30 LUG 2003

Questioni Regionali: Audizione del Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome Riccardo Nencini

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 38 min

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Audizione del Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome Riccardo Nencini.

Registrazione audio di "Questioni Regionali: Audizione del Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome Riccardo Nencini", registrato mercoledì 30 luglio 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 38 minuti.
  • Introduzione del Presidente

    <br>Indice degli interventi<br>L'audizione comincia alle 14h20<br>Presidenza del Presidente <strong>Carlo Vizzini</strong><p>Seduta informale
    0:00 Durata: 3 min 38 sec
  • Relazione di Piero Pizzi, Presidente alla Commissione Speciale Statuto della regione Toscana

    0:03 Durata: 8 min 33 sec
  • Relazione di Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio regionale della Toscana e Coordinatore della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome

    0:12 Durata: 8 min 34 sec
  • Presidente

    <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:20 Durata: 55 sec
  • Luigi Vitali (FI)

    0:21 Durata: 51 sec
  • Replica di Riccardo Nencini

    0:22 Durata: 4 min 31 sec
  • Presidente

    0:26 Durata: 1 min 32 sec
  • Franco Bassanini (DS-U)

    0:28 Durata: 5 min 13 sec
  • Replica di Riccardo Nencini

    0:33 Durata: 1 min 20 sec
  • Introduzione del Presidente

    <p>Inizio della seduta
    0:35 Durata: 5 min 48 sec
  • Relazione di Riccardo Nencini

