26 NOV 2003

Ambiente: Sede referente sulDecreto-legge n. 314/2003: Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 11 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Sedi referente.

Decreto-legge n.

314/2003: Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.

C.

4493 Governo. .

Registrazione audio di "Ambiente: Sede referente sulDecreto-legge n. 314/2003: Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi.", registrato mercoledì 26 novembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 3 ore e 11 minuti.
  • Nichi Vendola (RC)

    Nichi Vendola osserva preliminarmente come dal dibattito, impegnativo, utile ed appassionato, nonché dalle importanti audizioni informali svolte in Commissione, non possa che trarsi una volta di più la convinzione dell'estrema saggezza della consultazione referendaria che ha condotto al rifiuto delle centrali nucleari, tema che, con toni nostalgici, è tornato negli ultimi tempi in auge. Nel merito del provvedimento, intende innanzitutto esprimere solidarietà al relatore, onorevole Stradella, dal quale si sarebbe tuttavia atteso le dimissioni, visto che è stato indotto a svolgere una relazione a suo avviso impresentabile e smentita dagli stessi lavori della Commissione. Ribadisce, quindi, come la soluzione ottimale resti tuttora quella del ritiro del decreto-legge, come del resto richiesto da un ordine del giorno approvato all'unanimità dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, che ha criticato la scelta del Governo di adottare un decreto-legge peraltro in difformità rispetto ai principi costituzionali attinenti alla decretazione d'urgenza. <br>Invocando il rischio di atti terroristici, il Governo è ricorso alla decretazione d'urgenza al fine di trasferire le scorie nucleari nel sito unico individuato nel territorio di Scanzano Jonico. Al riguardo dichiara di non comprendere la ragione per la quale non si sia ritenuto di procedere per le vie ordinarie, che prevedono anche il confronto con le regioni. Ritiene altresì sconcertanti le dichiarazioni rese dal generale Jean, peraltro caratterizzate da improvvisazione sul piano scientifico, nel corso dell'audizione informale anche in relazione all'atteggiamento che avrebbero assunto le regioni. Stigmatizza quindi il ruolo svolto dalla SOGIN, società di proprietà pubblica, ma che opera con le procedure del diritto privato, e si chiede quale possa essere la credibilità di una struttura di consulenza scientifica che vede il suo vicepresidente ricoprire un ruolo apicale all'interno del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. <br>In sostanza, nel corso lavori della Commissione si sono sgretolati, uno dopo l'altro, i pilastri che avrebbero dovuto sorreggere il decreto-legge e sono emerse argomentazioni contraddittorie da parte della stessa comunità scientifica. Scelte di tale portata non possono essere a suo giudizio assunte partendo solo da un presunto sapere tecnico-scientifico, ma devono essere costruite anche sulla base di principi etici e sociali, proprio al fine di evitare atti di imperio sulle popolazioni. È necessario provvedere alla messa in sicurezza delle scorie radioattive presenti sul territorio, avvalendosi tuttavia di procedure trasparenti, con il coinvolgimento pieno delle regioni e le dovute informazioni alla popolazione. <br>Ribadisce, in conclusione, come si sia sviluppato in Commissione un confronto che ha consentito di enfatizzare il ruolo del Parlamento, sollecitato dalla giusta protesta della popolazione contro un atto autoritario del Governo. Auspica quindi che il Consiglio dei ministri di domani possa utilmente trarre le conseguenze dal proficuo lavoro svolto. <br>Indice degli interventi<br>La seduta comincia alle 17h15<br>Presidenza del presidente <strong>Pietro Armani</strong><br>
    0:00 Durata: 13 min 48 sec
  • Nerio Nesi (Misto-Com.it)

