 min 57 sec
  • Fulvio Tessitore (DS-U)

    A giudizio del senatore Tessitore, è essenziale valutare le problematiche dei beni culturali nel contesto di un sistema complessivo di tutela. Inoltre, pur condividendo l'orientamento a classificare i beni per fasce di interesse, ritiene particolarmente complesso procedere in tale direzione, fatta eccezione per i casi di valore culturale indiscusso ovvero per quei beni che non presentano alcun interesse specifico. Proprio il richiamo al valore identitario acquisito da alcuni beni, infatti, potrebbe giustificarne la tutela e la conservazione, senza che essi presentino elementi di particolare pregio e valore.<br>In ultimo, ritiene essenziale analizzare la disciplina vigente, soprattutto in relazione all'efficacia della stessa nel tutelare e conservare il più grande patrimonio culturale del mondo. <br>
    0:32 Durata: 4 min 7 sec
  • Luigi Compagna (UDC:CCD-CDU-DE)

    A giudizio del senatore Compagna, la relazione del professor Settis ha identificato correttamente nella tradizione giuridica di tutela del patrimonio culturale un fattore estremamente positivo per l'efficacia di tale tutela, ma è sembrata al contrario reticente sulle inefficienze e sul vero e proprio disastro della gestione dei beni culturali negli ultimi vent'anni. Da un lato, si è smantellato sistematicamente la rete prestigiosa di organismi scientifico-amministrativi in grado di presidiare l'autonomia delle scelte, dall'altro è stata attuata una politica di restrizioni nel reclutamento del Dicastero con pesanti riflessi sulla correttezza e l'efficacia nell'azione amministrativa. <br>
    0:36 Durata: 6 min 24 sec
  • Maria Chiara Acciarini (DS-U)

    Interviene quindi la senatrice Acciarini, la quale sottolinea il ragionevole equilibrio raggiunto con la riforma del Titolo V della Costituzione in tema di competenze legislative in materia di tutela dei beni culturali. <br>L'oratrice giudica inoltre essenziale affrontare specificamente il tema dei costi della tutela dei beni rispetto alle problematiche di carattere giuridico e istituzionale, poiché, a suo parere, è mancato nel dibattito la valutazione circa le esigenze di quantificare le risorse finanziarie necessarie per tutelare al meglio i beni culturali. <br>
    0:43 Durata: 5 min 36 sec
  • Giampaolo D'Andrea (Mar-DL-U)

    Il senatore D'Andrea non condivide il giudizio fortemente critico espresso dal senatore Compagna circa l'efficienza dell'amministrazione dei beni culturali, ricordando la politica di assunzioni e di ampliamento delle competenze compiuta in anni recenti. Chiede al professor Settis di dare un giudizio sulla preparazione di coloro che sono impegnati direttamente nell'attività di tutela e restauro dei beni. Condivide altresì il giudizio sulla necessità di preservare l'unitarietà delle competenze gestionali per quanto riguarda i musei e le Soprintendenze. <br>
    0:48 Durata: 4 min 42 sec
  • Replica di Salvatore Settis

    Risponde ai quesiti il professor Settis, il quale fa presente al senatore Tessitore che l'individuazione del carattere culturale o meno di un bene, al di là delle mutevoli tendenze, non può che essere affidato a coloro che possiedono la competenza per poter compiere tale attività. Per quanto riguarda il livello di preparazione, egli sostiene che, per il settore archeologico, l'Italia può vantare un primato pressochè indiscusso a livello internazionale, ma tale primato rischia di essere perduto in ragione della riforma dei cicli universitari. Sulla creazione dei cosiddetti poli museali ribadisce il suo giudizio fortemente critico di tale misura, condivisa peraltro sia dal ministro Melandri che dal ministro Urbani. Per quanto riguarda invece la gestione attuale dell'amministrazione dei beni culturali, egli aveva sorvolato su tali aspetti per economia dei lavori, ma condivide senz'altro il giudizio sulla dissennata politica di restrizione nell'assunzione del personale. Circa le valutazioni dei costi della tutela dei beni, condivide l'accento della senatrice Acciarini sulla rilevanza di tale tema, ma ribadisce che la tutela dei beni costituisce esso stesso un investimento diretto in grado di accrescere la ricchezza rappresentata dal patrimonio culturale. Da ultimo, in tema di rapporti tra Stato e enti decentrati, esprime la preferenza per un indirizzo legislativo che non suddivida in maniera disomogenea e disorganica le funzioni. <p>Il Presidente ringrazia il professor Settis e dichiara chiusa l'audizione. Rinvia indi il seguito dell'indagine conoscitiva ad altra seduta. <p>
    0:53 Durata: 12 min 14 sec
  • Introduzione del Presidente

    Il presidente Asciutti introduce l'audizione ricordando le finalità dell'indagine conoscitiva in corso. <p><strong>Seguito dell'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, recante norme sul coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica: audizione del Presidente dell'Agenzia spaziale italiana (ASI) </strong>
    1:05 Durata: 3 min 14 sec
  • Relazione iniziale di Sergio Vetrella, Presidente dell'Agenzia spaziale italiana

    <br>
    1:08 Durata: 10 min
  • Presidente

    Il presidente Asciutti chiede al professor Vetrella di confermare la propria valutazione positiva sullo schema di riordino degli enti di ricerca. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    1:18 Durata: 1 min 57 sec
  • Giampaolo D'Andrea (Mar-DL-U)

    Il senatore D'Andrea chiede informazioni circa il progetto Galileo e la partecipazione dell'Italia a tale ricerca, sia per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti che i partner europei partecipanti a tale progetto. <br>
    1:20 Durata: 3 min 36 sec
  • Fulvio Tessitore (DS-U)

    Il senatore Tessitore condivide l'accento sull'esigenza che la ricerca proceda secondo linee strategiche e omogeneamente definite, ma ritiene che il superamento dell'attuale condizione di confusione vada ricercato nell'ancoraggio ad una politica di sistema che oggi appare assolutamente carente. <br>
    1:24 Durata: 4 min 30 sec
  • Replica di Sergio Vetrella

    Rispondendo ai quesiti, il professor Vetrella formula un giudizio complessivamente positivo sullo schema di riordino degli enti di ricerca, che appare funzionale alla razionalizzazione dell'organizzazione della ricerca e al rilancio della competitività di tale settore.<br>Per quanto riguarda invece il progetto Galileo, fa presente che la pretesa del governo tedesco di modificare a proprio favore gli accordi che vedevano in posizione paritaria tutti i partecipanti al progetto non sembra più riscuotere l'appoggio degli altri partner europei, anche se la questione è ormai rimessa alla decisione dei massimi responsabili politici. Al contrario non sembra essere in discussione la scelta della città di Roma quale sede per la Galileo Industries.<br>Dopo aver fatto riferimento ai vincoli e ai limiti di ordine finanziario dell'Agenzia, fa esplicito riferimento ai progetti sulle osservazioni dell'universo e sulla fisica particellare nei quali la ricerca italiana mostra punti di indiscussa eccellenza. <p>
    1:28 Durata: 12 min 22 sec
  • Giuseppe Gaburro (UDC:CCD-CDU-DE)

    Il senatore Gaburro chiede di indicare i progetti nei quali si conferma l'eccellenza della ricerca spaziale italiana. <br>
    1:41 Durata: 2 min 13 sec
  • Replica di Sergio Vetrella

    Il Presidente ringrazia il professor Vetrella e dichiara chiusa l'audizione. Rinvia indi il seguito dell'indagine conoscitiva ad altra seduta.<br>La seduta termina alle 16h25. <br>
    1:43 Durata: 2 min 32 sec