11 NOV 2003

Agricoltura: Audizione Alemanno sulle Organizzazioni comuni di Mercato (OMC) mediterranee

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 8 min

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Audizione, ai sensi dell'articolo 46 del Regolamento, del Ministro delle politiche agricole e forestali sulle Organizzazioni Comuni di Mercato (OMC) mediterranee.

Registrazione di "Agricoltura: Audizione Alemanno sulle Organizzazioni comuni di Mercato (OMC) mediterranee", registrato martedì 11 novembre 2003 alle 00:00.

La registrazione ha una durata di 1 ora e 8 minuti.
  • Relazione di Giovanni Alemanno, ministro delle politiche agricole e forestali

    Il ministro Alemanno sottolinea preliminarmente che, nel quadro dell’accordo politico sulla riforma della PAC del 26 giugno 2003, il Consiglio ha invitato la Commissione europea a presentare, nell’autunno del 2003, una Comunicazione sulla riforma delle organizzazioni comuni di mercato dell’olio di oliva, del tabacco e del cotone.<br>Precisa che il mandato nei confronti della Commissione europea, frutto dell’accordo politico di giugno, prevede che le proposte della Commissione definiranno le prospettive di lungo termine per i settori in questione, in linea con il quadro finanziario, e che le riforme per tali settori saranno basate sugli obiettivi e sulla metodologia del pacchetto di riforma della PAC. Circa l’olio di oliva, la Commissione europea, per tenere conto della vocazione sociale, ambientale, paesaggistica e storico-tradizionale di tale produzione, propone di applicare un disaccoppiamento parziale del sostegno (60 per cento), escludendo i produttori con superficie inferiore a 0,3 ettari per i quali è previsto un disaccoppiamento totale, mentre la prevista trasformazione dell’attuale aiuto alla produzione in diritto unico aziendale viene operata sulla base dei diritti percepiti nel periodo storico 2000-2002. La differenza finanziaria per la parte restante del budget verrà allocata agli Stati membri sotto forma di enveloppe finanziaria per il pagamento all’oliveto di un aiuto addizionale mirato a garantire la conservazione degli olivi sul territorio.<br>Il ministro Alemanno osserva quindi che la Commissione propone altresì il rafforzamento della strategia della qualità dell’olio di oliva, sia a livello nazionale, che comunitario ed internazionale, in particolare attraverso il potenziamento delle misure esistenti per la qualità e la tracciabilità, precisando che, per ragioni di semplificazione, non saranno pagate le domande di aiuto accoppiato relative ad importi minimi.<br>Rilevato che la riforma – per la quale è prevista un’invarianza in termini di bilancio rispetto al passato – dovrebbe entrare in vigore dal 1° novembre 2004, ricorda che l’olio di oliva costituisce un punto di forza per l’Italia nell’ambito della politica agricola comune: l’Italia riceve il 30 per cento del gettito Feoga garanzia del settore, pari a circa 730 milioni di euro, costituendo tale ammontare la seconda voce di gettito per l’Italia dopo i seminativi. Alla luce degli attuali orientamenti di riforma proposti dalla Commissione europea, il consolidamento della posizione di forza dell’Italia non deve tuttavia essere considerato un risultato scontato.<br>Ricordate le precedenti prese di posizione della Commissione, che aveva ipotizzato una riforma del settore con l’applicazione di un aiuto per ettaro uguale in tutti i Paesi produttori (il che avrebbe comportato un travaso ingente di fondi dall’Italia alla Spagna), nonché la posizione assunta dalla Spagna che, nel Consiglio agricoltura dell’Unione europea, chiedeva invece un approccio che riconosca la attuale realtà produttiva in termini di superficie e di produzione, il Ministro ribadisce che per il Governo italiano l’obiettivo di consolidamento del gettito finanziario è prioritario, in quanto consentirà al produttore italiano di ricevere un sostegno unitario superiore del 35 per cento, rispetto al sostegno che sarà riconosciuto al produttore spagnolo.<br>Ricordato altresì che il dibattito in Consiglio si presenta indubbiamente complesso, assicura che l’Italia proporrà talune modifiche migliorative rispetto all’impianto della proposta presentata dalla Commissione europea: in particolare misure per la ristrutturazione e l’ammodernamento degli impianti «olivetati», la razionalizzazione dei frantoi, il riconoscimento del ruolo delle organizzazioni dei produttori e la semplificazione del regime di sostegno.