    Nerio Nesi giudica costruttivo il dibattito svolto in Commissione, dal quale personalmente ha tratto un arricchimento culturale. Dichiara preliminarmente di comprendere, anche sulla scorta della sua personale esperienza maturata quando ricopriva l'incarico di ministro dei lavori pubblici, le ragioni che possono indurre chi ha responsabilità di Governo ad assumere decisioni che, pur comportando il sacrificio di alcuni, tutelano l'interesse generale. Nel merito, pur non concordando pienamente con i giudizi espressi dal deputato Vendola, esprime perplessità sul ruolo ricoperto dalla SOGIN, dichiarando di aver sempre manifestato contrarietà alla trasformazione di enti pubblici in società per azioni, che hanno come unico obiettivo il profitto. Sorprende inoltre, a suo giudizio, il fatto che il decreto-legge sia stato presentato da ben sette ministri, ritenendo altresì inspiegabile il fatto che non siano stati consultati importanti esponenti della comunità scientifica, che pure hanno espresso nel corso delle audizioni informali, posizioni diversificate. In sostanza, preso atto che sul piano della gestione non è stata affrontata nei modi più opportuni una questione di estrema delicatezza, ritiene che l'unico merito che può attribuirsi al decreto-legge è quello di aver posto il problema della realizzazione del sito unico nazionale, affrontandolo però con molti aspetti di ambiguità. Non è chiaro, ad esempio, se il sito dovrà essere provvisorio o definitivo e soprattutto cosa si intenda con il termine «provvisorio». Non sono state date neppure risposte univoche rispetto alla scelta di un deposito sotterraneo o in superficie, o se il sito riguardi globalmente lo stoccaggio di rifiuti di seconda e terza categoria, oppure se vi debbano essere depositi diversi per ciascuna categoria di rifiuti radioattivi. È ragionevole l'esigenza invocata di mettere in sicurezza i depositi esistenti e dal proficuo dibattito sono emersi contributi di grande rilevanza sotto il profilo delle conoscenze scientifiche, ma anche elementi di estrema incertezza. Ribadisce a tale riguardo come gli stessi esponenti del mondo scientifico abbiano assunto posizioni diversificate, potendo liberamente esprimersi sulla base delle loro conoscenze scientifiche. In conclusione, alla luce degli elementi emersi, auspica che il Governo intenda quanto meno modificare il decreto-legge: questa eventualità già presenta una vittoria del Parlamento e della VIII Commissione, che ha saputo fornire un contributo serio alla risoluzione di un problema di interesse nazionale. <br>
    0:13 Durata: 12 min 3 sec
  • Fulvia Bandoli (DS-U)

    Fulvia Bandoli, nel dare atto del positivo clima che si è registrato nel corso del dibattito in Commissione, svolge considerazioni critiche sul decreto-legge emanato dal Governo. Richiamate quindi le normative che indicavano il percorso corretto per affrontare il problema delle scorie radioattive, rileva come il provvedimento d'urgenza in esame individui, in maniera sconcertante, un sito geologico nel territorio del comune di Scanzano Ionico, presso il quale stoccare subito le scorie nucleari, in attesa della realizzazione nella stessa area del sito geologico definitivo. Successivamente il Governo ha manifestato la disponibilità a modificare il decreto-legge: ne è derivata una procedura improntata ad approssimazione, ad incapacità di valutazione tecnico-scientifica, con la totale assenza di confronto con le regioni, gli enti locali e gli istituti scientifici di ricerca. Per tali ragioni il decreto-legge dovrebbe essere ritirato, anche in considerazione del fatto che le annunciate modifiche del Governo ne comporterebbero un'inevitabile riscrittura. <br>Osserva altresì come in assenza del lavoro della Commissione, nonché delle proteste sociali e delleprese di posizione delle regioni probabilmente non si sarebbe ottenuto alcun risultato. Resta comunque senza risposta l'interrogativo in merito a cosa abbia indotto il Governo ad imprimere un'accelerazione rispetto alle procedure ordinarie che si sarebbero dovute seguire, conferendo peraltro pieni poteri al commissario straordinario, da esercitare in deroga alla normativa vigente. È stata evocata la minaccia di atti terroristici, ma al riguardo rileva come numerosi siti industriali presenti sul territorio presentino caratteristiche di maggiore pericolosità. Scavalcando tutte le procedure di concertazione, il Governo non ha raggiunto l'obiettivo di individuare un sito unico nazionale, anzi la decisione assunta rappresenta un pericoloso precedente, considerato che qualsiasi sito si individuerà in futuro genererà proteste da parte dei cittadini. Invita peraltro il Governo a non utilizzare l'argomento per il quale chi si oppone al decreto-legge non vuole in realtà risolvere il problema delle scorie nucleari: questo è falso, come hanno dimostrato le regioni governate dal centrosinistra, che si sono fatte carico non solo dei rifiuti prodotti sul loro territorio, ma anche di quelli di altre regioni. In realtà la scelta andava effettuata con procedure trasparenti, informando i cittadini sulla pericolosità delle diverse categorie di rifiuti. <br>Auspica quindi che il Consiglio dei ministri di domani accolga gli elementi emersi dal prezioso lavoro svolto dalla Commissione, evitando soprattutto pericolose ipotesi di individuazione di ulteriori siti: l'unico modo per uscire dignitosamente da questa vicenda è l'adozione di un testo che contenga un percorso certo per giungere alla realizzazione degli impianti, eliminando l'individuazione prematura e non necessaria del territorio dove individuare i siti. <br>
    0:25 Durata: 14 min 25 sec
  • Mario Lettieri (MARGH-U)

