05 FEB 2003

Vigilanza Rai: Audizione del direttore generale della RAI Agostino Saccà

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 17 min

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Audizione del direttore generale della RAI Agostino Saccà.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione del direttore generale della RAI Agostino Saccà", registrato mercoledì 5 febbraio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 17 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 1 min 59 sec
  • Relazione iniziale di Agostino Saccà, direttore generale della Rai

    Dopo una breve introduzione del presidente Petruccioli, il direttore generale della RAI, dottor Saccà, svolge in primo luogo alcune considerazioni generali sullo stato dell'azienda, che si presenta soddisfacente nonostante il difficile contesto di mercato. <br>In particolare il dottor Saccà rileva il carattere positivo dei risultati della gestione economica, sia per quanto riguarda la razionalizzazione delle spese, sia per quanto concerne il recupero di risorse pubblicitarie, che è stato consistente nel corso del 2002, mentre presenta alcune difficoltà per l'anno in corso, peraltro non superiori a quelle che incontrano i concorrenti in situazioni di mercato che continua ad essere decisamente difficile.<br>Per quanto riguarda la situazione degli ascolti, il dottor Saccà sottolinea che la RAI mantiene saldamente il suo primato nei confronti della concorrenza. È ben vero che i dati dell'Auditel segnalano una situazione di difficoltà nel cosiddetto prime time, tuttavia bisogna considerare che il metodo di classificazione delle fasce orarie adottato dall'ente di rilevazione considera in questa categoria unitariamente sia la fascia oraria 20.30-21.00, sia quella 21.00-23.00; in realtà la sofferenza della RAI è determinata solo dal periodo 20.30-21.00, nel quale la concorrenza trasmette programmi di consolidato successo come «Striscia la notizia» e «Sarabanda», il cui primato è difficilmente superabile in tempi brevi, mentre nella fascia oraria successiva del periodo considerato la prevalenza della RAI è indiscussa. <br>Nel sottolineare che le rilevazioni dell'Osservatorio di Pavia testimoniano un sostanziale rispetto dell'imparzialità e del pluralismo, il dottor Saccà sottolinea che questa gestione aziendale ha conseguito significativi risultati su numerosi fronti, da quello delle relazioni industriali - sono stati infatti chiusi lo scorso anno quattro importanti contratti sui quali le trattative si trascinavano da tempo - a quelli più specificamente produttivi. <br>Sotto quest'ultimo profilo sono da segnalare la notevole valorizzazione delle risorse interne, con un notevole incremento dell'attività dei centri di produzione e la riduzione delle esternalizzazioni, nonché lo sviluppo della presenza sui canali satellitari e sui nuovi media. <br>
    0:01 Durata: 8 min 18 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti sottolinea in primo luogo come l'intervento del direttore generale Saccà non contribuisca a dissipare le perplessità sulle strategie aziendali, e in particolare sul rapporto tra Consiglio di amministrazione e Direzione Generale. <br>Vi è in verità una patente contraddizione tra la valutazione complessivamente positiva del prodotto dell'azienda pubblica data qui dal dottor Saccà e le continue esternazioni del presidente Baldassarre sullo stato scadente della qualità televisiva, esternazioni che non risparmiano critiche a singoli eventi o programmi - si pensi alla vicenda dell'intervista a Monica Lewinsky o alle vicende relative al programma di Alda d'Eusanio - che hanno portato delle contrapposizioni di merito tra il Presidente del Consiglio di amministrazione e il Direttore generale, dando il segno di uno scollamento che è apparso in particolare tangibile quando il presidente Baldassarre non ha assunto alcuna iniziativa per smentire o rettificare in alcun modo i pesanti giudizi critici sulla Direzione generale espressi dal consigliere dimissionario Zanda Loy in una intervista al Corriere della Sera.<br>Il deputato Giulietti si sofferma quindi su una serie di episodi che testimoniano una preoccupante tendenza della RAI di questo periodo ad interpretare il proprio ruolo in maniera consolatoria e normalizzata.