08 LUG 2003

Vigilanza Rai: Audizione del Direttore del TG1, Clemente Mimun

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 11 min

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Audizione del Direttore del TG1, Clemente Mimun.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione del Direttore del TG1, Clemente Mimun", registrato martedì 8 luglio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 11 minuti.
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli, dopo aver ringraziato il dottor Clemente Mimun, direttore del TG1, fa presente come all'audizione all'ordine del giorno seguiranno quelle del dottor Di Bella, direttore del TG3 e del dottor Mazza, direttore del TG2. <br>Il Presidente fa presente di aver assunto la decisione di svolgere queste audizioni in considerazione da un lato dell'esplicita richiesta di audire il dottor Mimun formulata da alcuni Commissari dell'opposizione in relazione alle note polemiche sui servizi del TG1 in occasione dell'incidente al Parlamento Europeo tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il deputato tedesco Schulz, e dall'altro dall'orientamento, da lui già espresso in precedenza e confermato in questa occasione, di non discutere su singoli episodi riguardanti l'informazione radiotelevisiva al di là di riflessioni generali sull'informazione stessa.<br>In proposito egli fa presente di aver ricevuto la richiesta del deputato Butti di svolgere anche una audizione del direttore di RAINEWS 24 e di ritenere tale richiesta giustificata, come pure quella di audire i responsabili della informazione radiofonica della RAI. <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h10<br>Presidenza del Presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 5 min 5 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini interviene sull'ordine dei lavori per esprimere la contrarietà del gruppo Lega Nord allo svolgimento di questa audizione, decisa dal Presidente dopo essersi confrontato in un Ufficio di Presidenza al quale partecipava un solo rappresentante della maggioranza e in difformità dalla posizione da lui stesso precedentemente manifestata quando aveva rifiutato di svolgere l'audizione del direttore del TG3 in riferimento al comportamento tenuto da quella testata in occasione della prima deposizione spontanea del Presidente del Consiglio al cosiddetto processo SME. <br>Il gruppo Lega Nord ritiene che il Presidente sia in realtà venuto meno al suo compito di garanzia istituzionale, facendosi strumento di una richiesta politica con grave danno per il suo rapporto di fiducia con la Commissione. <br>
    0:05 Durata: 1 min 53 sec
  • Egidio Sterpa (FI)

    Anche il deputato Sterpa si dichiara contrario all'audizione ed esprime perplessità per una decisione che, a suo parere, contrasta con l'indirizzo di equilibrio e autonomia finora seguito dalla presidenza della Commissione. <br>L'oratore ritiene infatti inaccettabile per principio che il direttore di una testata giornalistica possa essere chiamato davanti ad una Commissione politica per subire delle critiche, quando non un vero e proprio processo. Il direttore di un giornale, in realtà, risponde ai suoi lettori o ascoltatori ovvero, in ultima analisi, ad un editore; sarebbe a suo parere più corretto che in questi casi la Commissione si rivolgesse ai suoi interlocutori, vale a dire i vertici della RAI. <br>
    0:06 Durata: 2 min 20 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore FALOMI ritiene che la convocazione dei direttori dei telegiornali sia del tutto legittima. <br>Essa trova infatti fondamento sia nel regolamento della Commissione, che a norma dell'articolo 17 del proprio regolamento può convocare chiunque ritenga utile per una attività conoscitiva, sia dell'applicazione che a tale norma è stata data nella prassi, con decine di precedenti di audizione di direttori di testate giornalistiche.<br>Ciò che a suo parere la Commissione non può fare - e che pure nella scorsa legislatura è stato fatto grazie alla convergenza dei voti di quella che era allora l'opposizione e di quelli di settori della maggioranza pro tempore - è approvare ordini del giorno di censura o dettare prescrizioni alle testate, ma si può e si deve certamente consentire un confronto in Commissione su scelte editoriali dei telegiornali. <br>