    Mario Lettieri giudica serio e responsabile il dibattito svolto in Commissione. Nel merito, osserva come il Governo sia ricorso all'adozione di un decreto-legge per affrontare un problema per il quale si sarebbero dovute seguire altre modalità, e vi sarebbe dovuto essere ben altro coinvolgimento del mondo scientifico ed istituzionale, così come previsto dalla normativa in vigore. Permane pertanto il dubbio che il decreto-legge sia frutto di una precisa scelta politica. La popolazione lucana, che ha dato vita ad una protesta civile e responsabile, non ha inteso ignorare il problema nazionale, ma ha chiesto con forza una valutazione seria, che peraltro si è svolta in maniera responsabile in Commissione. <br>Poiché non è stata condotta alcuna indagine scientifica seria sulla base dei criteri consolidati a livello internazionale, lo studio della SOGIN risulta essere di parte. Sospetti sorgono poi sul ruolo della SOGIN stessa e dei suoi vertici e sfugge l'intreccio politico-affaristico sotteso alla scelta effettuata. Il dato emerso in questi giorni è che dal decreto deve essere espunto il comune di Scanzano, e non per le legittime proteste della popolazione, ma per l'insostenibilità delle argomentazioni tecnico-scientifiche addotte. È grave che nelle procedure siano state completamente ignorate le norme che presiedono a scelte di questo tipo, evitando anche la concertazione con la Conferenza Stato-regioni. Occorre quindi con serietà individuare procedure e tempi certi per l'individuazione della scelta ottimale; nel frattempo si deve procedere alla messa in sicurezza dei siti presenti sul territorio, compresi quelli della Basilicata. La soluzione migliore resta sempre a suo avviso quella del ritiro del decreto-legge: auspica che il Governo trovi il coraggio di dimostrare tale senso di responsabilità. <br>
    0:40 Durata: 9 min 42 sec
  • Fabrizio Vigni (DS-U)

    Fabrizio Vigni, nel ritenere più che doveroso affrontare in maniera approfondita e meditata il delicato tema oggetto del decreto-legge, ritiene che dalle audizioni e dal dibattito svolti in Commissione sia emerso come la questione investa non solo la popolazione della Basilicata, ma l'interesse nazionale, come dimostra la richiesta di revoca del decreto da parte della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle provincie autonome. Il problema della messa in sicurezza delle scorie nucleari va certamente affrontato, ma è sbagliato il metodo, improntato ad incompetenza, dilettantismo e arroganza, con cui il Governo ha affrontato la questione, al punto da compromettere la possibilità di risolverla. Il Governo avrebbe dovuto invece seguire un percorso individuato da tempo, che prevedeva un confronto con le regioni e l'indispensabile coinvolgimento della comunità tecnico-scientifica. Vi è stata un'accelerazione dei tempi, un cambiamento di metodo e di modelli, ipotizzando la soluzione di un sito geologico in profondità, con procedure che non hanno precedenti in Europa. Peraltro non hanno avuto ancora risposta gli interrogativi formulati in ordine alle ragioni che hanno indotto il Governo ad assumere tali decisioni. <br>In conclusione, a prescindere dall'individuazione del sito nel territorio del comune di Scanzano, l'impianto del decreto-legge non regge: non vi è stata alcuna trasparenza nelle procedure, e non vi è stata neppure concertazione con le regioni ed approfondimento tecnico-scientifico. Pertanto, l'unica via di uscita per il Governo è quella di revocare il decreto-legge e procedere alla definizione chiara di un metodo corretto attraverso il quale giungere alla soluzione del problema, ipotizzando anche la soluzione più razionale di distinguere le diverse tipologie di rifiuti al fine di individuare uno o più siti. È necessario prevedere tempi certi per le decisioni, evitando scorciatoie che non consentono di risolvere il problema. Fermo restando che il ritiro del decreto-legge rappresenta la soluzione migliore, preannuncia che la sua parte politica condizionerà l'atteggiamento da assumere in Parlamento alla portata delle modifiche che il Governo intende apportare al provvedimento. <br>
    0:49 Durata: 15 min 4 sec
  • Antonio Potenza (Misto-UDEUR)

