13 MAG 2003

Istruzione Pubblica: Audizione Rubbia, commissario straordinario ENEA, nell'indagine sulla ricerca scientifica e tecnologica

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 28 min

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Seguito dell'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n.

204, recante norme sul coordinamento, la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca scientifica e tecnologica: audizione del professor Carlo Rubbia, commissario straordinario dell'ENEA.

Registrazione audio di "Istruzione Pubblica: Audizione Rubbia, commissario straordinario ENEA, nell'indagine sulla ricerca scientifica e tecnologica", registrato martedì 13 maggio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 28 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Franco Asciutti</strong>
    0:00 Durata: 54 sec
  • Relazione di Carlo Rubbia, commissario straordinario dell'ENEA

    Il presidente Asciutti rivolge preliminarmente un saluto di benvenuto al professor Carlo Rubbia.<br>Ha quindi la parola il professor Rubbia, commissario straordinario dell'ENEA, il quale dichiara preliminarmente di aver raccolto con entusiasmo l'invito della Commissione a partecipare ai suoi lavori, tanto più nell'ottica dell'imminente riforma dell'ente. A suo giudizio, detta riforma si deve infatti inserire coerentemente in un più vasto processo di valorizzazione della ricerca e dell'innovazione, inteso come principale motore della competitività del processo produttivo e del benessere dei cittadini. <br>La ricerca, del resto, è stata e continua ad essere una forza decisiva dello sviluppo della civilizzazione occidentale, dal Rinascimento ad oggi. E' quindi logico che i Capi di Stato dell'Unione Europea abbiano definito, con la dichiarazione di Lisbona, l'obiettivo del prossimo decennio come quello di trasformare l'Europa "nella più competitiva economia basata sulla conoscenza del mondo entro il 2010". <br>Successivamente, nella riunione di Barcellona, nella quale è stato valutato il progresso compiuto dal programma di Lisbona, si è adottato il principio di aumentare l'investimento medio in ricerca e sviluppo nell'Unione Europea al livello del 3 per cento entro il 2010. <br>Tali propositi e intenzioni, di per sé auspicabili, per essere realizzati si dovranno tuttavia tradurre in un programma estremamente impegnativo per tutti i Paesi europei, le cui politiche appaiono invece allo stato ancora del tutto inadeguate persino a mettere un freno al processo di slittamento della capacità scientifica dell'Europa rispetto ai suoi principali competitori, per non menzionare l'obiettivo di raggiungere e superare gli Stati Uniti. La situazione è dunque particolarmente grave: il distacco tra la media europea e il Giappone e gli Stati Uniti non è solamente vasto, ma cresce rapidamente, come dimostrano indicatori chiave quali la frazione del prodotto interno lordo destinato alla ricerca, la frazione del bilancio dello Stato investita in ricerca, il numero di persone impiegato in ricerca e sviluppo, il numero di lavori scientifici più ampiamente quotati. A ciò si aggiunge la fuga di giovani scienziati di talento verso altri Paesi, che è un fenomeno fortemente sentito nella maggioranza dei Paesi europei. <br>Interventi rapidi e seri sono dunque necessari sia al livello degli Stati membri, da dove provengono il 95 per cento delle risorse per la ricerca e lo sviluppo, che al livello dell'Unione Europea. Il sistema sul quale è basata l'amministrazione della ricerca europea non è infatti il più efficiente e un vasto programma di riforme è urgentemente necessario al fine di rendere più credibile, e quindi realistica e attuabile, la Dichiarazione di Lisbona. <br>La situazione dell'Italia in tale contesto è ben nota: il nostro Paese si sta infatti contendendo il fanalino di coda con il Portogallo e la Grecia, mentre la Spagna è impegnata in una forte azione di sorpasso. <br>Serie riforme sono quindi necessarie ed urgenti anche a livello nazionale, al fine di mobilizzare sostanziali nuove sinergie intese a rafforzare il nostro sistema ricerca, mantenerlo al passo con l'evoluzione internazionale e renderlo competitivo con quanto si sta intraprendendo altrove, in Europa e nel mondo. <br>In questo senso, è indubbio che un aumento delle risorse sia necessario, ma assolutamente non sufficiente. Sono invece di decisiva importanza riforme strutturali che permettano di creare un ambiente flessibile e trasparente, capace di catalizzare scambi ed interazioni sia sul piano nazionale che soprattutto sul piano internazionale ed europeo. <br>Un particolare sforzo dovrebbe essere inoltre intrapreso per assicurare un'energica iniezione di giovani nel sistema della ricerca che oggi ha un'età media straordinariamente elevata, con l'obbligo di una mobilità aumentata verso le attività internazionali e la garanzia di un guadagno adeguato. <br>Vanno altresì creati centri di eccellenza, aperti e attraenti per ricercatori di tutte le nazionalità, che possano realmente incrementare la coesione internazionale, al fine di contrastare la fuga dei cervelli, alla quale l'Italia è così fortemente esposta. Al riguardo, il professor Rubbia ricorda la coraggiosa iniziativa di Rita Levi Montalcini per la creazione di un centro internazionale sulle neuroscienze e l'esempio del CERN dove il 27 per cento delle ricerche sono partecipate da italiani, con un contributo finanziario del nostro Paese che è inferiore al 16 per cento. <br>Va tuttavia evitata un'eccessiva pianificazione amministrativa e rispettato il principio costituzionale della libertà della ricerca, affidandone la gestione ad una struttura basata sulla trasparenza e la responsabilizzazione dei migliori esperti del campo e non su "meriti" esclusivamente politici come avviene ancora abbastanza spesso nel nostro Paese. <br>Infine, va evitato di cadere nel luogo comune di una ricerca applicata a se stante, autonoma e autosufficiente, e quindi evitare pericolose derive verso una compressione della componente di ricerca fondamentale, in quanto è la ricerca di base che produce nuove conoscenze e nuovi metodi.