18 FEB 2003

Questioni Regionali: Audizione Pace e Caputi nell'indagine sul ruolo delle autonomie territoriali per la promozione dello sviluppo, la coesione e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 21 min

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Indagine conoscitiva, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, concernente il ruolo delle autonomie territoriali per la promozione dello sviluppo, la coesione e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese.

Audizione del Presidente di Sviluppo Italia Carlo Pace e dell'Amministratore delegato Massimo Caputi .

Registrazione audio di "Questioni Regionali: Audizione Pace e Caputi nell'indagine sul ruolo delle autonomie territoriali per la promozione dello sviluppo, la coesione e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese", registrato martedì 18 febbraio 2003 alle
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  • Introduzione del Presidente

    <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Carlo Vizzini</strong>
    0:00 Durata: 2 min 34 sec
  • Carlo Pace, Presidente di Sviluppo Italia

    Il professor Pace esordisce sottolineando la necessità di porre particolare attenzione, nell'esercizio della potestà legislativa concorrente tra Stato e Regioni - relativa al coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario - ai problemi della politica di bilancio. Ricorda che l'approccio fin qui seguito con il cosiddetto Patto di stabilità - sulla scia delle prescrizioni del Trattato di Maastricht - si è purtroppo limitato a porre vincoli in termini di saldi di bilanci. Come l'esperienza della finanza statale insegna, tale tipo di vincolo tende a tradursi in una crescita delle entrate tributarie più rapida della dinamica della spesa, mentre la dimensione di entrambe rimane totalmente svincolata, come se ciò fosse una cosa irrilevante. In realtà la dimensione delle risorse intermediate dal sistema pubblico non è questione senza rilievo. E ciò non soltanto sotto il profilo degli effetti sulla domanda globale, che è stato evidenziato dalla teoria del bilancio in pareggio, ma anche, e soprattutto, dal punto di vista della riduzione degli squilibri e delle politiche di coesione. Infatti - sostiene il Presidente di Sviluppo Italia - se il coordinamento viene compiuto concentrando l'attenzione sui saldi, si rischia che l'operato dei diversi soggetti finisca con il produrre, nelle aree meno sviluppate, livelli eccessivi di pressione tributaria. Una prospettiva, questa, resa verosimile dalla più immediata fecondità - anche sul piano del mantenimento del consenso - degli interventi di sostegno della domanda di tipo keynesiano che non incidono sulla struttura economica, rispetto alla fecondità differita delle politiche dell'offerta ed, in particolare, di quelle di adeguamento della dotazione infrastrutturale. Sarebbe perciò opportuno elaborare un diverso approccio che inserisca anche dei limiti alla pressione tributaria complessivamente esercitata da tutti i livelli di governo. <br>Si sofferma successivamente su un aspetto che riguarda la fase di transizione nell'attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione. Se è vero che una riforma della Costituzione è una questione di assetto strutturale - e perciò esula dal breve periodo - tuttavia quella del Titolo V si iscrive in un più ampio processo di riforma di livello europeo. In particolare, l'allargamento dell'Unione europea produrrà certamente cambiamenti nell'impostazione - e per l'Italia anche nell'intensità - della politica di coesione dell'Unione stessa, nonché modificazioni nella posizione competitiva dell'Italia e, al suo interno, delle diverse Regioni. Nel periodo disponibile, prima che si compia l'allargamento, occorrerebbe perciò cogliere tutte le opportunità offerte dalle politiche comuni di coesione. Questo vale non soltanto riguardo al completo utilizzo delle risorse finanziarie assegnate dall'Europa, ma anche con riferimento alla qualità degli interventi. Come evidenziato dal V Rapporto sulle politiche di coesione del Ministero dell'economia, mentre il ricorso a meccanismi premiali ha impresso un'accelerazione all'utilizzo delle risorse comunitarie, l'aspetto qualitativo risulta ancora carente e sicuramente migliorabile.<br>Un'altra questione sollevata dal professor Pace riguarda il tema del finanziamento della spesa dei livelli decentrati di governo. Il sistema previsto dalle norme contenute dall'attuale testo del Titolo V della Costituzione pone qualche problema, soprattutto per quanto concerne il meccanismo di finanziamento previsto dall'articolo 119 a fronte di diverse esigenze. Come è noto, il sistema è articolato in modo che, nella generalità dei casi, le entrate proprie e la compartecipazione al gettito dei tributi erariali dovrebbero essere destinate alla copertura delle spese derivanti dall'esigenza di svolgere le funzioni attribuite; nel caso di enti operanti in territori con minore capacità fiscale per abitante - espressione quest'ultima di per sé suscettibile di diverse interpretazioni - si dovrebbe provvedere all'integrazione delle risorse disponibili a carico del fondo perequativo. Poiché tra le funzioni attribuite va certamente compresa quella derivante dalla lettera m) del secondo comma dell'articolo 