09 DIC 2003

Vigilanza Rai: Seguito dell’audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 40 min

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Seguito dell’audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Seguito dell’audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI", registrato martedì 9 dicembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 40 minuti.
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi osserva che gli interventi in particolare del Direttore generale e del consigliere Petroni rappresentano un approccio alla questione della sospensione di «RaiOt» a suo parere eccessivamente legalistico che, ove dovesse prevalere, non potrebbe che condurre ad una televisione pubblica paralizzata dal timore di iniziative giudiziarie e a prodotti ingessati e invedibili. <br>In particolare, è a suo parere evidente che qualsiasi tentativo di enucleare una nozione di satira priva di implicazioni rischiose, non di parte, non militante è destinato al fallimento.<br>In un certo senso infatti la satira è sempre di parte, in quanto la natura stessa di questa forma di espressione artistica è quella di prendere le parti di coloro che non hanno potere contro i potenti; la funzione della satira cioè, fin dai tempi in cui non esisteva neanche la nozione di libertà di espressione e di diritto di opposizione, è sempre stata quella di limitare il potere attraverso l’esercizio di una critica nella forma dello spirito, dell’ironia e del paradosso.<br>Sarebbe certamente molto grave se la franchigia che è stata riconosciuta alla satira anche sotto l’ancien regime fosse negata in una moderna democrazia.<br>Se questa è la natura propria della satira non c’è da stupirsi che il principale bersaglio della smissione di Sabina Guzzanti fosse Silvio Berlusconi che nell’Italia di oggi rappresenta il potente per eccellenza, in quanto assomma nella sua persona il potere politico, quello finanziario e quello mediatico. <br>Ciò non significa che la satira di Sabina Guzzanti sia a senso unico, come dimostrano la corrosiva caricatura della presidente Annunziata o il ferocissimo sketch sui riti dell’Ulivo e sulla contrapposizione tra gli elevati obiettivi politici dichiarati e la gestione quotidiana del potere.<br>L’oratore rileva poi che l’approccio legalitario e formalistico adottato in questa vicenda non sembra essere stato usato dalla RAI in altre occasioni; si pensi al fatto che lui stesso e il collega Gentiloni Silveri hanno dovuto far ricorso all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni perché da quando è stata approvata la delibera sul pluralismo la RAI ha violato per ben ventitre volte la disposizione sulla presenza di esponenti politici in trasmissioni di intrattenimento.<br>Del resto il carattere strumentale di certe forme di autotutela si evince anche dalle critiche rivolte a Sabina Guzzanti per l’uso dell’espressione «razza ebraica» in un contesto nel quale si intendeva qualificare proprio tale espressione come manifestazione di antisemitismo.<br>Per quanto riguarda infine la questione dei dati forniti nella trasmissione sul trasferimento da parte di numerose grandi aziende di investimenti pubblicitari dalla carta stampata a Mediaset, piuttosto che criticare il fatto che tali dati siano stati forniti in una trasmissione di intrattenimento, sarebbe piuttosto interessante se il Direttore generale chiarisse quanto vi sia di vero in tali dati e perché, a fronte di un trasferimento di risorse dai giornali alla televisione, la RAI non è stata in grado di approfittarne.<br>L’oratore auspica quindi che la trasmissione in questione possa proseguire, lasciando che sia il pubblico a giudicarne la validità e a decretarne o meno il successo, e che comunque sia chiarito a quali livelli aziendali debba essere attribuita la responsabilità dell’eventuale sospensione o continuazione di un programma. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 14h15<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:00 Durata: 14 min 24 sec
  • Presidente

    <br>
    0:14 Durata: 1 min 7 sec
  • Paolo Romani (FI)