    0:09 Durata: 2 min 40 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli replica alle osservazioni dei deputati Caparini e Sterpa osservando come non sia esatto affermare che in precedenza egli abbia negato l'audizione del direttore del TG3: in quell'occasione, in realtà, egli sostenne l'inopportunità della convocazione di uno solo dei tre direttori, che avrebbe avuto quel carattere inquisitorio che va ad ogni modo evitato, e propose di convocare, esattamente come ha fatto in questa occasione, i direttori delle tre testate. I colleghi che avevano richiesto l'audizione del dottor Di Bella chiesero una pausa di riflessione sulla sua proposta, dopo di che decisero di rinunciare allo svolgimento dell'audizione. <br>Quanto alle critiche circa le modalità con cui egli ha assunto la propria decisione, della quale rivendica la piena responsabilità, il Presidente fa presente che la seduta dell'Ufficio di Presidenza cui ha fatto riferimento il deputato Caparini si svolgeva dopo che per ben due volte, nel corso della stessa settimana, l'Ufficio di Presidenza già convocato era stato rinviato. Il Presidente coglie anzi l'occasione per invitare tutti i membri dell'Ufficio di Presidenza a partecipare assiduamente alle sedute.<br>Infine il Presidente da ampie rassicurazioni al deputato Sterpa che non consentirà che nessuna audizione possa assumere il carattere di un processo. <br>
    0:11 Durata: 4 min 59 sec
  • Clemente Mimun, Direttore del TG1

    Il dottor Mimun fornisce una valutazione ampiamente positiva della sua esperienza come direttore del TG1. <br>In particolare egli osserva come sotto la sua direzione la testata abbia riconquistato il primato di ascolti fra i telegiornali del prime time, ed abbia ottenuto anche significativi riconoscimenti a livello internazionale per la grande professionalità dimostrata dalle sue giornaliste e dai suoi giornalisti nella copertura di eventi di straordinario rilievo quali il terremoto del Molise e la guerra dell'Iraq, nonostante la pressione e le critiche spesso ingenerose provenienti di volta in volta da vari settori di tutti gli schieramenti politici.<br>Il successo della testata è testimoniato anche dall'andamento delle rubriche - in particolare le trasmissioni «Speciale TG1» e «TV7» hanno ricominciato a produrre servizi di qualità mentre nel recente passato lavoravano soprattutto con materiale acquistato - e tutto ciò nonostante una grave carenza di risorse, prima di tutto il personale, che andrebbe invece rafforzato ricorrendo sia a corsi di riqualificazione sia all'assunzione in organico di precari della RAI, ovvero di allievi della scuola di giornalismo e di giornalisti ricercati sul mercato. <br>
    0:16 Durata: 3 min 59 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina ritiene sia inutile nascondersi che la audizione di oggi è stata voluta dall'opposizione per criticare le scelte editoriali effettuate dal TG1 in occasione dell'incidente Berlusconi-Schulz, così come è prevedibile che domani sarà il direttore Di Bella ad essere sottoposto a considerazioni e critiche da parte dei commissari di maggioranza. <br>Egli ritiene che sia invece opportuno sottrarsi a questa tentazione.<br>Certamente egli non può non cogliere questa occasione per esprimere la sua stima e la sua valutazione altamente positiva del lavoro del dottor Mimun, la cui qualità è testimoniata dai risultati; anche in occasione dell'intervento del presidente Berlusconi al Parlamento Europeo l'informazione fornita dal TG1 è apparsa assolutamente corretta e perfettamente in linea con l'atteggiamento garantista e imparziale che ha sempre caratterizzato l'opera professionale del dottor Mimun.<br>Al di là di queste considerazioni specifiche, comunque, egli ritiene che sia sempre preferibile evitare di mettere sotto pressione i responsabili dei telegiornali e consentire loro di svolgere con la massima libertà editoriale la propria funzione. