03 DIC 2003

Vigilanza Rai: Audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 17 min

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Audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione della Presidente, del Direttore generale e del Consiglio di amministrazione della RAI", registrato mercoledì 3 dicembre 2003 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 17 minuti.
  • Presidente

    Il presidente, senatore Petruccioli, rinnova, alla presenza dei vertici della RAI, la riprovazione più netta e la umiliata preoccupazione già espresse in seduta la scorsa settimana per l’espressione di razzismo antisemita rivolta contro Clemente J. Mimun in una scritta all’interno degli edifici della RAI.<br>Purtroppo si registra in Europa una ripresa virulenta di atteggiamenti ed atti contro gli ebrei; nei confronti di tali fenomeni la denuncia e il contrasto devono essere forti e non rituali, deplorando ad esempio l’uso di espressioni come «razza ebraica», comunque ambigue anche in contesti che vogliono essere innocenti.<br>Oggetto dell’odierna seduta è la vicenda relativa alla trasmissione «RaiOt», che sarebbe giunta comunque all’esame della Commissione, ma sulla quale ha comunque chiesto di essere ascoltato il Consiglio di amministrazione della RAI.<br>Il caso in questione coinvolge la libertà dell’informazione e l’esercizio della responsabilità, i due pilastri sui quali si regge il sistema dell’informazione e della comunicazione in un contesto liberale e democratico, in particolare per quanto riguarda il servizio pubblico.<br>Non è la prima volta che la Commissione si occupa di queste questioni, lo ha fatto con riferimento ai casi, conclusisi molto diversamente di Enzo Biagi e di Michele Santoro, in quello della trasmissione «Cyrano», sulla quale egli ha concluso il lavoro istruttorio affidatogli che porterà all’attenzione della Commissione, così come sta raccogliendo informazioni, che sottoporrà preliminarmente all’Ufficio di Presidenza, sull’ipotetica partecipazione di Paolo Rossi alla trasmissione «Domenica in». Il Presidente ricorda che nella predetta seduta del 18 novembre il CdA ha invitato il Direttore generale a sospendere temporaneamente la messa in onda del programma «RaiOt», e a proseguire nella realizzazione delle successive cinque puntate al fine di valutarle complessivamente, per tutelare l’azienda da possibili future conseguenze civili e penali.<br>Naturalmente non viene addotta alcuna altra motivazione, che sarebbe palesemente incompatibile col principio della libertà di espressione.<br>Il Presidente, pur condividendo la cautela dell’azienda, non ritiene condivisibile la procedura indicata dal CdA per tradurla in atto, data l’impossibilità a suo parere di proporre la messa in onda delle successive cinque puntate diverse settimane dopo la loro realizzazione, pena la perdita del rapporto con l’attualità che è essenziale a quel tipo di trasmissione.<br>Meglio sarebbe seguire con particolare attenzione la realizzazione delle singole puntate e mandarle in onda settimana per settimana.<br>Resta da chiarire il problema della responsabilità di seguire la realizzazione del programma e decidere sulla messa in onda.<br>La Commissione, discutendo le vicende relative a Enzo Biagi e Michele Santoro, ha già avuto modo di rilevare come il problema sia controverso e complesso, tanto che ci si è sentito dire di volta in volta che la decisione del Direttore di rete è insidacabile, ovvero che questa spetti al Direttore generale.<br>A suo parere comunque la responsabilità editoriale dovrebbe essere del Direttore di rete, salvo il potere di Direttore generale in caso di contrasto di proporre, se lo ritiene opportuno, al Consiglio di amministrazione la sostituzione del Direttore di rete.<br>In ogni caso è evidente che non si può aggirare la questione della decisione editoriale richiamandosi al parere dell’Ufficio legale sulle possibili ripercussioni civili o penali sui contenuti dei singoli programmi, dal momento che il parere degli organi consultivi non può sostituire l’assunzione delle responsabilità di chi di dovere. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 14h40<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 12 min 42 sec
  • Lucia Annunziata, presidente della Rai

    La presidente della RAI, dottoressa Lucia Annunziata, ricorda in primo luogo che, intorno alle 14 di domenica 15 novembre, data per la quale era prevista la messa in onda di «RaiOt», il direttore di RAITRE Ruffini le aveva sottoposto la sua opinione circa l’opportunità di sospendere il programma, in quanto da lui ritenuto non coerente con la linea editoriale della rete.<br>Ella aveva rappresentato al Direttore di RAITRE la sua opinione contraria alla sospensione una trasmissione già programmata.<br>Dopo la messa in onda di «RaiOt», e in particolare in relazione alle azioni legali prima minacciate e poi adottate da Mediaset, il Consiglio di amministrazione, preso atto del parere dell’Ufficio legale, ha adottato a maggioranza la soluzione di sospendere la trasmissione rinviandone la messa in onda dopo la realizzazione e la messa in onda complessiva delle altre cinque puntate.<br>A tale soluzione si erano opposti lei e il consigliere Veneziani, che ritenevano invece preferibile una formula come quella indicata nel suo precedente intervento dal presidente Petruccioli. Peraltro il Consiglio di amministrazione ha accettato la loro indicazione di sostituire l’espressione «valutare preventivamente» con quella «valutare complessivamente», proprio per evitare l’impressione che si intendesse censurare preventivamente il programma.<br>La dottoressa Annunziata ricorda peraltro che la soluzione da lei proposta aveva avuto un precedente nel 2001, in occasione della nota puntata della trasmissione «Satyricon» di Daniele Luttazzi di cui era stato ospite Marco Travaglio.<br>Anche in quel caso, che pure determinò azioni legali nei confronti della RAI, la questione fu esaminata dal Consiglio di amministrazione di allora che deliberò di sospendere la trasmissione, che infatti la settimana successiva non andò in onda, e seguire con attenzione e singolarmente le puntate successive che vennero regolarmente trasmesse senza ulteriori polemiche. <br>Relazioni
    0:12 Durata: 12 min 46 sec
  • Flavio Cattaneo, direttore generale della Rai

