29 OTT 2003

Vigilanza Rai: Seguito esame di due relazioni bimestrali del CdA della Rai sull'attuazione del piano editoriale

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 7 min

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Discussione di modifiche alla delibera della Commissione del 18 dicembre 2002 recante «disposizioni in materia di comunicazione politica e messaggi autogestiti nei periodi non interessati da campagne elettorali o referendarie».

Seguito dell'esame congiunto di due relazioni bimestrali del Consiglio di amministrazione della RAI sull'attuazione del piano editoriale (marzo-aprile 2003 - maggio-giugno 2003) e delle linee generali del piano industriale della RAI per il triennio 2003-2005.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Seguito esame di due relazioni bimestrali del CdA della Rai
sull'attuazione del piano editoriale", registrato mercoledì 29 ottobre 2003 alle 00:00.

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  • Presidente

    <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>La seduta comincia alle 14h35<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><p><strong>Discussione di modifiche alla delibera della Commissione del 18 dicembre 2002 recante «disposizioni in materia di comunicazione politica e messaggi autogestiti nei periodi non interessati da campagne elettorali o referendarie».</strong>
    0:00 Durata: 3 min 13 sec
  • Maurizio Bertucci (FI)

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    0:03 Durata: 38 sec
  • Presidente

    Riferisce alla Commissione il presidente, senatore Petruccioli. <br>Il regolamento della comunicazione politica in periodo non elettorale approvato dalla Commissione il 18 dicembre 2002 individua quali soggetti partecipanti alle trasmissioni - oltre ai soggetti politici aventi un proprio Gruppo parlamentare in almeno uno dei due rami del Parlamento nazionale, a quelli aventi almeno due deputati italiani eletti con proprio simbolo al Parlamento Europeo e a quelli che rappresentano minoranze linguistiche - anche i Gruppi Misti di Camera e Senato, considerati come un unico soggetto. La ripartizione delle presenze assegnate al Gruppo Misto avviene con un criterio di turnazione fra le componenti di Gruppo, composte da almeno tre parlamentari che rappresentino un partito o movimento politico che ha presentato liste di candidati ovvero candidature nei collegi uninominali.<br>In concreto le componenti che presentano queste caratteristiche sono solo due, vale a dire UDEUR e i Liberaldemocratici-repubblicani-nuovoPSI.<br>Poiché le due tipologie di tribuna politica dette «tavola rotonda» e «dibattito a due» prevedono ciascuna più di una partecipazione del Gruppo Misto nel primo ciclo di trasmissioni, entrambe le componenti sono presenti nel calendario.<br>La tipologia «conferenza stampa dei leader», invece, prevede un solo passaggio per ciascun soggetto legittimato e quindi un solo passaggio per il Gruppo Misto, per cui per il primo ciclo era stata sorteggiata la componente Liberaldemocratici-repubblicani-nuovoPSI, fermo restando evidentemente il diritto alla compensazione per l’UDEUR nel successivo ciclo.<br>Va tuttavia considerato che le tipologie «dibattito a due» e «tavola rotonda», pur regolamentate in modo da favorire per quanto possibile la parità di condizioni fra tutti i soggetti, implicano un minimo di ponderazione fra questi, con un conseguente maggior numero di passaggi per i soggetti più grandi che giustifica un numero di passaggi ridotto delle componenti del Gruppo Misto rispetto ad altri Gruppi politici minori aventi però una legittimazione optimo iure; al contrario per le «conferenze stampa dei leader» è previsto un solo passaggio per ogni soggetto politico in condizioni di assoluta parità, e pertanto appare giustificata la richiesta delle componenti del Gruppo Misto di essere ammesse alla pari con gli altri, di partecipare quindi singolarmente a tutti i cicli di tribune limitatamente a questa tipologia. <br>Non essendovi iscritti a parlare in discussione generale illustra quindi le seguenti proposte di modifica alla delibera in titolo:<br>Art. 4.<br>4.1 Al comma 1, lettera a), aggiungere infine le seguenti parole: «a norma dell’articolo 5, comma 1».<br>Art. 5.<br>5.1 Al comma 1, aggiungere infine il seguente periodo: «Partecipano alle conferenze stampa, oltre i soggetti politici, di cui alle lettere a), b) e c), del comma 1 dell’articolo 2, le singole componenti del Gruppo Misto della Camera dei deputati e del Gruppo Misto del Senato della Repubblica, così come individuate a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera d), e dell’articolo 8, comma 1».Intervenendo per dichiarazione di voto su entrambe le proposte di modifica, il deputato CAPARINI si esprime favorevolmente ritenendo che si tratti di una ulteriore e più puntuale definizione del testo, conforme al suo principio ispiratore che era quello di bilanciare efficacemente la tendenziale parità di condizioni tra i soggetti politici con l’efficacia della comunicazione.<br>Si associa, a nome del Gruppo Forza Italia, il deputato Lainati.<br>Le proposte di modifica, poste separatamente ai voti, sono approvate. <br>
    0:03 Durata: 1 min 28 sec
  • Davide Caparini (LNP)