<br>Passa quindi ad esaminare i problemi dell’OCM tabacco, nel quadro della prosecuzione del processo di riforma della PAC: il mandato del Consiglio agricoltura dell’Unione europea nei confronti della Commissione comprende anche il settore del tabacco con l’analogo obiettivo di fornire al settore una prospettiva di certezza a lungo termine.<br>Tuttavia, per il settore del tabacco, la proposta della Commissione europea prevede la soppressione, nell’arco di tre anni, dell’attuale regime di sostegno, attraverso un disaccoppiamento totale del premio, di cui una parte importante viene sottratta al produttore per andare a creare una dotazione finanziaria per la ristrutturazione delle zone produttrici di tabacco.<br>Tale approccio (palesemente in contrasto con l’accordo politico del 26 giugno 2003) si base sulle considerazioni sviluppate a Goterborg nel giugno del 2001 - ma mai tradotte in impegni specifici - secondo le quali l’attuale sostegno al settore del tabacco sarebbe incompatibile con le politiche della sanità pubblica che figurano tra le priorità della strategia europea per lo sviluppo sostenibile.<br>Rilevato come la proposta della Commissione europea non porterà alcun beneficio alla lotta al tabagismo, perché si utilizzeranno maggiori quantità di materia prima importata dai Paesi Terzi, richiama l’attenzione sul grave rischio che corrono di perdere in tempi brevissimi il lavoro gli occupati nel settore del tabacco pari in Italia a circa 134.500 unità (mentre a livello comunitario gli occupati sono 490.000).<br>Informa di avere avuto ripetuti contatti con il Commissario all’agricoltura Franz Fischler, per rappresentare come la proposta di revisione in assenza di radicali modifiche sia inaccettabile e precisa di aver chiesto che anche per il tabacco sia riconosciuta agli Stati membri la possibilità di attuare un disaccoppiamento parziale dell’aiuto sulla base di criteri obiettivi connessi alla salvaguardia dell’occupazione, comunque in un arco temporale superiore ai tre anni proposti dall’Esecutivo comunitario.<br>Informa poi di avere rappresentato le stesse preoccupazioni anche al Presidente della Commissione europea, ed al Commissario europeo per la concorrenza: la questione tabacco, infatti, non si pone più come mero problema di politica agricola, ma diventa una questione sociale da affrontare al massimo livello, anche alla luce dello sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali, a tutela dei lavoratori del settore, e svoltosi i primi di novembre. Dichiara altresì di aver segnalato agli altri esponenti del Governo l’esigenza di muovere i passi anche in direzione delle altre amministrazioni competenti per il settore.<br>Ricordato che anche per il tabacco i lavori in Consiglio agricoltura si protrarranno certamente sino al mese di aprile del 2004, il Ministro sottolinea che le prospettive di certezza finanziaria per il settore del tabacco non sono certamente incoraggianti, in quanto l’attuale regime di sostegno scadrà il 31 dicembre 2004.<br>Ribadisce che il difficile negoziato in corso consiste in un pacchetto di misure allo stato legate tra di loro e sulle quali il Consiglio sarà chiamato a pronunciare un unico voto e che il Governo italiano è impegnato al massimo livello per svolgere ogni intervento alla ricerca di un accettabile compromesso.<br>Osserva, infine, che il negoziato in materia di OCM, ed in particolar modo per il settore del tabacco, si preannuncia particolarmente difficile in quanto i rappresentanti dei Paesi nord-europei stanno dimostrando una scarsa propensione ad accettare compromessi sul punto. Nel ricordare come tali proposte non comportino sostanziali modifiche sotto il profilo del budget finanziario, consistendo principalmente in una differente scelta di ripartizione degli aiuti, ribadisce conclusivamente la necessità di una definizione rapida di tali questioni, al più tardi entro il mese di aprile del 2004. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 15h00<br>Presidenza del presidente <strong>Maurizio Ronconi</strong>
    0:00 Durata: 16 min 10 sec
  • Giuseppe Bongiorno (AN)