    Antonio Potenza, nel richiamare i termini nel dibattito e i contributi forniti dalle audizioni informali, rileva come alla base del provvedimento d'urgenza vi siano scelte sbagliate frutto di improvvisazione. Si sofferma, in particolare, sugli aspetti sociali che la scelta del Governo coinvolge. Ricorda quindi come sul territorio lucano siano state avviate importanti iniziative che hanno dato risultati soddisfacenti sul terreno dell'economia agricola e del turismo. Occorre pertanto tener conto dei risvolti negativi che la scelta del Governo potrebbe comportare nei confronti di un territorio che ha già sostenuto molti sacrifici. Proprio tali considerazioni hanno indotto la popolazione ad assumere determinati atteggiamenti di protesta, peraltro condotti in maniera civile. Gli elementi di ottimismo che stanno emergendo in queste ore sembrano a suo avviso non del tutto giustificati, per cui ritiene che la protesta della popolazione proseguirà fino a quando non sarà evidente l'intenzione di individuare una soluzione corretta e responsabile. <br>
    1:05 Durata: 8 min 13 sec
  • Antonio Boccia (MARGH-U)

    Antonio Boccia ribadisce la ferma posizione di contrarietà al provvedimento d'urgenza, ritenendo peraltro che proseguirà la protesta della popolazione, ancorché pacata, atteso che non è ancora emerso alcun elemento concreto di novità. Il suo gruppo, unitamente agli altri gruppi di opposizione, ha condiviso sin dall'inizio l'impostazione con la quale l'VIII Commissione ha affrontato la problematica. È indubbia l'esigenza relativa alla messa in sicurezza dei siti pericolosi, per la quale è urgente provvedere: è necessario individuare uno o più siti per depositare le scorie radioattive, e non vi è diversità di opinione neppure sui tempi. Tuttavia, si pone il problema del metodo e del merito, entrambi discutibili, con cui il Governo ha individuato il deposito nazionale nel territorio del comune di Scanzano. L'erroneità della scelta può essere dimostrata sulla base della documentazione acquisita. È altrettanto evidente che la protesta non era strumentale: sin dall'inizio è stato chiesto il ritiro del decreto-legge al fine di procedere all'individuazione di un percorso e di procedure peraltro già individuate dalla Commissione. Dal rifiuto iniziale da parte del Governo è maturata, sulla base del dibattito in Commissione, una svolta favorita anche dalla presidenza della Commissione, alla quale dà atto: a tale proposito ritiene positive le determinazioni assunte in sede di ufficio di presidenza in ordine ai lavori della Commissione. Auspica quindi che il Presidente del Consiglio nella riunione di domani del Consiglio dei ministri accolga le sollecitazioni a ritirare o modificare il testo del decreto-legge, prevedendo un percorso trasparente e partecipato. A tale riguardo appare responsabile anche la posizione assunta dalle regioni. La popolazione ha dato vita ad una protesta spontanea per rispondere ad atti di imperio. Auspica quindi che il Governo possa accogliere gli indirizzi della Commissione che ha inteso riaffermare il primato del Parlamento. Manifesta inoltre il dubbio che il decreto-legge fosse già stato predisposto da tempo: si è proceduto infatti con superficialità, senza il supporto di studi approfonditi. Non si è dato tempo alle regioni di esprimere il parere, in presenza di richieste di chiarimento. Ora, con la prova di grande responsabilità che sta dando il Parlamento si è aperta una nuova prospettiva: sono emerse soluzioni diversificate per le diverse tipologie di rifiuti, che dovranno essere poste a confronto, così come dovranno essere seguite tutte le procedure corrette di coinvolgimento delle regioni e di informazione alla popolazione per evitare l'assunzione di decisioni improvvide. <br>
    1:13 Durata: 28 min 46 sec
  • Salvatore Adduce (DS-U)

