03 GIU 2003

Vigilanza Rai: Discussione della relazione annuale al Parlamento sulle attività e sui programmi della Commissione

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 58 min 31 sec

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Discussione della relazione annuale al Parlamento sulle attività e sui programmi della Commissione .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Discussione della relazione annuale al Parlamento sulle attività e sui programmi della Commissione", registrato martedì 3 giugno 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 58 minuti.
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il Relatore, senatore Claudio Petruccioli, ricorda come la relazione al Parlamento sia un adempimento della Commissione che è rimasto inevaso negli ultimi quattordici anni. <br>Egli ritiene quindi molto significativo, in particolare in una fase in cui si ridiscutono gli assetti normativi del sistema radiotelevisivo, che la Commissione possa quest'anno approvare la relazione stessa, dando così concreta testimonianza della funzione di indirizzo e vigilanza svolta e dei suoi futuri programmi.<br>Come già proposto in Ufficio di Presidenza, egli invita i colleghi a svolgere un ampio dibattito nel quale formulare osservazioni al testo da lui redatto e da tempo distribuito, in modo di consentire alla Commissione, senza pregiudizio per le posizioni politiche di ciascun componente, di concludere l'esame con un ordine del giorno nel quale si assume il testo stesso.<br>Qualora invece si ritenga di proporre più testi alternativi, in modo da discuterli comparativamente, da esperire una mediazione fra di essi, e se necessario da votarli alternativamente, sarà opportuno stabilire un termine per la presentazione dei testi. <br>Si apre il dibattito.<br>Il deputato Giulietti esprime apprezzamento per l'iniziativa del Presidente che rappresenterà un segno politicamente forte soprattutto se il testo verrà approvato prima della conclusione dell'iter nella Commissione di merito del Senato del disegno di legge di riforma, e ancor di più se verrà approvato prima del 23 giugno, data di presentazione della relazione annuale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. <br>Si tratta a suo parere di dare una chiara indicazione sulla necessità di respingere qualsiasi tentativo di ridurre gli spazi di libertà espressiva e di pluralismo e di confinare la RAI ad un ruolo sostanzialmente complementare e subalterno.<br>Proprio per questo, a suo parere, bene ha fatto il Presidente nella sua relazione a soffermarsi sulla vicenda professionale di Michele Santoro, che oggi conosce un nuovo importante capitolo con la decisione del Pretore del lavoro, e certamente nello stesso quadro si iscrivono questioni che a suo parere dovranno essere al più presto portate all'attenzione della Commissione come quella dei dati – che a suo parere la RAI dovrebbe rapidamente mettere a disposizione per tutelare la sua stessa immagine di trasparenza – relativi alla presenza dei singoli giornali nelle rassegne stampa e ai giornalisti della carta stampata che vengono invitati a partecipare alle trasmissioni e ai dibattiti televisivi in rappresentazione della loro testata, nonché la notizia riportata da alcuni giornali, estremamente significativa dal punto di vista dell'autonomia delle politiche commerciali della RAI, della rinuncia dell'azienda pubblica a concorrere per l'acquisto dei diritti della «Champions League». <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h50<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 4 min 26 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano, riservandosi di approfondire le numerose questioni toccate dalla relazione