28 OTT 2003

Ambiente: Audizione Federazione Nazionale Pro-Natura nell'indagine sull'attuazione della legge quadro sulle aree protette

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 52 min 46 sec

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Seguito dell'indagine conoscitiva sull'attuazione della legge quadro sulle aree protette: audizione di rappresentanti della Federazione Nazionale Pro-Natura.

Registrazione di "Ambiente: Audizione Federazione Nazionale Pro-Natura nell'indagine sull'attuazione della legge quadro sulle aree protette", registrato martedì 28 ottobre 2003 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 52 minuti.
  • Presidente

    Il dottor Giuliano, dopo aver ricordato che la Federazione di cui è presidente costituisce una delle associazioni ambientaliste di più antica data in Italia, ripercorre brevemente le tappe che hanno condotto al varo della legge n. 394 del 1991 che ha rappresentato un passaggio cruciale nell’assetto delle aree protette. Tale normativa conserva tutta la sua validità, sebbene alcune parti della stessa non hanno trovato compiuta attuazione, come, ad esempio, l’adozione della Carta della natura e del piano nazionale della biodiversità. Tuttavia, sono innegabili i risultati positivi conseguiti in virtù di tale legge-quadro, in particolare per quanto concerne l’adeguamento ai principi di Rio de Janeiro. Pertanto, suscitano preoccupazioni le proposte che mirano a introdurre modifiche sostanziali nell’impianto della legge n. 394 del 1991.<p>Il dottor Tagarelli osserva che si è di fronte ad una mutata concezione degli enti parco, non più intesi soltanto come «isola», ma secondo una dimensione nuova nella quale è esaltato il profilo della promozione dello sviluppo socio-economico del territorio all’interno del quale il parco è collocato. Infatti, proprio su questi ultimi aspetti, i parchi hanno permesso di raggiungere risultati rilevanti, divenendo protagonisti nella cura del territorio e nell’uso rispettoso delle risorse naturalistiche. Dopo aver ricordato che la Camera dei deputati ha da poco concluso un’indagine conoscitiva sulla gestione amministrativa degli enti parco, si sofferma sull’esigenza che le aree protette non debbano perdere le loro peculiarità: si tratta, infatti, di organismi dotati di competenze non assimilabili a quelle di altri enti preposti alla gestione del territorio. Inoltre, il ricorso alle tecniche di autofinanziamento non può escludere il contributo ordinario statale, mentre l’esigenza di far leva sui sistemi locali e sul sistema europeo dei parchi rende necessario immaginare delle sedi apposite, magari con la creazione di tavoli tecnici. Più in generale, la ripartizione delle competenze tra Stato, regioni ed enti locali, oltre che l’adeguamento alle politiche comunitarie esigerebbe un clima di maggiore collaborazione.<br>Circa le carenze relative alla legge quadro sulle aree protette, la particolare ricchezza delle specie faunistiche e floristiche presenti in Italia impone l’adozione della Carta della natura e del piano nazionale di biodiversità, mentre si rende altresì necessario un più stretto coordinamento tra le aree protette marine e terrestri; in particolare, infatti, occorrerebbe un consolidamento degli enti gestori oltre che una maggiore partecipazione alle politiche di conservazione del mar Mediterraneo.<p>Il presidente Novi pone in risalto l’importanza che ha avuto la legge quadro sulle aree protette nel decollo del sistema dei parchi che però non possono essere più intesi soltanto in una logica di conservazione del territorio, ma anche in quella della valorizzazione dello stesso. Tuttavia questo mutamento di impostazione non si è accompagnato ad una conseguente riflessione sulle risorse finanziarie indispensabili, soprattutto in seguito all’abrogazione, da parte dell’articolo 76 del decreto legislativo n. 112 del 1998, dei piani triennali. Pertanto, i parchi si trovano di fronte alla necessità di acquisire una migliore capacità propositiva e progettuale, mediante l’accesso ad altri canali di reperimento delle risorse che dovranno essere modulati in base allo stato di realizzazione dei programmi nazionali e comunitari. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 15h00<br>Presidenza del presidente <strong>Emiddio Novi</strong><p>La registrazione inizia quando la seduta è già in corso<p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:00 Durata: 2 min 30 sec
  • Giuseppe Vallone (Mar-DL-U)