    Salvatore Adduce, nel ritenere che le istituzioni debbano sapere interpretare il disagio profondo espresso dalla protesta spontanea dei cittadini, rileva come la Commissione abbia svolto un lavoro serio e rigoroso riportando la discussione non solo sui binari procedurali corretti, ma anche sui grandi temi della democrazia e della partecipazione dei cittadini. Nel merito osserva come non ricorrano i requisiti di necessità ed urgenza invocati per l'adozione del decreto-legge, rilevando come l'individuazione di un sito definitivo in cui stoccare le scorie radioattive rappresenti un'attività del tutto antitetica all'urgenza. Richiama quindi l'ordinanza n. 3267 del Presidente del Consiglio dei ministri, che al comma 6 dell'articolo 1 stabilisce che il commissario delegato provvede, di intesa con la Conferenza dei presidenti delle regioni e delle provincie autonome, a porre in essere ogni iniziativa utile per la predisposizione di uno studio volto a definire le soluzioni idonee a consentire la gestione centralizzata delle modalità di deposito dei rifiuti radioattivi. L'individuazione di un sito unico, quindi, doveva essere la scelta ultima, e non quella iniziale su cui ragionare. Appare evidente, dalla lettura dell'articolo 2, lettera b), del decreto-legge che l'individuazione del sito definitivo è strumentale allo stoccaggio provvisorio delle scorie. Appare quindi chiara la logica sottesa al decreto-legge e l'insussistenza di qualsiasi reale condizione di necessità ed urgenza, atteso che l'individuazione immediata del sito non riduce gli attuali elementi di criticità sulla sicurezza in relazione alla situazione internazionale. Tale situazione avrebbe invece richiesto l'immediata sistemazione in sicurezza dei rifiuti radioattivi nei luoghi dove sono attualmente allocati: vi è quindi una palese contraddizione tra le premesse e il testo del decreto-legge. <br>Il deposito dovrà inoltre essere completato entro il 2008, quindi prima di quella data non potrà essere utilizzato. Inoltre la proposta di direttiva comunitaria prevede l'individuazione del sito dopo 5 anni dall'entrata in vigore della direttiva per i materiali di bassa e media pericolosità. Tale termine può essere ulteriormente ampliato per i siti di smaltimento delle scorie a elevata pericolosità. È inoltre in discussione in Parlamento il cosiddetto disegno di legge Marzano, che disciplina più puntualmente tali aspetti. Il decreto-legge è inoltre privo dei caratteri di generalità, astrattezza e innovatività dell'ordinamento che dovrebbero caratterizzare una fonte legislativa di rango primario e viola il principio della reale collaborazione che prevede che la Conferenza Stato-regioni sia sentita su ogni oggetto di interesse regionale. Appare altresì strano che l'articolo 4, al comma 2, stabilisca che la SOGIN promuova una campagna di informazione: l'informazione deve essere effettuata prima dell'individuazione del sito. La relazione di accompagnamento ricorda che andava concordato con i presidenti delle regioni un sito definitivo per la bassa e media radioattività ed uno provvisorio per l'alta. L'articolo 1 del decreto-legge stabilisce che la scelta del sito è determinata sulla base di caratteristiche geomorfologiche. Nella stessa relazione improvvisamente, sulla base di uno studio del Servizio geologico nazionale, si passa allo smaltimento definitivo. Si chiede allora quali siano i presupposti tecnici e scientifici che hanno consentito di individuare il sito di Scanzano quale luogo ideale per lo stoccaggio dei rifiuti. Rimane inoltre la confusione tra siti superficiali e siti profondi ed appare altresì illegittimo il ricorso previsto nel decreto-legge alle procedure speciali di cui alla legge obiettivo per la progettazione e costruzione del deposito nazionale. Il deposito unico non è stato dichiarato opera di preminente interesse nazionale. D'altra parte non si comprendono i motivi del ricorso alle procedure speciali di cui alla legge obiettivo in considerazione dei tempi lunghi previsti per il completamento dell'opera. <br>In conclusione, alla luce degli elementi richiamati, ritiene che la forzatura operata dal Governo, potrebbe rischiare di compromettere anche in futuro la soluzione del problema. <br>
    1:41 Durata: 28 min 11 sec
  • Domenico Pappaterra (Misto-SDI)

