28 NOV 2003

Stampa araba: Corrispondenza dal Cairo di Emma Bonino del 28 novembre 2003

[NON DEFINITO] | di Emma Bonino - 00:00 Durata: 28 min 21 sec

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Il Cairo, 28 novembre 2003 - Consueto appuntamento con Emma Bonino, che cura la rassegna della stampa araba.

La prima notizia riguarda lo sciopero della fame di Radia Nasraoui, avvocatessa tunisina, circa il quale si sta attivando anche il Parlamento europeo (vai alla notizia).

La signora, al quarantunesimo giorno di sciopero della fame, ha dichiarato di voler continuare la sua iniziativa e chiede solo che le sia permesso di essere in contatto con i suoi e che ci sia un'inchiesta seria riguardo alla distruzione del suo ufficio ed al trafugamento dei suoi dossier.

Anche il presidente Chirac segue
con attenzione il caso, mentre parlamentari europei di tutti i gruppi hanno fatto delle prese di posizione su questo tema.

La signora Nasraoui ha comunque reso pubblico il suo caso, chiedendo alle autorità tunisine di reagire alle accuse che lei pone.Nel frattempo anche un altro caso che i radicali hanno seguito, quello di Zouhair Yahyaoui, direttore di un giornale Web ed incriminato per diffamazione, si sta risolvendo (vai alla notizia), infatti Yahyaoui è stato messo in libertà condizionale.Emma Bonino passa poi ad esaminare le principali notizie della stampa egiziana.

Al-Ahram riporta l'intervento di Mubarak a conclusione del ramadan.

Il presidente dice che è venuto il tempo di porre fine alla violenza palestinese: la fine della violenza però deve essere reciproca per rilanciare i negoziati.

Circa la situazione in Iraq, asserisce che le amministrazioni irachene devono dirigere il paese nel più breve tempo possibile.

C'è anche una dichiarazione dell'ambasciatore egiziano a Washington sull'eventualità degli aiuti statunitensi all'Ibn Khaldoun Centre for Developmental Studies (ICDS), diretto da Saadeddin Ibrahim, in cui afferma che l'aiuto americano sarebbe benefico sia per il Cairo che per Washington.

La Bonino passa quindi ad un esame più approfondito del discorso di Mubarak.

Il presidente valuta che questo sia un momento delicato per le forze della coalizione per lasciare il governo dell'Iraq: ci sarebbe solo caos, terrorismo e guerra civile.

Mubarak ha infine messo in guardia contro l'aumento delle operazioni terroriste, asserendo che se non si pone termine a ciò che avviene in Palestina ed in Iraq questi fenomeni sono destinati ad aumentare.

Su Al-Akhbar un editorialista afferma che Israele è il più grande pericolo per la pace internazionale; la notizia è confermata da al-Wafd, che dice che il terrorismo è di fatto un'industria sionista.

La leader radicale torna quindi allo scandalo che coinvolge Saadeddin Ibrahim.

L'editorialista di al-Ahram dice che gli aiuti americani sono strettamente legati alle priorità che stabilisce il governo egiziano.

Saadeddin Ibrahim, intervistato da un settimanale, precisa che comunque non accetterebbe fondi americani dedotti dal fondo complessivo che gli americani danno all'Egitto, smentisce inoltre le informazioni secondo le quali l'amministrazione americana o il Congresso avrebbero deciso di accordare questa somma.

Ibrahim ha fra l'altro detto che è normale che i paesi donatori mettano delle condizioni ai loro aiuti; nel caso dell'Egitto, gli aiuti americani sono legati ai progressi nel campo delle riforme politiche o economiche.

Ibrahim, infine, ritiene che gli aiuti siano un'arma pacifica ed efficace per sostenere e favorire la democrazia.

Per quanto riguarda i rapporti tra Egitto ed Europa, c'è un articolo di al-Ahram in cui si asserisce che gli europei non condividono le stesse priorità sul piano politico, economico e della sicurezza.

