14 OTT 2003

Affari Costituzionali: Comunicazioni del ministro Pisanu sullo stato di attuazione della riforma delle Prefetture in Uffici territoriali del Governo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 3 min

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Comunicazioni del Ministro dell'interno Giuseppe Pisanu sullo stato di attuazione della riforma delle Prefetture in Uffici territoriali del Governo .

Registrazione audio di "Affari Costituzionali: Comunicazioni del ministro Pisanu sullo stato di attuazione della riforma delle Prefetture in Uffici territoriali del Governo", registrato martedì 14 ottobre 2003 alle 00:00.

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  • Relazione di Giuseppe Pisanu, ministro dell'interno

    Il ministro Pisanu auspica che dall'incontro odierno possa venire un ulteriore stimolo per completare una operazione che egli giudica di alto significato riformatore. Ricorda che il decreto legislativo n. 300 del 1999 ha profondamente modificato l’organizzazione degli uffici centrali e periferici del Governo. La riforma, in particolare, intende razionalizzare e coordinare funzioni statali svolte nel territorio, facendo perno sui nuovi Uffici territoriali del Governo (UTG) e confermando il ruolo svolto tradizionalmente dalle prefetture e dai prefetti, titolari della funzione di rappresentanza generale del Governo nel territorio. <br>Sottolinea, quindi, che poiché il decreto di riforma faceva coincidere l’applicazione della normativa con la nomina dell'Esecutivo della nuova legislatura, uno dei primi impegni del governo Berlusconi è stato quello di mettere in pratica le previsioni sul riassetto dell’amministrazione periferica dello Stato; compito non facile, reso ancor più critico dalla contestuale revisione del Titolo V della Costituzione.<br>Il nuovo ordinamento prevede l’attribuzione agli Uffici territoriali del Governo di tutte le funzioni dell’amministrazione periferica dello Stato non espressamente conferite ad altri uffici. Per quanto riguarda gli uffici periferici statali che non confluiscono negli UTG, il collegamento con gli UTG è comunque assicurato dalla partecipazione dei rispettivi responsabili alle Conferenze permanenti che coadiuvano i titolari degli UTG nel coordinamento dell’azione amministrativa statale a livello provinciale e regionale. Inoltre, le suddette Amministrazioni, come quelle che non hanno una propria articolazione periferica, possono sempre avvalersi degli UTG, in considerazione della consolidata esperienza che le Prefetture, uffici a competenza generale per eccellenza, hanno maturato operando in posizione di dipendenza funzionale da amministrazioni centrali diverse.<br>Il quadro complessivo conferma, a suo giudizio, la validità della suggestiva metafora dell’Amministrazione portaerei, utilizzata in più di un’occasione dal senatore Bassanini per esaltare la funzione spiccatamente interministeriale delle Prefetture UTG. In tal modo, si fa proprio il modello della grande prefettura già sperimentato con successo in Francia, al quale si erano ispirati, a più riprese e con alterne fortune, i progetti di riforma delle amministrazioni periferiche in Italia. Un solo ufficio assume la funzione di rappresentanza generale del Governo e le residue competenze statali sul territorio. Nello stesso tempo, si potenzia la capacità della Prefettura-UTG di porsi quale interfaccia unitaria dello Stato nei confronti dei soggetti del policentrismo politico-amministrativo. <br>Richiama quindi l’attenzione sull'articolo 10 della legge n. 131 del 2003, che attribuisce ai Prefetti dei capoluoghi delle Regioni a statuto ordinario la funzione di Rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie. Tale disposizione, nel contesto delle misure ordinamentali volte ad attuare la riforma del Titolo V, conferma e sottolinea, a suo parere, il fondamentale compito politico di raccordo con le autonomie territoriali che sono chiamati a svolgere gli UTG, vero polo di riferimento unitario delle pubbliche amministrazioni nel territorio a garanzia del dialogo istituzionale. Tra le attività demandate al Rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie, particolare importanza rivestono quelle dirette ad assicurare il rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e Regione; uguale rilievo assume il raccordo tra le istituzioni dello Stato presenti nel territorio. Raccordo che potrà essere assicurato anche mediante le Conferenze permanenti e dovrà garantire la rispondenza dell’azione amministrativa all’interesse generale e il miglioramento della qualità dei servizi resi al cittadino. A suo avviso, con queste norme il legislatore ha individuato nell’UTG un organo-cardine del sistema di rapporti tra soggetti di pari dignità istituzionale, al quale ha affidato il compito di promuovere la comunicazione e la collaborazione tra i diversi livelli di governo <br>Dà quindi conto dello stato di attuazione della riforma, a partire dagli adempimenti intermedi, prodromici alla realizzazione piena del nuovo modello di amministrazione periferica. In proposito, ricorda che il Ministero dell’interno ha già adottato i provvedimenti di sua competenza necessari ad assicurare agli UTG un primo livello di operatività. Con il decreto ministeriale del 18 novembre 2002 è stato realizzato il completo riassetto degli uffici dirigenziali attribuiti ai funzionari della carriera prefettizia all’interno degli UTG e, in coerenza alle esigenze funzionali dei nuovi uffici, si è passati da una organizzazione gerarchico-funzionale tendenzialmente rigida a un assetto più flessibile, volto ad esaltare l’autonomia decisionale dei dirigenti. Nel contempo, è stata dedicata grande attenzione alla attività delle nuove Conferenze permanenti dei responsabili delle strutture periferiche dello Stato, eredi dei compiti e delle funzioni dei soppressi Comitati provinciali della pubblica amministrazione. Tre specifiche circolari ministeriali, l’ultima delle quali del 