<br>Il professor Rubbia passa quindi ad illustrare la riforma già compiuta dall'ENEA nel 1999 e divenuta operativa solo all'inizio del 2002. L'ENEA, ente di diritto pubblico, è in effetti un grande contenitore di conoscenze avanzate in specifici campi di grande importanza per il futuro del Paese, in cui lavorano circa 3.400 persone. <br>Qualunque sia la destinazione futura dell'ente, tali risorse e conoscenze non debbono e non possono essere disperse e dissipate, mentre, parallelamente, occorre accrescere l'impegno di ricerca del Paese al fine di aumentare la competitività delle imprese e delle amministrazioni dello Stato, centrali e locali a tutti i livelli, e poter disporre di servizi reali di ricerca ed innovazione. <br>Il core business dell'ENEA - prosegue il professor Rubbia - è costituito dalla ricerca e dalle sue ricadute in specifici campi in cui questo ente ha competenze uniche nel Paese. In analogia a quanto avviene negli altri Paesi avanzati, l'ENEA, in quanto ente di diritto pubblico, ha infatti il compito di assicurare che la ricerca nei campi di maggiore importanza strategica per il Paese, a differenza dalla ricerca industriale, finanziata privatamente, si possa sviluppare in maniera aperta, disponibile a tutti e non determinata e limitata da interessi settoriali, ma guidata invece verso obbiettivi reali a beneficio di tutti i cittadini che vi contribuiscono.<br>Ciò vuol dire che il cittadino, che contribuisce al finanziamento dell'ente, deve potere riconoscere l'utilità e il ritorno degli investimenti compiuti, non solo in termini di conoscenze e prestigio internazionale, ma anche in termini di aumentata competitività, qualità della vita e posti di lavoro. <br>Non va in questo quadro sottovalutata l'importanza della ricerca di Stato: l'ENEA si colloca infatti funzionalmente in una posizione complementare e distinta da quella del CNR e dalla ricerca universitaria, in analogia con quanto avviene in molti Paesi avanzati, ad esempio in Francia e in Germania. L'ENEA di oggi, operando prevalentemente su progetti, piuttosto che su discipline, presenta del resto alcune caratteristiche tipologiche che lo distinguono dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e dal CNR e che prescindono dal suo specifico campo di attività. Le competenze che l'ente sviluppa e coltiva sono destinate ad essere prontamente applicate nei progetti stessi, che poi si traducono in tecnologie, impianti e prodotti la cui realizzazione è effettuata dal sistema economico-produttivo. Esso include quindi anche il trasferimento tecnologico alle imprese, in particolare di piccola e media dimensione, nonché alle pubbliche amministrazioni nell'ambito degli indirizzi nazionali e dell'Unione Europea. E' questa la funzione che viene definita come "ENEA-Ricerca". <br>L'ENEA promuove e partecipa poi a un numero di grandi progetti nazionali e internazionali, che non si limitano alla ricerca fondamentale ma sono soprattutto rivolti allo sviluppo di nuove tecnologie e di nuove fonti energetiche fino al livello di prototipi industriali, sia direttamente che indirettamente, attraverso un numero di consociate e consorzi. Da qui, l'esigenza di una stretta collaborazione con strutture di ricerca e di ingegneria presenti nell'industria italiana, con programmi di promozione industriale che comportano anche la realizzazione di stazioni sperimentali e la costituzione di società a partecipazione congiunta. Questa diversa funzione viene definita come "ENEA-Industria".<br>L'ENEA offre infine, nel quadro di accordi di programma e su richiesta, un apporto di consulenza tecnica specialistica alle amministrazioni dello Stato centrali e locali, per una molteplicità di problemi mediante la prestazione di servizi avanzati nei settori dell'energia, dell'ambiente e dell'innovazione tecnologica. È questa la funzione definita di "ENEA-Agenzia" o "ENEA-Advisor". Il modo di fare ricerca dell'ENEA tiene dunque conto delle finalità ultime del processo, che sono quelle di contribuire al miglioramento del sistema produttivo e di fornire competenze di alto livello tecnico-scientifico nel settore energetico e ambientale. L'importanza dell'ENEA per il sistema Paese è peraltro divenuta ancora più strategica se si tiene conto che la privatizzazione crescente nel campo dell'energia implica una riduzione delle attività di ricerca pre-competitiva all'interno di queste rinnovate strutture industriali, che necessariamente l'ENEA deve compensare attraverso nuovi programmi. <br>Quanto al "fattore di merito" della ricerca condotta dall'ENEA, la base per le corrispondenti scelte strategiche, esso è determinato dal loro impatto potenziale sul miglioramento della qualità della vita. Esiste quindi un orizzonte temporale su cui valutare le ricadute degli