    Il senatore Vallone (Mar-DL-U) ricorda che la propria parte politica ha in più di una circostanza espresso riserve in merito al tentativo di immaginare i parchi come aziende turistiche e di avallare, di conseguenza, il bisogno di accentuare le tecniche di autofinanziamento rispetto ai contributi concessi dallo Stato. Senonché proprio l’esperienza di alcuni parchi statunitensi - che la Commissione ha avuto modo di approfondire nel corso dell’indagine conoscitiva in corso - ha dimostrato che, al contrario, il finanziamento da parte del Governo centrale e di quello locale mantiene un ruolo fondamentale. Con ciò ovviamente non si vuole escludere che i parchi debbano attivarsi per fornire migliori servizi o per conseguire più elevati livelli di efficienza nelle gestioni amministrative, fermo restando, però, che difficilmente i parchi potranno avere un'autonoma capacità economica. Se, dunque, la situazione corrisponde all’analisi indicata, appare evidente l’errata impostazione seguita negli ultimi anni dall’attuale Esecutivo; infatti, rispetto alla XIII legislatura, si registra una costante riduzione dei finanziamenti riguardanti gli enti parchi che ha determinato una serie di conseguenze non trascurabili. Pertanto, occorrerebbe avviare una politica più attenta al recupero dell’efficienza di parchi, senza per questo incidere sui profili di finanziamento. <br>
    0:02 Durata: 4 min 10 sec
  • Giuseppe Specchia (AN)

    Il senatore Specchia (AN) piuttosto che riproporre la posizione, peraltro nota, della propria parte politica sull’assetto delle aree protette ritiene utile cogliere l’occasione dell’odierna audizione per verificare se vi sono margini per apportare modifiche alla legge quadro sui parchi. Nel corso dell’esame del disegno di legge recante delega per emanare testi unici ambientali si ebbe modo di sottolineare che i principi generali della legge n. 394 del 1991 dovevano essere salvaguardati. Tuttavia, è indubitabile che a distanza di oltre dieci anni quelle disposizioni possano essere oggetto di alcuni cambiamenti; sarebbe pertanto utile sapere dai rappresentanti della Federazione Nazionale Pro-Natura quali modifiche a quella legge potrebbero essere introdotte con riferimento al rapporto tra parchi nazionali ed autonomie locali, popolazioni ed associazioni di categoria. Inoltre, sarebbe prezioso un contributo anche con riferimento alle modifiche dei criteri di riparto dei finanziamenti annuali, criteri che sono ancora quelli individuati dai precedenti governi di centro-sinistra che, tra l’altro, furono i primi a porre l’accento sulla necessità di affiancare al contributo statale ordinario il canale dell’autofinanziamento. <br>
    0:06 Durata: 6 min 17 sec
  • Augusto Rollandin (Aut)

    Il senatore Rollandin (Aut), dopo avere ricordato che l’indagine conoscitiva in titolo presenta un oggetto più ampio rispetto a quello dell’indagine conoscitiva conclusa dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati sulla gestione amministrativa delle aree protette, ritiene utile che i rappresentanti della Federazione Nazionale Pro-Natura forniscano le loro valutazioni in merito ad alcune questioni che investono il funzionamento degli enti parco, a cominciare da quella relativa all’individuazione dei criteri di riparto con cui vengono assegnati i finanziamenti statali. Infatti, bisogna tener conto che tali criteri risultano meno efficaci anche perché il numero delle aree protette è aumentato negli ultimi anni. Sarebbe poi interessante che i soggetti auditi avanzassero taluni suggerimenti per rafforzare la collaborazione fra i diversi enti preposti alla valorizzazione del territorio, specificando in quale modo si possono creare le condizioni per prevedere appositi tavoli di confronto. Infine, con riferimento al tema del finanziamento, bisognerebbe partire dall’assunto che le tecniche di autofinanziamento sono integrative e non sostitutive del contributo ordinario statale; sotto tale profilo, ad esempio, la commercializzazione dei prodotti tipici dei parchi non può di certo essere sufficiente a ricavare notevoli risorse. <br>
    0:12 Durata: 5 min 17 sec
  • Antonio Iovene (DS-U)

    Il senatore Iovene (DS-U) dopo aver ringraziato i soggetti intervenuti nell’odierna audizione, ritiene utile che si sia avviata una discussione sui criteri di riparto dei finanziamenti statali nella quale, però, non bisogna dimenticare che, rispetto alle risorse stanziate nel corso della XIII legislatura, si assiste nell’attuale legislatura ad una progressiva diminuzione degli stanziamenti destinati agli enti parco. Pertanto, al di là dei criteri necessari per assicurare una più equa distribuzione delle risorse, il problema principale resta quello di garantire una cifra complessiva sufficiente per il funzionamento dei parchi. A ciò deve poi aggiungersi che non vi è alcuna contrarietà ideologica verso le tecniche di autofinanziamento, le quali, però, possono avere soltanto natura integrativa e non sostitutiva rispetto al finanziamento statale. Con riferimento, poi, alla omologazione degli enti parco rispetto agli altri enti presenti nel territorio si è avuto modo di apprendere in altre audizioni che sussistono problemi relativi allo status degli amministratori dei parchi oltre che alla dimensione delle piante organiche ed alla lentezza delle procedure di approvazione dei bilanci. Infine, chiede alcuni chiarimenti in ordine alle proposte che si potrebbero avanzare per garantire un più stretto raccordo tra parchi nazionali e parchi regionali. <br>
    0:18 Durata: 7 min 42 sec
  • Enrico Rizzi (FI)

