06 MAR 2003

Ambiente: Audizione di Bruno Agricola nell'indagine sul dissesto idrogeologico di alcune regioni del Mezzogiorno

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 46 min 5 sec

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Indagine conoscitiva sul dissesto idrogeologico di alcune regioni del Mezzogiorno e sui danni provocati dagli eventi meteorologici del gennaio 2003: audizione del Direttore generale per la difesa del suolo del Ministero dell'ambiente.

Registrazione audio di "Ambiente: Audizione di Bruno Agricola nell'indagine sul dissesto idrogeologico di alcune regioni del Mezzogiorno", registrato giovedì 6 marzo 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 46 minuti.
  • Bruno Agricola, Direttore generale per la difesa del suolo del Ministero dell'ambiente

    L'ingegner Agricola, consegnando agli uffici della Commissione la documentazione relativa ad alcuni dati che fanno il punto sui piani per l'assetto idrogeologico (PAI) e sui piani straordinari (PST), fa presente che, anche sulla base dei monitoraggi, si era in grado di prevenire quanto poi si sarebbe verificato a seguito delle esondazioni che hanno colpito il bacino del Biferno. Si sofferma poi sul quadro dei comuni esposti a rischio idrogeologico, dando conto dell'impiego delle risorse finanziarie che sono state stanziate negli ultimi anni; in particolare, ad eccezione della regione Puglia - che non ha ancora dato attuazione alla legge sulla difesa del suolo - si dispone attualmente di una dettagliata mappa del rischio idrogeologico in tutta la penisola, anche se resta il problema della scarsità delle risorse finanziarie. Del resto, questo aspetto è tanto più urgente se si considera che il costo per ripristinare i luoghi colpiti da eventi atmosferici avversi è di gran lunga superiore rispetto ai costi che si dovrebbero sostenere per una tempestiva prevenzione dei danni. In ogni caso, costituisce un indubbio progresso la disponibilità nei prossimi mesi, presso il sito internet del sistema cartografico nazionale, di una mappa delle aree a maggiore rischio idrogeologico; essa consentirà ai cittadini di disporre di un quadro conoscitivo rilevante su questi problemi. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 08h40<br>Presidenza del Presidente <strong>Emiddio Novi</strong><br>
    0:00 Durata: 3 min 13 sec
  • Presidente

    Il presidente Novi, dopo aver rilevato che l'emergenza idrogeologica comporta un costo stimato in circa 7.000 miliardi annui delle vecchie lire, evidenzia che la situazione risulta essere complessivamente migliorata negli ultimi anni, anche se è significativo che proprio le regioni maggiormente in ritardo come la Puglia e il Molise, sono state quelle che hanno risentito maggiormente degli eventi atmosferici verificatisi nel gennaio scorso. Pertanto, appare opportuno un impegno del legislatore al fine di apprestare gli strumenti normativi idonei a favorire la prevenzione del rischio in tutto il territorio nazionale, fermo restando la necessità di dare attuazione alle norme vigenti. <br>
    0:03 Durata: 1 min 41 sec
  • Lucio Zappacosta (AN)

