07 MAG 2003

Finanze: Audizione Rocco Buttiglione nell'indagine sugli aspetti finanziari, monetari e creditizi connessi all'allargamento dell'Ue

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 22 min

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Seguito dell'indagine conoscitiva sugli aspetti finanziari, monetari e creditizi connessi all'allargamento dell'Unione Europea: audizione del ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione.

Registrazione audio di "Finanze: Audizione Rocco Buttiglione nell'indagine sugli aspetti finanziari, monetari e creditizi connessi all'allargamento dell'Ue", registrato mercoledì 7 maggio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 22 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    Il presidente Pedrizzi introduce i temi dell'indagine conoscitiva sottolineando come il processo di "riunificazione" dell'Europa costituisce un fattore storico di difficile sopravvalutazione sia per l'Europa intera che per l'Italia in particolare. Dopo aver ricordato le tappe che hanno condotto le autorità comunitarie e gli Stati membri a definire il calendario per realizzare l'allargamento dell'Unione entro il maggio del 2004, si sofferma ad annunciare i criteri fissati dalla Commissione Europea per valutare l'adeguatezza dei processi di convergenza dei Paesi prossimi aderenti (Polonia, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Cipro e Malta). In particolare, ricorda che i Paesi devono essere caratterizzati da una stabilità istituzionale tale da garantire la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani nonché il rispetto e la tutela delle minoranze (criteri politici), dall'esistenza di un'economia di mercato funzionante, nonché dalla capacità di far fronte alle pressioni concorrenziali e alle forze di mercato all'interno dell'Unione (criteri economici) e dalla capacità di adempiere gli obblighi inerenti all'adesione, compresi gli obiettivi dell'unione politica, economica e monetaria. <br>Dopo aver sottolineato che la Commissione Europea ha valutato anno per anno i processi di adeguamento dei Paesi aderenti, ricorda poi come la maggior parte dei Paesi candidati abbia registrato tassi medi di crescita economica nettamente superiori alla media UE e che nella maggior parte dei Paesi candidati l'inflazione è ulteriormente calata nel 2001, scendendo spesso sotto il 10 per cento. Negli ultimi cinque anni, quasi tutti i candidati hanno creato banche centrali indipendenti, che spesso hanno adottato strategie antinflazionistiche volte a stabilizzare i prezzi. <br>Nel periodo in esame, i disavanzi della bilancia commerciale e delle partite correnti sono rimasti relativamente elevati nella maggior parte dei Paesi, senza però eccedere livelli sostenibili. La maggior parte dei Paesi è riuscita ad attirare flussi di investimenti esteri diretti sufficienti per finanziare tali disavanzi, che nel complesso sono lievemente diminuiti nel 2001. <br>La privatizzazione dell'economia è proseguita a ritmo sostenuto dal 1997 in poi, raggiungendo livelli paragonabili a quelli dell'UE, ma si deve ancora portare a termine la ristrutturazione di determinati settori.<br>Il Presidente osserva inoltre che quasi tutti i Paesi dispongono attualmente di un settore bancario stabile ed efficiente e che sono state adottate misure di liberalizzazione completa del mercato dei capitali. Aggiunge, inoltre, che la Commissione Europea ha sottolineato, nelle più recenti valutazioni, la necessità di garantire la corretta applicazione delle direttive sul riciclaggio del denaro sporco e sui servizi finanziari, rilevando, tra l'altro, che la maggior parte dei Paesi, nonostante i notevoli progressi compiuti, debba comunque migliorare la capacità amministrativa e giudiziaria per quanto riguarda la lotta contro le frodi, il riciclaggio del denaro sporco e la criminalità organizzata. <br>Il Presidente rileva poi che l'interesse dell'Italia al processo di allargamento ad Est dell'Unione è elevato, sia per le opportunità economiche che si aprono con l'estensione del mercato interno europeo sia per le nuove sfide competitive che provengono dalle economie dei "Peco". La presenza economica italiana nell'Europa centro orientale è già ora assai estesa. L'audizione svolta ieri del vice ministro Urso ha consentito di acquisire rilevanti e positive informazioni circa la capacità del sistema bancario italiano, e di alcuni gruppi in particolare, di espandere la loro attività nei Paesi dell'ex blocco sovietico. In particolare, l'indagine conoscitiva - che si colloca nel contesto di un rinnovato interesse della politica estera italiana verso i Paesi dell'Est e che si può inserire anche nella scia dell'iniziativa posta in essere dal vice presidente del Consiglio Fini di compiere una serie di visite ufficiali nei Paesi aderenti - tende anche ad evidenziare i nodi problematici nel settore creditizio e finanziario posti dall'allargamento; infatti, già nella scorsa seduta è emersa, da un lato, l'esigenza di sostenere patrimonialmente le piccole e medie imprese che effettuano investimenti diretti all'estero, sia l'esigenza di favorire un più robusto sostegno di tali iniziative da parte delle banche italiane. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 15h05<br>Presidenza del Presidente <strong>Riccardo Pedrizzi</strong><br>
    0:00 Durata: 9 min 6 sec
  • Relazione di Rocco Buttiglione, ministro per le Politiche comunitarie

