18 SET 2003

Affari Esteri: Seguito comunicazioni Frattini sulle linee programmatiche del suo dicastero

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 39 min

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Seguito delle comunicazioni del Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Registrazione audio di "Affari Esteri: Seguito comunicazioni Frattini sulle linee programmatiche del suo dicastero", registrato giovedì 18 settembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 39 minuti.
  • Relazione di Franco Frattini, ministro degli Affari esteri

    Il ministro Frattini premette che la sua relazione verterà su tre tematiche fondamentali: la questione medio-orientale, la situazione del dopoguerra in Iraq e le prossime tappe per l'approvazione definitiva della Costituzione europea.<br>Per quanto attiene al Medio oriente, l'Italia, in qualità di presidente di turno dell'Unione europea, ha assunto un'iniziativa rilevante in occasione del vertice di Riva del Garda in cui si sono riuniti i Ministri degli esteri dei Paesi membri per concordare una linea comune. E' emersa una univoca posizione di rigore e fermezza verso il terrorismo; inoltre, nel prendere atto dell'avvicendamento intervenuto alla guida del Governo palestinese, l'Europa concorda nell'auspicare che entrambe le parti riprendano le tappe della "road map". Si spera, inoltre, che Abu Ala possa creare le premesse perché siano adempiuti gli impegni da questa contemplati per la parte palestinese, e in particolare lo smantellamento delle organizzazioni terroristiche e la creazione di un apparato di sicurezza e di polizia palestinese affidabile e unitario. Il mancato raggiungimento di quest'ultimo obiettivo è stato, infatti, una delle cause della crisi del Gabinetto di Abu Mazen.<br>Per ciò che attiene ad Israele, l'Europa non ritiene proficua l'iniziativa di edificare il muro che dovrebbe isolare i palestinesi. Né si è manifestato alcun consenso per le proposte volte ad allontanare Arafat dallo scenario politico, o con un prelievo forzato della sua persona o, addirittura, mediante la sua eliminazione fisica.<br>Una riunione del cosiddetto quartetto si svolgerà il 25 settembre a New York in parallelo all'Assemblea generale delle Nazioni unite. Nell'ambito dell'incontro del quartetto, a livello di Ministri degli esteri, il Ministro dichiara che ribadirà l'importanza di un forte ruolo di mediazione dell'Europa, ma anche in relazione al processo di "Institution Building". Tale ruolo rafforzato dovrà dispiegarsi anche nel quadro della ricostruzione economica e sociale in Medio oriente, un progetto, questo, condiviso anche a livello di G8. Vi è poi il concreto progetto di organizzare una Conferenza internazionale dei donatori che sarà preceduta da un esame delle prospettive di ricostruzione del tessuto economico ed imprenditoriale in Medio oriente.<br>Passando all'attuale situazione sul territorio iracheno, il Ministro fa presente di aver tessuto intensi contatti con gli Stati Uniti e i partners europei al fine di giungere ad una soluzione comune nell'ambito delle Nazioni Unite. Questa dovrebbe accelerare il processo di transizione verso un assetto di governo nel quale gli iracheni siano messi in condizione di decidere in piena autonomia circa il proprio futuro. In tale prospettiva, ricorda il già attivo governing Council il quale, peraltro, trova un forte riconoscimento nel fatto che tra i suoi componenti vi è un Ministro degli esteri, curdo, il quale è stato accolto, recentemente, nella Conferenza della Lega araba svoltasi al Cairo. La risoluzione dovrebbe fissare i termini di un percorso che porti ad una Costituzione irachena e poi allo svolgimento di elezioni politiche democratiche. Tuttavia lo scandire dei tempi di tale percorso spetta all'ONU e al governing Council. Sull'ipotesi di una forza multinazionale che agisca in Iraq alle dipendenze dirette del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la Federazione russa ha prestato il proprio consenso all'ipotesi che il comando militare della forza sia americano. Alle prospettive di adozione della risoluzione è legato anche il successo della Conferenza dei donatori che si terrà il 24 ottobre a Madrid; è infatti evidente che una risoluzione comune e largamente condivisa sarebbe utile a consolidare la possibilità di una partecipazione allargata alle donazioni in favore della ricostruzione in Iraq.<br>Con riferimento al processo costituente europeo ed in vista della prossima Conferenza intergovernativa, il Ministro auspica che si possa arrivare ad un testo costituzionale firmato dai 25 entro la prossima scadenza elettorale europea di giugno 2004 che seguirà la conclusione del processo di allargamento. L'attuale testo, frutto dei lunghi lavori della Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing, contiene, tra l'altro, riferimenti puntuali ai popoli europei; questi spunti potrebbero rivelarsi decisivi al fine di evitare una sorta di modello direttoriale allargato che soffochi le peculiarità dei popoli del continente europeo. Inoltre, il definitivo rafforzamento dell'impalcatura basata sul trattato di Roma tende ad una agile ed efficace governabilità che eviti il ricorso alla dannosa scorciatoia degli accordi ristretti tra gruppi di membri dell'Unione europea. L'Italia, nella sua qualità di presidente di turno dell'Unione europea, difenderà in sede di Conferenza intergovernativa il testo elaborato dalla Convenzione; infatti, la presidenza italiana ritiene che sia difficilmente praticabile l'ipotesi di dar luogo a modifiche sostanziali, anche alla luce dell'esperienza in proposito maturata in occasione del vertice di Nizza. La riapertura del negoziato, tra l'altro, rischierebbe di procrastinare la chiusura dei lavori e la firma del testo costituzionale definitivo oltre i limiti prefissati. Dal Segretariato generale del Consiglio europeo è, tra l'altro, giunta un'indicazione in base alla quale, perché il testo possa essere redatto nella sua forma finale e tradotto nelle 21 lingue dei Paesi membri, saranno necessari circa 3 mesi e mezzo. Di qui un'altra ragione per evitare modifiche dell'ultima ora che rischierebbero di minare l'equilibrio dell'intero impianto della nuova Costituzione europea.<p>Il presidente Provera ringrazia il ministro Frattini per la sua esposizione e dà la parola agli iscritti a parlare per rivolgere quesiti e richieste di chiarimento al Ministro. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 14h25<br>Preisdenza del presidente <strong>Fiorello Provera</strong>
    0:00 Durata: 21 min 1 sec
  • Francesco Servello (AN)