20 novembre 2002, hanno fornito il sostegno di idonee linee guida alle prime, concrete esperienze. Sottolinea che il potenziamento degli strumenti di rappresentanza generale del Governo nel territorio, in raccordo e collaborazione con le autonomie locali, è una delle priorità politiche indicate all’Amministrazione in sede di elaborazione della direttiva annuale per l’anno 2003. A tal fine è stata evidenziata la necessità di completare il riassetto organizzativo delle strutture periferiche curando, in particolare, la realizzazione a regime dello sportello unico per l’immigrazione. Coerentemente alle iniziative già assunte, è stato indicato l’ulteriore sviluppo dell’attività delle Conferenze, strumento di vitale importanza per promuovere l’innovazione nella rete amministrativa territoriale. Per consentire agli UTG di esprimere tutte le loro potenzialità ritiene che si debba definirne l'assetto, varando il decreto interministeriale sull’organizzazione interna (di concerto con i Ministri le cui strutture periferiche confluiscono negli UTG). Informa la Commissione che a tal fine gli uffici del Ministero hanno messo a punto uno schema di decreto che definisce la struttura dell’UTG, articolandola per aree funzionali corrispondenti alle competenze degli uffici periferici accorpati. Si è avuta cura di soddisfare le diverse esigenze funzionali, con particolare riguardo alle competenze di ambito non coincidente con la provincia. Il provvedimento prevede, infatti, che gli uffici mantengano le attuali circoscrizioni territoriali e non modifica neppure la distribuzione nel territorio delle rispettive sedi. L’idea di fondo è quella di salvaguardare gli assetti operativi già sperimentati e di concentrare l’attenzione, in questa prima fase, sulle sinergie e sul coordinamento operativo che la nuova struttura dovrà assicurare. Allo stesso modo si è lasciato spazio alle particolari esigenze organizzative che possono presentarsi in relazione alle caratteristiche socio-economiche del territorio. Il testo prevede anche la confluenza delle strutture periferiche del Ministero delle comunicazioni, basandosi sulla considerazione che nessuna norma della legge istitutiva di quel Ministero, ha espressamente escluso tale eventualità. Sussistono tuttavia problemi interpretativi; infatti, il Ministero delle comunicazioni ha manifestato il proprio avviso contrario, sottolineando che la legge fa rinvio, per l’organizzazione degli uffici, alla normativa in vigore alla data del 9 giugno 2001, con ciò disponendo il ritorno alla situazione esistente prima del decreto legislativo n. 300. Dalla confluenza negli UTG risultano invece chiaramente escluse le articolazioni periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che svolgono funzioni in materia di patenti di guida ed immatricolazioni: il decreto legislativo 12 giugno 2003, n. 152, recante la “Riforma dell’organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti” ha infatti previsto la soppressione di tali strutture e l’istituzione ex novo dei Servizi integrati infrastrutture e trasporti di livello sovraregionale (S.I.I.T.) quali articolazioni periferiche del Ministero.<br>Più in generale, rileva che diverse Amministrazioni statali, facendo leva sul carattere specialistico e tecnico di alcune funzioni svolte dalle rispettive strutture periferiche, si sono opposte all’accorpamento funzionale, organizzativo e logistico delle strutture stesse negli UTG. Ciò impedisce, a suo giudizio, l’auspicata sinergia di tutte le funzioni strumentali, con i conseguenti miglioramenti in termini di costi e di efficienza. <br>In conclusione, ribadisce il convincimento che non sussistano valide ragioni per riconsiderare la riforma dell’amministrazione periferica dello Stato e il modello organizzativo basato sugli UTG. L’istituzione di questi Uffici, infatti, si colloca nel solco di un rinnovamento ispirato al criterio unitario, per semplificare i rapporti tra cittadini e pubbliche amministrazioni e far sì che gli uffici pubblici funzionino meglio e costino meno. Cita, in proposito, l’ufficio unico delle entrate, il responsabile unico in materia di lavori pubblici, lo sportello unico per le imprese e lo sportello unico per l’immigrazione, previsto dalla legge cosiddetta Bossi-Fini, cui è affidato l’intero procedimento autorizzatorio per l’ingresso e il soggiorno dei lavoratori stranieri. Questo nuovo ufficio è incardinato proprio presso le Prefetture-UTG e pertanto la sua piena operatività è direttamente correlata alla completa realizzazione della riforma. A titolo esemplificativo, sottolinea che in un anno l'Amministrazione riuscirà a regolarizzare circa 700.000 lavoratori, dando loro un contratto di lavoro, il permesso di soggiorno e una posizione fiscale e assicurativa, mentre in due precedenti occasioni, per realizzare la sola sanatoria di circa 240.000 lavoratori furono necessari due anni. Ritiene che si debba evitare che l’azione amministrativa dei poteri pubblici si frammenti e perda di efficacia. La presenza unitaria dello Stato nel territorio costituisce, a suo avviso, una condizione indispensabile per raggiungere questo obbiettivo. Il pieno utilizzo e l'affinamento delle nuove strutture consentiranno di procedere più speditamente verso la piena realizzazione del principio di sussidiarietà, rinsaldando nel contempo i legami con le comunità e le autonomie territoriali, sulla scia di una tradizione antica ma capace di rinnovarsi giorno dopo giorno.<br>Ribadisce l'impegno personale, in conformità agli indirizzi del Parlamento e confidando nel suo sostegno, ad adoperarsi affinché le Amministrazioni dello Stato non facciano passi indietro cedendo a tentazioni centraliste e burocratiche, che a suo giudizio sono fuori dal tempo e lontane dalle attese dei cittadini. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>La seduta comincia alle 15h05<br>Presidenza del presidente <strong>Andrea Pastore</strong>
    0:00 Durata: 23 min 28 sec
  • Franco Bassanini (DS-U)