    Il ministro Buttiglione, dopo aver espresso il pieno apprezzamento dell'Esecutivo per la procedura informativa avviata dalla Commissione, osserva che l'Italia in termini di interscambio commerciale, si colloca in una posizione di assoluto rilievo rispetto ai Paesi prossimi aderenti all'Unione, sostenendo peraltro che le esportazioni verso tali Paesi hanno consentito negli ultimi anni di contenere il peso di una congiuntura non certo favorevole. Di contro, il livello degli investimenti diretti effettuati risulta essere ancora poco soddisfacente. Tale divario, prosegue il Ministro, trae origine, in prima istanza, dalla tendenza delle piccole e medie imprese italiane - esempio peraltro di grande flessibilità produttiva e manageriale - a muoversi non isolatamente, e solo in quei Paesi le cui condizioni strutturali consentono di ricostruire, seppure in parte, i fattori territoriali che ne hanno decretato il successo in Italia. Il Ministro esemplifica quindi tale osservazione citando il caso delle piccole e medie aziende venete fortemente impegnate sia in Romania che in Bulgaria, ritenendo peraltro fondamentale, in tale contesto, il ruolo svolto dagli enti locali nel sostenere l'azione di internazionalizzazione delle imprese. A suo giudizio, si tratta di un esempio di attivismo locale che si inserisce a pieno titolo nel ridisegno federalistico promosso dal Governo, ancorato peraltro ad un forte principio solidaristico. L'oratore insiste quindi sul positivo apporto dell'attività di interfaccia degli organismi locali, richiamando peraltro l'attenzione sul fatto che le linee di espansione che emergono dalle vicende degli ultimi anni vanno ad inserirsi in direttrici storiche riconducibili all'espansione della repubblica veneta. <br>Passando ad illustrare le problematiche di maggiore rilievo poste dalle condizioni economiche e giuridiche dei Paesi aderenti, il Ministro sottolinea l'esigenza che le imprese italiane debbano poter contare sulla certezza del diritto, sulla affidabilità e trasparenze delle procedure, sulla univocità degli orientamenti da parte delle amministrazioni locali rispetto ai Governi centrali. In particolare, un argomento di particolare rilievo è rappresentato dall'esigenza di rendere omogenee le discipline e le procedure degli appalti pubblici, trattandosi peraltro di Paesi con un forte tasso di crescita degli investimenti infrastrutturali.<br>In relazione al sistema creditizio, rileva poi che non esistono condizioni di omogeneità tra i vari Paesi e che peraltro l'azione di sostegno alle imprese italiane non può che derivare anche da un'azione congiunta tra gli organismi nazionali deputati a svolgere tali funzioni (Istituto per il commercio con l'estero -ICE- e Ministero degli esteri).<br>Un ulteriore elemento di valutazione è costituito dall'esigenza di sostenere la stabilità delle singole divise nazionali: si tratta di un obiettivo che a suo parere, non può essere ottenuto con la prospettiva, più o meno a breve, di adesione dei nuovi Paesi all'Unione Economica e Monetaria. A suo giudizio, infatti, l'adesione all'euro in tempi ravvicinati non è un'ipotesi condivisibile, mentre invece appare molto più aderente alle esigenze delle economie in sviluppo una politica monetaria, che egli identifica analogicamente con l'atteggiamento tenuto dal Governatore della Banca d'Italia Carli allorquando fu abbandonato il sistema dei cambi fissi. In quella temperie, infatti, si riuscì così a combinare l'apprezzamento della moneta per congelare le aspettative inflazionistiche e il deprezzamento della stessa al fine di sostenere le esportazioni, mantenendo la lira a ridosso di quelle monete forti (marco, dollaro o yen) a seconda della debolezza relativa di tali divise. Rispetto all'ingresso nell'Unione Europea, elemento di per sé già straordinario, ritiene che l'adesione all'euro possa essere prevista in un secondo momento.<br>Il Ministro si sofferma poi sui riflessi che il negoziato in corso a Basilea circa la definizione dei requisiti patrimoniali delle banche a fronte dei finanziamenti erogati potranno comportare anche sulle economie in sviluppo del Paesi prossimi aderenti all'UE. Non vi è dubbio, infatti, che l'introduzione di tali criteri oggettivi possa comportare la perdita di quegli elementi qualitativi di valutazione e selezione del credito che caratterizzano in particolare l'attività delle banche nei confronti delle piccole e medie imprese. <br>
    0:09 Durata: 22 min 57 sec
  • Antonio Girfatti (FI)