    Il senatore Servello, compiacendosi per la puntualità ed esaustività della relazione del Ministro, chiede delucidazioni circa l'imminente vertice di Berlino, il quale secondo indiscrezioni di stampa, è segnato dall'assenza dell'Italia, inspiegabile specie alla luce del ruolo di presidente di turno ad essa spettante. Il Governo italiano dovrebbe dirsi interessato agli argomenti di cui si tratterà in quell'occasione; questi riguarderebbero le posizioni all'interno del Consiglio di sicurezza dell'ONU e il tema del dopoguerra iracheno. Data l'importanza di questi temi nell'agenda internazionale chiede chiarimenti sull'assenza del Governo italiano, dichiarando di condividere, peraltro, le linee guida dell'azione italiana in politica estera illustrate dal Ministro. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:21 Durata: 2 min 51 sec
  • Replica di Franco Frattini

    <br>
    0:23 Durata: 6 min 14 sec
  • Giulio Andreotti (Aut)

    Il senatore Andreotti ritiene tutt'altro che negativa la mancata partecipazione dell'Italia alla colazione informale che si svolgerà a Berlino tra Francia, Inghilterra e Germania. Occorre infatti evitare di pregiudicare con comportamenti incoerenti la credibilità della tradizionale ripulsa dagli assetti direttoriali propria della politica estera italiana. Si dichiara poi favorevole all'inserimento nel calendario dei lavori della prossima Assemblea generale delle Nazioni unite del tema della moratoria sulla pena di morte. Infatti, pur non potendosi riscontrare nella moratoria la soluzione definitiva del problema della pena capitale, la riproposizione del tema in un consesso di tale portata è rilevante specialmente in questo periodo, in cui l'Amministrazione americana ha prospettato l'ipotesi della comminazione della pena di morte a carico dei terroristi. <br>Sul Medio oriente vi erano motivi di ottimismo nella mancata riaffermazione da parte dei palestinesi dell'argomento "del diritto al ritorno" nei territori occupati. E' infatti opinione diffusa che proprio questa rivendicazione concorra a rendere difficili le trattative tra le due parti che ormai si prolungano da molti anni. Pià specificamente osserva che una vera soluzione si potrebbe rinvenire soltanto sulla base di una dichiarazione congiunta che impegni le parti in conflitto a procedere nelle trattative anche in caso di atti terroristici. Infine lo svolgimento di una Conferenza di donatori atta a far convergere molti interessi economici nella zona potrebbe risultare positiva; tale ipotesi, sia pur in termini differenti era stata prospettata al tempo dell'amministrazione Clinton. <br>
    0:30 Durata: 6 min 12 sec
  • Andrea Corrado (LP)