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:20 Durata: 5 min 10 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri ritiene che occasioni come l'audizione in corso non debbano essere drammatizzate, ma invece considerate per quello che sono e cioè per uno strumento attraverso il quale la Commissione può esercitare la propria funzione di vigilanza confrontandosi dialetticamente al suo interno e con i responsabili dell'informazione del servizio pubblico. <br>La sua richiesta di audizione prende le mosse dallo stupore con cui lui stesso aveva osservato che il TG1, a differenza di tutti gli altri importanti telegiornali nazionali - TG5, TG2, TG3 - aveva deciso di non dare in voce le frasi pronunciate dal presidente Berlusconi all'indirizzo del deputato Schulz, e come tutto il modo in cui veniva data la notizia sembrasse ispirato alla finalità di circoscrivere e banalizzare l'accaduto.<br>A seguito di una serie di duri giudizi critici nei confronti di tali scelte editoriali espressi dagli articoli di fondo di importanti quotidiani come il «Corriere della Sera» e il «Financial Times», egli aveva raccolto una documentazione circa il modo in cui l'incidente era stato trattato dai telegiornali stranieri, scoprendo così che ventuno telegiornali di tredici paesi diversi avevano dato rappresentazione integrale dell'incidente e delle frasi del Presidente del Consiglio ricorrendo alla traduzione simultanea o ai sottotitoli.<br>È a suo parere legittimo chiedere la ragione di queste scelte editoriali, senza con ciò voler fare alcuna censura, alla luce di una serie di comportamenti del TG1 che destano sicuramente delle perplessità. <br>Nella stessa edizione del 2 luglio, ad esempio, il TG1 ha ritenuto non degna di un «pezzo» quella che per il TG2 era la seconda notizia dopo l'incidente Berlusconi-Schulz, e cioè la decisione di Alleanza Nazionale di votare l'emendamento di Rifondazione Comunista sull'acquisto collettivo di immobili e la conseguente sconfitta del Governo alla Camera dei deputati.<br>Non sembra che questi comportamenti siano coerenti con l'obiettivo dichiarato dal direttore Mimun all'atto del suo insediamento il 15 maggio del 2002, di fare del TG1 un giornale imparziale e nel quale tutti gli ascoltatori potessero riconoscersi.<br>In quella stessa occasione, oltretutto, il dottor Mimun ebbe a dichiarare che, più che le parole, contavano i dati dell'Osservatorio di Pavia; proprio alla luce di questi dati però il comportamento del TG1 autorizza delle perplessità.<br>La famosa regola non scritta ma da tutti sempre richiamata per la quale all'opposizione dovrebbe essere riservato circa un terzo dei passaggi nei telegiornali, laddove gli altri due terzi sono rispettivamente di pertinenza del Governo e della maggioranza, è stata in passato osservata dal TG1 in maniera assolutamente rigorosa. La media nell'ultimo anno di governo del centro-sinistra, infatti, è del 33,4 per cento del tempo; si potrebbe anche maliziosamente osservare che in quello stesso periodo il TG2, allora diretto dal dottor Mimun, riservava all'opposizione circa il 45 per cento del tempo, ma la cosa poteva essere giustificabile in relazione agli equilibri politico-culturali allora esistenti in RAI.<br>Purtroppo però negli ultimi cinque mesi la percentuale media del tempo riservato all'opposizione dal TG1 è scesa al 24 per cento circa, ben al di sotto quindi di quanto previsto dalla regola dei tre terzi. <br>
    0:25 Durata: 14 min 53 sec
  • Gloria Buffo (DS-U)