    Il senatore Bassanini apprezza la relazione del ministro Pisanu, che ha evidenziato le ragioni fondamentali della riforma, il cui significato diventa particolarmente rilevante nel momento in cui si procede in un progressivo decentramento federale. Il ruolo degli Uffici territoriali del Governo consente infatti di rafforzare la presenza dello Stato nel territorio, che si propone al sistema delle autonomie con un rappresentante unico, nonché di favorire il mantenimento di una massa critica di funzioni, nel momento in cui quelle spettanti a ciascuna amministrazione vengono progressivamente trasferite alle Regioni e agli enti locali.<br>Meno rassicuranti sono, a suo avviso, le considerazioni svolte dal Ministro con riferimento all'attuazione della riforma, di cui ha ripercorso le difficoltà, riconducibili soprattutto alle prevedibili resistenze delle amministrazioni dello Stato diverse da quella dell'interno.<br>Ricorda che il decreto legislativo n. 300 fu il risultato di un compromesso, più limitato rispetto al disegno originario della riforma, che comprendeva il coinvolgimento anche di altre amministrazioni. Ciò considerato, auspica che non si svuoti ulteriormente la funzione degli Uffici territoriali del Governo, poiché altrimenti non si potrebbero conseguire gli obiettivi sottolineati dallo stesso Ministro.<br>Il mantenimento del riferimento alle Prefetture, a suo parere, potrebbe indurre a pensare che l'Ufficio territoriale del Governo, anziché un punto di riferimento per le amministrazioni dello Stato, sia un organo alle dirette dipendenze dell'amministrazione dell'interno. Per il successo della riforma, sarebbe necessario, a suo giudizio, un impegno più incisivo della Presidenza del Consiglio (in particolare da parte del Ministro per la funzione pubblica) e si dovrebbe evidenziare l'effetto positivo che la nuova organizzazione determinerebbe per lo sviluppo delle autonomie locali. L'attuazione delle disposizioni attuative del Titolo V potrebbe essere la sede idonea per introdurre condizioni favorevoli ai fini della più compiuta realizzazione della riforma. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:23 Durata: 10 min 11 sec
  • Lucio Malan (FI)