    Il senatore Rizzi (FI) sottolinea come il Ministro dell’ambiente si sia mostrato particolarmente sensibile rispetto ai temi in discussione e pertanto le considerazioni fatte dal senatore Iovene sulla riduzione dei finanziamenti destinati ai parchi non sono convincenti anche perché bisognerebbe tener conto che il presunto aumento di risorse, assicurato ai parchi, come ad altri organismi, nell’ultima parte della scorsa legislatura, ha avuto delle ricadute sull’equilibrio generale della finanza pubblica. In merito agli argomenti chiamati in causa dai soggetti auditi, chiede di sapere in base a quali dati essi fondano le proprie preoccupazioni su un eventuale stravolgimento della legge-quadro sulle aree protette. <br>
    0:25 Durata: 3 min 25 sec
  • Walter Giuliano, presidente della Federazione Nazionale Pro-Natura

    Il dottor Giuliano, dopo aver ringraziato i senatori intervenuti, evidenzia come le politiche di valorizzazione dei parchi debbano essere realizzate al di là degli schieramenti politici e le preoccupazioni avanzate dalla Federazione Nazionale Pro-Natura sono motivate dal fatto che le modifiche proposte alla legge n. 394 del 1991 potrebbero preludere ad un suo stravolgimento. Infatti, non bisogna dimenticare che la legge-quadro ha per la prima volta affermato l’importanza del rapporto con gli enti locali, attraverso la comunità del parco, il piano del parco ed il piano socio-economico. <br>Semmai, i problemi hanno riguardato lo stato di attuazione della legge-quadro poiché, ad esempio, nel Parco nazionale del Gran Paradiso la provincia di Torino è stata esclusa dal consiglio di amministrazione del parco. <br>Sul tema della valorizzazione economica del territorio, le politiche che riguardano le aree protette devono essere concepite come occasione per lo sviluppo socio-economico senza però dimenticare che il territorio costituisce una risorsa strategica del Paese. Pertanto, come si è avuto modo di ricordare nel corso della seconda Conferenza nazionale delle aree protette, i parchi non possono essere concepiti unicamente come enti che assicurano un’alta capacità di spesa e notevoli avanzi di risorse che molto spesso dipendono più che da ragioni di efficienza da un allungamento dei tempi di realizzazione dei progetti a causa dei numerosi adempimenti burocratici. Un elemento contenuto nella legge-quadro delle aree protette che dovrebbe trovare attuazione riguarda le priorità degli investimenti degli enti locali all’interno dei parchi, mentre la valorizzazione dei prodotti tipici dovrebbe essere oggetto di più attenta riflessione. Infine, appare sempre più indispensabile un collegamento e coordinamento tra parchi nazionali, parchi regionali e sistema delle autonomie locali. <br>Repliche
    0:29 Durata: 15 min 44 sec
  • Giuseppe Tagarelli, consigliere nazionale e coordinatore dell’ufficio studi della Federazione Nazionale Pro-Natura

    Il dottor Tagarelli osserva che l’individuazione dei criteri di riparto deve essere naturalmente lasciata al decisore politico sebbene si debba tener conto che i parchi presentano una realtà assai variegata sia per quanto concerne l’estensione territoriale sia per quel che riguarda, ad esempio, la ricchezza della biodiversità. In ogni caso, è evidente che l’autofinanziamento non può costituire l’unico canale di reperimento delle risorse. Con riferimento alle politiche di gestione del territorio si deve partire dal presupposto che i parchi nazionali sono fortemente antropizzati; ciò rende auspicabile una gestione del territorio in termini economicamente compatibili anche per evitare fenomeni di speculazione. Sul tema dell’omologazione dei parchi al sistema degli altri enti locali presenti nel territorio è necessario parificare lo status degli amministratori dei parchi a quello degli amministratori locali, adeguare le piante organiche, snellire le procedure amministrative, soprattutto per quanto attiene all’approvazione dei bilanci. Infine, occorre evidenziare come i piccoli comuni con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti versino in condizioni critiche nonostante queste realtà, sulla base anche di alcuni studi, siano capaci di sviluppare un prodotto interno lordo superiore rispetto a quello dei comuni esterni ai parchi.<p>Il presidente Novi, dopo aver ringraziato i rappresentanti della Federazione Nazionale Pro-Natura per le valutazioni ed i suggerimenti forniti, dichiara conclusa l’odierna audizione e rinvia il seguito dell’indagine conoscitiva.<br>La seduta termina alle 16h30. <br>
    0:45 Durata: 7 min 41 sec