    La deputata Buffo dichiara in primo luogo di non condividere quanto affermato dal collega Sterpa circa il fatto che i direttori dei telegiornali sarebbero chiamati a rispondere ad una Commissione politica, dal momento che questa è una Commissione con un preciso ruolo istituzionale che è quello di svolgere l'attività di vigilanza, in particolare sull'imparzialità e la completezza dell'informazione; si tratta di due concetti in qualche misura diversi, tanto che si potrebbe perfino ipotizzare il caso di una informazione imparziale ma incompleta, in quanto eserciti una forma di compiacente reticenza a favore di diversi e contrapposti centri di potere e forze politiche. <br>Il problema del comportamento del TG1 in occasione dello scontro Berlusconi-Schulz è stato proprio quello di una ossequiosa reticenza diretta in qualche modo ad alterare la percezione di un incidente che ha invece avuto un peso particolarmente rilevante; una situazione come si vede opposta a quel comportamento del TG3 che aveva suscitato tante proteste nella maggioranza e che era consistito proprio nel dare una informazione completa su quanto era avvenuto in occasione delle dichiarazioni spontanee rilasciate il 5 maggio da Silvio Berlusconi al Tribunale di Milano. <br>La deputata Buffo chiede quindi al dottor Mimun di conoscere la sua opinione circa l'imbarazzo espresso dal Comitato di redazione del TG1, vale a dire dunque dai suoi collaboratori e non certo dai parlamentari dell'opposizione, per il modo in cui nell'edizione del 2 luglio sono state date le notizie sull'apertura della sessione di Presidenza italiana. <br>
    0:40 Durata: 7 min 41 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi concorda con quanti hanno affermato che con l'audizione in corso non si intende svolgere un'operazione di censura, ma dare esecuzione ad uno dei compiti fondamentali della Commissione che, a norma di legge, è quello di vigilare sul rispetto da parte della concessionaria dei principi di imparzialità, pluralismo e completezza dell'informazione, che sono sancite dalle leggi, da numerose delibere adottate dalla Commissione stessa e dal contratto di servizio. <br>Purtroppo le edizioni del 2 luglio del TG1 hanno confermato che in questo telegiornale esistono dei problemi circa il rispetto di questi principi, problemi che si evincono prima di tutto dall'analisi dei dati quantitativi.<br>Volendo analizzare più in dettaglio i dati forniti dal collega Gentiloni Silveri, si scopre che la sproporzione tra il tempo attribuito al Governo e alla maggioranza e quello riservato all'opposizione è stata particolarmente grave in periodo di campagna elettorale, allorquando cioè la legge 28 del 2000 e il regolamento di attuazione approvato dalla Commissione impongono un particolare rispetto dell'imparzialità e della par condicio; nel mese di maggio il TG1 ha dedicato mediamente alla maggioranza e al Governo il 59 per cento circa delle presenze, contro il 22 per cento circa dell'Ulivo e il 2 per cento circa di Rifondazione Comunista. Negli ultimi quindici giorni prima del voto il rapporto tra la maggioranza e l'Ulivo è passato addirittura al 64 per cento circa contro il 17 per cento circa. <br>A questo si aggiunge uno straordinario squilibrio all'interno del tempo dedicato alla maggioranza a favore di Forza Italia e del Presidente del Consiglio, verso il quale l'atteggiamento del TG1 è quello da un lato di assicurare una sovraesposizione del personaggio Berlusconi, e dall'altro quello di porre la sordina a tutte le notizie potenzialmente in grado di innescare un dibattito critico sul suo conto.<br>Certamente i dati quantitativi non sono tutto, anche dal punto di vista qualitativo però non vi è dubbio che il telegiornale abbia una tendenza a porre in una luce sfavorevole le dichiarazioni degli esponenti dell'opposizione, ad esempio attraverso la tecnica di trasmettere una dichiarazione di un esponente della maggioranza o del Governo seguita da considerazioni critiche di un esponente dell'opposizione e chiuse definitivamente da dichiarazioni di replica di un parlamentare della maggioranza, in genere il senatore Schifani. <br>Il senatore Falomi chiede poi al dottor Mimun le sue valutazioni circa gli effetti favorevoli o sfavorevoli sul piano della concorrenza della maggior durata del TG5 rispetto al TG1. <br>
    0:48 Durata: 13 min 53 sec
  • Alessio Butti (AN)

