22 NOV 2003

Stampa araba: Corrispondenza dal Cairo di Emma Bonino del 22 novembre 2003

[NON DEFINITO] | di Emma Bonino - 00:00 Durata: 33 min 12 sec

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Il Cairo, 22 novembre 2003 - Rassegna della stampa araba curata da Emma Bonino.

La rubrica comincia con alcuni commenti sull'attentato ad Istanbul.

Secondo il primo, gli attacchi sono arrivati alla Turchia per ricordale una sua situazione particolare, tra l'Islam e l'Occidente, tra il Medio Oriente e la Nato.

E' un paese islamico, ma anche atlantico, retto da un governo islamico democratico; certamente questa coabitazione non piace ad al-Qaida, infatti gli attacchi dell'11 settembre erano soprattutto diretti a creare uno scontro tra gli USA e i paesi islamici e sobillare scismi.

Non c'è spazio
per gli atteggiamenti moderati in questa guerra - conclude il giornalista - e questo è il momento di schierarsi.

Un secondo articolo sostiene che se molti arabi e musulmani hanno cercato di trovare una logica per gli attacchi, giustificandoli come l'eterna oppressione americana degli arabi e dei musulmani, è difficile oggi trovare una logica negli ultimi che Bin Laden sembra distribuire a caso.

Gli ultimi attacchi ad Istanbul avevano come obiettivo la laicità dello stato turco e la sua insistenza di divenire parte dell'occidente e le sue relazioni con Israele.

Ancora una volta - conclude l'editoriale - questi atti sono riusciti ad aggiungere nuove perdite ai nostri recenti fallimenti.La realtà delle donne.

Delle attiviste hanno concluso un seminario chiamato «Realtà ed aspettative», che si è occupato di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.

Il seminario cercava di rendere più consapevoli le donne e discutere la necessità di ridurre questa pratica e discutere la posizione in merito dell'Islam.

Un articolo sul Daily Star (leggi l'articolo) riporta che in un villaggio giordano, Rahmah, sono praticate le mutilazioni genitali femminili, anche se non sono parte delle tradizioni locali: Oggi alcune giovani si sono mosse contro questa pratica traumatica- continua il pezzo.

C'è quindi una reazione delle donne locali, anche se molti degli uomini sono invece a favore di questa pratica.

Coloro che difendono questa pratica dicono che è una necessità che deve continuare per proteggere le donne contro legami sociali illegali.

L'articolo afferma però che l'aumento dell'educazione comincia a portare i suoi frutti anche qui.

Il governo - conclude il brano - sta pensando di sviluppare una strategia per riuscire ad estirpare questa tradizione.La Bonino recensisce quindi un'inchiesta relativa all'Arabia Saudita e pubblicata da al-Ahram.

Il quotidiano fa pure una cronologia dei dieci anni di attentati attribuiti o rivendicati da Al-Qaida, che hanno colpito soprattutto gli interessi americani, ma senza risparmiare l'Arabia Saudita; la Bonino ne dà completa lettura.

Tornando all'inchiesta la Bonino così prosegue: La lotta contro il terrorismo scuote le relazioni tra l'America e l'Arabia Saudita basate su un fragile equilibrio: petrolio contro un sostegno politico.

Una relazione ambivalente, dunque.

Questi legami hanno diversità importanti sul piano ideologico: interdipendenti su molti piani, i due regimi sono obbligati ad avere dei rapporti, che però sono sempre più tesi.

Durante gli ultimi decenni Washington ha offerto il suo sostegno politico al regime in cambio all'accesso al petrolio.

Ryad, dopo il Canada, è il secondo fornitore di petrolio per gli Usa.

Questa relazione si è notevolmente complicata dopo gli attacchi dell'11 settembre .

I giornali ed altre istituzioni americane hanno sottolineato che le cause profonde del terrorismo si trovano nel sistema mediatico, nell'istruzione, nell'assenza di democrazia, che prevale in particolare in Arabia Saudita.

Questo paese viene ora considerato come la fonte principale dei terroristi, il che ha potato al fatto che i responsabili americani abbiano accusato i sauditi di avere delle simpatie rispetto alle organizzazioni terroriste ed Al-Qaida.

A questo punto, gli Stati Uniti hanno proposto che ci siano delle riforme anche culturali nel reame.

Una missione americana è andata in Arabia Saudita per esaminare i cambiamenti da istituire nelle istituzioni religione e nelle direttive da dare alle prediche durante le preghiere del venerdì.

Però il governo saudita ha preferito prendere le distanze dalle politiche americane nella regione ed hanno chiesto agli americani di allontanare le loro truppe.

Ciò nonostante il reame vaabita non può fare a meno degli americani in materia di sicurezza, ciò che suscita non poca collera a Washington.

Lo scenario peggiore sarebbe la presa del potere a Ryad da parte di un regime ancora più estremista, cosa che potrebbe avere conseguenze nefaste sull'economia americana, europea e mondiale in genere.

Altri regimi dei paesi del golfo hanno introdotto delle misure che mirano a creare un ambiente più democratico.

Dunque restano solo l'Arabia Saudita e gli Emirati a non aver preso misure per la democratizzazione del loro sistema politico.

La sfida principale per gli Usa con le sue relazione con Ryad è promuovere mutamenti democratici senza provocare troppa instabilità.

Insomma Washington e Ryad saranno costretti a mantenere la propria alleanza, anche se delicata.La leader radicale legge quindi un articolo che affronta l'argomento della politica europea ed italiana in particolare.

Nonostante una consistente opposizione popolare, Berlusconi ha deciso di assumere un diverso atteggiamento, col pretesto della necessità di unirsi agli americani nella guerra contro il terrorismo, adottando una politica diversa a quella dell'Europa.

L'attacco di Nassyriya è stato il prezzo dell'alleanza italiana con gli Stati Uniti.

I partiti di opposizione italiani richiamano un rientro dei soldati nel loro paese.

Il ruolo giocato dall'Italia da una parte mira a rafforzare la politica americana e dall'altra parte ad ottenere una parte nel ruolo di ricostruzione del paese.

Il governo italiano ha scelto di seguire i piani americani, che hanno completamente scosso la situazione in Medio Oriente.

La politica di Berlusconi in medio oriente ed in Iraq è segnata dunque da una serie calcoli sbagliati.

Questa è una valutazione, conclude la Bonino, data della politica italiana da al-Ahram.

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  • La situazione della Turchia e le mire di Al Qaida

    <br><strong>Indice</strong>
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  • La politica turca e le motivazioni degli attacchi ad Istanbul

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  • Il seminario «Realtà ed aspettative»

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  • L'articolo «The Jordanian town that still circumcises women»

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  • Cronologia di dieci anni di attentati di Al-Qaida

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  • Analisi sui legami tra Usa ed Arabia Saudita

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  • La politica europea ed italiana in particolare

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