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    0:05 Durata: 2 min 13 sec
  • Votazione

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    0:07 Durata: 35 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il relatore, presidente Petruccioli, fa presente di aver ricevuto questa mattina una comunicazione telefonica del direttore generale della RAI Cattaneo il quale, in relazione anche a polemiche apparse sui giornali, ha precisato che il documento sottoposto all’attenzione della Commissione è la proposta di piano industriale per il triennio 2003-2005, non ancora approvata in via definitiva, e che pertanto, dato che siamo ormai alla fine del 2003, dovrà essere aggiornata al 2006, anno in cui come è noto si porranno gli specifici problemi collegati al passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre.<p>Si apre il dibattito.<br>Il senatore Falomi rileva che le affermazioni del direttore generale Cattaneo sembrano contrastare con quanto egli stesso aveva affermato nell’audizione dello scorso 24 settembre circa il completamento di un piano approvato all’unanimità. <br>In ogni caso egli rileva che la lettura di questo documento lascia irrisolti i dubbi circa l’effettiva copertura degli oneri per il passaggio al digitale terrestre non apparendo rassicurante - dal momento che nella fase iniziale delle spese saranno comunque sostenute - affermare che degli ammortamenti si comincerà a tenere conto in bilancio solo quando si comincerà a registrare i corrispondenti ricavi. <br>D’altra parte anche sui ricavi attesi è lecito avanzare dubbi.<br>Per quanto riguarda la pubblicità, infatti, il documento in esame pone bene in luce, come del resto era stato già chiaramente evidenziato da molti qualificati interventi svolti nel corso del Convegno organizzato da questa Commissione lo scorso anno, il fatto che l’aumento di quantità di valore della pubblicitaria è determinato dalla domanda degli investitori e non dalla diversificazione degli spazi pubblicitari offerti, come dimostra l’esperienza di Internet.<br>Un’altra fonte di ricavi ipotizzata dall’azienda è data dalla cessione a soggetti terzi del quaranta per cento della trasmissione potenziale. Anche qui però c’è da dubitare sulla possibilità di ricavare ingenti guadagni, dal momento che anche per questi soggetti terzi valgono gli stessi limiti fisiologici all’incremento dei ricavi pubblicitari.<br>L’unica fonte di redditività aggiuntiva che può essere considerata ragionevolmente plausibile è lo sviluppo di servizi interattivi personalizzati e a pagamento, ma proprio per questo suscitano vivi timori le notizie in ordine al rischio di adozione di una tecnologia ormai obsoleta, ampiamente superata nell’ultimo decennio da sistemi in grado di garantire livelli di interattività molto più elevati e personalizzati - quali ad esempio la possibilità di dialogare con la Pubblica Amministrazione in modo da ottenere certificati e comunicazioni personali - e quindi potenzialmente redditizi. In realtà il ritardo con cui parte l’Italia rispetto ad altri paesi, ad esempio la Gran Bretagna, dovrebbe essere sfruttato come una opportunità per avviare la digitalizzazione con le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato. <p><strong>Seguito dell'esame congiunto di due relazioni bimestrali del Consiglio di amministrazione della RAI sull'attuazione del piano editoriale (marzo-aprile 2003 - maggio-giugno 2003) e delle linee generali del piano industriale della RAI per il triennio 2003-2005.</strong>
    0:08 Durata: 13 min 14 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri osserva in primo luogo che, se il documento in esame costituisce una bozza che deve ancora essere approvata in via definitiva, allora sarebbe opportuno che la RAI facesse tesoro del dibattito svolto in Commissione, che dovrebbe quindi essere trasmesso ufficialmente alla Presidenza dell’azienda, anche se alla fine si ritenesse di non dover formalizzare alcuna proposta. <br>L’oratore osserva che l’idea fondante del documento in esame - così come ad esempio ai tempi della direzione Celli era quella della aziendalizzazione della RAI e della riorganizzazione secondo un modello che ne favorisse la futura scorporazione societaria - sembra essere quella del passaggio al digitale terrestre.