03 DIC 2003

Telekom Serbia: Seguito della discussione in materia di programmazione delle attività istruttorie.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 32 min

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Seguito della discussione in materia di programmazione delle attività istruttorie.

Registrazione audio di "Telekom Serbia: Seguito della discussione in materia di programmazione delle attività istruttorie.", registrato mercoledì 3 dicembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 32 minuti.
  • Oratore non annunciato

    Il senatore Giampiero Cantoni rileva di aver chiesto per primo la parola per pronunciarsi su quanto nei giorni scorsi è apparso sulla stampa relativamente ad una polemica tra il presidente ed il gruppo di Forza Italia. In proposito dichiara che non vi è alcuna discordanza e che la sua è stata una dichiarazione riguardante il problema di metodo. Quindi, ritiene superata quella situazione e pensa che di Igor Marini verrà fatta una adeguata analisi in tempi successivi. Non è un capitolo chiuso, ma è importante chiarire che non vi sono fratture all'interno della Casa delle Libertà e con la sua dichiarazione ha inteso ribadire la piena fiducia nel presidente. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>La seduta comincia alle 13h50<br>Presidenza del presidente <strong>Enzo Trantino</strong><p><strong>Comunicazioni del presidente</strong>
    0:00 Durata: 1 min 1 sec
  • Giuseppe Consolo (AN)

    Dopo che Enzo Trantino, presidente, ha ringraziato il senatore Cantoni per l'attestazione di piena fiducia, che lo onora e lo conforta, il senatore Giuseppe Consolo dichiara di concordare con il capogruppo di Forza Italia il quale ha sgombrato il campo da polemiche pretestuose e crede che anche i gruppi della Lega e dell'UDC, nonché una parte dell'opposizione, si associno a questo clima di ritrovata serenità. <br>Dichiara, inoltre, di concordare sulla richiesta del senatore Zancan di rimettere alla magistratura la memoria inviata dal Marini, in modo che sarà essa ad indagare sui contenuti della stessa, non trattandosi di una funzione che spetta alla Commissione svolgere. All'esito di queste indagini, si deciderà come procedere. Conclude manifestando l'auspicio, che si augura venga accolto dai colleghi, anche a prescindere dallo schieramento politico di appartenenza, che la Commissione proceda nella attività istruttoria, sempre nell'ottica di raggiungere gli obiettivi fissati dall'articolo 1 della legge istitutiva. <br>
    0:01 Durata: 3 min 6 sec
  • Guido Calvi (DS-U)

    Il senatore Guido Calvi prende atto della circostanza che oggi si può tornare a discutere con serenità ed anticipa di essere d'accordo su alcune delle proposte che sono state avanzate. Relativamente alla memoria pervenuta ieri dal Marini, ritiene che essa vada inviata non soltanto ai magistrati di Torino in quanto, a suo avviso, in essa sono contenute espressioni che possono essere lesive di diritti di terzi. Concorda anche sulla opportunità di andare oltre e di delineare la futura attività istruttoria per raggiungere gli obiettivi che alla Commissione sono stati assegnati dalla legge istitutiva. Crede, tuttavia, che occorra esplicitare maggiormente questo passaggio nei lavori della Commissione e che non sia possibile coprire con un velo di ipocrisia quanto è accaduto. Concorda con il senatore Consolo sul fatto che si tratta di un problema non di maggioranza e di opposizione, ma di carattere politico-istituzionale e ritiene che questo sia un passaggio particolarmente delicato che va affrontato con l'equilibrio e la prudenza che il presidente ha indicato. Per procedere oltre è necessario prendere atto dell'inattendibilità del Marini. <p>Enzo Trantino, presidente, ritiene opportuno precisare di aver parlato, esprimendo una valutazione personale, di inconducenza ai fini istituzionali del Marini, nel senso che le sue affermazioni non possono essere giudicate dalla Commissione attendibili o inattendibili e che quindi non debbono esservi interferenze con le attività future della Commissione sulla base della legge istitutiva. <p>Il senatore Guido Calvi sottolinea di aver inteso il termine «inconducente» nel senso che seguire le dichiarazioni di Marini non porterà la Commissione a raggiungere gli obiettivi che la legge istitutiva le assegna. Se le cose non stessero in questi termini, ritiene che bisognerebbe tornare su Marini, non essendo accettabile che si giochi una partita con carte truccate. Allo stato, è necessario esprimere una valutazione chiara, dopodiché, se il Marini dirà cose più concludenti, verrà riascoltato. <br>Una volta superata questa fase, ritiene che la Commissione abbia il dovere di ascoltare i politici coinvolti dalle dichiarazioni del Marini. Per far questo, ritiene che si possa chiudere questa fase sottolineando che, ascoltate le valutazioni contenute nelle comunicazioni del presidente, la Commissione decide di non accedere alla richiesta di ulteriore audizione del Marini e di andare oltre nello svolgimento delle attività che essa stessa vorrà individuare. <br>
    0:04 Durata: 12 min 47 sec
  • Presidente