    Il senatore Corrado dopo aver fatto presente di aver avuto notizia di una dichiarazione dell'ex ministro degli esteri Lamberto Dini nella quale si prospettava l'ipotesi di un intervento di interposizione della NATO in Medio oriente, chiede quale sia la posizione del Ministro su tale ipotesi operativa. <br>
    0:36 Durata: 47 sec
  • Francesco Martone (Verdi-U)

    Il senatore Martone riferendosi al recente fallimento delle trattative nell'ambito del quinto Vertice ministeriale dell'organizzazione mondiale del Commercio, chiede che il Ministro esprima le sue considerazioni sui dati politici che sono emersi in quel contesto che, a suo giudizio, vanno riassunti nella crisi del multilateralismo, nell'emergere del gruppo dei G22 e nella improcrastinabile necessità di una riforma delle Nazioni unite, del resto auspicata dallo stesso Segretario generale Kofi Annan. Nel contesto del dopoguerra in Iraq, ritiene che la situazione umanitaria così come quella dell'ordine pubblico siano avviati ad una progressiva degenerazione; chiede dunque che il Ministro prospetti la linea di intervento italiana in sede di aiuti umanitari e di pacificazione della zona. <br>
    0:37 Durata: 2 min 47 sec
  • Presidente

    Il senatore Provera chiede quale sia l'opinione del Ministro sull'attuale credibilità della figura politica di Yasser Arafat, in quanto questi sembra ormai divenuto assai poco affidabile per ogni mediatore ed in particolare per gli Stati Uniti, mentre risulta ancora molto forte la sua capacità di influenza nei riguardi dell'estremismo palestinese.<br>Richiamata poi la sua recente missione in Giappone, rileva come la possibilità di un intervento in territorio straniero da parte di forze militari giapponesi sia tutt'ora altamente controversa fra le forze politiche di quel Paese. La posizione del Governo giapponese, peraltro ritenuta lesiva da alcuni dell'articolo 9 della Costituzione nipponica, sarebbe senz'altro alleggerita se vi fosse una convergenza franco-tedesca sull'ipotesi di una risoluzione ONU per una forza multinazionale sotto comando militare statunitense. Chiede dunque al Ministro quali siano i margini di riuscita di una tale ipotesi di convergenza. <br>
    0:39 Durata: 2 min 51 sec
  • Enrico Pianetta (FI)

    Il senatore Pianetta afferma che su molti dei temi affrontati dal Ministro si possa ottenere un concreto miglioramento dallo sviluppo di forti politiche comuni di area volte al raggiungimento di obiettivi realistici e concreti. La 58a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni unite che si aprirà a breve a New York rappresenta un'occasione per rilanciare il progetto della "road map" in Medio oriente. In quest'ambito, dunque, auspica che il Governo italiano possa svolgere un forte ruolo di impulso per il rivitalizzarsi di una concreta via per la pacificazione tra israeliani e palestinesi. Si dichiara concorde con quanto esposto dal Ministro sugli indirizzi relativi alla prossima Conferenza intergovernativa per la definitiva approvazione del testo di Costituzione europea e su quanto esposto in tema di risoluzione ONU sul dopoguerra in Iraq. Riferendosi, poi, a quanto espresso dal senatore Andreotti, auspica anche in qualità di presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, che il Senato possa presto approvare una mozione sulla moratoria della pena capitale nel mondo. <br>
    0:42 Durata: 6 min
  • Alessandro Forlani (UDC)

    Il senatore Forlani osserva come le vicende del dopoguerra iracheno confermino alcune delle riserve espresse da molti all'indomani dell'intervento anglo-americano. La crisi delle organizzazioni internazionali che si manifestò in quel frangente va ora definitivamente superata, dovendosi recuperare un ruolo efficace delle Nazioni Unite per fronteggiare le emergenze planetarie. Concordando con molte delle considerazioni svolte dal Ministro su vari punti dell'agenda internazionale, rileva come l'occupazione americana in Iraq stia ormai aggravando la situazione di scontento della popolazione e il disordine pubblico. La soluzione a questo problema va ricercata in una Carta costituzionale di tipo federale che possa garantire ampi margini di autonomia alle varie etnie presenti su territorio iracheno. <br>
    0:48 Durata: 4 min 51 sec
  • Andrea Rigoni (Mar-DL-U)