<br>A tale prospettiva, non a caso, viene finalizzata la gran parte degli investimenti previsti nel triennio, cosicché essa diventa l’unica prospettiva di sviluppo tecnologico, scartando a priori altre promettenti metodologie innovative quali, ad esempio, la trasmissione via cavo ovvero quella satellitare.<br>C’è da chiedersi, anche alla luce di quanto afferma il documento stesso che non è certo carente di analisi spregiudicate e puntuali, quanto una scelta così univoca sia giustificata sul piano della redditività e degli oneri laddove si consideri, ad esempio, che lo sviluppo del satellitare gratuito - ad esempio attraverso la creazione di una piattaforma alternativa - potrebbe beneficiare del fatto che già un quarto degli utenti è attrezzato per la ricezione satellitare.<br>I dubbi sulla possibilità di coprire con i maggiori ricavi gli oneri determinati dal cambiamento di sistema si rafforzano alla luce dell’assenza di qualsiasi progetto per la realizzazione di nuovi contenuti specifici destinati ai canali digitali sperimentali. <br>D’altra parte il documento stesso appare scettico sulle possibilità che nuovi sviluppi tecnologici favoriscano una valorizzazione a breve termine dell’azienda, laddove ammette francamente l’impossibilità di avviare e concludere il processo di privatizzazione nei tempi, così il documento si esprime, «stimati dall’azionista», espressione che sembra alludere ai termini fissati dal disegno di legge in discussione sul riordino del sistema radiotelevisivo.<br>In realtà il documento sembra suggerire chiaramente, anche dai confronti riportati con le radiotelevisioni pubbliche straniere, la necessità di un significativo aumento del canone.<br>A tale proposito egli ritiene essenziale una riflessione della Commissione sui meccanismi previsti dal Contratto di servizio per tale rivalutazione, e in particolare sulla procedura per la valutazione della qualità del servizio RAI, che costituisce il presupposto dell’incremento del canone.<br>A suo parere va chiarito quale deve essere il ruolo di questa Commissione in tale valutazione, che non può essere lasciata solo al Governo, pena la violazione di una costante giurisprudenza costituzionale.<br>Il deputato Gentiloni Silveri conclude soffermandosi sugli obiettivi recati dal piano in relazione ai compiti di servizio pubblico, che non appaiono coerenti con la prospettiva di una netta separazione contabile, se non addirittura societaria, tra le attività di servizio pubblico e quelle di carattere commerciale. <br>
    0:21 Durata: 18 min 38 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini ritiene che vada in primo luogo chiarita la natura del testo in esame, dal momento che egli ritiene opportuno formulare una serie di osservazioni, che peraltro non possono che essere approvate in relazione ad un testo definitivo. <br>Egli si sofferma quindi su taluni aspetti del provvedimento che più strettamente ineriscono all’attuazione del Contratto di servizio.<br>In particolare egli sottolinea con preoccupazione la mancanza di qualsiasi indicazione in ordine alle risorse da destinare al conseguimento di una serie di impegni contrattuali a suo parere di particolare rilievo quali l’aumento e il miglioramento delle trasmissioni dedicate ai bambini e ai ragazzi, lo sviluppo della programmazione diretta ai disabili, la difesa e il sostegno alle produzioni autoctone.<br>L’oratore auspica quindi una audizione del responsabile della Divisione produzione, in particolare in relazione alle valutazioni riportate dal piano in materia di assetto dell’area immobiliare, che suscitano una serie di perplessità.<br>Il deputato Caparini si sofferma poi sul ritardo nella realizzazione degli obblighi, dei quali il piano non sembra tenere conto, derivanti dalla tutela delle minoranze linguistiche.<br>A tale scopo egli ritiene auspicabile l’audizione dei capi delle redazioni regionali - quali la Val d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia - dove già adesso si realizzano trasmissioni dedicate alle minoranze linguistiche, al fine di capire come si possano agevolmente risolvere i problemi che ritardano l’avvio di tali trasmissioni nelle altre Regioni interessate. <br>
    0:39 Durata: 7 min 6 sec
  • Giuseppe Scalera (Mar-DL-U)

