28 OTT 2003

Radio Carcere: La vicenda di Luigi Milloni e Mario Ferrante

[NON DEFINITO] | di Riccardo Arena - 00:00 Durata: 1 ora 22 sec

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Roma, 28 ottobre 2003 - Appuntamento settimanale con Radio Carcere, rubrica condotta e curata da Riccardo Arena.

Questa sera la trasmissione si occuperà di un grave fatto di ordinaria ingiustizia, esempio del cattivo funzionamento del processo penale, spesso anticamera di un carcere degradato: la vicenda di Luigi Milloni e Mario Ferrante.

Le due persone sono state accusate dell'omicidio di Sebastiano Dentamaro; li indica un testimone, e i due, il 5 ottobre del 1991, vengono chiusi in carcere.

Gli imputati si professano innocenti e, nonostante l'iniziale accusatore ritratti la sua deposizione,
la Corte di Assise di Bari condanna Milloni e Ferrante a 22 anni di reclusione.

Oggi le due persone sono ancora in carcere; ma la procura di Bari ha raccolto numerose testimonianze che ne confermano l'innocenza.

Dalle prove reperite, dunque, emerge che da 12 anni sono in carcere due persone accusate ingiustamente di omicidio.

Dodici anni di vita sospesa - commenta Arena.

Questo dramma impone alcuni interrogativi: quante persone sono in carcere ingiustamente e com'è possibile che una persona trascorra 12 anni in carcere, anche se innocente?.

Ospiti della puntata sono l'avvocato Marco Monaco e Patrizio Gonnella, esponente di spicco dell'Associazione Antigone.

L'avvocato Daniela Castelluzzo, difensore del Milloni, offre un primo contributo utile per capire le condizioni in cui è vissuto l'imputato e soprattutto per far luce sulle prospettive del caso.

Il carcere è un dramma per tutti - afferma - ma soprattutto per chi si è sempre proclamato innocente; questi anni di vita non glieli potrà restituire nessuno, neanche un risarcimento danni.

Venendo al risvolto processuale del caso, la Castelluzzo conferma la sua intenzione di chiedere una revisione del processo, unico strumento giuridico per poter uscire dal carcere, di fronte ad una sentenza definitiva.

La revisione può comportare tempi lunghi, ma dà la possibilità di richiedere una sospensione dell'esecuzione della pena.

La discussione, quindi, si fa più generale ed affronta le cause degli errori giudiziari, che sono tutto sommato elementi che ogni sistema giudiziario prende in considerazione.

L'avvocato Monaco ne individua due cause possibili, una patologica ed eccezionale, ed una fisiologica.

La prima deriva essenzialmente da fatti esterni al sistema ed al processo, come la calunnia e la costruzione di prove false; può anche accadere che chi investiga, in buona fede, offra una ricostruzione artificiosa che faccia arrivare il giudice ad una pronuncia di colpevolezza.

La motivazione fisiologica deriva da un problema di errata valutazione della prova da parte del giudice.

Monaco osserva come la separazione delle carriere sia un aspetto importante per dare al giudice una maggiore serenità e una libertà più ampia nel valutare la prova.Patrizio Gonnella afferma che, nonostante si dica che il nostro è un processo fin troppo garantista, esso si avvicina molto poco all'idea di un giusto processo.

Nota poi che, di fatto, in galera ci sono circa 28.000 presunti innocenti: coloro che scontano la custodia cautelare in galera.

Esistono infine i casi di ingiuste detenzioni e casi limite, come quello di Benedetto Labita, di cui Gonnella narra la vicenda giudiziaria.

Concludendo, il rappresentante di Antigone si auspica che fra le cause di revisione processuale ammesse dal nostro codice vi sia anche il riconoscimento dell'iniquo processo fatto nella sede di Strasburgo.

Monaco pone poi l'accento sul ruolo dell'avvocato difensore e sulle difficoltà incontrate dai detenuti extracomunitari nell'attuare una buona difesa.

Un processo giusto ed equo - afferma - non dovrebbe guardare tanto alla verità sostanziale, ma alla verità processuale; il problema vero quindi è quello della valutazione della prova.

Conclude che bisogna ponderare attentamente sull'attendibilità delle deposizioni dei collaboratori di giustizia, sulle possibilità di errore insite nelle prove indiziarie e persino nella prova ritenuta più certa, quella testimoniale (il pericolo maggiore è quello del testimone in buona fede).

Le ultime considerazioni sono affidate a Gonnella e riguardano la realizzazione di una giustizia mite e la questione dell'ergastolo, in questo momento un po' rimossa e dimenticata.

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  • Cronistoria della vicenda di Milloni e Ferrante

    <br><strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 2 min 23 sec
  • Gli scopi e gli ospiti della puntata

    0:02 Durata: 1 min 35 sec
  • Le condizioni di vita di Milloni in carcere e la mancanza dei figli

    <br>Testimonianza di Daniela Castelluzzo, difensore di Luigi Milloni
    0:03 Durata: 6 min 26 sec
  • La revisione del processo

    0:10 Durata: 4 min 14 sec
  • Le cause «patologiche» degli errori giudiziari

    <br>Conversazione con Marco Monaco e Patrizio Gonnella
    0:14 Durata: 4 min 37 sec
  • Le cause «fisiologiche»: l'errata valutazione della prova

    0:19 Durata: 2 min 25 sec
  • L'importanza della separazione delle carriere nella valutazione della prova

    0:21 Durata: 1 min 36 sec
  • Il giusto processo ed i presunti innocenti in galera

    0:23 Durata: 1 min 39 sec
  • Il riconoscimento delle ingiuste detenzioni - Il caso di Benedetto Labita

    0:24 Durata: 2 min 41 sec
  • Le altre cause ammesse per una revisione processuale - L'aleatorietà del diritto di difesa

    0:27 Durata: 2 min 36 sec
  • Il ruolo del difensore - Gli extracomunitari

    0:30 Durata: 2 min 50 sec
  • La valutazione della prova - Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

    0:32 Durata: 3 min 15 sec
  • Le prove indiziarie

    0:36 Durata: 2 min 59 sec
  • Le testimonianze e soprattutto quelle in buona fede

    0:39 Durata: 1 min 47 sec
  • L'idea di giustizia mite e l'ergastolo

    0:40 Durata: 2 min 44 sec
  • I suicidi di Gioacchino Giustiniano, di Pasqualina C. e di Maurizio Piantabona

    <br>Seconda parte di Radio Carcere
    0:43 Durata: 1 min 19 sec
  • Spazio dedicato da Riccardo Arena alla lettura delle lettere

    Per qualsiasi informazione, per scrivere a Radio Carcere: Email: radiocarcere@radioradicale.it Indirizzo: Radio Radicale, rubrica Radio Carcere, via Principe Amedeo n. 2 - 00186 . Roma Telefono: 06.488781 <br>
    0:44 Durata: 15 min 16 sec