    Il senatore Bongiorno, espresso preliminarmente apprezzamento per l’esaustiva relazione del Ministro, chiede alcune precisazioni relativamente al mantenimento degli aiuti nel settore oleicolo, nonché chiarimenti sulle linee guida che il Governo intende seguire per tale settore sotto il profilo della tutela paesaggistico-ambientale. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:16 Durata: 1 min 11 sec
  • Giovanni Pietro Murineddu (DS-U)

    Il senatore Murineddu domanda al Ministro se la scelta relativa al disaccoppiamento, per il settore oleicolo, sia finalizzata alla promozione delle produzioni di qualità, ovvero al mantenimento del reddito degli operatori.<br>Nel ricordare come, attualmente, sul tavolo delle trattative non vi siano proposte che prevedono precise indicazioni sulle etichette per indicare l’origine delle olive sottoposte a trasformazione, domanda al Ministro se vi siano iniziative concrete volte a rendere la produzione italiana indipendente dagli aiuti dell’Unione europea. <br>
    0:17 Durata: 2 min 29 sec
  • Loredana De Petris (Verdi-U)

    La senatrice De Petris chiede al Ministro di precisare se l’esigenza di una rapida definizione delle trattative in sede europea sia riferibile anche al settore dell’olio. <br>
    0:19 Durata: 55 sec
  • Michele Bonatesta (AN)

    Il senatore Bonatesta, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per l’esauriente relazione del ministro Alemanno, sottolinea come il settore del tabacco si trovi attualmente in una situazione assai preoccupante, specialmente per quanto concerne i profili occupazionali.<br>Domanda al Ministro se le proposte del Governo, che pure dovranno essere formalizzate alla Commissione non prima del prossimo 18 novembre, siano già note alle categorie dei produttori. <br>
    0:20 Durata: 1 min 3 sec
  • Sergio Agoni (LP)

    Il senatore Agoni chiede al Ministro di quantificare, sia pure in maniera approssimativa, l’attuale produzione lorda vendibile di tabacco. <br>
    0:21 Durata: 32 sec
  • Giancarlo Piatti (DS-U)

    Il senatore Piatti ricorda come già durante la scorsa legislatura l’iter del provvedimento in materia di commercializzazione dell’olio (divenuto legge n. 313 del 1998), volto a tutelare l’olio italiano, che prevedeva l’utilizzo obbligatorio di olive prodotte nel territorio nazionale, per identificare la produzione italiana avesse incontrato forti resistenze da parte del settore agroindustriale.<br>Domanda al ministro Alemanno se vi siano nuovi sviluppi sotto il profilo delle politiche di promozione e di tutela della qualità e della tracciabilità dei prodotti. <br>
    0:22 Durata: 2 min 41 sec
  • Giuseppe Ruvolo (Aut)

    Il senatore Ruvolo sottolinea la forte preoccupazione, attualmente diffusa tra i produttori di olive, in quanto, come è noto, la grande maggioranza della produzione di olio etichettato come «italiano», deriva dall’utilizzo di olive nazionali unitamente ad olive provenienti da Paesi esteri. <br>
    0:24 Durata: 1 min 17 sec
  • Replica di Giovanni Alemanno