    Il deputato Romani nel rilevare l'inutile ritualità della prosecuzione di questo dibattito, ritiene come una corretta impostazione della questione di "RaiOt" non possa prescindere dalla distinzione, giustamente messa in luce dal direttore generale Cattaneo, fra le scenette inserite nel programma, alle quali giustamente deve essere riconosciuto il carattere satirico, e il cosiddetto monologo dell'attrice. <br>Questa parte della trasmissione infatti non possedeva alcun carattere di deformazione parodistica o di ironia che potesse qualificarlo come satirico, come pure può avvenire mediante la forma artistica del monologo - si pensi al cattivissimo ed efficace Beppe Grillo - ma si sostanziava in una sorta di proclama politico esplicitamente riconosciuto come tale dalla stessa attrice quando afferma che, per consentire la comprensione dello sketch della pseudointervista di Gasparri, fosse necessario che lei previamente spiegasse il contenuto della legge di riordino sul sistema televisivo e ricostruisse le vicende imprenditoriali e politiche di Silvio Berlusconi, il tutto da un lato al di fuori di qualsiasi espressione comica o satirica, e dall'altro in assenza di qualsiasi opposto punto di vista, con ciò trasformando la sua trasmissione in una mera sede propagandistica. <br>
    0:15 Durata: 6 min 56 sec
  • Paolo Gentiloni Silveri (MARGH-U)

    Il deputato Gentiloni Silveri osserva che nella storia della radio e della televisione pubblica italiana gli episodi di censura non sono stati pochi, e tuttavia mai è avvenuto che si affermasse esplicitamente di voler sopprimere un programma o allontanare un personaggio in quanto non graditi. <br>Le strade utilizzate per mascherare una censura sono di solito due: la prima consiste nell'inscenare un "balletto" di competenze tra gli organi che dovrebbero intervenire per assicurare che non vi sia alcuna censura.<br>Lo si è visto nel caso di Enzo Biagi e Michele Santoro, scomparsi dal video dopo l'intervento del Presidente del Consiglio, che aveva parlato di uso criminoso della televisione.<br>Il Presidente e il Direttore generale allora in carica dichiararono più volte davanti a questa Commissione che l'azienda non solo non eseguiva diktat di uomini politici, ma neanche condivideva le valutazioni del Presidente del Consiglio su questi due professionisti, che però a tutt'oggi, dopo circa due anni, non sono tornati in onda, e se nel caso di Biagi la vicenda è stata alla fine conclusa con una transazione, nel caso di Michele Santoro essa resta aperta nonostante le pronunce della Magistratura del lavoro.<br>Lo stesso sembra avvenire per "RaiOt"; in questo caso non c'è stato un politico che abbia parlato di uso criminoso della televisione, ma il Presidente di Mediaset che ha parlato di criminalità mediatica, e anche in questo caso la RAI non dice di condividere tale espressione ma rinnova un "balletto" di competenze a suo parere incomprensibile: è evidente che sulla prosecuzione del programma non deve decidere né la Commissione di vigilanza né il Consiglio di amministrazione, ma il Direttore generale sentito il Direttore di rete.<br>L'altra strada utilizzata per censurare negando che vi sia censura è quella di invocare la necessità dell'azienda di tutelarsi contro il rischio di azioni legali.<br>Anche questa posizione suscita molte perplessità.<br>Da un lato è evidente infatti l'impossibilità di un controllo preventivo su tutte le trasmissioni, comprese quelle in diretta, che sono suscettibili di determinare azioni legali da parte di soggetti che si sentano in qualche modo lesi.<br>L'elenco delle doglianze che i più vari soggetti possono avere nei confronti di programmi televisivi e che possono determinare e spesso determinano l'esercizio di azioni legali è infatti lunghissimo, si pensi a quelli che lamentano il plagio o la violazione dei diritti esclusivi su un format o alle persone che si sentono danneggiate dall'uso del loro nome.<br>D'altro canto è singolare che un'azienda editoriale risponda in questo modo alla minaccia di azioni legali. Mediaset ha intentato azioni legali nei confronti di società come il Gruppo l'Espresso o la Rizzoli - Corriere della Sera per motivi analoghi a quelli che hanno determinato l'azione giudiziaria nei confronti di "RaiOt", senza che quei gruppi editoriali si siano affrettati a sospendere i giornalisti i cui articoli avevano determinato le doglianze della società attrice. <br>Egli si è ad esempio stupito del fatto che, a fronte di una azione legale di dubbio fondamento - i numeri forniti dalla Guzzanti possono essere non del tutto esatti, ma è certamente vero che in questi due anni vi sia stato un rilevante spostamento di investimenti pubblicitari a favore di Mediaset - la RAI non abbia ritenuto di dover proporre alcuna azione riconvenzionale nei confronti della concorrente.<br>Comunque se il comportamento seguito in questo caso fosse generalizzato, in pratica si consentirebbe a chiunque di bloccare un programma con la sola minaccia di un'azione legale. <br>
    0:22 Durata: 14 min 7 sec
  • Mario Landolfi (AN)