117, di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, si deve ritenere che, ove per poterle svolgere - assieme alle altre funzioni - fosse necessario integrare le risorse fornite dalle entrate proprie e dalla compartecipazione al gettito locale dei tributi erariali, si dovrebbe attingere al fondo perequativo. In sostanza, tale fondo provvede all'integrazione delle risorse destinate al funzionamento, che si potrebbe definire ordinario, compensando i differenziali di capacità contributiva. Diversamente, agli squilibri aventi altra origine - rispetto a quelli che si esprimono in termini di capacità contributiva - dovrà provvedersi mediante risorse aggiuntive. In qualche misura e con riferimento alle Regioni, si può affermare che il fondo aggiuntivo svolge il medesimo ruolo che assolveva l'articolo 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281, pur senza la specifica destinazione al finanziamento dei piani regionali di sviluppo, del resto rimasta sostanzialmente disapplicata.<br>Se questa è l'interpretazione da dare all'articolo 119 - sostiene il Presidente Pace - e se si tiene conto che una parte degli squilibri economici e sociali è certamente di natura strutturale e che quelli di natura congiunturale o transitoria, come ad esempio gli squilibri derivanti da crisi di settore o aziendali, richiedono anch'essi interventi simili a quelli necessari per attenuare gli squilibri strutturali, si deve giungere alla conclusione che occorre assicurare certezza nella entità e nei tempi in cui si provvederà all'assegnazione delle risorse aggiuntive, in modo da consentire la programmazione degli impegni ed il rispetto dei tempi delle erogazioni. Ne consegue che la definizione dei criteri di assegnazione delle risorse aggiuntive, la determinazione della loro entità e della loro distribuzione temporale assumono rilievo prioritario in sede di emanazione delle norme di attuazione. <br>Riferendosi al richiamo fatto inizialmente alle prospettive di modifica del contesto europeo, soprattutto in tema di politiche di coesione, non ritiene necessario insistere sulla necessità di non frapporre indugi nel mettere a punto il meccanismo di assegnazione delle risorse aggiuntive. Un meccanismo che deve privilegiare la chiarezza e la certezza dei tempi, anche per evitare l'esplosione di contenziosi come quelli che, ad esempio, si trascinano da decenni riguardo all'applicazione di due articoli dello Statuto regionale siciliano. <br>Quanto detto muove - prosegue il professor Pace - nella direzione di assicurare alle Regioni e agli altri enti territoriali certezza nei tempi e nella dimensione delle risorse finanziarie assegnate dallo Stato. In realtà l'articolo 119 della Costituzione prevede anche l'effettuazione di interventi speciali ad opera dello Stato. Ciò è evidentemente necessario quando l'attenuazione degli squilibri richieda, ad esempio, la realizzazione di investimenti infrastrutturali, ma anche per assicurare che la distribuzione territoriale nell'utilizzo delle opportunità di sviluppo favorisca la riduzione degli squilibri stessi. Segnala quindi l'esigenza di provvedere tempestivamente a definire tempi e disponibilità del finanziamento delle infrastrutture, per permettere il raccordo funzionale tra gli interventi operati dai diversi soggetti. <br>Per quanto attiene a Sviluppo Italia, simili dati sono essenziali per definire con le Autonomie i programmi comuni e tradurli in interventi operativi; ciò anche nello svolgimento del compito di Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti, per assumere nei confronti dei potenziali investitori impegni precisi e proporsi quindi quale interlocutore credibile, nonché negli interventi nei settori e nelle aree di crisi. <br>Le modifiche apportate alla definizione della sfera di applicazione della legge n. 181 del 1989 muovono nel senso opportuno, assicurando flessibilità nella gestione dello strumento. Ma una simile flessibilità rischia di rimanere sulla carta, e di non tradursi in capacità effettiva di intervento, se non si provvede anche ad assegnare risorse certe negli importi e nei tempi di erogazione e se non se ne mantiene inalterata l'appetibilità, ossia il dosaggio degli incentivi da essa previsti. Del resto – prosegue il Presidente di Sviluppo Italia – le vicende che hanno condotto all'arresto del finanziamento delle iniziative di creazione d'impresa – si riferisce soprattutto al comparto dell'imprenditoria giovanile e del prestito d'onore – sono la prova evidente della necessità di disporre di un quadro finanziario certo e di una regolamentazione stabile. Sottolinea il rischio di una non piena utilizzazione delle risorse finanziarie che si corre quando si ripartiscono ex ante le risorse tra i vari strumenti di politica di sviluppo, ma ritiene che l'esigenza di piena utilizzazione potrebbe essere assicurata semplicemente prevedendo la possibilità di rimodulazioni ex post, come del resto viene fatto in Europa. <br>Il professor Pace evidenzia infine come, per la corretta gestione delle politiche di sviluppo e di coesione, occorra procedere in modo sollecito alla definizione del quadro delle norme di attuazione della riforma del Titolo V, assicurando in tal modo una risposta adeguata all'esigenza di certezza del loro funzionamento. <br>Relazioni iniziali
    0:02 Durata: 15 min 20 sec
  • Presidente