investimenti nella ricerca, la cui diversità permette di definire la ricerca condotta direttamente dall'industria e quella che deve essere fatta dall'ENEA nei campi di intervento istituzionale, nonché la ricerca fondamentale di altri enti operanti per disciplina, come ad esempio il CNR. <br>Infatti, l'attività di ricerca dell'industria si svolge prevalentemente su un orizzonte restitutivo piuttosto breve (quattro-cinque anni). La ricerca di Stato condotta dall'ENEA si colloca invece in posizione mediana tra i corti orizzonti restitutivi delle ricerche industriali dirette e i lunghi orizzonti restitutivi della ricerca fondamentale. <br>Evidentemente, il tempo essendo la variabile principale, progetti inizialmente nel cono di luce dell'ENEA diverranno, con il passare del tempo, obiettivo interessante per la ricerca industriale. Meccanismi efficaci di trasferimento debbono essere quindi predisposti istituzionalmente, essendo tali processi tra le principali ragioni di essere dell'ENEA. <br>Il processo di riforma dell'ENEA, realizzato a seguito del decreto legislativo n. 36 del 1999, ha introdotto i cambiamenti strutturali necessari allo snellimento e all'ottimizzazione del sistema gestionale e organizzativo dell'ente, fra cui in primo luogo la concentrazione in un numero limitato di progetti finalizzati, tenendo conto delle competenze esistenti al suo interno e delle missioni ad esso assegnate. <br>Il processo di riforma ha così permesso il varo di una nuova organizzazione, la cui struttura tiene conto del grande rilievo programmatico conferito a un numero limitato di grandi progetti, intesi come momento di aggregazione di risorse finanziarie e umane intorno ad obiettivi prioritari di ricerca e sviluppo. <br>La nuova struttura è basata sul decentramento di responsabilità e sulla concentrazione di competenze omogenee e il suo quadro complessivo è pertanto funzionale al raggiungimento degli obiettivi prioritari. Essa prevede l'articolazione in due grandi progetti, un progetto speciale, quattro grandi Servizi Paese, sei unità tecnico-scientifiche, una unità di agenzia (Advisor), nonché le funzioni di supporto al vertice per lo svolgimento dei suoi compiti di indirizzo, controllo e verifica dei risultati. Anche il nuovo schema di decreto legislativo prevede peraltro cinque dipartimenti, essenzialmente ricalcando questo modello. <br>Il programma triennale 2001-03, poi, prevede sette finalità e ventuno specifici obiettivi che riassumono le attuali missioni dell'ENEA. Le sette finalità individuate sono: energia per il futuro; proteggere il pianeta; proteggere l'uomo; grandi strumenti avanzati; nuove tecnologie per la competitività; cambiamenti globali e al servizio del Sistema Paese.<br>A questo vasto cambiamento di carattere programmatico si è aggiunto un altro cambiamento di tipo operativo, costituito dalle diverse modalità di finanziamento rispetto al passato. Il contributo finanziario assegnato all'ENEA, a differenza di quanto avviene per gli altri enti, è infatti limitato alla copertura parziale delle spese per il funzionamento di base dell'ente, vale a dire gli stipendi del personale e le spese generali obbligatorie. Per quanto attiene alle attività programmatiche, legate quindi a specifiche attività, l'ente deve trovare finanziamenti esterni specifici attraverso accordi di programmi nazionali e comunitari e più generalmente commesse esterne. <br>Questi cambiamenti hanno portato l'ente a misurarsi sul mercato e a procurarsi le risorse necessarie allo svolgimento delle proprie attività con meccanismi più imprenditoriali. Questo passo - di per sé positivo ed oggi in fase di attuazione anche per gli altri enti - ha implicato una profonda mutazione culturale da parte dei dirigenti e dei quadri dell'ente, che hanno dovuto confrontarsi con la realtà del mercato e con la necessità di essere, anche nella produzione di ricerca ed innovazione, realmente competitivi. Basti a questo proposito ricordare che nel bilancio di previsione 2003, il finanziamento ordinario dello Stato copre solamente il 50,5 per cento delle spese, mentre il resto è reperito sul mercato. <br>E' evidente che a queste caratteristiche debba corrispondere una struttura organizzativa flessibile, dotata di autonomia e orientata verso la realizzazione di grandi progetti, in relazione all'evoluzione del mondo produttivo.<br>Infine, uno sforzo particolare è stato compiuto per internazionalizzare le attività dell'ENEA con una serie di importanti accordi e programmi con i maggiori organismi dei Paesi più avanzati (Stati Uniti, Francia, Germania, Russia) e con la Cina. <br>Elementari principi di pratica manageriale, peraltro largamente applicati nel privato, indicano che ogni riconversione o riforma, per avere efficacia, implica necessariamente da un lato l'apporto di nuove risorse umane e finanziarie e dall'altro la possibilità di destinare facilmente ad altre attività quelle risorse che non sono più ottimali nel conseguimento delle nuove finalità. <br>La storia recente dell'ENEA ha dimostrato che ambedue i punti sopra menzionati sono stati assenti nelle precedenti riforme. Il professor Rubbia esprime pertanto l'auspicio che l'ulteriore riforma, oggi intrapresa dal Governo, non prescinda ancora da questi principi fondamentali, senza i quali non si potrebbe assicurare l'economicità del processo. <br>Ribadisce inoltre l'essenzialità dell'elemento rappresentato dalle risorse umane nella ricerca. L'inventiva