    Il Coordinatore presidente Nencini esordisce rilevando la lentezza con la quale viene attuato il processo di federalismo della Repubblica ed auspica che si trovino le condizioni per una qualificazione dello stesso processo di riforma in cui si esprima una visione di insieme dell'incidenza dei cambiamenti dei rapporti interistituzionali in corso. <br>In questa situazione, la Conferenza reclama anzitutto la sollecita attuazione di quanto disposto dall'articolo 11 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. L'integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali, prevista come strumento di partecipazione e di raccordo tra Stato ed autonomie, è il punto di verifica e di garanzia della effettiva volontà di riforma, ed è indispensabile per assicurare coerenza agli interventi modificativi successivi che vanno prospettandosi. Occorre assolutamente evitare che leggi di fondamentale rilievo ai fini della riforma federalista completino il loro iter prescindendo dagli speciali pareri previsti dal citato articolo 11.<br>L'attuazione dell'articolo 11 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dovrebbe poi essere il ponte verso la riforma del Titolo I della parte seconda della Costituzione, cioè la riforma del bicameralismo e l'istituzione del Senato delle Regioni, in ordine a cui si è aperto effettivamente un inizio di dibattito che non deve avere né carattere astratto né dilatorio. La Conferenza ritiene che sia indispensabile aprire un serio e sollecito confronto con tutti i principali interlocutori istituzionali per arrivare a determinare le linee fondamentali di questa costituenda istituzione parlamentare che deve completare la riforma federalista.<br>A questo proposito - prosegue il Coordinatore presidente Nencini - la Conferenza ritiene di esprimere alcune indicazioni per orientare e dare sostanza al dibattito sul Senato delle Regioni. In primo luogo, si ritiene che debba trattarsi di un organo parlamentare nel quale non vi siano distinte rappresentanze di Regioni e di enti locali: la rappresentanza degli enti locali, come rappresentanza degli interessi propri delle istituzioni locali, viene garantita attraverso la generale rappresentanza di esse da affidarsi ai componenti del Senato delle Regioni.<br>Circa la composizione del Senato, la Conferenza ritiene che ogni Regione debba esprimere un numero di rappresentanti in parte uguale per tutte le Regioni, ed in parte diversificato in rapporto alla popolazione: verrebbero così salvaguardati tanto il principio di parità quanto quello di differenziazione ai fini della rappresentanza territoriale.<br>Quanto alle modalità di elezione, la Conferenza reputa che l'elezione debba essere popolare e diretta, quanto meno per la parte di rappresentanza regionale ragguagliata alla popolazione; per la restante parte, quella uguale per ogni Regione, si potrebbe pensare anche ad una elezione di secondo grado da parte del Consiglio regionale. In ogni caso, occorre che il sistema elettorale prescelto non sia tale da dare al Senato delle Regioni la fisionomia di seconda Camera politica di rappresentanza nazionale, svincolandolo dal legame con l'istituzione regionale.<br>Tanto per le modalità di elezione quanto per le competenze, il Senato delle Regioni dovrà valorizzare il suo ruolo di rappresentanza non semplicemente degli interessi dei territori, ma soprattutto degli interessi istituzionali delle Regioni nel cuore dello Stato. A tal fine, si pensa che debba poi spettare ai singoli Statuti regionali stabilire i modi di collegamento, collaborazione ed informazione tra gli eletti nel Senato delle Regioni, il Consiglio regionale e il Consiglio delle Autonomie locali. Quanto alla composizione numerica, la Conferenza considera che il Senato delle Regioni debba avere un numero di componenti certamente non superiore a quello dell'odierno Senato, ed anzi tendenzialmente inferiore, in modo da stimolare anche una riduzione dei componenti dell'altra Camera.<br>Quanto alla funzione legislativa, premesso che l'istituzione del Senato delle Regioni comporta il venire meno dell'attuale bicameralismo perfetto, la Conferenza ritiene che il Senato delle Regioni dovrebbe avere: una partecipazione piena e paritaria, rispetto all'altra Camera, al procedimento legislativo almeno per quanto riguarda le leggi concernenti le linee fondamentali dell'ordinamento, le questioni istituzionali, i diritti e le libertà; questa partecipazione dovrebbe riguardare anche l'approvazione del bilancio dello Stato, auspicabilmente riformato in coerenza col federalismo fiscale ed il nuovo riparto di competenze; una competenza privilegiata e prevalente per le leggi che in qualsiasi modo incidono sui poteri regionali (norme generali su materie di competenza regionale, norme che limitano la sfera di competenza regionale, per livelli di rilevanza ed altre); diritto di "richiamo", idoneo a trasformare in determinati casi il procedimento legislativo da monocamerale in bicamerale; ovvero, in alternativa o cumulativamente, diritto di "partecipazione eventuale" al procedimento legislativo, per le materie non ricadenti nei punti precedenti, consistente nel proporre modifiche a progetti sui quali si sia già pronunciata la Camera, la quale resterebbe competente a decidere in via definitiva; diritto di "veto sospensivo" per alcune materie, consistente nella facoltà di chiedere il riesame da parte della Camera, eventualmente a maggioranza qualificata, di progetti già approvati.<br>Naturalmente la sfera della competenza legislativa potrà essere meglio precisata solo alla fine dei previsti processi di modifica dell'articolo 117 della Costituzione.<br>Le funzioni del Senato delle Regioni - evidenzia il Coordinatore presidente Nencini avviandosi alla conclusione - si incentrano sulle funzioni legislativa, consultiva e di controllo. Circa le funzioni di controllo, il Senato dovrà disporre degli stessi strumenti e degli stessi poteri dell'altra Camera, così come per quanto riguarda la funzione consultiva nei confronti degli atti del Governo per le materie assegnate alla competenza legislativa del ridetto costituendo Senato delle Regioni.
    0:40 Durata: 9 min 5 sec
  • Presidente

    Il presidente Vizzini ringrazia il Coordinatore della Conferenza e Presidente del Consiglio regionale della Toscana per la relazione svolta che rappresenta il punto di vista dell'intero sistema delle Regioni e delle Province autonome su una parte dell'assetto statuale che viene con chiarezza delineata nella sede della Commissione parlamentare per le questioni regionali. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:49 Durata: 2 min 25 sec
  • Luigi Vitali (FI)

    Il senatore Vitali esprime apprezzamento per l'impostazione offerta dal Coordinatore della Conferenza: in particolare condivide la priorità assegnata all'attuazione del Titolo V della Costituzione, con particolare riferimento all'integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali, preannunciando la presentazione di un idoneo strumento parlamentare da parte dei Gruppi dell'opposizione atto a sollecitare gli adempimenti, troppo a lungo attesi, necessari per avviare, dopo due anni, una circolazione di idee ed un confronto - che ogni giorno appare più necessario - tra il Parlamento e le sedi delle Autonomie. <br>Svolti alcuni riferimenti comparatistici di modelli costituzionali propri di altri Paesi europei ed extraeuropei, sottolinea l'importanza - che anche i Gruppi parlamentari della maggioranza dovrebbero condividere - di un tentativo di elaborazione unitaria del nuovo Senato delle Regioni. <br>
    0:52 Durata: 8 min 51 sec
  • Maurizio Fistarol (MARGH-U)