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    0:17 Durata: 3 min 2 sec
  • Massimo Caputi, Amministratore delegato di Sviluppo Italia

    Prende successivamente la parola l'amministratore delegato di Sviluppo Italia, ingegner Caputi, che illustra ampiamente le attività, le criticità, e le prospettive che si profilano nello svolgimento del compito di Agenzia nazionale di sviluppo che è stato assegnato alla società. <br>Premette che l'Italia sta attraversando una crisi di competitività determinata anche dalla modificazione che si profila nel quadro geopolitico del continente europeo. L'aumento della pressione concorrenziale esterna al Paese e il prevedibile impatto sul piano economico e sociale del processo di devoluzione che è in corso rappresentano il contesto nel quale si trova ad operare nel presente Sviluppo Italia. Da tale contesto, consegue per i soggetti pubblici di dotarsi di competenze, condizioni organizzative e funzionali adeguate, nonché di strutture operative specializzate.<br>L'ingegner Caputi si sofferma a descrivere analiticamente i punti di forza, le opportunità, i punti di debolezza ed i rischi che Sviluppo Italia incontra nella sua attività di Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti, come braccio operativo in grado di garantire la governance e l'attuazione delle politiche di sviluppo sul territorio.<br>Le società regionali di Sviluppo Italia diverranno strutture in house delle Regioni che, presumibilmente, ne assumeranno il controllo entro il 2005. Tale sistema multilivello consentirà il coordinamento degli indirizzi ed un funzionamento a rete, ispirato ai principi della sussidiarietà tecnico-funzionale e della specializzazione territoriale: in tal modo le linee strategiche di attività saranno quelle di Agenzia nazionale per l'attrazione di investimenti nelle aree sottoutilizzate e di crisi, di advisoring per le Amministrazioni locali e di creazione e sviluppo d'impresa di una logica integrata.<br>Forniti alcuni dati comparativi sui modelli europei delle Agenzie con attribuzioni simili a quelle affidate a Sviluppo Italia, sottolinea - nel quadro del rapporto con i protagonisti del sistema di sviluppo - la funzione di promozione e di accompagnamento degli investimenti diretti dall'estero nella scelta localizzativa e nell'insediamento produttivo, in stretto raccordo con gli altri soggetti che operano nel sistema nazionale. <br>Avviandosi alla conclusione, l'ingegner Caputi si sofferma sulle attività della società nei settori dell'industria del turismo, del supporto alla committenza pubblica per le politiche di sviluppo del territorio, nonché degli studi di fattibilità a favore delle Amministrazioni locali, anche finalizzati alla gestione, a livello regionale, di specifici progetti connessi alla creazione d'impresa e alla promozione del lavoro autonomo. Ricorda che il 19 dicembre scorso il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato un programma quadro di Sviluppo Italia rendendo operative tre linee strategiche di intervento, concernenti l'advisoring e supporto tecnico alle Amministrazioni centrali, alle Regioni e alle Province autonome nella fase attuativa degli studi di fattibilità; il supporto alle Regioni e alle Province autonome per il miglioramento della capacità e della qualità della committenza pubblica, nonché un programma pluriennale di marketing finalizzato all'attrazione degli investimenti nelle aree sottoutilizzate del Paese. Dà infine conto dei protocolli di intesa perfezionati con le regioni Molise, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e Toscana. <br>
    0:20 Durata: 16 min 38 sec
  • Salvatore Lauro (FI)