che ne è il motore, pur essendo un prodotto collettivo, trae infatti la sua spinta dai singoli e dalla loro "passione". Una premessa essenziale del sistema organizzativo deve quindi essere quella di assicurare le condizioni di serenità e le motivazioni necessarie alla creatività. Nella storia passata, troppo sovente caratterizzata da indirizzi e politiche del sistema Paese non sufficientemente esplicitate nei settori di sua competenza, l'ENEA non ha potuto espletare appieno questo compito, con il subentrare presso una frazione sostanziale del personale di un crescente sentimento di provvisorietà e di ansietà, oltre che di mancanza di identificazione in un corpus unico e quindi di uno spirito unitario di sostegno all'ente. <br>Il professor Rubbia si sofferma infine sullo schema di riordino dell'ente recentemente trasmesso dal Governo alle Camere per il parere, richiamando la documentazione già trasmessa alla Commissione, nella quale sono contenuti commenti di dettaglio sulle singole norme. Al riguardo, sottolinea in particolare le implicazioni sottese alle disposizioni relative al consiglio di amministrazione e alla struttura organizzativa (articoli 6, 11, 13 e 14), ponendo l'accento sul rischio che esse diano luogo ad un eccessivo frazionamento di interessi particolari e facciano venire meno la necessaria visione strategica unitaria, elemento fondamentale per la buona riuscita di una riforma che si colloca in un momento molto critico per la ricerca nel nostro Paese e in cui è assolutamente necessario recuperare con determinazione e unitarietà le posizioni perse a livello internazionale. <br>L'ENEA, essendo il principale ente italiano per la ricerca applicata, l'unico peraltro vigilato dal Ministero delle attività produttive, non può del resto prescindere da un suo crescente coinvolgimento con il mondo industriale. In questo senso, la sua nuova struttura dovrebbe essere funzionalmente coerente con quella dei soggetti industriali con cui esso interagisce, ispirandosi a criteri di conduzione di tipo più aziendale che ministeriale. <br>In questa logica di forte responsabilizzazione, gli appare dunque improprio che il decreto intervenga a cristallizzare una struttura organizzativa definita nel minimo dettaglio, tanto più che tale operazione appare apertamente in contrasto con il principio di cui all'articolo 2, comma 2, dello stesso schema di riordino con il quale si attribuisce un'autonomia scientifica, finanziaria e organizzativa all'ente. <br>Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione, il professor Rubbia ritiene che debba essere un organo snello, con compiti esclusivamente di indirizzo, programmazione, controllo ed allocazione a livello strategico delle risorse umane, finanziarie e strumentali. Un requisito di base per una buona funzionalità di tale organo, cui è demandata la definizione delle strategie e dei programmi dell'ente, è peraltro rappresentato dal possesso di una conoscenza approfondita da parte dei suoi componenti della realtà che essi sono chiamati a governare. <br>E' del resto quanto avviene nei grandi organismi di ricerca, a livello europeo e internazionale, in cui l'organo strategico di governo è formato dai più autorevoli rappresentanti del mondo della scienza e del mondo produttivo. <br>Pertanto, il requisito richiesto per il Presidente di una "alta qualificazione scientifica e manageriale, con una profonda conoscenza del sistema della ricerca in Italia e all'estero e con esperienza almeno triennale nella gestione di enti e organismi pubblici e privati, operanti nel settore della ricerca" dovrebbe essere esteso anche agli altri membri del consiglio di amministrazione, per i quali viene invece richiesto genericamente il "possesso di elevata professionalità tecnica e gestionale". E' importante tener presente che questo organo decisionale deve agire in modo integrato al suo interno, con decisioni che sono tipicamente di natura collegiale, e quindi è essenziale che vi sia omogeneità di cultura e di esperienze, nonché di linguaggio. <br>Avviandosi alla conclusione, il professor Rubbia mette in evidenza un'altra esigenza di fondo, che riguarda il rafforzamento del ruolo internazionale dell'ENEA. L'internazionalizzazione dei programmi è stata infatti fortemente incrementata negli ultimi anni, ma essa deve rimanere un obiettivo da perseguire costantemente con vigore, anche al fine di diversificare ulteriormente le sorgenti di finanziamento. Operativamente, egli suggerisce dunque di rafforzarla tramite una rappresentanza nel consiglio scientifico e nel comitato di indirizzo e coordinamento dei progetti industriali di personalità italiane che operano con successo all'estero.<br>Esprime infine la preoccupazione che il decreto legislativo proposto incentri la propria attenzione prevalentemente su aspetti meramente organizzativi e burocratici, che implicheranno laboriose revisioni procedurali, a scapito della definizione di una nuova politica di sviluppo scientifico e tecnologico per il Paese, da svolgersi in stretta collaborazione tra i vari Ministeri competenti, dai quali peraltro sarà necessario ricevere tempestivamente strategie e indirizzi concreti, coordinati e sinergici, che consentano di operare ed investire adeguatamente le risorse necessarie alla soluzione degli importanti problemi che dovranno essere affrontati nei settori di specifica competenza dell'ENEA.
    0:00 Durata: 28 min 30 sec
  • Alberto Monticone (Mar-DL-U)