    Il deputato Landolfi condivide la premessa del collega Gentiloni Silveri, pur ritenendo che da questa si debba giungere a conclusioni radicalmente diverse, nel senso che, piuttosto che alle eventuali conseguenze giudiziarie, per una corretta valutazione della vicenda "RaiOt" si deve guardare alla natura del programma e alla sua ammissibilità rispetto al principio del pluralismo, così come definito dagli indirizzi di questa Commissione. <br>Bisogna cioè chiarire se effettivamente "RaiOt", e in particolare la parte definita come monologo, debba essere considerata come espressione di satira, ovvero alla stregua di un vero e proprio programma di comunicazione politica, condotto però al di fuori del rispetto delle regole di imparzialità e di pluralismo cui l'azienda di servizio pubblico deve sottostare.<br>I brani ricordati dal deputato Romani dimostrano che il monologo di Sabina Guzzanti, lungi dal rappresentare una espressione artistica, si è sostanziato in una serie di dichiarazioni politiche, del tutto sovrapponibili a quelle che si possono ascoltare nei comizi e nei convegni dell'opposizione, per cui delle due l'una: o era Sabina Guzzanti che stava facendo un comizio politico, o è l'opposizione che nei sui comizi fa della satira.<br>Di questo si tratta e non di altro, prova ne sia che sulla RAI continuano ad andare in onda numerose trasmissioni comiche con spazi di satira politica anche corrosiva, nel corso delle quali sono presi di mira la maggioranza e il Governo senza che nessuno abbia nulla da ridire. <br>
    0:36 Durata: 5 min 2 sec
  • Gino Moncada (UDC)