    Domenico Pappaterra esprime l'auspicio che il confronto avviato anche in sedi diverse da quella parlamentare possa agevolare l'individuazione di soluzioni condivise, che consentano di superare una situazione oggettivamente drammatica. Peraltro vi sono elementi che inducono a ritenere che non sia in atto uno scontro tra nord e sud del paese; si tratta di un aspetto positivo, che alimenta la speranza di trovare un adeguato sbocco anche rispetto alla questione sulla quale si sta concentrando l'attenzione della Commissione. <br>Precisa inoltre che il centrosinistra, a differenza di quanto è stato adombrato nell'intervento del relatore, non intende sottrarsi ad una responsabilità che è stata condivisa nell'ambito della Commissione, ma non può esimersi dal considerare che vicende come quella di cui ci si sta occupando debbono necessariamente essere affrontate attraverso una concertazione preventiva, soprattutto con i livelli locali. <br>Pur ritenendo che la questione del deposito unico nazionale non possa più essere elusa, esprime comunque contrarietà in ordine alla procedura seguita, apparsa eccessivamente autoritaria, priva di buon senso, per certi versi anomala e dai contorni occulti. In questo quadro, considera un errore la scelta di individuare il sito di Scanzano. Il tentativo del Governo è stato quello di assimilare gli interventi previsti dal decreto-legge a quelli previsti per le grandi opere, in un contesto nel quale i cittadini e gli enti locali non debbono rappresentare un ostacolo. Si è scelta, insomma, una via autoritaria che, come tutti hanno potuto constatare, ha provocato le reazioni di cittadini di tutte le estrazioni - giovani, donne, anziani - non disponibili ad accettare che il destino del loro territorio possa essere determinato da decisioni unilaterali e centralistiche. <br>Dà atto al presidente della regione Basilicata della grande dignità istituzionale dimostrata in questi giorni; il presidente Bubbico ha cercato un confronto con le istituzioni al fine di rivendicare un ruolo centrale della regione all'interno delle procedure. Del resto, l'articolo 30 del disegno di legge di riordino del settore energetico prevede chiaramente che le scelte relative ai siti destinati al deposito delle scorie radioattive debbano sì essere operate dal Governo, ma d'intesa con le regioni interessate. <br>Il territorio di Scanzano, peraltro, in alcuni tratti lambisce aree ricomprese all'interno del Parco nazionale del Pollino; si tratta quindi di una realtà individuata come area protetta sulla base di una legge dello Stato. <p>Pietro Armani, presidente, ritiene che il riferimento alla contiguità con il Parco nazionale del Pollino non sia corretto. <p>Domenico Pappaterra sottolinea come la contiguità territoriale dell'area interessata dal provvedimento con il Parco nazionale del Pollino rappresenti un dato oggettivo.<br>Rileva inoltre come nell'area territoriale interessata siano state investite molte risorse, soprattutto nei settori dell'agricoltura e del turismo, alimentando un dinamismo economico sicuramente apprezzabile. Di questi elementi non si può non tenere conto. <br>Peraltro la Basilicata, la Puglia e la Calabria sono attraversate dalla strada statale 106 Ionica. Da anni le regioni interessate chiedono la sua messa in sicurezza o la realizzazione di una nuova arteria stradale che agevoli i collegamenti e favorisca lo sviluppo dei traffici. A fronte di questa esigenza, la risposta fornita dal Governo è invece consistita nella localizzazione della discarica in questa realtà territoriale. <br>In conclusione, esorta a rivedere una scelta sicuramente sbagliata ed auspica che nella riunione del Consiglio dei ministri prevista per domani il Governo decida di ritirare il decreto oppure di espungere dallo stesso l'indicazione del sito di Scanzano, così creando le condizioni per operare una scelta a tutto campo sulla base di procedure condivise. Se si realizzeranno tali condizioni, ritiene che verrebbero meno anche i motivi che hanno indotto le popolazioni a manifestare nei giorni scorsi il proprio dissenso. <br>
    2:10 Durata: 13 min 49 sec
  • Tino Iannuzzi (MARGH-U)

