21 NOV 2003

Stampa araba: Corrispondenza dal Cairo di Emma Bonino del 21 novembre 2003

[NON DEFINITO] | di Emma Bonino - 00:00 Durata: 35 min 40 sec

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Il Cairo, 21 novembre 2003 - Rassegna della stampa araba curata da Emma Bonino.

La corrispondenza è in gran parte dedicata ad alcuni editoriali apparsi sui settimanali politici.

Il primo, che s'intitola «Scontri lontani non costruiscono una nazione», esordisce asserendo che la nazione araba non ha ancora superato lo stadio della struttura mentale definita come la teoria della cospirazione.

Afferma poi che gli attacchi contro il colonialismo saranno senza fine, riferendo una frase di un famoso pensatore islamico algerino, che sosteneva che il problema non risiede nel colonialismo, ma nella
nostra predisposizione ad esso.

L'articolo si chiede che cosa possa fare la capacità inventiva araba per ovviare a questa predisposizione, rispondendo che la soluzione sta nella tecnologia, nella libertà di spirito in una nazione libera e non nel potere tribale o confessionale, che non poterà da nessuna parte.

Vi sono molte nazioni arabe che non sono occupate da forze straniere, ma lo sono dalla ignoranza, dalla povertà e da altre forme di occupazione che non incontrano alcuna resistenza.

L'occupazione della mente, del cuore e del sangue necessita una volontà forte per essere superata ed è la grande forma di liberazione che si deve perseguire.

L'arretratezza della nazione araba è rimasta la prima garanzia degli attacchi imperiali.

Bisogna opporsi e curare l'arretratezza, che soffoca gli arabi, stabilendo un piano d'azione nazionale in ogni paese arabo.

Ogni nazione araba deve quindi considerare la sua situazione interna con assoluta priorità, invece di occuparsi della politica estera, queste battaglie altre danno infatti agli occupanti un'ulteriore ragione per rimanere.

Bisogna costituire un fronte per la liberazione dall'arretratezza - conclude l'articolo - che potrebbe conseguire anche l'obiettivo dell'unità tra i popoli arabi.

Il secondo articolo citato dalla Bonino è stato pubblicato su Cairo Times e s'intitola «Contraddizioni positive» (leggi l'articolo).

L'editoriale parla delle reazioni al discorso di Bush del 6 novembre, in cui il presidente auspicava una democratizzazione del mondo arabo.

Bush afferma che «Sessant'anni di politica in cui il mondo occidentale ha scusato la mancanza di libertà nel Medio Oriente non ha prodotto la sicurezza nel nostro paese».

Questa espressione - commenta il giornalista - è un modo molto moderato per descrivere una politica veramente vergognosa.

Alcuni politici e pensatori americani stanno rivedendo l'approccio al Medio Oriente partendo dal principio che la dittatura non è confacente agli interessi americani.

Le ultime dichiarazioni di Bush possono anche essere ipocrite - conclude l'articolo - ma questa ipocrisia può portare un messaggio di speranza per i sostenitori della democrazia nel mondo arabo.

La leader radicale passa quindi ad esaminare un'inchiesta che s'intitola «Arabia Saudita fra due fuochi», uscita su Al-Ahram.

Il regime saudita è strattonato tra gli imperativi del baathismo, dottrina rigorosa che ha sempre guidato il regno, e le esigenze di una popolazione che reclama un'apertura politica.

Questo bisogno di riforme non si spiega solo con le pressioni americane o con la situazione instabile in Medio Oriente, essa ubbidisce anche ad esigenze interne, afferma l'editoriale.

Il politologo prosegue descrivendo la situazione socio-politica del paese, il ruolo e l'ideologia di Al-Qaida ed i suoi legami con il regime e la società.

Infine si chiede se uno scontro meramente securitario sarà sufficiente a smorzare la crisi ed assicurare una stabilità del regime, rispondendo che ci vuole anche uno scontro culturale e soprattutto politico.

Certo non si può pensare ad un cambiamento radicale, ma si dovrebbero iniziare le riforme di fondo.

Quello che fanno i terroristi - conclude l'articolo - è nuovo ed è un tentativo per prendere il potere e generalizzare la violenza, ma una risposta in termini di sicurezza ha poche prospettive di riuscita in Arabia Saudita; insomma la riforma è inevitabile, ma si pagherà ad alto prezzo.La rassegna stampa si conclude con la notizia e le motivazioni dell'arresto di una giornalista e scrittrice tunisina.

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  • L'editoriale intitolato «Scontri lontani non costruiscono una nazione»

    <br><strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 9 min 3 sec
  • L'editoriale su Cairo Times dal titolo «Contraddizioni positive»

    0:09 Durata: 8 min 43 sec
  • L'inchiesta su Al-Ahram dal titolo «Arabia Saudita fra due fuochi»

    0:17 Durata: 15 min 32 sec
  • L'arresto di una giornalista tunisina

    0:33 Durata: 2 min 22 sec