<br>Si pensi ad esempio al fatto che una televisione che pure fa ricorso sempre di più a programmi di facile presa emotiva fondati sulle lacrime a pagamento - e in proposito sarebbe anche interessante, per valutare le strategie aziendali, conoscere i criteri in base ai quali è stata decisa la retribuzione di Alda d'Eusanio - ha completamente ignorato un vero e terribile dramma umano come quello della famiglia siriana trattenuta per sei giorni in aeroporto a Milano e alla fine espulsa verso la Siria nonostante il rischio di una esecuzione capitale. <br>A questa stessa impostazione culturale sembra ispirarsi anche la tendenza sempre più evidente ad una applicazione ondivaga ed incerta del Governo.<br>Si pensi al caso di Vittorio Sgarbi. A parte la questione tuttora non chiaramente risolta del compenso per la partecipazione al «Dopofestival di Sanremo», va ricordato che, al di là della questione economica, il problema della presenza di uomini politici nelle trasmissioni di intrattenimento è sempre stato collegato all'obiettivo vantaggio personale che l'uomo politico riceve da questa esposizione mediatica. Vittorio Sgarbi ha in più occasioni preannunciato l'intenzione di concorrere alla carica di Presidente della regione Friuli Venezia Giulia, riservandosi di rendere nota la sua decisione finale dopo il Festival. Intanto Riccardo Illy, che era stato invitato a partecipare alla trasmissione «Quelli che il calcio» per parlare della Triestina insieme al sindaco di Trieste, si è visto annullare l'invito da parte della RAI in quanto potrebbe essere il candidato dell'Ulivo alla Presidenza della Regione. Sarebbe opportuno chiarire quale sia la regola che deve valere, se cioè il divieto di invitare candidati debba essere successivo alla presentazione delle candidature o se invece sia giusto che la RAI, per ragioni di opportunità, eviti la presenza di possibili candidati, ma in questo caso è evidente che la regola deve valere per tutti.<br>Un altro caso di diversa applicazione delle regole è rappresentato dalla polemica tra il ministro Gasparri e Claudio Amendola. In questo caso, infatti, il Direttore generale della RAI si è addirittura mosso in anticipo per evitare che il conduttore utilizzasse il video per rispondere alle pesanti critiche del ministro Gasparri.<br>Ben diversamente ci si è comportati quando nello scorso mese di agosto egli stesso aveva formulato in una agenzia di stampa talune osservazioni su una trasmissione del TG2, ed era poi stato pesantemente attaccato e insultato nell'edizione del giorno successivo dal direttore Mazza, senza che la RAI abbia ritenuto necessario nemmeno un piccolo gesto di scuse.<br>Il deputato Giulietti si sofferma quindi sulla questione degli interventi pre-registrati del Presidente del Consiglio, trasmessi rispettivamente dalle reti e dalle testate, sul «Giorno della memoria» e sulla decisione della Corte di cassazione in ordine alla richiesta di trasferimento da Milano di un processo di cui è imputato lo stesso onorevole Berlusconi; egli ritiene necessario che siano chiarite le modalità attraverso le quali è stata richiesta e concessa questa trasmissione, anche attraverso una audizione dei rappresentanti sindacali delle redazioni dei telegiornali. Infine il deputato Giulietti esprime l'auspicio che la RAI assicuri una adeguata copertura alla manifestazione per la pace prevista per il prossimo 15 febbraio. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:10 Durata: 13 min 26 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti concorda in primo luogo con le osservazioni del deputato Giulietti circa l'inopportunità di collaborazioni di parlamentari come Vittorio Sgarbi con la RAI; peraltro egli rileva che questo problema viene sollevato solo oggi, mentre nulla ebbe a ridire in passato la Sinistra contro le collaborazioni con la società concessionaria del servizio pubblico da parte di parlamentari europei quali Corrado Augias e Giorgio Celli.<br>Il deputato Butti chiede quindi al direttore Saccà una sua valutazione circa la Commissione per la verifica della qualità introdotta dal comma 5 dell'articolo 2 del contratto di servizio e circa il profilo professionale che dovranno avere i componenti designati. <br>L'oratore chiede altresì quali siano le strategie commerciali della RAI per lo sviluppo della presenza del servizio pubblico sulla televisione satellitare, a fronte dell'aggressiva politica di penetrazione commerciale portata avanti dal Gruppo Murdoch. <br>L'oratore chiede infine che il Direttore generale dia una informazione dettagliata sullo sconcertante episodio del tentativo compiuto dal dottor Bendicenti di registrare di nascosto una riunione di servizio. <br>