    Tino Iannuzzi, nel richiamare le argomentazioni già addotte in modo articolato dai deputati del suo gruppo, ispirate al senso di responsabilità ed all'interesse generale del paese nonché a quello delle comunità lucane, che in questi giorni hanno dato vita a forme di mobilitazione spontanee in una cornice assolutamente pacifica e dignitosa, si limita a sottolineare come le determinazioni assunte oggi in sede di ufficio di presidenza, insieme alle decisioni che il Consiglio dei ministri si accinge ad adottare nella giornata di domani, rappresentino la testimonianza più evidente ed obiettiva di come il decreto-legge in esame sia un provvedimento infelice e non condivisibile. In particolare, si ritiene di affrontare una questione di grande rilievo, quella della raccolta, dello smaltimento e dello stoccaggio in condizioni di sicurezza dei rifiuti radioattivi, con una soluzione calata dall'alto, espressione di un atto di carattere centralistico che non tiene conto delle posizioni assunte dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e non disegna alcuna procedura condivisa, peraltro basandosi su un'istruttoria di carattere tecnico-scientifico sconcertante ed insufficiente. <br>Le audizioni svolte in Commissione hanno evidenziato l'insostenibilità del provvedimento, non solo sotto il profilo del mancato rispetto dei ruoli istituzionali, come è stato chiaramente segnalato dai rappresentanti della Conferenza dei presidenti delle regioni, ma anche avendo riguardo agli aspetti di carattere scientifico; sotto questo profilo, appaiono particolarmente significative alcune dichiarazioni del professor Rubbia, il quale ha dimostrato come il lavoro istruttorio svolto sia basato esclusivamente su indagini bibliografiche e non invece su riscontri tecnico-sperimentali in loco. Il professor Rubbia ha anche sottolineato come l'indagine svolta non presenti solide basi scientifiche ed ha affermato che non esiste oggi la certezza che il sito di Scanzano sia adeguato alla sistemazione definitiva, in particolare dei residui ad alta attività ed a vita medio-lunga, almeno prima di aver portato a termine gli studi necessari. <br>ll'individuazione del sito di Scanzano si è quindi pervenuti con grande approssimazione e frettolosità, senza la necessaria ed adeguata ponderazione tecnico-scientifica; peraltro, in questo campo, principi etico-sociali di trasparenza e condivisione con la popolazione sono assolutamente necessari e vanno perseguiti con vigore, pena un grave scollamento tra gli esperti e i cittadini, così come ha messo bene in evidenza lo stesso professor Rubbia. In definitiva, ritiene che il Governo dovrebbe ritirare il decreto o, comunque, modificarlo in modo consistente, anche in considerazione dello stato avanzato dell'iter, presso il Senato, dell'articolo 30 del disegno di legge di riordino del settore energetico, che prevede la delega al Governo per la gestione dei siti radioattivi e che prospetta una precisa ed organica cornice normativa. <br>
    2:23 Durata: 9 min 47 sec
  • Massimo Polledri (LNP)

    Massimo Polledri rileva preliminarmente come il metodo impostato dal centrosinistra sia di fatto fallito, nel momento in cui si consideri che, alla luce decreto Bersani, il paese avrebbe dovuto disporre di un sito di deposito già da due anni. Evidentemente, si registra un ritardo, peraltro anche sotto il profilo della dismissione. <br>I costi medi di gestione per la dismissione delle centrali nucleari in Italia assommano a circa 50 miliardi l'anno. In quattro anni non si è riusciti a realizzare nemmeno l'inizio delle procedure di dismissione. Il fallimento, quindi, va registrato sia sotto il profilo della dismissione ma anche sotto l'aspetto dell'individuazione del sito unico nazionale. <br>Una volta insediato il Governo in carica, la commissione tecnica Cenerini, istituita dal precedente Governo, ha proseguito la sua attività per altri sei mesi e, dopo aver prodotto una documentazione estremamente ricca, ha, di fatto, deciso di non decidere. I criteri scientifici di individuazione del sito nazionale unico non possono rappresentare il risultato di un atto politico. Eppure, si è deciso di non decidere, demandando alla Conferenza Stato-regioni l'individuazione dei criteri. È evidente che nessuno intendeva arrivare ad una soluzione. Peraltro anche in realtà diverse dalla nostra, come, ad esempio, quella Svizzera, di chiara impostazione federalista, è stata verificata la difficoltà di procedere con un percorso partecipativo, per cui, alla fine, la decisione è stata assunta dal Governo. <br>Il percorso seguito dal Governo di centrodestra non sarà stato ottimale dal punto di vista della comunicazione, ma va considerato come in altri paesi non sia stato garantito nemmeno questo aspetto, invocando al riguardo motivi di sicurezza. Quindi, motivi di sicurezza avrebbero consentito al Governo di intervenire senza nemmeno confrontarsi con il Parlamento. Di conseguenza, non può essere sostenuta l'accusa di comportamento antidemocratico; tutt'al più, si può parlare di ingenuità politica. Le regioni, che hanno deciso di non decidere, hanno avuto la possibilità, in data 16 giugno, di discutere i criteri indicati dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica dell'ONU. Su quei criteri le regioni avrebbero potuto eccepire osservazioni, ma non l'hanno fatto, nella speranza che, alla fine, la scelta non fosse effettuata o riguardasse altre realtà regionali. Eppure, federalismo significa avere il coraggio di scegliere, oltre ad avere la capacità di assumere scelte non condivise. Sotto questo profilo, la scelta dell'individuazione del sito unico nazionale potrebbe anche essere differita nel tempo, ma si tratterebbe di una scelta cinica che non darebbe sicurezza. <br>Sono stati prospettati rischi di morte e sono stati utilizzati toni concitati ed allarmati. Questi toni possono anche essere compresi, ma probabilmente rappresentano il frutto di scarsa dimestichezza con la materia e, probabilmente, di ignoranza. Se la discussione deve essere imperniata sul contrasto nord-sud o, peggio, sul fatto che si tratti di scelte di morte, non si approda ad alcuna soluzione. Deve peraltro essere chiaro che si deve ragionare in termini corretti relativamente al profilo della sicurezza: al riguardo, ritiene che non sia stata fornita un'informazione corretta. <br>L'epoca della concertazione è fallita insieme al Governo di centrosinistra ed il tentativo di recuperare tale situazione appare strumentale: va quindi attuato il metodo della responsabilità del Governo e, al riguardo, ritiene irrealizzabile una marcia indietro dell'Esecutivo che si dovesse compendiare nella scelta di differire nel tempo l'individuazione del sito. <br>Il decreto peraltro prevede procedure che non comportano l'immediata istituzione del sito se non dopo ulteriori accertamenti. La posizione del centrosinistra è quindi grave e strumentale. Né, d'altra parte, il tentativo di scatenare una guerra nord-sud fa onore a chi cerca di praticarlo, così come non fa onore agli amministratori locali dichiarare che i rifiuti debbano rimanere nel luogo dove sono prodotti. Il problema è di carattere nazionale e non può che essere risolto avendo ben chiaro questo innegabile presupposto. <br>
    2:33 Durata: 18 min 55 sec
  • Francesco Stradella (FI)