    Il senatore Zappacosta sottolinea che l'indagine conoscitiva che oggi prende avvio ha ad oggetto un problema di enorme gravità che coinvolge da vicino gli enti locali che, per effetto del più ampio grado di autonomia loro riconosciuto dalla riforma del titolo V della Costituzione, sono sempre più protagonisti nella gestione del territorio. Tuttavia, questo elemento di per sé positivo deve confrontarsi con una realtà nella quale il territorio risulta essere maggiormente vulnerabile non tanto in ragione di eventi realmente straordinari od eccezionali, quanto invece per una irrazionale gestione delle aree a rischio, in parte determinata anche dal fatto che nei piani regolatori non è dato il giusto risalto alla pianificazione geologica. Dopo aver ricordato che le condizioni di rischio in talune aree sono ascrivibili alla particolare conformazione geomorfologica ed a un certo sviluppo dei versanti del territorio, si sofferma anche sul problema delle infrastrutture che vengono puntualmente colpite in seguito ad eventi atmosferici negativi. <br>D'altro canto, la speculazione edilizia e una irrazionale attività edificatoria non hanno di certo risparmiato territori già duramente danneggiati; pertanto, sarebbe opportuno fare il punto dei controlli che sono stati effettuati in ordine a questo aspetto, oltre che sull'attuazione del quadro normativo vigente, il quale sconta comunque dei ritardi notevoli poiché l'unica normativa organica in materia di assesto idrogeologico risale agli anni '20 e, nonostante gli studi compiuti nei decenni successivi, non si è avuto modo di realizzare un aggiornamento complessivo della normativa. Un altro elemento critico è rappresentato non solo dalla mancanza di cultura che dovrebbe sostenere l'azione amministrativa degli enti locali, ma anche dallo scarso numero di organismi e tecnici adeguati ad affrontare il problema del rischio idrogeologico, anche perché il Servizio idrogeologico nazionale è di fatto esautorato.<br>A questa situazione di crisi, alla quale deve poi aggiungersi la scarsità di risorse e di finanziamenti, contribuisce anche l'assenza di controlli idonei per verificare in quale maniera i comuni affrontino lo sviluppo urbanistico che ha invaso zone a rischio geologico, idrogeologico e sismico. Ritiene che su questo aspetto dovrebbe concentrarsi l'impegno del legislatore, anche se un progresso potrebbe derivare dalla entrata in vigore delle disposizioni contenute nel disegno di legge n. 1753, attualmente all'esame presso il Senato. Più in generale, il legislatore dovrebbe approntare normative volte a potenziare l'attività preventiva, facendo in modo che i comuni siano pronti ad adeguare gli strumenti urbanistici, anche per evitare gli effetti di eventi calamitosi che l'alternanza rapida di stagioni siccitose e piovose rischia di rendere sempre più probabili. <br>
    0:04 Durata: 14 min 3 sec
  • Egidio Luigi Ponzo (FI)

    Il senatore Ponzo chiede all'ingegnere Agricola se esista, anche sulla base della documentazione fornita, una scala di priorità degli interventi, nonché un monitoraggio sulle misure già finanziate e su quelle che invece non sono state nemmeno avviate. Inoltre, dovrebbe essere fornito qualche chiarimento non solo sul modo per evitare che si realizzi l'attività edificatoria in aree soggette a rischio idrogeologico, ma anche sull'adozione dei criteri di ripartizione delle risorse che sono stati seguiti: infatti, tale ripartizione risulta essere particolarmente difficoltosa in quelle regioni, come la Calabria, nelle quali la totalità dei comuni è ritenuta a rischio idrogeologico. D'altro canto, gli attuali criteri di ripartizione degli stanziamenti spesso producono degli effetti distorsivi se si considera che regioni molto piccole, ma in presenza di un fabbisogno assai elevato, beneficiano di finanziamenti di gran lunga superiori rispetto a quelli che vengono assegnati a regioni di superficie maggiore. <br>
    0:18 Durata: 55 sec
  • Enrico Rizzi (FI)

    Il senatore Rizzi chiede se gli studi e le analisi di cui l'ingegner Agricola ha dato conto riguardano esclusivamente l'Italia centro-meridionale o se invece considerano anche la situazione di grave rischio idrogeologico presente in molte realtà dell'Italia settentrionale. <br>
    0:19 Durata: 48 sec
  • Bruno Agricola

    L'ingegner Agricola, dopo aver fatto presente che il monitoraggio dei dati riguarda anche l'Italia settentrionale - dove, peraltro, la presenza di molti stabilimenti industriali rende di per sé molte aree soggette ad una situazione di rischio anche più elevata rispetto a quella delle altre parti del territorio - sottolinea che, con riferimento agli interventi straordinari, sono stati finanziati 735 interventi di cui però soltanto una parte è stata concretamente avviata. Tale ritardo è in parte motivato dal fatto che occorrono circa 2 anni per realizzare la fase di progettazione di queste misure, anche perché la legislazione vigente ancora non consente di attuare misure preventive con la stessa rapidità ed efficacia di quelle ripristinatorie e di ricostruzione. <br>Per quanto concerne poi gli interventi ordinari, il Ministero dell'ambiente presenterà nei prossimi mesi un rapporto dettagliato, anche se fin da ora si può anticipare che anche in questo caso emergono dei forti ritardi. <br>Dopo aver poi fatto presente al senatore Ponzo che la scala di priorità risulta essere stabilita nei piani di bacino, ritiene che un elemento positivo sia rappresentato dalla prossima diffusione su internet dei dati sul rischio idrogeologico che consentirà agli operatori e ai cittadini di conoscere anticipatamente le condizioni di rischio presenti in determinate aree. Tuttavia, resta il problema delle delocalizzazioni, il quale non può essere affrontato soltanto in termini di finanziamento delle risorse pubbliche; per tale ragione, occorrerà, insieme alle Autorità di bacino, stilare una graduatoria dei danni in modo che venga associato un preciso valore patrimoniale alle esondazioni. <br>
    0:20 Durata: 7 min 9 sec
  • Presidente