    Il ministro Alemanno ribadisce che la proposta di riforma dell’OCM olio, nel suo complesso, è fermamente ispirata al principio dell’invarianza di budget, sottolineandone comunque l’importanza per il sostegno al settore dell’olio, maggiormente orientato verso la promozione della qualità.<br>Ritiene peraltro che qualora tali proposte non incontrassero il favore della Commissione europea, la loro approvazione in un momento successivo potrebbe risultare assai più difficoltosa a seguito della adesione dei nuovi Stati membri.<br>Con riferimento al settore del tabacco, ritiene che la compresenza delle misure del disaccoppiamento e di un Fondo di conversione determini la necessità di un’analisi approfondita, anche in ordine alla praticabilità di uno stralcio della riforma di tale settore rispetto a quello dell’olio, sottolineando, peraltro, che il Consiglio mostra una certa rigidità in ordine a possibili ripensamenti sulle politiche per il settore del tabacco.<br>Dopo aver fornito i dati richiesti dal senatore Agoni, osserva che il settore dell’olio si avvia ad essere governato da una disciplina estremamente complessa, nella quale il 60 per cento degli aiuti sarà totalmente disaccoppiato, mentre il 40 per cento verrà percepito soltanto laddove il coltivatore dimostri di aver mantenuto in sito le piante e di rispettare alcuni principi di «ecocondizionalità»: una parte di questo 40 per cento non disaccoppiato sarà poi utilizzata per finanziamenti finalizzati alla promozione della qualità.<br>Con riferimento ai profili di tutela dell’origine dei prodotti, sottolinea le forti resistenze provenienti dal mondo industriale e come, a livello comunitario, sussista anche la preoccupazione che una definizione eccessivamente rigida di origine possa rallentare la libera circolazione dei prodotti. Ritiene tuttavia necessario giungere rapidamente ad un sistema di definizione e di tutela dell’origine almeno per quanto concerne il settore oleicolo, al fine di assicurare un più equilibrato rapporto tra i vari Paesi mediterranei produttori.<br>Sottolinea inoltre come vada dedicata attenzione all’esigenza di promuovere lo sviluppo della filiera produttiva anche al fine di risolvere la discrasia fra la capacità di trasformazione del settore e il bacino produttivo; sottolinea in particolare la necessità di promuovere ampi accordi nell’ambito di tutta la filiera produttiva, in quanto il tema dell’origine deve essere necessariamente negoziato per singole filiere e trovare l’accordo di tutti gli esponenti della catena. <br>
    0:26 Durata: 14 min 8 sec
  • Presidente

    Il presidente Ronconi sottolinea come, con riferimento al settore di produzione dell’olio, in Italia numerose difficoltà siano determinate dalla capacità di produzione delle imprese di trasformazione, che è superiore alla capacità produttiva dei produttori di olive.<br>Con riguardo al settore del tabacco, si chiede se sia effettivamente indispensabile concludere l’accordo sull’OCM entro l’aprile del 2004; sottolinea in particolare come sia l’olio che il tabacco sono produzioni prevalentemente mediterranee, che non dovrebbero trovare una forte concorrenza nei nuovi Paesi aderenti, ad eccezione della Polonia, che appartiene al novero dei paesi produttori di tabacco e che, per quanto concerne tale settore, gode già di un «accordo-ponte» con l’Unione, sulla garanzia di percepire sussidi diretti di durata quinquennale. <br>
    0:40 Durata: 3 min 34 sec
  • Replica di Giovanni Alemanno

    Il ministro Alemanno ritiene che, per quanto concerne il settore del tabacco, il cambiamento nella composizione dell’Unione, potrebbe portare ad un ripensamento radicale delle politiche di aiuto, in quanto i nuovi Paesi potrebbero contestare l’attuale ripartizione del budget finanziario. <br>Sottolinea inoltre la necessità di avere informazioni più precise in ordine alle caratteristiche del citato Fondo di conversione (che appare il più esposto a tagli futuri), ribadendo infine che l’Italia non può in nessun caso permettersi di rinunciare alla filiera del tabacco. <p>Alla senatrice De Petris, che domanda al Ministro quale sia, al riguardo, la posizione del Ministro della salute, il ministro Alemanno precisa che il ministro Sirchia ha promesso il massimo impegno, per i profili di competenza. <br>
    0:43 Durata: 5 min 47 sec
  • Sergio Agoni (LP)

    Il senatore Agoni, con riferimento alla tutela dell’origine dei prodotti, pur apprezzando la politica del Governo, volta a preservare la più ampia cooperazione tra i vari esponenti della catena produttiva, ritiene tuttavia necessario tutelare in modo più incisivo gli interessi degli agricoltori e dei produttori. Ritiene, infine, che le misure di disaccoppiamento siano suscettibili di determinare conseguenze pregiudizievoli per le produzioni delle aree montane e delle zone svantaggiate. <br>
    0:49 Durata: 4 min 2 sec
  • Giovanni Pietro Murineddu (DS-U)

