18 MAR 2003

Lavori Pubblici: Seguito audizione Amministratore dell'ANAS Pozzi nell'indagine sulla situazione infrastrutturale del Paese

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 22 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Seguito dell'indagine conoscitiva sulla situazione infrastrutturale del Paese e sull'attuazione della normativa sulle grandi opere: seguito dell'audizione dell'Amministratore dell'ANAS, Vincenzo Pozzi.

Registrazione audio di "Lavori Pubblici: Seguito audizione Amministratore dell'ANAS Pozzi nell'indagine sulla situazione infrastrutturale del Paese", registrato martedì 18 marzo 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 22 minuti.
  • Giovanni Pellegrino (DS), sull'ordine dei lavori - Presidente

    Il presidente Grillo ringrazia l'ingegner Pozzi per essere nuovamente intervenuto allo scopo di continuare la replica alle domande poste nel corso dell'ultima seduta dai colleghi senatori.<p>Il senatore Pellegrino, data la presenza dell'Amministratore dell'Anas, con riferimento ad alcune notizie riportate dagli organi di stampa relative alla recente attività svolta dall'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, segnala l'opportunità di invitare il presidente dell'Autorità stessa ad intervenire in un'audizione della Commissione per fornire chiarimenti in merito alle ultime delibere recentemente adottate.<p>Il Presidente raccogliendo il suggerimento del senatore Pellegrino, fa presente che l'Ufficio di Presidenza vaglierà prossimamente l'opportunità di tale audizione ai fini della procedura informativa in corso. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 15h15<br>Presidenza del Presidente <strong>Massimo Grillo</strong><br>
    0:00 Durata: 3 min 46 sec
  • Anna Donati (Verdi-U)

    Interviene quindi la senatrice Donati per avere dei chiarimenti su alcuni punti relativi alle risposte fornite dall'ingegner Pozzi. Per quanto riguarda il bilancio approvato il 15 marzo scorso dal consiglio di amministrazione della società Autostrade S.p.A. emergono utili pari a 529 milioni di euro contro una previsione di appena 105 milioni di euro contenuta nel piano finanziario. I ricavi derivanti dai volumi di traffico sono stati pari a 2359 milioni di euro contro una previsione di 1450 milioni di euro. Analoga differenza presenta il margine operativo lordo, pari a 1367 milioni di euro, contro una previsione di 760 milioni di euro. Dai predetti dati ufficiali risulta pertanto un profitto conseguito dalla società Autostrade S.p.A. pari a cinque volte l'importo previsto nel piano finanziario. Sorge pertanto legittimamente il dubbio che il meccanismo di price-cap contenuto nella convenzione tra Anas e la società Autostrade sia stato non correttamente applicato e che non siano state mantenute le corrette proporzioni tra l'aumento tariffario, l'aumento dei volumi di traffico, i minori investimenti e la qualità erogata dei servizi. In particolare, la preoccupazione riguarda la corretta valutazione dei costi e dei ricavi, nonché il ruolo degli investimenti che non sono stati effettuati nel periodo convenzionale trascorso. Tale ultima questione, relativa agli investimenti, incide infatti maggiormente rispetto a quella relativa all'aggiornamento al tasso di inflazione reale piuttosto che a quello indicato nel Documento di programmazione economico finanziaria (DPEF). Un altro punto sul quale è importante porre l'accento è quello relativo alla variazione dei profitti generata dall'aumento del traffico. Il riferimento contenuto nella convenzione al Piano generale dei trasporti e della logistica, non superiore al due per cento, è un dato puramente teorico in quanto semplici stime effettuate sul traffico pregresso giustificherebbero un aumento del traffico maggiore nell'ordine del tre-quattro per cento. Appare curioso inoltre come queste stime si triplichino nel caso delle previsioni della società Stretto di Messina, partecipata tra l'altro da Autostrade S.p.A., e si sgonfino in sede di stipula della convenzione tra l'Anas e la società Autostrade. Riconosce il significativo passo in avanti costituito dal legame tra le variazioni tariffarie e lo stato di avanzamento dei lavori, anche se considera l'approvazione del progetto preliminare un momento troppo antecedente all'effettivo utilizzo dell'opera. Evidenzia inoltre la situazione di disparità di trattamento, ai fini della concorrenza, che si potrebbe venire a creare tra società Autostrade S.p.A. ed un altro teorico operatore che volesse entrare nel settore, in quanto la prima godrebbe delle variazioni tariffarie già all'avvio dei lavori di apertura della terza corsia, mentre l'operatore eventualmente vincitore della gara per l'appalto della Brescia - Bergamo - Milano non godrebbe di tale variazione se non all'avvio effettivo del traffico su tale tratta. Ritiene che le capacità di investimento di società Autostrade S.p.A. per il futuro siano stimate troppo positivamente rispetto a quelle dimostrate in passato. Domanda inoltre a che punto sia l'iter di approvazione della convenzione che risulta già da tempo all'esame del CIPE il quale tuttavia non ha ancora rilasciato il parere definitivo. Per quanto riguarda l'OPA di società Autostrade evidenzia il rischio di una perdita di controllo effettivo sulla società concessionaria da parte dell'Anas e chiede quali siano gli accorgimenti che il concedente intende adottare per continuare a svolgere la propria attività di controllo. Infine, per quanto riguarda le segnalazioni dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici in merito al pericolo di infiltrazioni mafiose sui lavori della Salerno - Reggio Calabria, concorda con il senatore Pellegrino circa l'opportunità di audire il presidente di questo organismo in una prossima seduta della Commissione e chiede all'ingegner Pozzi come intende rispondere sulle irregolarità evidenziate nella relazione dell'Authority. <br>
    0:03 Durata: 25 min 23 sec
  • Replica di Vincenzo Pozzi, Amministratore dell'ANAS