    Interviene il senatore Girfatti, il quale preliminarmente osserva, anche in qualità di vice presidente della Giunta per gli affari delle Comunità europee, che le aziende italiane, ancorché di modeste dimensioni, decidono di effettuare investimenti all'estero avendo presenti prioritariamente la solidità delle garanzie offerte dallo Stato straniero, il livello del costo del lavoro ivi sussistente, la presenza o meno di agevolazioni di tipo fiscale, nonché il grado di complessità degli adempimenti burocratici richiesti. Alcuni dei Paesi che entreranno a far parte nel corso del prossimo anno dell'Unione Europea presentano una situazione favorevole sotto i profili sopra elencati, mentre in altri si ravvisano maggiori difficoltà. <br>Osserva inoltre che il sistema bancario e finanziario italiano ha trovato significative linee di espansione economica e commerciale proprio laddove, citando l'esempio polacco, sono previste agevolazioni fiscali e sono presenti istituti di credito direttamente collegati a banche italiane.<br>A parere dell'oratore, pertanto, al fine di evitare che le attività commerciali italiane all'estero risultino essere frutto in gran parte di singole iniziative non adeguatamente supportate dal sistema-paese dal punto di vista finanziario, occorre valorizzare le essenziali funzioni espletate anzitutto dall'Istituto nazionale per il commercio con l'estero, dall'Istituto per i servizi assicurativi del Commercio estero e dalle ambasciate italiane, anche per salvaguardare la competitività delle imprese nazionali rispetto alle aziende degli altri Paesi europei.<br>Ravvisa quindi l'opportunità di operare nell'ottica di potenziare il sistema bancario e finanziario dei nuovi Paesi membri anche tramite l'attivazione di fondi strutturali di sostegno, riducendo in tal modo i fattori che ostacolano l'espansione commerciale delle imprese italiane. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:32 Durata: 7 min 16 sec
  • Natale D'Amico (Mar-DL-U)

    Il senatore D'Amico, dopo aver espresso apprezzamento per il convinto orientamento europeista del ministro Buttiglione, osserva come dal suo intervento emerga - correttamente - l'idea di complementarità tra gli investimenti diretti all'estero e il livello delle esportazioni nei Paesi destinatari degli stessi. Condivide l'opinione del Ministro circa il ruolo che possono svolgere in tale contesto gli enti locali e ricorda che l'Italia - unica tra i partners europei - ha destinato risorse finanziarie per attuare il Quadro Comunitario di sostegno 2000-2006, proprio per favorire l'azione degli enti locali a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. <br>L'oratore condivide inoltre l'atteggiamento prudenziale del Ministro circa i tempi di adesione all'Unione monetaria da parte dei nuovi Stati membri, sottolineando però come il differimento dell'adozione dell'euro possa determinare la sussistenza di un rischio di cambio a carico delle imprese italiane. <br>Ricorda infine come l'ultima versione dell'accordo elaborato a Basilea relativo ai requisiti di patrimonializzazione degli istituti bancari, anche grazie al ruolo svolto dall'Italia, segni un notevole progresso rispetto alle elaborazioni precedenti, nell'ottica di non rendere eccessivamente oneroso per le piccole e medie imprese l'accesso al credito. Anche in ragione della relativa omogeneità del tessuto economico dei Paesi aderenti con le strutture produttive nazionali, ritiene importante valorizzare tale ruolo. <br>
    0:39 Durata: 5 min 5 sec
  • Presidente

    Il presidente Pedrizzi fa presente che anche il vice ministro per le attività produttive Urso ha parlato negli stessi termini di correlazione tra il livello delle esportazioni e quello degli investimenti diretti nei nuovi Paesi membri. <br>Condivide poi l'opinione che la più recente bozza dell'accordo di Basilea si caratterizzi per un appiattimento della curva del rischio risultando più attenta all'esigenza delle piccole e medie imprese. <br>
    0:44 Durata: 3 min 24 sec
  • Rosario Giorgio Costa (FI)