    Ad Enzo Trantino, presidente, il quale, dopo aver letto le dichiarazioni rese nella seduta del 26 novembre scorso, ritiene che vi sia un equivoco di fondo, in quanto nessuno finora ha chiesto una nuova audizione del Marini, il senatore Guido CALVI (DS-U) ricorda che tale richiesta è stata avanzata dall'onorevole Taormina. <br>
    0:16 Durata: 4 min 11 sec
  • Guido Calvi (DS-U)

    <br>
    0:21 Durata: 2 min 54 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Il senatore Michele Lauria chiede che il documento calunnioso fatto pervenire dal Marini alla Commissione sia inviato alla magistratura, in quanto esso contiene accuse gravissime nei confronti della magistratura svizzera, di quella di Torino e dei carabinieri, oltre ad essere un documento lesivo anche della dignità della Commissione, perché chiama velatamente in causa alcuni suoi componenti. Dichiara di essere profondamente deluso di fronte all'atteggiamento della maggioranza che ondeggia tra interpretazioni, sfumature, riposizionamenti e riesumazioni e ritiene che, prima di tracciare il quadro delle future attività istruttorie della Commissione, sia necessario chiarire cosa si intenda fare di questo personaggio su cui per diversi mesi ambienti del centrodestra si sono accaniti. Se l'intenzione è quella di riesumarlo, dichiara di non avere alcun problema, in quanto ciò comporterebbe la necessità di procedere all'audizione dei faccendieri, degli amici dei faccendieri e di altri che finora sono stati nell'ombra. <br>Vi è bisogno di chiarezza, altrimenti non si va avanti: il tempo dei giochetti e degli equilibrismi è finito, così come è finito quello della propaganda e della calunnia. <br>
    0:23 Durata: 5 min 49 sec
  • Gianpiero Carlo Cantoni (FI)

    Il senatore Giampiero Cantoni fa presente al senatore Lauria che egli deve smettere una buona volta di parlare di faccendieri e di fare velate minacce in quanto il centrodestra non ha paura di nulla, essendosi i suoi esponenti comportati in questa vicenda in maniera estremamente trasparente. Rispetto a quanto dichiarato nella seduta precedente, non può fare altro che ribadire integralmente quelle dichiarazioni, anche allo scopo di fugare strumentalizzazioni che al riguardo sono state fatte. Personalmente non riteneva e non ritiene inconducente il teste Marini e pensa che le sue dichiarazioni debbano essere valutate dalla Commissione solo sulla base delle conclusioni cui perverrà la magistratura, con ciò dimostrando estremo garantismo e rispetto per la Commissione. Dichiara, quindi, di associarsi alla richiesta del senatore Consolo di inviare la memoria pervenuta dal Marini alla procura della Repubblica di Torino e chiede che venga disposta la desegretazione della prima audizione dei magistrati di Torino, trattandosi di un punto fondamentale per andare avanti. <br>
    0:29 Durata: 6 min 26 sec
  • Giampaolo Zancan (Verdi-U)

    Il senatore Giampaolo Zancan chiede che la memoria inviata ieri dal Marini sia inviata non alla procura di Torino, che non potrà mai essere competente essendo parte offesa, ma a quella di Roma, la quale potrà valutare in ordine alla commissione del reato di calunnia nei confronti del procuratore della Repubblica svizzera, della procura della Repubblica di Torino e dell'Arma dei carabinieri. Ritiene, inoltre, che non si debba attendere il giudizio della magistratura, in quanto la Commissione ha una propria autonomia al riguardo e quindi, se non prenderà una posizione sull'attendibilità o meno del Marini, assumerà un atteggiamento pilatesco. Conclude auspicando che la Commissione espunga quanto prima il Marini dal proprio ambito, in quanto persona che fa perdere tempo alla Commissione stessa. <br>
    0:36 Durata: 2 min 26 sec
  • Presidente - Giampaolo Zancan (Verdi-U)