    L'ingegner Pozzi risponde anzitutto all'ultima questione posta dalla senatrice Donati. Al riguardo concorda con le preoccupazioni espresse dal Garante dei lavori pubblici ma fa presente che gli appalti pubblici non possono essere considerati alla stregua di un interruttore elettrico che è possibile accendere o spegnere. Il progetto di un appalto ha una vita molto articolata nel tempo, nell'ambito della quale diverse sono le fasi e gli attori che vi intervengono. Con particolare riferimento alla Salerno - Reggio Calabria, gli interventi su cui l'Autorità si è espressa sono relativi al periodo che va dal 1997 al 2000. Tali progetti sono quindi la prosecuzione di situazioni che non sono state governate dall'attuale management e sulle quali, sicuramente, una maggiore attenzione avrebbe consentito di evitare i problemi che sono successivamente sorti. Tale maggiore attenzione è stata riservata invece dalla nuova direzione dell'Anas che ha impiegato nuove risorse umane e nuovi assetti organizzativi mirati a garantire la trasparenza degli appalti. In questo quadro si inseriscono sia il sistema di controllo e di auditing interno, sia la particolare articolazione delle commissioni di collaudo che il rapporto con il Politecnico di Torino a cui è stato dato l'incarico di monitorare completamente tutti gli appalti dal 1997 ad oggi. Per quanto riguarda l'OPA, lanciata nel febbraio 2003 assieme al progetto Mediterraneo, volto a ridefinire l'assessment di società Autostrade S.p.A., advisors dell'Anas stanno già studiando gli effetti che questi provvedimenti avranno sull'assetto di società Autostrade S.p.A. I dati di questa analisi, al momento strettamente riservati, saranno opportunamente comunicati ai Ministeri competenti. Infine, per quanto riguarda la questione relativa ai vecchi investimenti e alla capacità prospettica di effettuarne di nuovi, chiarisce che, all'interno della convenzione, è prevista una specifica facoltà di revoca in capo al concedente nel caso di mancato rispetto dei piani finanziari o degli obblighi convenzionali e che l'ipotesi di utilizzo di tale strumento non è da considerarsi teorica. <br>
    0:26 Durata: 13 min 16 sec
  • Replica di Ruggero Pinto, funzionario della direzione centrale dell'ANAS

    Il dottor Pinto, funzionario della direzione centrale dell'Anas, si pronuncia nel merito delle osservazioni esposte dalla senatrice Donati relative alla divergenza tra i dati previsti nel piano finanziario per il 2000 e quelli emersi dal consuntivo approvato per lo stesso anno. Fa presente innanzitutto che, a fronte di ricavi maggiori, la gestione ha presentato anche costi maggiori e che l'incremento del traffico è stato pari soltanto al dieci per cento rispetto al periodo precedente. I maggiori utili conseguiti, pertanto, non dipendono dai minori investimenti effettuati ma sono l'effetto di maggiori accantonamenti al Fondo ripristino. Il confronto finale di tutte le poste del piano finanziario evidenzia in conclusione un considerevole aumento del patrimonio netto finanziario. Per quanto riguarda poi la dimensione degli utili rileva che questi non nascono dalla gestione più recente bensì sono il frutto della gestione degli anni precedenti e la conseguenza del fatto che la delibera CIPE del 20 dicembre 1996 non ha mai fissato un saggio equo di remunerazione del patrimonio. <br>
    0:39 Durata: 9 min 42 sec
  • Oratori non annunciati - Giuseppe Menardi (AN)