    Il senatore Lauro, espresso apprezzamento per il rilevante contributo di idee e di valutazioni fornite alla Commissione dal Presidente e dall'Amministratore delegato di Sviluppo Italia, chiede ad essi maggiori delucidazioni su alcuni campi di azione della società: menziona gli interventi per favorire l'innovazione tecnologica, l'evoluzione di carriere manageriali in attività imprenditoriali in senso proprio, l'attenzione alle attività economiche svolte nelle isole minori, la promozione delle attività di trasporto via mare, il potenziamento del ruolo svolto dai porti turistici e dalla nautica da diporto - con riferimento alle iniziative legislative in discussione in Parlamento - nonché le ipotesi di evoluzione del modello di attività di Sviluppo Italia nel prossimo futuro. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari e repliche degli auditi
    0:37 Durata: 5 min 2 sec
  • Replica di Massimo Caputi

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    0:42 Durata: 6 min 23 sec
  • Replica di Carlo Pace

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    0:48 Durata: 10 min 9 sec
  • Michele Ranieli (UDC)

    L'onorevole Ranieli valuta positivamente l'attività svolta da Sviluppo Italia e le relazioni svolte dal presidente e dall'amministratore della società. Ritiene che essa possa svolgere un'utile attività di stimolo e di proposta nei confronti del Governo, del Parlamento e dei vari livelli delle Autonomie, allo scopo di suggerire scelte legislative ed amministrative più idonee a favorire iniziative di sviluppo e di coesione economica. In questo quadro, sottolinea l'importanza di proposte volte ad individuare i siti dove promuovere investimenti e favorire l'occupazione nelle aree più depresse, quali i contratti di area ed i programmi di sviluppo ritenuti più opportuni. <br>
    0:59 Durata: 6 min 2 sec
  • Antonio Potenza (Misto-UDEUR)

    L'onorevole Potenza esprime apprezzamento per i protocolli di intesa già stipulati da Sviluppo Italia con alcune Regioni; auspica che prenda forma in tempi brevi un'analoga iniziativa con la regione Basilicata dove si registra a tutt'oggi un livello di disoccupazione assai preoccupante. Sottolinea le numerose opportunità di intervento che sono possibili nella Regione, avuto riguardo alle notevoli potenzialità di sviluppo dell'attività imprenditoriale nel territorio. <br>
    1:05 Durata: 2 min 54 sec
  • Presidente

    Il presidente Vizzini, fatto riferimento alla parte dell'intervento svolto dal senatore Lauro sulle cosiddette autostrade del mare e di cui condivide il senso, chiede di conoscere il punto di vista di Sviluppo Italia sul tema della crescita dell'attività dei porti turistici. <br>Manifesta interesse per l'azione svolta dalla società Italia Navigando, che opera nel Mezzogiorno con specifici programmi. Chiede una valutazione del professor Pace e dell'ingegner Caputi sulla concreta operatività di tali iniziative, avuto anche riguardo ai tempi burocratici che, non di rado, appesantiscono le procedure di autorizzazione necessarie per il buon fine di simili iniziative. <br>
    1:08 Durata: 3 min 20 sec
  • Replica di Massimo Caputi

    Il presidente Vizzini ringrazia i rappresentanti della società per il contributo offerto alla Commissione e dichiara chiusa l'audizione. <br>La seduta termina alle 16h00. <br>
    1:11 Durata: 9 min 52 sec