    Il senatore Malan si associa all'apprezzamento della relazione svolta dal Ministro e sottolinea il notevole lavoro svolto per rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Si riferisce, quindi, alle affermazioni, a suo giudizio del tutto infondate, di cui hanno dato notizia gli organi di informazione, chiedendo che il Ministro fornisca notizie dettagliate sull'azione di contrasto alla criminalità organizzata. <br>
    0:33 Durata: 1 min 35 sec
  • Massimo Villone (DS-U)

    Il senatore Villone esprime apprezzamento per l'esposizione del Ministro, che ha illustrato il ruolo degli Uffici territoriali del Governo in funzione di stimolo, impulso e coordinamento per le attività degli uffici pubblici, specialmente nelle zone del Paese in cui le Prefetture svolgono una funzione anche informale di mediazione dei conflitti sociali e di coordinamento della lotta alla criminalità organizzata.<br>Con riguardo alle procedure per il sequestro e la confisca dei patrimoni derivanti da attività criminali, ricorda la comune valutazione sull'opportunità di rivedere la normativa vigente e di riconoscere alle Prefetture un ruolo più incisivo rispetto a quello previsto attualmente, anche con poteri decisionali. Invita il Ministro a esprimersi in proposito, tenendo conto che è all'esame della Commissione, in sede referente, il disegno di legge n. 2140 riguardante la materia. <br>
    0:35 Durata: 3 min 39 sec
  • Graziano Maffioli (UDC)

    Il senatore Maffioli, ringraziato il Ministro per l'esposizione, sottolinea la necessità di rivedere l'attuale normativa in materia di semplificazione delle procedure amministrative, considerando le difficoltà che incontrano molti Comuni nell'affrontare le incombenze loro attribuite, in mancanza di personale sufficiente e idoneo. <br>
    0:38 Durata: 1 min 52 sec
  • Carlo Vizzini (FI)

    Il senatore Vizzini ribadisce la convinzione che gli Uffici territoriali del Governo favoriscono il rapporto con le autonomie locali, in particolare per le funzioni svolte in materia di ordine pubblico e di controllo del territorio, specie nelle Regioni più colpite dalla criminalità organizzata.<br>Osserva, quindi, che per rendere più efficaci le misure di sequestro e confisca dei patrimoni derivanti da attività illecite, che rappresentano uno strumento decisivo per l'attacco ai profitti della criminalità organizzata, si dovrebbero prevedere procedure più moderne, prendendo atto dell'oggettiva inadeguatezza della struttura delle agenzie del demanio. <br>Chiede, infine, al ministro Pisanu di fornire le informazioni atte a dimostrare che proprio la maggiore capacità delle Prefetture ha consentito al Governo in carica di conseguire risultati nella lotta alla criminalità organizzata, attraverso decisioni improntate alla più decisa fermezza nei confronti della criminalità come ad esempio, la conferma del regime detentivo più severo per i condannati per reati di mafia. <br>Auspica, infine, una costante unità delle forze politiche in materia di lotta alla mafia. <br>
    0:40 Durata: 3 min 56 sec
  • Piergiorgio Stiffoni (LP)