    Il deputato Butti valuta positivamente il tono conciliante e moderato adottato dal deputato Gentiloni Silveri nel corso di questa audizione: ben altri erano stati peraltro i toni che lo stesso Gentiloni Silveri ed altri esponenti dell'opposizione avevano utilizzato sulle agenzie di stampa, e non si può che esprimere soddisfazione per il fatto che l'indignazione manifestata il 2 luglio si sia oggi tramutata in stupore e che il minacciato dossier sia diventato una rassegna stampa. <br>L'oratore ritiene peraltro che le critiche dell'opposizione siano nel merito ingiustificate e incondivisibili e che il TG1 abbia dato un'informazione completa e corretta sull'incidente del 2 luglio, senza tralasciare né di riferire con completezza le accuse rivolte dal deputato Schulz al Presidente del Consiglio, né di riportare le frasi da questi pronunciate, né di dar conto delle dissociazioni espresse da Fini e Follini, né, infine, di dare la parola sull'incidente a ben quattro esponenti dell'opposizione.<br>In verità le proteste dell'opposizione sembrano determinate essenzialmente dall'incapacità della sinistra di rinunciare ad una visione proprietaria del servizio pubblico radiotelevisivo.<br>L'onorevole Butti chiede infine al dottor Mimun di sapere se egli abbia sostituito qualche giornalista da quando ha assunto la direzione del telegiornale e quanti giornalisti abbia a fronte, ad esempio, dei centoquaranta che lavorano per RAINEWS 24 con un riscontro di pubblico sicuramente molto inferiore. <br>
    1:02 Durata: 6 min 36 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra ritiene che, anche al fine di evitare che in Commissione si apra una sorta di fronte continuo sul comportamento dei singoli telegiornali nelle diverse situazioni, sarebbe interessante che la Commissione svolgesse una riflessione sulle regole comunicative che presiedono il modo in cui una notizia viene data nei telegiornali, e a tal proposito egli ritiene che sia particolarmente interessante sentire il parere del dottor Mimun. <br>
    1:08 Durata: 9 min 19 sec
  • Ferdinando Adornato (FI)

    Il deputato Adornato esprime forti dubbi sull'opportunità dell'audizione in corso. <br>In realtà il fatto che il dibattito abbia ad oggetto una scelta tecnica del telegiornale - mandare o no in viva voce le frasi pronunciate dal presidente Berlusconi - appare improprio e foriero di trasferire un dibattito di natura squisitamente politica in un campo che non gli appartiene.<br>La completezza dell'informazione può essere discussa in relazione alla scelta, ad esempio, di non dare una notizia o al limite, visto che per la politica italiana è comunque difficile liberarsi da certi vizi, in relazione alla scelta di dedicare due minuti ad una notizia per la quale altri telegiornali hanno usato cinque minuti.<br>Ma se si intende valutare una scelta tecnico-comunicativa si finisce per introdurre elementi del tutto opinabili.<br>Ad esempio, è evidente che l'opposizione protesta in quanto ritiene che la scelta di non trasmettere in voce le dichiarazioni di Berlusconi abbia ingiustamente avvantaggiato il premier in quanto con quelle dichiarazioni questi aveva fatto una brutta figura; ma chi ritenga invece che quelle affermazioni abbiano fatto fare una bella figura al Presidente del Consiglio - e, come nei giorni successivi hanno dimostrato numerosi sondaggi, tale è la valutazione che ne è stata data dalla maggioranza dell'opinione pubblica, a differenza di quella che avevano espresso le elite politiche - potrebbe legittimamente accusare il TG1 di aver fatto una scelta editoriale diretta a danneggiare Berlusconi. <br>
    1:18 Durata: 10 min 59 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti fa presente al collega Butti che la decisione di abbassare i toni della polemica è stata determinata dal senso di responsabilità del centro-sinistra, ben maggiore di quello dimostrato in passato dall'allora opposizione quando, come nel caso Lerner, si arrivò, e non certo per colpa del presidente Landolfi che pure era coinvolto direttamente, a portare la polemica in assemblea con toni di inaudita violenza. <br>L'oratore condivide comunque la proposta del deputato Butti di ascoltare il direttore di RAINEWS 24, così come i responsabili dell'informazione radiofonica, e propone altresì l'audizione dei vertici dell'azienda dato l'impegno qui assunto dalla presidente Annunziata di curare gli aspetti editoriali e di difendere la qualità e la completezza dell'informazione.