    Dopo che Enzo Ttantino, presidente, ha ribadito con forza che la Commissione non ha alcun potere per valutare l'attendibilità di Marini, il senatore Giampaolo Zancan precisa di non concordare con il presidente, in quanto non si tratta di valutare una prova incerta, ma una persona che in una pluralità di occasioni ha dimostrato una serie di inattendibilità ontologiche. Da ciò la Commissione non può esimersi in primo luogo per tutelare la sua stessa dignità offesa dal Marini, in secondo luogo la dignità dei parlamentari dell'opposizione chiamati in causa. Una volta che sia stata detta una parola certa su questo punto, che è assolutamente preliminare, si potrà pensare ad ascoltare i politici chiamati in causa. Inoltre, vi è la necessità di accertare se qualcuno, successivamente alla prima audizione del Marini, si sia attivato per avallare le calunnie da questi pronunciate, in tal modo deviando il campo d'azione della Commissione. Una volta che si sia liberata da questo impedimento, la Commissione potrà procedere tranquillamente. <br>
    0:38 Durata: 7 min 20 sec
  • Giovanni Russo Spena (RC)

    Il deputato Giovanni Russo Spena ritiene che ci si trovi in un momento di svolta dei lavori della Commissione, e che dalla soluzione di esso dipenda la possibilità stessa che tali lavori proseguano. Per fare questo è necessario sgombrare il campo da schermaglie oratorie e talvolta demagogiche. Non crede, ad esempio, che abbia ragione il senatore Consolo quando afferma che vi è stata una polemica pretestuosa, perché in realtà all'interno della maggioranza una polemica vi è stata ed ha riguardato le dichiarazioni del presidente pronunciate nella scorsa seduta. Ritiene, altresì, che vada detto con chiarezza che il percorso che sul tema delle dichiarazioni del Marini svolgerà la magistratura non potrà sovrapporsi a quello della Commissione, in primo luogo per una ragione temporale, essendo del tutto evidente che la magistratura non terminerà i propri adempimenti entro il mese di giugno del prossimo anno. Di contro, questa Commissione, per concludere i propri lavori nel mese di giugno, dovrà aver terminato le audizioni entro la fine di aprile; pensa che il presidente con le proprie dichiarazioni volesse intendere che la Commissione deve proseguire i suoi lavori non esprimendo alcun giudizio su Marini, ma affermando semplicemente che egli non è utile ai lavori della Commissione. Tuttavia, pensa che dal Marini non sia possibile prescindere: Marini è esistito forse più sui giornali che in questa Commissione e nessuno può rimanere in una situazione di incertezza soprattutto nel momento in cui si approssima la scadenza elettorale del giugno 2004. Esprime, insomma, il timore che il Marini venga lasciato in sospeso, salvo poi essere riportato in vita nel momento in cui ciò risultasse necessario. Ritiene, inoltre, che il ruolo del Marini non sia stato affatto inconcludente, ma che egli abbia al contrario inferto un grave colpo all'attività della Commissione e per questo ritiene che tale capitolo vada chiuso, altrimenti l'inchiesta non potrà procedere. <br>Pertanto, è dell'avviso che non solo il personaggio vada dichiarato inconducente, ma che si debba anche specificare che egli non ha dato nessun contributo alla Commissione, pur avendone assorbito per alcuni mesi l'attività. In buona sostanza, oltre a dichiarare che il Marini non è stato utile, bisogna riconoscere che egli è stato dannoso. <br>
    0:45 Durata: 11 min 18 sec
  • Alfredo Vito (FI)

    Il deputato Alfredo Vito dichiara di concordare con il proprio capogruppo sul fatto che in questo momento non vi è ragione per ascoltare nuovamente il Marini e che degli ulteriori elementi che egli ha inviato per iscritto alla Commissione va investita l'autorità giudiziaria di Torino - non quella di Roma -, che è l'interfaccia della Commissione. Ritiene, inoltre, che le affermazioni rese dai senatori Calvi e Cantoni non siano molto distanti tra loro e che quindi, una volta deciso di non ascoltare in questa fase nuovamente il Marini, si possa procedere. Se poi si vuole un giudizio politico, questo potrà essere formulato solo a conclusione dei lavori della Commissione. <br>Per quanto lo riguarda, rispetto alla vicenda che lo ha visto più volte chiamato in causa dai colleghi, ribadisce di non avere alcuna difficoltà sul piano personale a rispondere anche alle domande della Commissione, a patto che analogo trattamento venga riservato ad altri commissari che sono incorsi in responsabilità ben più gravi delle sue. <br>
    0:57 Durata: 6 min 32 sec
  • Presidente - Oratore non annunciato