    0:23 Durata: 6 min 24 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini si sofferma in primo luogo sulla situazione della sede RAI di Milano che appare difficile sia dal punto di vista produttivo, sia dal punto di vista dell'organizzazione del lavoro e delle relazioni aziendali, con il susseguirsi addirittura di vere e proprie denunce di mobbing. Egli chiede quindi di sapere quali siano le prospettive di rilancio della sede, in particolare all'interno di un progetto di trasformazione dell'azienda in senso federalista. <br>L'oratore denuncia quindi il pessimo funzionamento dello sportello telefonico istituito dalla RAI per gli abbonati, al quale egli si è rivolto per valutare la fondatezza delle critiche che aveva sentito da più parti, e che sono state confermate dal comportamento degli operatori i quali si sono dimostrati incapaci di fornire le informazioni più semplici, anche riguardo a una norma assolutamente chiara come l'articolo 17 della Finanziaria che consente il condono dei canoni non pagati, e hanno oltretutto operato un tentativo di violazione della legge sulla riservatezza chiedendogli i suoi dati personali con la confusa motivazione che in tal modo gli avrebbero potuto fornire informazioni più puntuali. <br>Il deputato Caparini infine chiede informazioni sullo stato di attuazione della programmazione regionale prevista dal comma 3 dell'articolo 12 del contratto di servizio, disposizione che accoglie, sia pure in misura parziale e insufficiente una condizione approvata da questa Commissione e richiesta dalle Regioni. <br>
    0:30 Durata: 5 min 58 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri si associa in primo luogo alla richiesta del deputato Giulietti circa precise informazioni sulle modalità con cui è stata richiesta alle reti e alle testate della RAI la trasmissione degli interventi pre-registrati del Presidente del Consiglio sul «Giorno della memoria» e sulla giustizia anche perché, in particolare con riferimento alla seconda registrazione, vi sono state dichiarazioni dei Comitati di redazione dei telegiornali che meritano di essere approfondite. Allo stesso modo egli ritiene indispensabile una informazione puntuale sulla vicenda relativa alla partecipazione di Vittorio Sgarbi al Festival di Sanremo e alla sua effettiva gratuità. <br>L'oratore esprime quindi vive perplessità in ordine all'ottimismo manifestato dal direttore generale Saccà circa lo stato dell'azienda, in particolare per quanto riguarda l'andamento degli ascolti, che appare invece preoccupante sia se lo si esamina con un criterio storico, sia soprattutto se lo si valuta alla luce di un criterio di comparazione col diretto concorrente.<br>Nella prima frazione del 2003, infatti, le reti televisive della RAI registrano un significativo calo di ascolto, in particolare nel prime time, rispetto al corrispondente periodo del 2002, calo che conferma la tendenza già manifestatasi con chiarezza nell'ultimo quadrimestre dell'anno appena trascorso.<br>Se poi si adotta un criterio di comparazione con le reti Mediaset bisogna constatare che per la prima volta nella storia della televisione italiana i programmi della RAI non rappresentano più la prima scelta dello spettatore. <br>In particolare la situazione critica degli ascolti è incontestabile per quanto riguarda RAIDUE, che presenta oltretutto un tasso di sostituzione dei programmi elevato in misura sconcertante, con evidenti effetti di scoraggiamento degli inserzionisti pubblicitari.<br>Il deputato Gentiloni Silveri si sofferma quindi sulla questione delle sostituzioni di numerosi inviati all'estero sulla quale ritiene che il direttore Saccà debba fornire a questa Commissione una ampia informazione, soprattutto se si tiene conto che fra le sostituzioni previste vi sono quelle dell'inviato a Bruxelles - e ciò alla vigilia del semestre italiano di presidenza dell'Unione europea - e a Gerusalemme, in un momento la cui delicatezza e gravità è del tutto evidente.<br>L'oratore chiede quindi al dottor Saccà di conoscere la sua opinione di esperto operatore della televisione sul piano culturale presentato dal presidente Baldassarre, che a suo parere appare di sconcertante povertà. Sarebbe anche interessante conoscere perché sia stata rinviata al riunione in cui tale piano doveva essere illustrato ai direttori dell'azienda. <br>