    Il senatore Monticone si riallaccia al richiamo fatto dal professor Rubbia nel senso di un coinvolgimento degli esperti italiani all'estero. Al riguardo, si interroga sulla possibilità di una maggiore integrazione anche a livello di ricercatori, con specifico riferimento alla struttura dell'ENEA. <br>Analogamente, con riferimento al reperimento del 50 per cento del bilancio sul mercato, si chiede se vi sia uno spazio per il coinvolgimento di industrie non italiane. <br>
    0:29 Durata: 1 min 3 sec
  • Luciano Modica (DS-U)

    Il senatore Modica prende atto del richiamo svolto da professor Rubbia alla tripartizione della ricerca nei maggiori Paesi europei in ricerca, rispettivamente, di base, libera ed industriale. In un'ottica più strategica, che vede il progressivo accorciamento delle distanze tra ricerca di base e ricerca applicata, si domanda tuttavia se possa essere colta l'occasione per ripensare la ripartizione in modo innovativo, non più per obiettivi ma per tipologie di intervento. Prende altresì atto della critica rivolta all'eccessiva attenzione agli aspetti burocratici della riforma. Chiede pertanto al professor Rubbia su quali diversi profili avrebbe dovuto incentrarsi un nuovo decreto di riforma. <br>
    0:30 Durata: 2 min 19 sec
  • Giuseppe Gaburro (UDC)