    Il senatore Rigoni osserva come il processo di pacificazione nel Medio oriente passi necessariamente per il coinvolgimento di Arafat nel processo negoziale. Più in generale l'interessamento italiano al conflitto tra israeliani e palestinesi dovrebbe andare al di là di un'azione di monitoraggio sul territorio, in più occasioni prospettata da membri del Governo Berlusconi, o da una proposta di piano Marshall, la cui utilità indiscussa ha come condizione pregiudiziale l'effettiva costruzione di una entità statuale con confini riconosciuti. Sul profilo della Costituzione europea chiede al ministro Frattini se la difesa del testo attuale dei lavori della Convenzione sia basata sulla piena condivisione dei contenuti del documento, oppure sulla mera necessità di vederlo approvato in forma definitiva sotto la presidenza italiana. Afferma che, d'altra parte, molte delle soluzioni uscite dai lavori della Convenzione non possono lasciare del tutto soddisfatti: tra queste cita il mantenimento del voto all'unanimità per l'adozione delle decisioni nel campo della politica estera. <br>
    0:53 Durata: 7 min 51 sec
  • Piero Pellicini (AN)

    Il senatore Pellicini chiede al Ministro se la presenza italiana in Iraq, anticipata e seguita da molte discussioni anche in ambito parlamentare, si stia definitivamente chiarendo come un'operazione finalizzata alla pacificazione e al sostegno umanitario. In questo senso, i militari italiani presenti in Iraq vanno anche considerati come dei precursori, essendo tra i primi intervenuti nell'immediato susseguirsi della caduta del regime di Bagdad. <br>
    1:01 Durata: 2 min 37 sec
  • Stefano Boco (Verdi-U)

    Il senatore Boco chiede al ministro Frattini che si apra finalmente un dibattito maturo e distaccato su alcune dichiarazioni del presidente Berlusconi che, nell'illustrare le ragioni dell'intervento italiano in Iraq di fronte al Parlamento, citò come certa la presenza di 800 tonnellate di armi chimiche sul territorio iracheno. A simili argomentazioni, svolte anche nel Regno unito e negli Stati Uniti per giustificare l'intervento anglo-americano in Iraq, hanno fatto seguito dibattiti parlamentari intensi e trasparenti. Anche in Italia, un'occasione di confronto su affermazioni, in seguito rivelatesi tutt'altro che certe e fondate, sarebbe necessario. <br>
    1:03 Durata: 4 min 1 sec
  • Replica di Franco Frattini