    Francesco Stradella, relatore, assicurato preliminarmente al deputato Vendola che non ha alcuna intenzione di dimettersi, esprime apprezzamento per la significativa discussione svolta in Commissione. Nel merito delle decisioni da assumere, auspica che non si torni indietro, ma che possa finalmente essere data soluzione ad un problema unanimemente considerato di prioritaria rilevanza. Esprime infine l'auspicio che la prossima settimana si possa licenziare per l'esame in Assemblea un testo ampiamente condiviso. <br>
    2:52 Durata: 2 min 45 sec
  • Roberto Tortoli, sottosegretario per l'ambiente e la tutela del territorio

    Il sottosegretario di Stato Roberto Tortoli fa presente che il Governo ha posto attenzione fin dall'inizio ai problemi che il decreto-legge avrebbe sollevato, avendo tuttavia la consapevolezza di non dover differire la soluzione di una questione che presenta i requisiti della necessità e urgenza. Attesa la delicatezza della problematica e l'estrema difficoltà a procedere ad una corretta interpretazione, riconosce che probabilmente sono stati commessi degli errori in particolare sul piano della comunicazione. <br>Richiama quindi le dichiarazioni rese dal professor Rubbia relativamente all'approccio utilizzato in tutti gli stati membri che hanno fornito i dati per il catalogo europeo, cioè quello di realizzare laboratori sperimentali di ricerca sotterranei, rilevando come tali dichiarazioni, che sembrerebbero in contraddizione con quanto disposto dal decreto-legge, in realtà non lo sono, se si considera il tempo reale di valutazione di un sito geologico. <br>Riconosciuto quindi che ci sono state alcune lacune sul piano delle procedure seguite, ribadisce tuttavia l'intenzione del Governo di tener conto del dibattito e delle audizioni svolte in Commissione, valutando con serietà ed attenzione nell'interesse del Paese quanto è emerso nella sede parlamentare. Proprio la disponibilità manifestata dal Governo a rivedere le proprie decisioni, rappresenta la dimostrazione di come si intenda responsabilmente procedere nell'individuazione delle procedure. Al riguardo invita l'opposizione a compiere analogo atto di responsabilità, riconoscendo i propri errori ed evitando indebite strumentalizzazioni. Dà quindi atto alla Commissione di aver affrontato in maniera corretta il delicato problema della messa in sicurezza dei siti. È ora necessaria la collaborazione di tutte le parti politiche per avviare un'operazione che richiederà tempi lunghissimi, come dimostra l'esperienza di altri paesi. Dovranno quindi essere verificate alcune delle ipotesi emerse nel dibattito in Commissione e a tale riguardo auspica che l'opposizione possa riconoscere al Governo il merito di aver posto un problema che è urgente risolvere nell'interesse del paese. <p>Pietro Armani, presidente, ringrazia il rappresentante del Governo e tutti i deputati intervenuti nel corso della discussione e dichiara concluso l'esame preliminare. Ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti è fissato alle ore 9 di martedì 2 dicembre 2003. Rinvia pertanto il seguito dell'esame ad altra seduta. <br>La seduta termina alle 19h35. <br>
    2:55 Durata: 16 min 13 sec