    Il senatore Gaburro chiede chiarimenti in ordine al trasferimento di tecnologie alle piccole e medie imprese, individuato dal professor Rubbia nell'ambito della funzione "ENEA-Ricerca".<br>Dopo essersi soffermato sui dati strutturali del bilancio dell'ente, che per il 50 per cento riceve un finanziamento dello Stato mentre per il restante 50 per cento trova sul mercato le risorse necessarie, chiede inoltre qualche suggerimento concreto in ordine ai meccanismi che potrebbero più idoneamente consentire al personale addetto alla ricerca di lavorare con passione e serenità.<br>Sollecita altresì una riflessione sui meccanismi di valutazione. <br>
    0:32 Durata: 2 min 19 sec
  • Maria Rosaria Manieri (Misto-SDI)

    La senatrice Manieri invita il professor Rubbia ad offrire qualche indicazione di carattere strutturale e non episodico per contrastare il fenomeno di invecchiamento dei ricercatori. <br>
    0:35 Durata: 1 min 3 sec
  • Albertina Soliani (Mar-DL-U)

    La senatrice Soliani chiede al professor Rubbia quali siano, a suo giudizio, i punti di forza e di debolezza del sistema Paese in rapporto all'ENEA e alla ricerca, con particolare riferimento alle imprese, al sistema di istruzione e formazione e al sistema territoriale. <br>
    0:36 Durata: 1 min 45 sec
  • Luigi Compagna (UDC)

    Il senatore Compagna sollecita un chiarimento in ordine all'inquadramento giuridico dei ricercatori dell'ENEA. <br>
    0:37 Durata: 59 sec
  • Replica di Carlo Rubbia

    Ai quesiti posti risponde il professor Rubbia. Al senatore Monticone replica che, a suo giudizio, la fuga dei cervelli all'estero non è un fenomeno di per sé preoccupante, ma anzi quasi fisiologico. Esso deve tuttavia essere compensato da un parallelo interesse dei ricercatori stranieri a venire in Italia ed in questo senso egli ha sollecitato l'istituzione di centri di eccellenza, dotati di infrastrutture scientifiche di altissimo livello, atti a rendere uniche le condizioni della ricerca. <br>Quanto all'ipotesi di superare la tradizionale tripartizione della ricerca, avanzata dal senatore Modica, egli richiama il pensiero di Einstein, secondo cui non esisterebbe la ricerca applicata ma solo l'applicazione della ricerca. Non si può infatti prevedere da quali ricerche derivino le scoperte più interessanti. I tempi tecnici di trasferimento sono peraltro oggi assai più ravvicinati che in passato. La riforma universitaria voluta dall'allora ministro Zecchino ha tuttavia accentuato la separazione fra didattica e ricerca, che senz'altro penalizza lo spirito imprenditoriale della ricerca condotta in ambito universitario. <br>Conferma altresì che lo schema di decreto in esame sia prevalentemente dedito ad aspetti organizzativi. L'ENEA deve tuttavia confrontarsi con il mondo imprenditoriale, godendo di assetti competitivi. Nello schema di decreto, manca invece ogni forma di responsabilizzazione. <br>Egli risponde quindi al senatore Gaburro osservando che un'impresa si rivolge all'ENEA solo se quest'ultimo svolge un'attività di ricerca che un'impresa non possa compiere da sola. In questo senso, occorre accentuare il carattere di multidisciplinarietà della ricerca svolta dall'ENEA, nonché accrescerne la concentrazione su progetti definiti.<br>Si sofferma indi sul tema dell'invecchiamento dei ricercatori, comune a molti interventi. Al riguardo, rileva che il blocco delle assunzioni, protratto per anni, ha determinato un sostanziale immobilismo. Né sono valsi i contratti a tempo indeterminato, la cui efficacia è significativamente ridotta in assenza di prospettive a tempo determinato.<br>Sollecita pertanto una decisa ripresa dei meccanismi concorsuali. <br>Quanto allo stato giuridico dei ricercatori, su cui il senatore Compagna aveva chiesto un chiarimento, osserva che i ricercatori dell'ENEA rivestono un ruolo diverso dai ricercatori di base, proprio per gli stretti contatti con il mondo imprenditoriale più volte richiamati. Diversa è invece la condizione dei ricercatori universitari. Ritiene tuttavia che eccessive differenziazioni di status rendono ingestibile il sistema. <br>Risponde infine al quesito del senatore Monticone sul coinvolgimento di industrie internazionali, rilevando che se l'attività di ricerca è valida il coinvolgimento è assai facile. Al contrario, egli ritiene in alcuni casi di dover frenare una eccessiva integrazione affinchè da una proficua ottica di collaborazione non si scada in competizione. <p>Il Presidente ringrazia il professor Carlo Rubbia e dichiara chiusa l'audizione. <br>
    0:38 Durata: 21 min 55 sec
  • Presidente

    <br><strong>Asciutti ed altri. - Disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali, lo sport, l'università e la ricerca.</strong>
    1:00 Durata: 6 min 47 sec
  • Laura Bianconi (FI)