    Enzo Ttantino, presidente, ritiene opportuno sospendere brevemente la seduta per consentire ai capigruppo di concordare un documento che auspicabilmente raccolga il maggior numero di consensi, restando inteso che, alla ripresa dei lavori, si proseguirà con gli interventi dei commissari ancora iscritti a parlare. <br>
    1:03 Durata: 3 min 44 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U) - Presidente . richiesta di una sospensione deìi 5 minuti

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    1:07 Durata: 5 min 38 sec
  • Giuseppe Fanfani (MARGH-U)

    Il deputato Giuseppe Fanfani ritiene che su un tema così delicato non sia opportuno ascoltare solo il parere dei capigruppo e non anche quello degli altri commissari. Intervenendo nel merito, ricorda che il presidente, nel definire inconducenti sotto il profilo istituzionale le dichiarazioni del Marini, ha sostanzialmente rilevato che esse non possono produrre effetti sull'attività della Commissione, precisando inoltre che essa non ha il compito di accertare la veridicità di quelle affermazioni, ma deve raggiungere gli obiettivi che la legge istitutiva le ha assegnato. Se così è, chiede che gli si spieghi il motivo per il quale per lungo tempo si è dato spazio a personaggi come Marini e Volpe per stabilire se, nell'ambito dell'affare Telekom-Serbia, vi siano stati elementi di altissimo inquinamento istituzionale e se alcune personalità di rilievo abbiano da tale affare ricavato guadagni. Nel riconfermare la propria stima personale e istituzionale nei confronti del presidente, dichiara tuttavia di non concordare assolutamente sulle conclusioni cui egli è pervenuto: non pensa, cioè, che si possa uscire dalla situazione conseguente all'aver dato credito alle dichiarazioni del Marini come se nulla fosse accaduto e ritiene che, se si conclude che di ciò dovrà occuparsi la magistratura, si abdichi al compito fondamentale di accertare la verità. Rispetto alla magistratura, infatti, quest'organo ha compiti totalmente diversi. In primo luogo, deve tutelare la propria dignità; inoltre, deve difendere la dignità del Parlamento e poi accertare la verità di quanto è accaduto. Nel fare ciò, non si può assolutamente consentire che, attraverso questa Commissione, il Parlamento sia preso in giro. Infine, si deve tutelare la dignità del popolo italiano, cui in ultima analisi un organo parlamentare risponde. <br>Chi ha dato eccessivo spazio alle dichiarazioni di Marini e di Volpe ha sbagliato, ma personalmente non ritiene di addossare responsabilità a nessuno, imputandole alla Commissione nel suo insieme; piuttosto, avverte il dovere di uscire da questo pantano morale ed istituzionale, cosa che può avvenire presentando eventualmente una relazione parziale. Solo a questa condizione, a suo avviso, è possibile andare avanti; altrimenti, se si vuole subordinare la dignità propria e del Parlamento agli accertamenti condotti dalla magistratura, lo si può fare ma egli se ne chiamerà fuori. <br>
    1:12 Durata: 10 min 28 sec
  • Presidente

    Enzo Trantino, presidente, dopo aver ricordato ancora una volta che di settanta sedute della Commissione solo tre sono state dedicate al Marini e che nessuno ha mai attribuito a quest'ultimo una patente di credibilità, sospende brevemente la seduta. <br>
    1:23 Durata: 1 min 25 sec
  • Guido Ziccone (FI)

    <br>
    1:23 Durata: 2 min 39 sec
  • Giuseppe Consolo (AN)

    Il senatore Giuseppe Consolo, dopo essersi dichiarato d'accordo con la proposta formulata dal senatore Lauria, raccomanda che nella prossima seduta si definisca finalmente il quadro delle attività istruttorie della Commissione.<br>La seduta termina alle 16h00. <br>
    1:23 Durata: 3 min 50 sec
  • Michele Lauria (Mar-DL-U)

    Dopo che il senatore Michele Lauria ha chiesto che si sospenda questa discussione per riprenderla la prossima settimana ed il senatore Guido Ziccone ha chiesto che in tale prossima seduta intervengano solo i colleghi che non lo hanno fatto oggi, Enzo TRANTINO, presidente, precisa che gli iscritti a parlare che oggi non sono intervenuti sono i commissari Petrini, Kessler, Ziccone, Nan, Calderoli e Brutti. <br>Interventi sull'ordine dei lavori
    1:24 Durata: 1 min 3 sec