    Il senatore Moncada Lo Giudice invita in primo luogo i colleghi a fare un uso prudente del termine censura, che rievoca tempi ben diversi da quello presente, e ritiene che sarebbe opportuna una riflessione sul tema, oggi negletto, della professionalità e delle competenze. <br>C’è da chiedersi cioè se il dibattito in corso non sia semplicemente la testimonianza del fatto che oggi è sempre più raro veder usare da parte degli attori comici con consapevolezza e abilità gli strumenti dell’ironia, della parodia, della deformazione drammatica, così come di converso bisogna riconoscere che sempre più spesso gli uomini politici cadono nella spettacolarizzazione di un messaggio che dovrebbe essere per sua natura razionale e argomentativo.<br>Come già in altra occasione egli ha avuto modo di ricordare, all’inizio degli anni Settanta, in un’Italia percorsa da contrapposizioni ideologiche ben altrimenti profonde di quelle attuali, un maestro della televisione come Sergio Zavoli potè realizzare ricostruzioni e approfondimenti di periodi delicati e cruciali della nostra storia come l’ascesa del fascismo o la Resistenza, secondo una ben individuabile ottica politico-culturale, senza che nessuno trovasse nulla da ridire sui suoi programmi, proprio perché erano realizzati da un grande professionista. <br>
    0:41 Durata: 6 min 51 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti richiama i colleghi alla necessità di valutare correttamente la vicenda della censura a «RaiOt» che, al di là del tentativo di ridurla ad una questione giuridico-formale o ad una questione di estetica, si sostanzia in un attacco alla libertà di manifestazione del pensiero che non può non preoccupare in particolare perché avviene in una fase cruciale della storia del sistema radiotelevisivo in Italia, determinata dall’approvazione della legge Gasparri. <br>I rischi per la libertà e il pluralismo nell’informazione e nella comunicazione che sono insiti nel nuovo quadro normativo non sono denunciati solo dalla sinistra radicale, ma dagli editori, da esponenti qualificati dell’opinione pubblica moderata come Segni e Scognamiglio, da gran parte dell’Europa liberale.<br>Nel momento in cui, grazie anche alla sensibilità dimostrata dalla presidente Annunziata e dai consiglieri Rumi e Veneziani, si apre un problema di rinnovamento dei vertici istituzionali della RAI, è tanto più urgente porre con forza il problema delle garanzie della libertà e del pluralismo e dell’etica della comunicazione, tutti problemi che spesso sembrano essere avvertiti in maniera ben diversa a seconda delle convenienze del momento.<br>Si pensi al fatto che una delle critiche mosse alla trasmissione di «RaiOt» era la concomitanza con il lutto nazionale per i morti di Nassiryia, concomitanza che non ha impedito invece la trasmissione di inopportuni intermezzi pubblicitari e la continuazione della messa in onda delle trasmissioni più dozzinali e volgari.<br>È evidente dunque che quello che viene censurato è la manifestazione della diversità e del dissenso: nel suo intervento il collega Romani paragonava alla presunta natura non satirica del monologo di Sabina Guzzanti l’efficacia comica di un monologo di Beppe Grillo, ma è il caso ricordare come Grillo non solo sia assente da anni dalle trasmissioni della RAI, ma sia stato censurato anche da Mediaset non appena è comparso in una trasmissione spesso portata ad esempio della libertà dell’azienda del Presidente del Consiglio come «Striscia la notizia» perché, evidentemente, è l’intero sistema radiotelevisivo che va verso l’emarginazione di chi disturba e fa pensare.<br>Lo dimostra il modo in cui è stata condotta la vicenda di Biagi, lo dimostra il fatto che anche un conduttore di certo non politicamente impegnato come Paolo Bonolis susciti reazioni censorie se da voce a sentimenti diffusi fra i cittadini. Non si comprende perché non si possa parlare delle preoccupazioni che suscita la nuova legge sulla procreazione assistita e si ritiene invece ammissibile, ad esempio, attribuire l’esclusiva della rappresentanza in video del mondo delle comunità terapeutiche a San Patrignano e Don Gelmini, senza dare voce a tanti altri differenti approcci terapeutici laici o cattolici.<br>Dopo aver ricordato una serie di altri episodi di censura o di ostracismo verificatesi negli ultimi mesi, da Massimo Fini a dirigenti come Freccero e Parascandolo, il deputato Giulietti ricorda come nella recente audizione del dottor Paolo Francia quest’ultimo abbia fatto affermazioni sulle quali ci si aspetterebbe una sensibilità etica e attenzione da parte degli organi dirigenti dell’azienda almeno pari a quelle dimostrate nel caso Guzzanti. <br>
    0:48 Durata: 17 min 4 sec
  • Michele Bonatesta (AN)

    Il senatore Bonatesta concorda con l’analisi del collega Landolfi circa il carattere della trasmissione di Sabina Guzzanti, osservando come la sinistra debba essere particolarmente grata a personaggi come questa attrice, che le consentono di riproporre, seppure sempre più stancamente, inconsistenti accuse di regime, che non sarebbe possibile formulare se non vi fosse la necessità di contenere evidenti sconfinamenti di attori e giornalisti della RAI dalle regole della convivenza democratica, del rispetto umano e del pluralismo. <br>L’oratore chiede quindi al Direttore generale di conoscere il contenuto del contratto di Paolo Bonolis e in particolare se sia vero che l’artista, come è stato affermato, abbia ottenuto una clausola secondo la quale non gli possono essere applicate multe.<br>Il senatore Bonatesta ritiene che sarebbe opportuno conoscere questi dati anche per meglio valutare la sequela di «incidenti» in cui è intercorso Bonolis, prima svolgendo impropriamente il mestiere di sondaggista, poi rilasciando ad un settimanale dichiarazioni che ha subito dopo smentito, ma che il settimanale stesso ha confermato con le registrazioni alla mano, e infine svolgendo un’informazione su un tema delicato come la procreazione assistita dando voce solo all’opinione contraria alla nuova legge. <br>
    1:05 Durata: 8 min 19 sec
  • Davide Caparini (LNP)