    Riferisce alla Commissione la senatrice Bianconi, la quale ricorda che ogni anno, nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria, vengono accantonate specifiche somme destinate alla copertura di provvedimenti legislativi che il Parlamento approverà nel corso del successivo esercizio finanziario e che necessitano tuttavia di singole autorizzazioni di spesa per diventare effettivamente spendibili. <br>Per i settori di competenza della Commissione è stato pertanto predisposto il disegno di legge in titolo, che reca un'autorizzazione complessiva di spesa pari a euro 29.350.000 per il 2003, euro 24.350.000 per il 2004 e a euro 21.050.000 per il 2005. <br>Si tratta della somma di una serie di interventi specifici, ciascuno dei quali corrispondente ad una specifica finalizzazione sui totali delle tabelle A e B dell'ultima legge finanziaria (rispettivamente, fondo speciale di parte corrente e fondo speciale in conto capitale). A differenza dell'anno scorso, quando l'analogo disegno di legge che autorizzava la spesa delle finalizzazioni contenute nella legge finanziaria per il 2002 recava l'esplicita indicazione dei singoli interventi, quest'anno i presentatori hanno scelto di ricalcare il modello (già sperimentato con successo nella legislatura scorsa) di indicare solo i totali complessivi di spesa, rinviando a decreti ministeriali l'indicazione puntuale degli interventi.<br>Il disegno di legge, prosegue la relatrice, è stato opportunamente assegnato dalla Presidenza del Senato in sede deliberante, atteso il rapido scorrere dell'esercizio finanziario nonché l'esiguo tempo a disposizione per concludere l'iter del provvedimento in entrambi rami del Parlamento prima della presentazione della prossima manovra finanziaria. Sui singoli interventi che saranno coperti con le autorizzazioni di spesa recate dal disegno di legge n. 2213 erano stati peraltro presentati ed assegnati alla Commissione vari disegni di legge, che la relatrice elenca puntualmente (atto Senato n. 631, d'iniziativa dei senatori Cavallaro ed altri, recante misure di sostegno in favore dell'Associazione arena sferisterio di Macerata; atto Senato n. 1220, d'iniziativa del senatore Bevilacqua, recante interventi in favore del comune di Bisignano in occasione della canonizzazione del Beato Umile; atto Senato n. 1235, d'iniziativa del senatore Trematerra, recante interventi a favore del comune di Bisignano in occasione della canonizzazione del Beato Umile; atto Senato n. 1948, d'iniziativa dei senatori Florino ed altri, recante interventi a favore dell'Orto botanico di Napoli; atto Senato n. 1997, d'iniziativa del senatore Coviello, recante realizzazione dell'Ecomuseo scientifico della Valle del Mercure; atto Senato n. 1988, d'iniziativa dei senatori Guerzoni ed altri, recante contributo per la realizzazione del Museo casa natale Enzo Ferrari di Modena; atto Senato n. 2053, d'iniziativa del senatore Girfatti, recante norme per la realizzazione del Museo del corallo di Torre del Greco; atto Senato n. 2054, d'iniziativa del senatore Girfatti, recante norme per la realizzazione del Museo civico di Pompei; atto Senato n. 2055, d'iniziativa del senatore Girfatti, recante norme per la realizzazione della Scuola di restauro del comune di Ercolano; atto Senato n. 2056, d'iniziativa del senatore Girfatti, recante norme per la realizzazione del Museo archeologico Oplonti di Torre Annunziata; atto Senato n. 2066, d'iniziativa del senatore Ponzo, recante norme per la riqualificazione del centro storico del comune di Sarconi; atto Senato n. 2082, d'iniziativa della senatrice Ioannucci, recante contributo per la realizzazione di un auditorium nel comune di Avezzano; atto Senato n. 2136, d'iniziativa dei senatori Giaretta ed altri, recante interventi per la realizzazione del Museo della storia della scienza di Padova).<br>La relatrice chiarisce che detti disegni di legge, recanti ciascuno un intervento specifico, sono in realtà assegnati alla Commissione in sede referente e non ne è stato pertanto possibile abbinare l'esame al disegno di legge n. 2213. <br>Ne ha tuttavia voluto dare menzione in questa sede onde rendere atto a ciascun presentatore dell'impegno profuso per l'effettiva erogazione dei fondi accantonati in sede di finanziaria. <br>Ella dà altresì conto di un emendamento presentato dal primo firmatario, senatore Asciutti, volto a trasferire dalla copertura in tabella A (parte corrente) alla tabella B (conto capitale) i fondi accantonati in favore dell'editoria per non vedenti. Ciò, tenuto conto delle attuali disponibilità di bilancio. <br>Il disegno di legge reca altresì, conclude la relatrice, un articolo 3 con il quale si sostituisce la Società italiana per i beni culturali (SIBEC) istituita dalla legge n. 352 del 1997 con una nuova Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo (ARCUS). Raccomanda pertanto la sollecita approvazione del disegno di legge, per le suesposte ragioni di urgenza dovute all'incalzare dell'esercizio finanziario. <br>
    1:07 Durata: 6 min 21 sec
  • Presidente - Maria Chiara Acciarini (DS-U)