    0:36 Durata: 17 min 14 sec
  • Presidente

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    0:53 Durata: 2 min 1 sec
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato Merlo esprime vive perplessità per le affermazioni del Direttore Generale circa l'avvenuto rilancio dei centri locali di produzione, dei quali è stato affermato che sarebbero in piena attività, fino al punto da raggiungere la saturazione delle risorse produttive disponibili. <br>Non si vede come questo sia possibile laddove, ad esempio, un centro di produzione come quello di Torino ha visto negli ultimi mesi la cancellazione di numerose produzioni, tra le quali uno sceneggiato di grande successo, tali da far ritenere assai più fondate le affermazioni, provenienti dal centro stesso, secondo cui tale struttura opererebbe oggi a non oltre il cinquanta per cento delle sue potenzialità.<br>Il deputato Merlo chiede quindi al direttore Saccà una spassionata valutazione circa l'effettivo pluralismo informativo delle singole reti e delle singole testate, al di là dei dati meramente numerici. <br>
    0:55 Durata: 5 min 51 sec
  • Giorgio Lainati (FI)

    Il deputato Lainati ringrazia in primo luogo il dottor Saccà per l'esauriente illustrazione dello stato dell'azienda ed esprime vivo compiacimento per i risultati economici conseguiti dalla RAI, formulando l'auspicio che possano essere consolidati nel prossimo futuro. <br>Egli si associa quindi alla richiesta del deputato Butti di chiarimenti in ordine al gravissimo episodio che ha visto protagonista il dottor Bendicenti, episodio peraltro sul quale gli risulta che l'azienda abbia opportunamente aperto una istruttoria disciplinare.<br>Nel rilevare poi il carattere pretestuoso della stucchevole polemica condotta dall'opposizione in ordine agli interventi televisivi del presidente Berlusconi, egli preannuncia fin da ora la sua opposizione alla richiesta del deputato Giulietti di ascoltare rappresentanti sindacali che non hanno evidentemente alcuna competenza in questa materia. <br>
    1:01 Durata: 5 min 30 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano si sofferma in primo luogo sul problema del pluralismo informativo e culturale della RAI, un problema che continua ad essere affrontato in maniera del tutto insoddisfacente. <br>In proposito egli sottolinea una volta di più come l'obiettivo di un effettivo pluralismo non possa essere inteso, se non a patto di mortificarne il contenuto, come un mero equilibrio della presenza politica in televisione; in realtà il servizio pubblico potrà dire di essere realmente pluralista solo quando sarà riuscito a dare voce a tutte le diverse culture e visioni del mondo presenti nella società italiana, abbandonando quindi qualsiasi pretesa di offrire un modello e uno strumento di omologazione culturale. <br>Il deputato Giordano chiede quindi al direttore Saccà un impegno a garantire una adeguata copertura giornalistica della manifestazione per la pace che si terrà il prossimo 15 febbraio a Roma. In proposito egli sottolinea la sconcertante indifferenza manifestata dall'azienda di servizio pubblico verso la grande assemblea dei movimenti alternativi e new global, svoltasi a Firenze, che pure ha rappresentato un evento di portata enorme per dimensioni, partecipazione internazionale ed elaborazione culturale e politica.<br>Il deputato Giordano si sofferma dunque sull'ampio spazio che la RAI sta già dedicando nei Telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento al referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. In proposito egli fa presente come, essendo più numerosi i soggetti politici che sostengono il «no» al referendum, la RAI abbia finito per dare uno spazio inusitato a tale opzione; egli non pretende certamente che nelle trasmissioni della RAI sia applicato il rigoroso criterio di parità di tempo fra i sostenitore del «si» e quelli del «no» che diventerà operativo solo con l'indizione del referendum e l'entrata in vigore del regolamento approvato da questa Commissione: tuttavia sarebbe corretto, se non si vuole già in questa fase orientare il corpo elettorale contro il referendum, dare uno spazio adeguato anche alle ragioni dei suoi sostenitori. <br>Il seguito dell'audizione è quindi rinviato. <br>La seduta termina alle 15h10. <br>
    1:06 Durata: 11 min 8 sec