    L'onorevole Fistarol, premesso di condividere il senso dell'intervento del senatore Vitali ed espresso apprezzamento per la relazione svolta dal Coordinatore Nencini, sottolinea la difficoltà, da parte di un Parlamento, di riformare se stesso. <br>Pur apprezzando il modello costituzionale adottato dalla Repubblica federale di Germania ritiene che, realisticamente, possa essere privilegiata una soluzione mista di composizione del Senato delle Regioni in parte derivante da elezione popolare e diretta, in parte mediante elezioni di secondo grado da parte dei Consigli regionali. Chiede al Coordinatore della Conferenza Nencini di pronunciarsi sulla scelta tra un tale modello di riforma del Senato e la situazione di stallo che connota i quasi due anni successivi all'entrata in vigore della riforma del Titolo V della Costituzione. <br>Il presidente Nencini dichiara di preferire decisamente la prima soluzione. <br>
    1:01 Durata: 4 min 5 sec
  • Riccardo Migliori (AN)

    L'onorevole Migliori, riassunti i tentativi di elaborazione in corso di un nuovo modello di Stato e di una nuova forma di governo, insiste sull'importanza di ricollegare al concetto di responsabilità nazionale l'assetto delle Autonomie territoriali che si va componendo e che sarà proposto in modo organico in tempi il più possibile brevi. Auspica che, nel frattempo, possa essere realizzata l'integrazione della Commissione parlamentare per le questioni regionali, secondo quanto previsto dall'articolo 11 della legge 18 ottobre 2001, n. 3. <br>
    1:05 Durata: 5 min 15 sec
  • Presidente

    <br>
    1:10 Durata: 1 min 45 sec
  • Franco Bassanini (DS-U)

    Il senatore Bassanini individua i punti più controversi concernenti le attribuzioni della costituenda Assemblea parlamentare delle Regioni, menzionando quelle della sfiducia al Governo, della nomina di parte dei componenti della Corte costituzionale, del ruolo dei Presidenti delle Regioni e dei Consigli regionali nell'ambito di questo modello. <br>Sottolinea l'importanza della questione sollevata dall'onorevole Fistarol e rileva come l'eventuale rinvio della riforma del Senato nella seconda parte della corrente Legislatura arrecherebbe un danno irreversibile al processo di stampo federalista che è in corso. <br>
    1:12 Durata: 6 min 22 sec
  • Giampaolo Nuvoli (FI)

    L'onorevole Nuvoli chiede al Coordinatore della Conferenza chiarimenti in ordine ad alcune delle attribuzioni concernenti l'istituenda Camera delle Autonomie, con particolare riferimento al modo di selezione dei suoi componenti. <br>Rileva che, realisticamente, sarebbe difficile prevedere un'effettiva autoriforma del Parlamento in questa Legislatura senza differirne l'entrata in vigore in tempi accettabili.<br>Condivide le preoccupazioni espresse dall'onorevole Migliori sul tentativo di reintrodurre surrettiziamente modelli sostitutivi a quello dell'elezione diretta dei Presidenti delle Regioni, che ha dato fino ad oggi buona prova. <br>Il senatore Battaglia rivendica con forza la validità della scelta incentrata sull'elezione diretta dei Presidenti delle Regioni, scelta che appare in discussione da parte di quanti mirano a sovrapporre modelli di selezione della classe dirigente a livello regionale improntati alle intese fra formazioni politiche e, conseguentemente, fra rappresentanti espressi dalle medesime. Ritiene che la sua parte politica sarà impegnata a contrastare scelte del genere che rischierebbero di determinare un ritorno al passato. <br>
    1:18 Durata: 5 min 36 sec
  • Replica di Riccardo Nencini

    Ai Commissari intervenuti il Presidente Nencini fornisce elementi di risposta, svolgendo ulteriori considerazioni. <br>
    1:24 Durata: 11 min 2 sec
  • Luigi Vitali (FI)

    Il presidente Vizzini ringrazia i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome per il contributo offerto alla Commissione e dichiara chiusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 16h00. <br>
    1:35 Durata: 3 min 19 sec