    Il presidente Asciutti propone di fissare a oggi stesso, alle ore 18, il termine per la presentazione di emendamenti. Ricorda infatti che il testo reca le autorizzazioni di spesa disposte dall'ultima finanziaria e presenta pertanto margini di modifica assai esigui. <p>La senatrice Acciarini chiede che il termine non sia così ravvicinato onde consentire una riflessione più approfondita sul testo.<p>Su proposta del presidente Asciutti, che sottolinea l'esigenza di mettere la Commissione bilancio in condizioni di poter tempestivamente esprimere il proprio parere sugli emendamenti presentati, la Commissione conviene infine di fissare il termine per la presentazione di emendamenti a domani mercoledì 14 maggio alle ore 9. <br>
    1:13 Durata: 3 min 37 sec
  • Antonio Girfatti (FI)

    Il senatore Girfatti registra con soddisfazione l'inclusione, fra gli interventi da finanziare, di quelli relativi alla realizzazione del museo del corallo di Torre del Greco, del museo civico di Pompei, della Scuola di restauro del comune di Ercolano, nonché del museo archeologico Oplonti di Torre Annunziata. Si tratta di iniziative su cui egli stesso aveva del resto presentato appositi disegni di legge, opportunamente ricordati dalla relatrice Bianconi. <br>Con l'approvazione del provvedimento in esame i cittadini dei comuni summenzionati vedranno così finalmente realizzate le loro aspettative per un adeguato riconoscimento delle loro bellezze artistiche e culturali, nonché delle loro tradizioni artigianali. <br>
    1:17 Durata: 59 sec
  • Fulvio Tessitore (DS-U)

    Il senatore Tessitore prende atto che taluni degli interventi cui sono riferite le autorizzazioni di spesa riguardano località ed iniziative invero discutibili.<br>Il seguito della discussione è quindi rinviato. <br>
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  • Gian Pietro Favaro (FI)

    Riferisce alla Commissione il senatore Favaro, il quale sottolinea che il riparto del Fondo unico per gli investimenti sul patrimonio culturale giunge per la prima volta all'esame del Parlamento. Si tratta infatti di un'innovazione introdotta dalla legge finanziaria per il 2002, che ha previsto l'istituzione nello stato di previsione di ciascun Ministero di un Fondo per gli investimenti di ogni comparto omogeneo, disponendo altresì che in allegato al disegno di legge finanziaria siano analiticamente indicati le autorizzazioni di spesa e gli stanziamenti che confluiscono in ciascuno dei suddetti Fondi. La legge finanziaria per il 2003 ha pertanto indicato le autorizzazioni di spesa che confluiscono nel Fondo unico per gli investimenti sul patrimonio culturale, per un importo totale pari a circa 349 milioni di euro. La ripartizione di detto ammontare è stata effettuata, come specifica la relazione introduttiva al riparto, nel rispetto dei seguenti criteri: reintegrare gli stanziamenti originari che attengono ad esigenze indifferibili e a funzioni inderogabili dell'Amministrazione; osservare le indicazioni della direttiva sull'azione amministrativa del Ministero per l'anno 2003; completare gli interventi avviati negli anni precedenti nonché realizzare quelli su beni esposti a rischio di perdita definitiva. Con particolare riferimento alla direttiva sull'azione amministrativa, il relatore cita le indicazioni relative alla destinazione del 30 per cento delle risorse in conto capitale al Sud; l'accordo con le autorità locali; la valorizzazione degli investimenti in cultura destinati a generare più occupazione anche in settori indotti; il sostegno dell'attività artistica; la valorizzazione della conoscenza del patrimonio culturale con particolare riferimento ai centri storici; il miglioramento della qualità dei servizi nelle strutture museali; la promozione della cultura italiana all'estero; il potenziamento della defiscalizzazione degli interventi sui beni e attività culturali; l'intensificazione della lotta al crimine contro il patrimonio culturale. <br>Il seguito dell'esame è quindi rinviato. La seduta termina alle ore 15,40. <br>R<strong>elazione illustrativa della ripartizione del Fondo unico per gli investimenti - capitolo 7370 - "Fondo Unico da ripartire - investimenti patrimonio culturale" - dello stato di previsione della spesa per il Ministero per i beni e le attività culturali per l'anno 2003 (n. 223)</strong>
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