<br>Tutto questo allo scopo di confrontarsi dialetticamente sul modo in cui viene fatta l'informazione del servizio pubblico nell'interesse del servizio pubblico stesso, e non certo allo scopo di sanzionare o punire nessuno; da questo punto di vista egli condivide le considerazioni del senatore Pessina, che sono in accordo con il rifiuto da lui sempre manifestato di una via disciplinare al giornalismo. Il rispetto però per l'autonomia dei giornalisti deve valere per tutti e non solo per alcuni, e certamente non è stato così per Enzo Biagi e Michele Santoro «licenziati» per intervento diretto del Presidente del Consiglio. <br>
    1:29 Durata: 9 min 7 sec
  • Giorgio Lainati (FI)

    Il deputato Lainati coglie in primo luogo l'occasione per ribadire la posizione già da lui espressa in Ufficio di Presidenza contro l'audizione del dottor Soccillo qualora la Commissione decida di audire i responsabili della radiofonia. <br>Egli si sofferma poi sulle considerazioni svolte dalla deputata Buffo circa le critiche di alcuni esponenti della maggioranza al modo in cui il TG3 aveva dato notizia delle contestazioni nei confronti del Presidente del Consiglio in occasione delle dichiarazioni spontanee del 5 maggio.<br>Ciò che era stato contestato in quell'occasione non era certo il diritto di mandare quelle contestazioni in viva voce, ma il taglio dato dal telegiornale, fin nella scalettatura, diretto a fare di quell'incidente, e non delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, la notizia principale.<br>Il deputato Lainati, nel ricordare la felice esperienza di collaborazione avuta con il dottor Mimun, allora al TG5, esprime vivo compiacimento per i lusinghieri risultati da lui ottenuti prima come direttore per otto anni del TG2 e poi al TG1. <br>
    1:38 Durata: 8 min 18 sec
  • Mario Landolfi (AN)

    Il deputato Landolfi ringrazia in primo luogo il dottor Mimun per aver offerto alla Commissione le cifre di un successo che dimostrano inequivocabilmente l'infondatezza dei timori della sinistra circa la volontà di questa maggioranza di relegare la RAI ad un ruolo ancillare nei confronti di Fininvest. <br>Riallacciandosi alle considerazioni svolte dall'onorevole Adornato egli osserva che il fatto che si stia oggi a discutere sulla modalità tecnica con la quale è stato dato conto dal TG1 delle frasi pronunciate da Berlusconi all'indirizzo di Martin Schulz, dimostra in maniera lampante che la destra al Governo non ha in alcun modo tentato di imporre una egemonia culturale sul servizio pubblico. <br>È vero infatti che nella scorsa legislatura la Commissione convocò più volte responsabili di testate giornalistiche, ma ciò avvenne a fronte di un vero e proprio progetto di egemonia politico-culturale che caratterizzò in particolare la gestione Siciliano, e che ebbe il suo momento peggiore in una trasmissione di approfondimento sulla caduta del governo Prodi che si configurò come una sorta di psicodramma in cui veniva consumato un regolamento di conti all'interno della sinistra.<br>Anche sotto la gestione Zaccaria, se pur improntata ad un progetto di trasformazione societaria della RAI, i dibattiti in Commissione ebbero ad oggetto questioni di respiro certamente molto più profondo di quelle che hanno impegnato il dibattito in corso. <br>
    1:46 Durata: 4 min 53 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini ritiene che la discussione odierna abbia confermato l'inopportunità di chiamare in audizione i direttori delle testate giornalistiche. <br>In realtà si tratta di un dibattito voluto da una sinistra che considera come un delitto di lesa maestà qualsiasi comportamento intellettuale, soprattutto nel campo dell'informazione, che non si uniformi ai suoi pregiudizi.<br>Egli ritiene invece che vada dato atto al direttore Mimun di svolgere la propria funzione con un'indipendenza, un equilibrio e un'imparzialità degne del più importante giornale della televisione italiana. <br>