    Il senatore Stiffoni chiede informazioni circa la localizzazione dei centri di prima accoglienza per gli immigrati in particolare nelle aree del Nord e del Nord-Est. <br>
    0:44 Durata: 44 sec
  • Replica di Giuseppe Pisanu

    Replica quindi il ministro dell'interno Pisanu.<br>Pur consapevole dell'inconveniente che avrebbe potuto determinare, egli è stato fra coloro che hanno sostenuto l'opportunità di conservare il riferimento alle Prefetture, in modo da evidenziare il ruolo storico svolto da questo organo, che si avvicina ai cittadini e dialoga con le altre istituzioni locali. Accoglie, tuttavia, l'invito a fugare i dubbi circa la volontà egemonica dell'amministrazione dell'interno. Condivide anche l'esigenza di una più incisiva azione da parte della Presidenza del Consiglio, in particolare attraverso il Ministro per la funzione pubblica.<br>Quanto al rapporto con le autonomie territoriali, ricorda il confronto che il Ministero dell'interno ha realizzato con le Regioni e con gli enti locali, i cui risultati si potranno trasferire al rapporto con le Prefetture-Uffici territoriali del Governo. Si riserva, in proposito, di valutare l'opportunità di trattare la materia in sede di attuazione della riforma del Titolo V.<br>A proposito delle procedure di sequestro e confisca dei patrimoni derivanti da attività illecite, sottolinea la rilevanza della funzione a cui esse debbono ispirarsi, vale a dire la lotta alla criminalità organizzata. Indipendentemente dagli organi a cui sarà attribuita la titolarità dei beni confiscati, condivide la proposta di rafforzare il ruolo dei Prefetti, valorizzando il rapporto privilegiato che essi mantengono con le amministrazioni locali. Il Governo si pronuncerà favorevolmente su tale proposta. <br>Circa la semplificazione delle procedure amministrative, pur condividendo l'opportunità di riflettere su una eventuale revisione della vigente normativa, ribadisce l'esigenza di dare piena attuazione al principio di sussidiarietà.<br>Sul tema della localizzazione dei centri di accoglienza temporanea, nota che presso gli enti interessati si manifestano spinte emotive imprevedibili e comportamenti alquanto dissociati. Auspica un atteggiamento più riflessivo e pacato, che permetta di governare il fenomeno dell'immigrazione con intelligenza e umanità. Conferma comunque l'intenzione del Ministero di rimettersi alle decisioni dei Comuni, senza impartire un proprio indirizzo sulle localizzazioni.<br>Quanto alla domanda rivoltagli dal senatore Malan, preferisce astenersi da una risposta che potrebbe suscitare polemiche politiche. Si riserva, invece, di consegnare alla Commissione una nota sui risultati conseguiti nella lotta alla mafia. A suo giudizio, l'affermazione secondo cui il Governo in carica avrebbe indebolito le attività di contrasto della mafia, è assolutamente infondata: lo dimostrano, fra l'altro, la conferma dell'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario e l'arresto di numerosi latitanti. Auspica, comunque, che le forze politiche non si dividano su temi come la lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e alle nuove forme di illegalità politica diffusa.<br>Il presidente Pastore ringrazia il ministro Pisanu anche per il particolare messaggio politico che ha voluto rivolgere alla Commissione e dichiara conclusa la procedura informativa.<br>La seduta termina alle 16h05. <br>
    0:45 Durata: 18 min 2 sec