    Il senatore Scalera, nel concordare con le osservazioni del Presidente e dei colleghi Falomi e Gentiloni Silveri, osserva come il documento in esame faccia giustizia delle polemiche più volte sorte in Commissione ammettendo francamente la grave e consolidata crisi di ascolti della RAI, tanto più preoccupante laddove si consideri il forte calo dell’audience nel nord del paese che prefigura - come osservato dal Presidente nella sua relazione - la tendenziale soccombenza della televisione generalista rispetto all’offerta più selettiva delle televisioni satellitari e la necessità di fare fronte a questo fenomeno profondo di cambiamento elaborando strategie editoriali coraggiose e innovative. <br>Giustamente poi il documento individua nella programmazione di RAI INTERNATIONAL un punto critico per un’azienda che voglia espandersi sul mercato planetario promuovendo la cultura e l’immagine dell’Italia. Chiunque abbia avuto occasione di seguire le trasmissioni internazionali della RAI, può constatare quanto tale offerta appaia provinciale e datata, tale da trasmettere una immagine della realtà italiana ferma agli anni del dopoguerra.<br>Il senatore Scalera si sofferma quindi sui dati relativi alla realizzazione di film e altri prodotti narrativi, rilevando come in questo campo la RAI sembri tuttora incapace di utilizzare al meglio le sue notevoli potenzialità ideative e produttive, ricorrendo ad apporti esterni con notevoli aumenti dei costi.<br>Egli condivide poi l’opportunità segnalata dal deputato Caparini di una audizione dei responsabili della Divisione produzione; l’ipotesi di ristrutturazione del Centro di produzione di Napoli, ad esempio, non sembra compatibile con il progettato trasferimento a medio periodo del Centro stesso nell’area di Bagnoli, in coerenza con i piani urbanistici del Comune. <br>
    0:47 Durata: 9 min 46 sec
  • Presidente

    Il Presidente propone di rinviare il seguito della discussione a martedì prossimo, in modo da offrire la possibilità non solo di svolgere altri interventi, ma anche di decidere se formalizzare osservazioni puntuali e se procedere ad audizioni prima o dopo aver concluso il dibattito.<br>Il seguito dell’esame è quindi rinviato. <br>
    0:56 Durata: 7 min 15 sec
  • Giampaolo D'Andrea (Mar-DL-U)

    Il senatore D’Andrea chiede al presidente Petruccioli di richiedere alla RAI, in conformità anche alla disponibilità assicurata dall’azienda in occasione dell’incontro di martedì 21 con l’Ufficio di Presidenza, il rapporto sulla qualità e la soddisfazione dell’udienza recentemente esaminato dal Consiglio di amministrazione della RAI.<br>Il Presidente rassicura che si farà interprete presso l’azienda del senatore D’Andrea. <br>Sui lavori della Commissione
    1:04 Durata: 32 sec
  • Presidente Davide Caparini (LNP)

    La seduta termina alle 15h40. <br>
    1:04 Durata: 2 min 32 sec