La Bonino quindi dà altre notizie che riguardano l'accordo transitorio tra l'Egitto e la Commissione europea.

Passa poi alle questioni di politica interna, citando un articolo che riguarda le regole egiziane per la nomina di un vicepresidente e la successione al potere: contrariamente alla costituzione americana - dice l'editorialista - quella egiziana non richiede la successione automatica del potere al vicepresidente in caso di morte del presidente in carica.

Rifiutandosi di nominare un vicepresidente - conclude l'articolo - Mubarak in realtà sostiene il principio che la successione al potere dipende unicamente da una libera scelta del popolo.

Un altro articolo parla del rapporto ed il dialogo tra il partito di governo e quelli d'opposizione.

Proprio ieri c'è un nuovo scandalo: un'università sunnita avrebbe autorizzato la promiscuità tra studenti e studentesse in alcune falcoltà, un Imam grida allo scandalo, perché questo porterebbe a provocare la corruzione dei giovani di Al-Azar.

Sempre su al-Ahram weekly.

C'è una pagina che riguarda alla polemica riservata ad un nuovo settimanale, che alcuni ritengono sia finanziato dagli Stati Uniti sulla base del fatto che proroga il liberalismo.

L'editore del settimanale ha dichiarato inoltre di non voler tradire nessuno e che viene accusato dai un opinionista di al-Ahram di avere idee liberali inaccettabili consuetudine di travalicare delle linee rosse che non possono essere valicate.

Per esempio dice un altro giornalista che nel nostro paese non possiamo favorire la prostituzione e la droga; sostiene inoltre che i neo liberali stanno cercando di far dimenticare le cause nazionali e, specie la questione parlestinese, rimpiazzandole con il liberalismo e la modernità americana.

Un altro giornalista ha dichiarato di non voler tradire nessuno dei valori egiziani, ma non possiamo fermarci sul cammino delle riforme sono perché coincidono con l'occidente gli americani o qualunque altro.

Noi crediamo nelle riforme e crediamo che siano l'obiettivo giusto, se poi le idee liberali includono idee pro-america o pro-israele, specie su argomenti delicati, come l'Iraq o la normalizzazione dello stato di Israele, allora parliamone, perché la normalizzazione non è contro la legge.

L'ambasciata Usa del Cairo sta mettendo a punto iniziative per lanciare giornali arabi e canali saltellitari in collaborazioni con partenrs in paesi arabi; l'iniziativa, era parte del programma di Colin Powell, chiamata iniziativa Medio Oriente; si dovevano riformare i media arabi ed incoraggiare modelli sociali di tipo americano.

Della somma prevista però, Il'interlocutere arabo sostiene di non aver tuttora ricevuto un soldo.

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riduci

  • Lo sciopero della fame di Radia Nasraoui ed il caso di Zouhair Yahyaoui

    <br><strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 5 min 25 sec
  • Il discorso di Mubarak al termine del ramadan - I titoli di testa

    0:05 Durata: 2 min 45 sec
  • L'aiuto americano all'Ibn Khaldoun Centre for Developmental Studies (ICDS) - Altri titoli

    0:08 Durata: 1 min 21 sec
  • Il discorso di Mubarak - Le affermazioni di al-Akhbar e al-Wafd

    0:09 Durata: 2 min 30 sec
  • Lo scandalo di Saadeddin Ibrahim e la sua intervista

    0:12 Durata: 4 min 48 sec
  • Gli accordi tra Europa ed Egitto

    0:16 Durata: 1 min 27 sec
  • Le regole della successione al presidente

    0:18 Durata: 3 min 19 sec
  • Il dialogo tra governo ed opposizione

    0:21 Durata: 1 min 45 sec
  • L'opera intitolata «Il discorso e l'interpretazione»

    0:23 Durata: 44 sec
  • Un nuovo settimanale che parla di liberalismo - Le riforme dei media arabi - Le opinioni e repliche su alcuni nuovi giornali arabi e canali satellitari

    0:24 Durata: 4 min 17 sec