    Il ministro Frattini interviene in replica, anticipando che le sue risposte saranno relative ai singoli temi trattati e a quelli prospettati dai senatori intervenuti, senza seguire l'ordine cronologico delle domande rivoltegli. Rispetto a quanto osservato dal senatore Servello sull'incontro informale che vedrà riuniti a Berlino i Ministri degli esteri della Germania, della Francia e del Regno unito, osserva che nel corso di una sua recente visita a Roma, il ministro degli esteri tedesco Fischer aveva provveduto ad informarlo sul prossimo svolgimento di una colazione informale che avrà, come argomento principale, il superamento della distanza tra la posizione inglese e quella francese sul testo di una risoluzione delle Nazioni unite sul dopoguerra in Iraq. Al di là di equivoci e strumentalizzazioni, è noto che il Governo del Paese che riveste la qualità di presidente di turno dell'Unione europea non ha mai partecipato ad incontri formali od informali che si svolgano tra due o più membri dell'Unione. Molti precedenti, tra i quali alcuni assai recenti e significativi, confermano questa consuetudine. Inoltre il ministro Fischer ha promesso di informare il Governo italiano sulle eventuali indicazioni che potranno scaturire dalla colazione informale di Berlino, affinchè esse vengano in seguito diffuse agli altri 21 Paesi membri. Quest'ultimo, come evidente, è il solo onere che spetta al presidente di turno opportunamente informato dai governi riunitisi.<br>Venendo ai riferimenti svolti dal senatore Martone sul fallimento del vertice di Cancun, si riserva di analizzare diffusamente gli esiti del vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio in sede separata, essendo in attesa, tra l'altro, di ottenere notizie puntuali e dettagliate dai rappresentanti degli altri Dicasteri coinvolti nelle complesse trattative svoltesi tra il 10 e il 14 di settembre. Sul processo di pace in Medio oriente, la cosiddetta "Conferenza dei donatori" può dare concrete prospettive per il futuro; in quest'ottica il Governo italiano si impegnerà a fondo nel sollecitare atti di liberalità che possano, facilitando la ricostruzione del tessuto economico e sociale in quella zona, motivare le nuove generazioni. A tal riguardo osserva che il fattore tempo è cruciale, ma che attualmente si è in attesa dei documenti relativi al bilancio dello Stato palestinese, che costituiscono un riferimento essenziale per la definizione degli aiuti; in proposito, a Evian, in sede di vertice del G8, vi erano stati chiari pareri favorevoli affinchè rilevanti fonfi venissero messi a disposizione per la ricostruzione.<br>Circa il ruolo di Arafat, evocato in più interventi l'Unione europea prende atto del fatto che il presidente Arafat è stato eletto dal popolo palestinese: da questo innanzitutto, si deve muovere per scoraggiare ogni tentativo volto all'esilio o all'estromissione forzata del presidente palestinese dal tavolo delle trattative. Al contempo, tuttavia, va riconosciuto che Arafat non ha cooperato efficacemente con il Primo ministro Abu Mazen, affinchè nelle mani di quest'ultimo, confluisse il controllo esclusivo delle forze di polizia e di sicurezza palestinesi. Quest'ultimo era un punto decisivo della "road map". La posizione europea, peraltro, converge ormai nel considerare Hamas come un'organizzazione di tipo terroristico.<br>Circa la soluzione che il Vice presidente del Senato Lamberto Dini avrebbe suggerito di adottare, prospettando l'ipotesi di un'interposizione NATO tra palestinesi e israeliani, il ministro Frattini non ricorda di aver avuto notizia di una tale dichiarazione; tuttavia, ritiene, che essa, quand'anche fosse stata avanzata, non possa ritenersi praticabile.<br>In relazione a quanto domandato dal senatore Pellicini sul ruolo degli italiani impegnati in Iraq, ricorda come la preziosa attività di sminamento, ricostruzione di infrastrutture e mantenimento dell'ordine pubblico locale è stata riconosciuta e lodata in vari ambiti ufficiali. Cita, tra gli altri, l'approvazione di un piano per i trasporti in Iraq elaborato e proposto da personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti italiano; e la recentissima scelta di configurare l'organigramma delle costituende forze di polizia irachene sulla base dell'organizzazione dell'Arma dei carabinieri italiana.<br>Più in generale, osserva come, pur in un contesto drammatico, si siano registrati concreti passi avanti nel processo di ricostruzione del tessuto democratico. Ad esempio, ciò vale per ciò che attiene alla libertà di stampa e di religione, il cui sviluppo segna un concreto passo in avanti rispetto alla situazione in cui versavano le libertà civili sotto il regime di Saddam Hussein.<br>Al senatore Boco replica che a far ritenere certa la presenza di armi di distruzione di massa in territorio iracheno può indurre la semplice constatazione che i vertici militari del regime le avevano di fatto utilizzate ai danni della minoranza curda nella seconda metà degli anni '80. In via generale rinnova l'auspicio che, guardando al futuro, si possa pervenire ad una soluzione unitaria in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Tale prospettiva si inserisce nel proposito condiviso di superare quella crisi del multilateralismo cui ha fatto riferimento il senatore Martone. Tra le cause del fallimento dell'approccio multilaterale alla soluzione delle crisi internazionali, è da considerare anche lo stallo in cui è incorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. In proposito, annuncia che l'Italia, come presidente di turno dell'Unione europea, ha promosso un protocollo quadro con il Segretario Generale delle Nazioni unite sugli strumenti civili per la risoluzione delle crisi internazionali. <br>Replicando agli interventi relativi al tema della costituzione europea, osserva che, in proposito, non vi è alcun rifiuto pregiudiziale da parte della Presidenza dell'Unione nei riguardi di eventuali proposte emendative; tuttavia, ogni iniziativa volta a modificare il testo frutto dei complessi ed approfonditi lavori della Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing dovrebbe essere assistita preventivamente dall'unanime consenso dei Paesi membri. Questa è una condizione assai difficilmente ipotizzabile nell'ambito dei lavori della prossima Conferenza intergovernativa, dal momento che i sottili equilibri del testo licenziato dalla Convenzione sono stati ritenuti, già a Salonicco, un punto di partenza valido e condiviso. Sullo specifico tema del criterio decisionale dell'unanimità in politica estera, invita i fautori del criterio maggioritario ad una riflessione attenta sulle conseguenze di un'eventuale adozione delle decisioni chiave della politica estera comune dell'Unione senza il consenso di tutti i Paesi membri; cita, in proposito proprio il recente caso dell'intervento militare in Iraq.<p>Il presidente Provera ringrazia il Ministro e dichiara conclusa l'odierna procedura informativa.<br>La seduta termina alle 16h00. <p>
    1:07 Durata: 31 min 29 sec