    Il senatore Menardi interviene a tale riguardo osservando come le politiche tariffarie delle aziende operanti in servizi pubblici hanno spesso evidenziato, nel periodo che va dal 1990 al 2000, situazioni che hanno consentito la realizzazione di significativi profitti. Non ritiene tuttavia che quella attuale sia la sede opportuna per la discussione di tale tema. <br>
    0:49 Durata: 4 min 31 sec
  • Paolo Brutti (DS-U)

    Sulla questione intervengono quindi il senatore Cicolani e il presidente Grillo.<p>Il senatore Paolo Brutti, riepiloga i punti essenziali del meccanismo di funzionamento della regolamentazione tramite price-cap delle imprese operanti nel settore dei servizi pubblici. Al riguardo puntualizza come sia possibile distinguere due tipi di profitto che scaturiscono dall'attività di un'impresa concessionaria autostradale. Una prima tipologia è generata dagli aumenti di produttività che l'impresa riesce a conseguire, un secondo tipo è determinato dall'aumento dei volumi di traffico sulla rete autostradale. Mentre i profitti della prima specie sono il frutto della capacità innovativa ed imprenditoriale, e pertanto è giusto che rimangano al concessionario a remunerazione dell'attività dallo stesso svolta, i secondi sono la conseguenza di fattori sociali ed economici la cui ricaduta positiva deve essere ridistribuita alla collettività intera. Questo meccanismo, chiaro in linea di principio, non è stato adeguatamente rappresentato né all'interno del meccanismo di price-cap di cui alla citata delibera CIPE, né all'interno della convenzione originaria tra Anas e società Autostrade. È necessario pertanto apportare gli opportuni correttivi allo scopo di evitare che la società Autostrade possa beneficiare degli ulteriori profitti prodotti dall'incremento del traffico, riducendo gli importi unitari delle tariffe calcolati su un livello di traffico stimato minore. Per quanto riguarda il tema della mancata realizzazione degli investimenti, ritiene che la società Autostrade non li abbia posti in essere perché ritenuti non profittevoli: l'applicazione di tecniche di project financing ad eventuali nuovi investimenti infrastrutturali avrebbe certamente consentito alla società di conseguire profitti più appetibili per l'effettuazione degli investimenti. <br>
    0:53 Durata: 11 min 23 sec
  • Replica di Mauro Coletta, Direttore centrale

    Il Presidente, in considerazione della necessità di chiudere i lavori della Commissione data l'imminenza dei lavori dell'Assemblea, chiede all'architetto Coletta di riassumere sinteticamente i meccanismi di garanzia introdotti nella convenzione previsti a tutela del concedente.<p>L'architetto Coletta, direttore centrale, precisa che tra gli accorgimenti che garantiscono l'Anas maggiormente rispetto a quanto previsto nella vecchia convenzione figura sicuramente la possibilità di recuperare il traffico non previsto nel corso del quinquennio regolato dalla convenzione con una specifica previsione relativa al quinquennio successivo. Per quanto riguarda l'attivazione delle variazioni tariffarie annue, inoltre, si prevede, nel nuovo testo, che questa scatterà soltanto ad approvazione del progetto definitivo, fatta eccezione per la BRE - BE - MI. Un elemento di sostanziale innovazione è costituito, inoltre, dalla possibilità di legare la variazione tariffaria all'effettivo svolgimento delle opere infrastrutturali. Con riferimento, infine, allo scenario di previsione, precisa che il limite temporale è stato esteso all'anno 2022 allo scopo di consentire un più ampio orizzonte di programmazione.<p>Il Presidente, dopo aver dichiarato conclusa l'audizione, chiede di poter acquisire alcune note illustrative sulle variazioni intervenute nel testo della convenzione da conservare agli atti della Commissione e rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva.<br>La seduta termina alle 16h40. <br>
    1:04 Durata: 14 min 57 sec