del presidente Petruccioli, osserva però come anche dalle vicende riferite da questo testo si evinca con chiarezza che la RAI ha con sempre maggiore determinazione perseguito una interpretazione burocratica e puramente istituzionale del pluralismo, che è stato quindi visto non come pluralismo di culture e di punti di vista, ma come una sorta di manuale «Cencelli» dell'informazione, oltretutto rigidamente disegnato in funzione di una filosofia maggioritaria e alternativa del sistema politico. <br>Questa impostazione diventa tanto più evidente quando nella vita politica e sociale si verificano eventi che mettono in crisi questa rigida logica bipolare. Tale è il caso dei referendum, nei confronti dei quali l'informazione del servizio pubblico, non meno del resto di quella delle emittenti private, ha messo in atto una vera e propria politica di occultamento e di silenzio.<br>Il deputato Giordano si associa quindi alle considerazioni del deputato Giulietti circa la necessità di porre in questo momento una particolare attenzione alla vicenda di Michele Santoro, rispetto al quale la RAI deve ora ottemperare ad una precisa ordinanza del Pretore del lavoro. <br>
    0:04 Durata: 6 min 40 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri esprime in primo luogo vivo apprezzamento per l'iniziativa del Presidente, che da un segno di grande sensibilità istituzionale e politica. <br>Nell'esprimere una valutazione complessivamente positiva sulla relazione, il deputato Gentiloni Silveri si sofferma, riservandosi di svolgere qualche altra osservazione nel corso del dibattito, sulla ricostruzione che fa il senatore Petruccioli del modello duopolistico che caratterizza la televisione italiana, che si distingue per la complementarietà tra l'azienda pubblica e l'imprenditore privato, che proprio nell'esistenza di un concorrente sorretto dal canone e il cui accesso al mercato pubblicitario è limitato dai tetti di affollamento, trova la garanzia per il mantenimento e il consolidamento della sua posizione monopolistica. <br>A parere dell'oratore questa analisi, che certamente ben descrive il sistema creatosi alla metà degli anni Ottanta e consolidato dalla legge 223 del 1990, non risponde più alla nuova situazione che si è venuta a creare negli ultimi due anni.<br>È a suo parere evidente, infatti, che in questa ultimissima fase Mediaset sembra non più interessata a mantenere la sua tradizionale posizione di mercato, collocata appena alle spalle dell'azienda di servizio pubblico. <br>Le più limitate possibilità di sviluppo del mercato pubblicitario da un lato e la particolare situazione politica dall'altro, sembrano aver indotto la dirigenza di Mediaset a ricercare ulteriori margini di utile anche al prezzo di un declino della RAI.<br>Una seconda questione di particolare interesse che emerge dalla relazione del Presidente è quella relativa alle conseguenze della prassi ormai instauratasi che riserva all'opposizione la Presidenza della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.<br>Egli condivide infatti la considerazione che se tale prassi deriva dalla necessità - in un quadro istituzionale profondamente cambiato a seguito dell'adozione di un sistema elettorale maggioritario - che questa Commissione svolga una funzione particolare di garanzia per quelle culture e quei settori della società italiana che sono pro tempore in minoranza, allora è giusto superare il modello rigidamente assemblearistico che caratterizza il regolamento di questa Commissione riconoscendo, alcuni poteri al Presidente, certamente nel rispetto dei diritti propri della maggioranza, ad esempio nella fissazione dell'ordine del giorno. <br>
    0:11 Durata: 11 min 21 sec
  • Gloria Buffo (DS-U)