    Il senatore Costa - dopo avere rivolto parole di apprezzamento all'indirizzo del Ministro - ritiene essenziale ripensare all'esperienza del sistema creditizio meridionale che ha subito l'espansione delle banche del Nord in ragione della debolezza strutturale dell'economia meridionale. Richiama inoltre l'attenzione sul ruolo essenziale, per garantire uno sviluppo equilibrato, della mutualità nel settore creditizio e del sistema assicurativo pubblico proprio del modello italiano. Osserva che, nell'ottica della crescita economica e del potenziamento del sistema produttivo dei nuovi Paesi membri dell'Unione Europea, tale modello può essere preso come riferimento. <br>Inoltre, giudica essenziale il ruolo delle associazioni di categoria e delle libere professioni, nonché la presenza di un rigido controllo volto a limitare il fenomeno della criminalità economica. <br>
    0:47 Durata: 6 min 7 sec
  • Lanfranco Turci (DS-U)

    Il senatore Turci ritiene importante indirizzare l'indagine conoscitiva verso l'analisi delle prospettive di integrazione dell'economia italiana con i sistemi dei nuovi Paesi membri. Sottolinea come sia da incoraggiare un elevato grado di interscambio e collaborazione (sia a livello di distretti produttivi che a livello di enti locali), tenuto conto che l'economia italiana, caratterizzata dalla presenza di numerose imprese di ridotte dimensioni ben si presta ad affiancarsi a tali sistemi produttivi e che i processi di delocalizzazione non vanno intesi necessariamente come un depauperamento dell'apparato produttivo.<br>Ritiene poi, anche in relazione alla discussione in corso sui disegni di legge relativi ai consorzi di garanzia mutualistica e alle società di mutua garanzia, che l'atteggiamento italiano a Basilea costituirà un banco di prova anche per definire l'interesse strategico dell'Italia a qualificare in quella sede le peculiarità del modello dei Confidi al fine di sostenere le piccole e medie imprese. <br>
    0:53 Durata: 6 min 24 sec
  • Massimo Bonavita (DS-U)

    Il senatore Bonavita manifesta la preoccupazione che l'entità degli investimenti italiani verso l'estero possa rimanere limitata, per il pericolo che singoli enti territoriali nazionali ovvero singoli imprenditori assumano iniziative commerciali prive di collegamento tra loro e non inquadrabili all'interno di un sistema connettivo comune, quale potrebbe essere quello fornito dall'Istituto per il Commercio con l'estero ovvero da altri enti istituzionali, deputati, tra l'altro, al supporto delle imprese, soprattutto nei territori caratterizzati da distretti produttivi. <br>
    1:00 Durata: 5 min 3 sec
  • Maurizio Eufemi (UDC)

    Il senatore Eufemi apprezza l'impianto fortemente europeista dell'intervento del Ministro, e sottolinea al contempo l'importanza dello sviluppo di un articolato sistema di infrastrutture volte a consentire un agevole e sicuro trasporto delle merci e delle persone, in una ottica di crescita industriale nell'ambito dell'Unione Europea. <br>Evidenzia altresì la necessità di procedere in sede comunitaria alla definizione di una disciplina omogenea della tassazione del risparmio, al fine di creare più favorevoli condizioni per l'espansione degli istituti di credito. <br>
    1:05 Durata: 2 min 56 sec
  • Replica di Rocco Buttiglione

    Rispondendo ai quesiti posti, il ministro Buttiglione conferma che il Governo ritiene prioritaria la costruzione delle infrastrutture autostradali che collegano dall'Est all'Ovest l'intera Europa e in particolare il Governo si attende che la costruzione dell'asse viario "Corridoio 5" passi in territorio italiano. Condivide il richiamo del senatore Bonavita circa il sostegno sinergico degli enti locali e di tutti gli istituti preposti ad offrire sostegno all'internazionalizzazione delle imprese. Si dichiara poi convinto che i processi di delocalizzazione, laddove limitati alla ricerca di fattori produttivi a costi inferiori, rischiano di avere una prospettiva di corto raggio, se non accompagnati da processi di omogeneizzazione produttiva e di diffusione di modelli culturali e produttivi propri del tessuto economico italiano, come ad esempio l'associazionismo e l'elasticità produttiva.<br>Al senatore Costa fa presente che l'espansione del sistema bancario italiano nei Paesi dell'Est è caratterizzato dall'acquisizione di banche locali e che comunque il tessuto delle piccole e medie imprese potrà trarre giovamento dai nuovi indirizzi emersi a Basilea, anche grazie agli sforzi compiuti dal Governatore della Banca d'Italia e dal ministro Tremonti al fine di rendere tale negoziato più aderente alla realtà dell'economia italiana.<br>Il presidente Pedrizzi dichiara quindi chiusa l'audizione. <br>
    1:08 Durata: 10 min 5 sec
  • Presidente - Maurizio Eufemi (UDC)

    La seduta termina alle 16h25. <br>
    1:18 Durata: 4 min 8 sec