    Il deputato Caparini condivide l’opinione secondo cui non spetti alla Vigilanza né fornire interpretazioni pedagogico-estetiche, né decidere sulla continuazione di una trasmissione che dovrà essere decisa responsabilmente da chi di dovere. <br>Egli auspica quindi che la Commissione possa al più presto rivedere la disposizione sulla presenza dei politici nelle trasmissioni di intrattenimento che si è dimostrata finora di ben difficile applicazione. <br>
    1:13 Durata: 2 min 51 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli sottolinea che la convocazione di questa audizione – richiesta dal Consiglio di amministrazione ma che sicuramente sarebbe comunque avvenuta per iniziativa di qualche Gruppo parlamentare – non ha certamente lo scopo né di assumere decisioni né di stabilire canoni estetici, due compiti che certamente non spettano alla Commissione, ma solo di consentire che le decisioni degli organi della RAI possano essere assunte con la massima trasparenza, sulla base di motivazioni note e discusse in un pubblico dibattito. <br>
    1:16 Durata: 4 min 29 sec
  • Lucia Annunziata, presidente della Rai

    Intervenendo in sede di replica la presidente Annunziata si sofferma sul caso Bonolis, che a suo parere riveste un importante valore emblematico. <br>E' evidente infatti che Paolo Bonolis è un conduttore certamente lontano dall’idea di una funzione anche solo velatamente politica della sua attività.<br>Se la trasmissione di domenica - che in fondo affrontava il problema della nuova legge sulla procreazione nel modo proprio di questo tipo di trasmissione, vale a dire dal punto di vista dei sentimenti delle persone coinvolte - ha suscitato tante polemiche, è perché oggi la RAI vive un periodo di desertificazione dell’informazione e dell’approfondimento.<br>Ella ricorda periodi in cui l’approfondimento giornalistico era ben più vivo, non ci si preoccupava di evitare la concorrenza tra diversi giornalisti negli stessi orari, si trattavano i temi più scottanti. In realtà il vero motivo per cui la trasmissione di Bonolis è sembrata così scandalosa e dirompente è che su un tema di enorme impatto sociale ed esistenziale come la nuova disciplina sulla procreazione medicalmente assistita, un argomento sul quale in Parlamento c’è stato un dibattito vivacissimo e trasversale, non vi è stata in tutti questi mesi che una sola trasmissione di Bruno Vespa. <br>Repliche
    1:21 Durata: 7 min 39 sec
  • Flavio Cattaneo, direttore generale della Rai

    Il direttore generale Cattaneo contesta che si possa parlare di un impoverimento o una sterilizzazione dei programmi di approfondimento RAI, ove si pensi al fatto che l’attuale palinsesto, che vede ogni settimana cinque puntate di «Porta a Porta», «Primo Piano», «Ballarò», «Excalibur» e «TV Sette», rende perfino difficile immaginare la possibilità di collocare un’altra trasmissione di approfondimento.<br>Si può ritenere che alcuni argomenti sono stati trattati insufficientemente, ma bisogna ricordare che i temi sono liberamente scelti dagli autori dei programmi o dai direttori di testata qualora non si tratti di programmi di rete.<br>Allo stesso modo il dottor Cattaneo nega che si possa parlare di una assenza della satira in RAI, laddove vi sono numerosi programmi di satira, in alcuni casi anche con sconfinamenti nell’ambito dell’informazione e della comunicazione seppure meno significativi di quello plateale rappresentato da «RaiOt».<br>A proposito di quest’ultima trasmissione il Direttore generale fa presente che è tuttora in corso il tentativo di consentirne la messa in onda e che è stata anche formulata la proposta di visionare le puntate settimana per settimana, ma che Studio Uno - la società che produce «RaiOt» e che pure è sicuramente animata da spirito di collaborazione - ha finora ritenuto di non poter accedere alle proposte della direzione sia per la natura del programma sia per il rifiuto dell’autrice di sottoporre i suoi testi ad una preventiva valutazione. <br>
    1:28 Durata: 9 min 44 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli, preso atto, sulla base delle dichiarazioni del Direttore generale, che la vicenda deve considerarsi tutt’ora non conclusa, invita il dottor Cattaneo a far conoscere a questa Commissione le decisioni definitive quando saranno assunte e le loro motivazioni. <br>Ringrazia quindi la Presidente, il Direttore generale e i componenti del Consiglio di amministrazione e dichiara conclusa l’audizione. <br>La seduta termina alle 16h00. <br>
    1:38 Durata: 1 min 52 sec