    La deputata Buffo si associa in primo luogo alle considerazioni svolte dal deputato Giordano sulla mancata informazione della RAI in materia di referendum, che determina, oltre ad una evidente inadempienza rispetto a uno degli obblighi più tipicamente di servizio pubblico, una vera e propria lesione dei diritti dei cittadini. <br>Ella si sofferma quindi sulla questione relativa alla collocazione in RAI di Michele Santoro.<br>L'ordinanza emessa oggi dal Pretore del lavoro, che condanna la RAI ad una esecuzione in forma specifica dei suoi obblighi contrattuali, rappresenta certamente un fatto nuovo in questa vicenda. Vi è già stato chi ha protestato affermando che non tocca ai giudici scrivere i palinsesti della RAI, ma se questo è vero meno che mai tale compito spetta al Capo del Governo. <br>In questa fase, quindi, ella ritiene che la Commissione debba apprestare una particolare vigilanza sul comportamento della RAI affinché venga ripristinato un diritto violato. <br>
    0:22 Durata: 3 min 49 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini, nell'esprimere apprezzamento per l'iniziativa del Presidente di porre finalmente termine ad una pluriennale inadempienza di questa Commissione, ritiene però che la maggioranza, fatta salva la necessità di un confronto con gli altri Gruppi che la compongono, non possa aderire alla proposta di approvare questa relazione come documento unitario se non dopo una approfondita discussione e modifica del testo stesso, che egli ritiene debba essere in più punti profondamente emendato, anche con lo stralcio di alcune parti e l'inserimento di altre. <br>Egli si sofferma quindi sulla questione sollevata da alcuni oratori relativa alla ordinanza del Pretore del lavoro che obbliga la RAI ad affidare a Michele Santoro la conduzione di un programma con caratteristiche determinate nei minimi particolari, rilevando come tale decisione rappresenti una indebita e inaccettabile interferenza da parte di un Magistrato nella politica di una azienda, violi il contratto nazionale dei giornalisti e si configuri come un vero attentato ai diritti dei cittadini e alla stessa democrazia. <br>
    0:26 Durata: 4 min 8 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi ritiene che, alla luce delle affermazioni del deputato Caparini, il dibattito debba avere tempi sufficienti per consentire un confronto sulle proposte modificative che la maggioranza sembra avere in animo. <br>Egli poi si associa alle considerazione svolte dal deputato Giulietti sulla necessità di avere informazioni dalla RAI circa la presenza dei giornali nelle rassegne stampa e dei giornalisti della carta stampata nei dibattiti televisivi, nonché sulle considerazioni relative al trattamento dei referendum, rilevando che non solo essi sono stati finora quasi ignorati dai programmi di approfondimento giornalistico, ma anche che gli stessi telegiornali non stanno dando alcuno spazio alle tematiche referendarie, a differenza di quanto si è fatto in passato quando in tutti i telegiornali c'erano sempre finestre informative sui referendum e sulle posizioni favorevoli e contrarie. L'oratore osserva peraltro che tale silenzio intorno ai quesiti referendari non è limitato solo alla RAI, ma si estende anche alle televisioni private e agli stessi giornali. <br>
    0:30 Durata: 1 min 24 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli osserva in primo luogo, con riferimento alle considerazioni svolte sull'ordinanza del Pretore del lavoro nel caso di Michele Santoro, che ovviamente tutti i Commissari hanno il pieno diritto di fare le loro valutazioni nelle sedi che ritengono opportune su tale decisione, ma che tale ordinanza non è sicuramente oggetto della competenza e dell'interesse di questa Commissione in quanto tale. <br>Si tratta infatti di una decisione relativa ad una controversia di lavoro tra Michele Santoro e la RAI, a monte della quale vi sono i problemi - l'autonomia della RAI rispetto alle indicazioni della politica e il pluralismo interno - che interessano la competenza della Commissione. Del resto, egli osserva, nelle numerose occasioni in cui la posizioni di Michele Santoro è stata dibattuta in questa Commissione non c'è stato alcun dirigente della RAI che abbia affermato che era intenzione dell'azienda allontanare Santoro, né del resto tale richiesta è stata avanzata da componenti di questa Commissione, fatti salvi i rilievi fatti da molti sulle sue trasmissioni e sui suoi comportamenti.<br>Per quanto riguarda gli esiti procedurali di questa discussione, egli ritiene di non vedere che tre alternative: quella della presentazione di testi alternativi a quello da lui redatto, quella della presentazioni di emendamenti formali, e quella dell'approvazione, dopo una discussione nella quale ognuno avrà fatto valere le proprie opinioni e le proprie riserve, di un ordine del giorno con il quale la Commissione assume quale relazione il testo da lui proposto.<br>Entrando nel merito di alcune considerazioni che sono state svolte, egli fa presente di condividere l'analisi del deputato Gentiloni Silveri circa i mutamenti in atto nel sistema duopolistico della telecomunicazione italiana.<br>Per quanto poi riguarda la questione dei referendum, egli sottolinea in primo luogo che la Commissione ha esercitato i propri poteri approvando un regolamento che reca fra l'altro una puntuale disciplina della comunicazione politica in periodo referendario ed ha vigilato sulla attuazione di tali norme.<br>Per quanto riguarda però l'informazione, la Commissione non ha un potere di intervento prescrittivo, ma solo di indirizzo e di vigilanza, da lui più volte esercitato nelle ultime settimane, da ultimo con una lettera alla presidente Annunziata e al direttore generale Cattaneo in data 22 maggio nella quale sottolineava la necessità e l'urgenza di una informazione più completa sui quesiti referendari e sul relativo dibattito.<br>Ciò detto egli non può non condividere le osservazioni dei commissari Giulietti, Giordano, Buffo e Falomi, dal momento che lo spazio dedicato dalla RAI ai temi referendari nei telegiornali e nei programmi di informazione appare al di sotto dei limiti della decenza, e costituisce una vera e propria omissione di un compito fondamentale di servizio pubblico, che è quello di informare adeguatamente i cittadini in modo che possano assumere una deliberazione consapevole.<br>Egli assicura comunque che si farà di nuovo parte dirigente per sollecitare la RAI a recuperare almeno in quest'ultima fase della campagna referendaria. <br>Il seguito della discussione è quindi rinviato. <br>
    0:31 Durata: 17 min 25 sec
  • Antonio Falomi (DS-U) - Presidente

    <br>
    0:49 Durata: 4 min 29 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    <br>
    0:53 Durata: 2 min 17 sec
  • Presidente

    La seduta termina alle 15h45. <br>
    0:55 Durata: 2 min 32 sec