    Il presidente Novi osserva che da quanto appena riferito dall'ingegner Agricola sembra emergere un dato di interesse per il legislatore, e cioè che l'attività preventiva è stata spesso rallentata dal fatto che occorrono circa due anni per avviare la progettazione degli interventi i quali, quindi, non hanno la stessa efficacia e rapidità di quelli che, invece, si realizzano nella fase successiva del ripristino e della ricostruzione. Appare quindi necessario un intervento legislativo su questo punto, anche per scongiurare il pericolo che le risorse pubbliche stanziate non diano i risultati sperati. <br>
    0:27 Durata: 2 min 13 sec
  • Egidio Luigi Ponzo (FI)

    <br>
    0:30 Durata: 2 min 34 sec
  • Augusto Rollandin (Aut)

    Il senatore Rollandin, condividendo l'osservazione appena espressa dal presidente Novi, ritiene che alcuni chiarimenti dovrebbero essere forniti in merito alla tempistica degli interventi; inoltre, bisognerebbe evitare, ogniqualvolta si verifica un evento che riguarda l'assetto idrogeologico, che si riparta in pratica da zero, senza tener conto del patrimonio conoscitivo ereditato dagli studi, dalle ricognizioni e dalle esperienze precedenti. Infine, la difficoltà nel riparto delle risorse stanziate per gli interventi è spesso legata ad una sorta di diritto di veto esercitato da quelle regioni che si sentono maggiormente penalizzate. In futuro sarebbe quindi opportuno che si seguisse un criterio di ripartizione delle risorse più attento al grado effettivo di rischio. <br>
    0:32 Durata: 3 min 10 sec
  • Bruno Agricola

    L'ingegnere Agricola fa presente al senatore Rollandin che gli strumenti attualmente previsti fanno tesoro del patrimonio conoscitivo che si è accumulato negli ultimi decenni; per quanto concerne poi i tempi e le modalità per il finanziamento degli interventi, essi sono ancora soggetti ad una previa intesa con le regioni che finora hanno accettato un criterio di ripartizione delle risorse che tenesse conto soltanto del numero della popolazione e della superficie. Tale criterio ha condotto però alla situazione paradossale nella quale regioni molto piccole hanno ricevuto una quantità di risorse sproporzionate rispetto a regioni di dimensioni maggiori, aventi però un indice di rischio inferiore. Anche se tale situazione, per quanto criticabile, non ha comunque determinato effetti realmente negativi - poiché, in ogni caso, le risorse finanziarie erano insufficienti per tutte le regioni - sembra emergere ora una novità positiva giacché le regioni si sono rese disponibili a rivedere i criteri precedenti, in modo che gli stessi siano maggiormente legati alla effettiva situazione di rischio.<br>Più in generale, l'intervento del legislatore risulta necessario soprattutto per rendere più rapida e meno vincolata la fase di progettazione che precede l'attivazione delle misure preventive, anche per il fatto che le ordinanze di protezione civile sono adottate solo nel caso di emergenze che coinvolgono cittadini. Tuttavia, l'emergenza si manifesta non quando si è già verificata, ad esempio, una frana, ma quando si ha la certezza probabilistica che essa avrà luogo. Infine, osserva che le zone nelle quali sono stati adottati i piani per l'assetto idrogeologico sono soggetti a vincoli, gestiti da comuni, regioni ed Autorità di bacino.<p>Il presidente Novi, dopo aver ringraziato l'ingegner Agricola per le analisi e i suggerimenti forniti che hanno evidenziato i punti sui quali potrà concentrarsi un eventuale intervento del legislatore, dichiara chiusa l'odierna audizione e rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva.<br>La seduta termina alle 09h30. <br>
    0:35 Durata: 10 min 19 sec