    1:51 Durata: 3 min 26 sec
  • Paolo Barelli (FI)

    Il senatore Barelli nell'esprimere vivo apprezzamento per il lavoro svolto dal direttore Mimun, manifesta compiacimento per i risultati da lui conseguiti. <br>Egli chiede quindi a che cosa sia dovuta a giudizio del direttore la riconquista della leadership da parte del TG1 e in particolare se a tale risultato abbiano contribuito modifiche della linea editoriale o sostituzione di giornalisti. <br>
    1:54 Durata: 2 min 10 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli nel dare la parola al direttore Mimun per la replica ritiene che la discussione di oggi sia risultata particolarmente proficua e abbia confermato l'opportunità di procedere alle audizioni programmate. <br>
    1:57 Durata: 2 min 16 sec
  • Replica di Clemente Mimun

    Il dottor Mimun fa presente in primo luogo che molte delle osservazioni critiche sul modo in cui i telegiornali del 2 luglio hanno trattato l'incidente fra il Presidente del Consiglio e il deputato Schulz facciano riferimento alle opinioni espresse nell'editoriale del giorno successivo da Ernesto Galli de La loggia, opinioni che però tradiscono una scarsa dimestichezza con i tempi dell'informazione televisiva. <br>Per quanto riguarda infatti la scarsa copertura assicurata dal telegiornale delle 13,30, che comunque ha dato notizia dell'incidente, va detto che lo scambio di battute fra Schulz e Berlusconi era avvenuto circa mezz'ora prima: era forse possibile fare meglio ma sicuramente non c'è stata nessuna intenzionale sottovalutazione della notizia, che si è cercato invece di «coprire» nella maniera migliore.<br>Per quanto riguarda poi l'edizione serale, al di là della scelta o meno di mandare in voce le dichiarazioni di Berlusconi, scelta che rientra in una valutazione tecnica ed estetica della confezione del servizio, il direttore Mimun fa presente come l'incidente abbia avuto il titolo di apertura, siano state riferite con completezza le frasi pronunciate dal presidente Berlusconi all'indirizzo del deputato Schulz, sia stato dato delle dichiarazioni di quest'ultimo un resoconto più completo di quello che abbiano fatto altri telegiornali, sia stato dato infine un puntuale e completo resoconto delle conseguenze internazionali e delle posizioni delle forze politiche italiane, comprese numerose dichiarazioni in voce, in particolare di esponenti di opposizione.<br>Per quanto riguarda poi le considerazioni dei commissari Falomi e Gentiloni Silveri circa i dati dell'Osservatorio di Pavia, egli si impegna a verificare tali dati e a correggere eventuali disarmonie: in ogni caso non è assolutamente intenzione di questa direzione cancellare l'opposizione dall'informazione televisiva.<br>Il direttore Mimun si sofferma quindi sulle ragioni della crescita del TG1, che certamente è stata aiutata da un programma di traino particolarmente indovinato come «L'eredità», ma anche da una modifica del taglio editoriale diretta a rendere il giornale più agile e competitivo.<br>Peraltro resta incontrastata la supremazia degli ascolti di «Striscia la notizia» sui preserali RAI, ed è nell'ottica di questa supremazia che vanno valutati gli effetti della maggior durata del TG5 che rappresenta per la concorrenza da un lato uno svantaggio, dal momento che il TG5 ha le interruzioni pubblicitarie che sono sicuramente un danno per gli ascolti del telegiornale, ma dall'altro un vantaggio, perché consente di elevare l'audience negli ultimi minuti, in attesa di «Striscia la notizia», consentendo così al TG5 un recupero sulla media degli ascolti, che se depurata degli ultimi minuti sarebbe invece ancora più a favore del TG1.<br>In ogni caso il direttore Mimun testimonia l'impegno suo personale e della redazione per il successo del telegiornale e rivendica una correttezza professionale che, egli ne è sicuro, sarà presto riconosciuta anche dagli attuali critici. <br>Il presidente Petruccioli ringrazia il dottor Mimun.<br>La seduta termina alle 16h20. <br>
    1:59 Durata: 11 min 23 sec