    Il senatore Murineddu sottolinea la necessità che la classificazione delle varie fasce di qualità dell’olio di oliva risponda concretamente a precisi criteri scientifici e organolettici. E’ davvero singolare infatti, osserva l’oratore, che vi sia un’ampia diffusione sul mercato di olio che, seppur definito «extravergine», viene venduto ad un prezzo talmente basso, da risultare inferiore persino al costo delle olive utilizzate. <br>
    0:53 Durata: 2 min
  • Loredana De Petris (Verdi-U)

    La senatrice De Petris ritiene che il vero motivo dell’utilizzo di olive straniere da parte dei produttori italiani non derivi dall’insufficienza della produzione, ma dal prezzo estremamente basso con il quale vengono vendute all’estero. Al riguardo, ritiene che il Governo dovrebbe adottare strumenti più incisivi per favorire un riallineamento tra la produzione delle aziende agricole e delle industrie di trasformazione in quanto, diversamente, le disposizioni contenute nel disegno di legge finanziaria attualmente all’esame dell’Assemblea del Senato, a tutela del Made in Italy, risulterebbero prive di riscontri concreti. <br>
    0:55 Durata: 3 min 47 sec
  • Presidente

    Il presidente Ronconi precisa che l’insufficienza della produzione di olive rispetto alla domanda dell’industria di trasformazione, costituisce un dato ormai acquisito da tempo. <br>
    0:59 Durata: 20 sec
  • Giuseppe Bongiorno (AN)

    Il senatore Bongiorno ritiene che la strategia del disaccoppiamento, unita all’attuale insufficienza della produzione, sia suscettibile di determinare effetti pregiudizievoli per il settore oleicolo, con gravi conseguenze per le regioni meridionali, in quanto lo sganciamento degli aiuti economici dalla concreta produzione di olive determinerà, a suo avviso, la convenienza a modificare le scelte produttive da parte delle aziende.<br>Nel sottolineare come tali preoccupazioni siano sostanzialmente condivise dagli oratori dei vari schieramenti, fa inoltre osservare come le norme in materia di marchi e di tutela del Made in Italy contenute nel disegno di legge finanziaria, non valorizzino in maniera adeguata l’apporto del Ministero delle politiche agricole e forestali. Sarebbe opportuno, a suo avviso, che venissero accolte talune modifiche, al fine di adeguare tali disposizioni alle esigenze del comparto primario, prevedendo un maggiore coinvolgimento del MIPAF e delle Commissioni parlamentari competenti.<br>Rileva infine l’attuale persistenza di procedure per il riconoscimento di denominazioni di origine protette, in materia di olio di oliva attualmente bloccate da lungo tempo. <br>
    0:59 Durata: 4 min 2 sec
  • Replica di Giovanni Alemanno

    Il ministro Alemanno dichiara di accogliere l’invito ad effettuare ulteriori approfondimenti sulle ipotesi di modifica da presentare al disegno di legge finanziaria.<br>Con riguardo alla tutela dell’origine dei prodotti, ritiene che la previsione di obblighi eccessivamente stringenti non determinerebbe conseguenze positive per l’agricoltura italiana, comportano piuttosto la delocalizzazione verso l’estero degli impianti industriali. E’ necessario pertanto mantenere tale finalità, operando in modo graduale.<br>Nel sottolineare come il Governo si sia già da tempo attivato con impegno sia sul versante della repressione delle frodi alimentari che sul problema delle DOP bloccate, preannuncia ulteriori verifiche invitando tuttavia gli esponenti della maggioranza e dell’opposizione a formulare segnalazioni più dettagliate, anche in sede di sindacato ispettivo.<br>Al senatore Murineddu, che sottolineava la necessità di prevedere indici più sicuri in ordine ai requisiti di qualità, preannuncia l’intenzione di coinvolgere ulteriormente gli uffici tecnici del Ministero al fine di identificare le soluzioni più opportune.<p>Il presidente, dopo aver ringraziato il ministro Alemanno, dichiara conclusa l’odierna procedura informativa. <br>La seduta termina alle 16h00. <br>
    1:03 Durata: 4 min 24 sec