    Il direttore generale Cattaneo ricorda in primo luogo come anche egli domenica 15 novembre, peraltro dopo la dottoressa Annunziata, fosse stato contattato dal direttore Ruffini che gli aveva espresso le sue perplessità in ordine alla trasmissione «RaiOt», soprattutto in riferimento alla concomitanza con i funerali dei soldati caduti a Nassyria. Il dottor Cattaneo ritiene in primo luogo necessario ricorda, al fine di dimostrare quanto siano ingiustificate le accuse di censura rivolte alla RAI, che nel solo periodo in cui l’azienda è stata amministrata dall’attuale Consiglio, vi sono state, spesso su RAITRE, importanti trasmissioni di satira come «Il caso Scrafoglia» di Corrado Guzzanti, «Dove osano le quaglie» di Dose e Presta, «BRA» di Serena Dandini.<br>Il fatto però che la RAI sia una azienda libera, nella quale non vige alcuna censura - neanche rispetto alla trasmissione di Sabina Guzzanti che è stata infatti oggetto di dibattito in numerose sedi televisive della RAI - non fa venir meno un compito di vigilanza diretto a tutelare l’azienda da conseguenze civili e penali.<br>Non si può dunque ignorare che nella trasmissione in questione, in particolare nella parte di monologo che difficilmente poteva essere caratterizzata come satira - e che non era neanche del tutto conforme all’originario impegno della Guzzanti di realizzare una sorta di «telegiornale satirico» - siano state fatte delle affermazioni che hanno comportato per l’azienda una citazione in giudizio da parte di Mediaset, che ha chiesto un risarcimento di venti milioni di euro, nonché richieste di rettifica da parte di importanti aziende che sono anche inserzioniste della RAI.<br>In realtà deve essere chiaro che se all’interno di un programma di satira si vuole realizzare uno spazio di pura informazione, ciò deve essere fatto secondo le regole dell’informazione, e quindi con assunzione di responsabilità da parte di un giornalista, rispetto del pluralismo e citazione delle fonti.<br>Il dottor Cattaneo ritiene comunque che la soluzione adottata dal Consiglio di amministrazione sia pienamente soddisfacente, anche perché il contenuto della trasmissione di Sabina Guzzanti, che faceva riferimento a vicende come la P2 o il processo Andreotti, non sembra giustificare la preoccupazione che le trasmissioni possano perdere di attualità.<br>La soluzione opposta non sembra praticabile dal momento che, secondo lo schema proposto dalla società Studio Uno che produce il programma, le singole cassette potrebbero essere visionate solo la mattina della domenica in cui dovrebbero andare in onda.<br>Per quanto riguarda la questione della responsabilità, egli sottolinea che il Direttore di rete è un dirigente di primo livello, che è quindi responsabile della programmazione della rete sotto la supervisione del Direttore generale nell’ambito del piano editoriale fissato dal Consiglio di amministrazione, che peraltro potrebbe ad esempio, se lo ritenesso opportuno, incaricare lui stesso della supervisione di un programma come «RaiOt», a tutela degli interessi dell’azienda.<br>Il Direttore generale si sofferma infine sugli ormai consolidati risultati positivi dell’azienda, che ha vinto il confronto autunnale con Mediaset dopo quello estivo, osservando in particolare che dopo ben diciassette anni il preserale di RAIUNO è stabilmente in testa rispetto a «Striscia la notizia».<br>Egli rileva altresì la confortante inversione di tendenza nella raccolta pubblicitaria, per la quale era stata messa in preventivo per il 2003 una flessione di 34 milioni di euro rispetto all’anno precedente, rivalutata in aprile addirittura in 122 milioni, mentre l’anno si chiude con un incremento di entrate pubblicitarie di 20 milioni di euro. <br>
    0:25 Durata: 22 min 30 sec
  • Presidente, sull'ordine dei lavori

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    0:47 Durata: 1 min 49 sec
  • Lucia Annunziata

    La presidente Annunziata, ad integrazione del suo intervento, fa presente che il suo riferimento al precedente della trasmissione «Satyricon» intendeva anche esortare ad una valutazione equilibrata degli effettivi rischi legali a cui questa o quella trasmissione può esporre l’azienda. Anche in quel caso infatti Mediaset presentò una richiesta di risarcimento dei danni nei confronti della RAI, oltretutto ben più pesante di quella presentata adesso, senza però che l’azione legale fosse poi portata avanti. <br>
    0:49 Durata: 1 min 13 sec
  • Angelo Maria Petroni, consigliere d'amministrazione della Rai

    Il consigliere Petroni ritiene che la scelta adottata dal Consiglio di amministrazione sia stata determinata dalla necessità di non venire meno a precise responsabilità di vigilanza che derivano non solo dalla struttura delle deleghe, ma anche dalle norme generali del Codice Civile sulle società, fatto salvo evidentemente il carattere personale della responsabilità penale. <br>
    0:50 Durata: 3 min 58 sec
  • Vittorio Pessina (FI)

    Il senatore Pessina si congratula in primo luogo per i brillanti risultati realizzati dagli attuali organi direttivi della RAI e testimoniati dal dottor Cattaneo.<br>Per quanto riguarda la questione relativa la trasmissione «RaiOt» ritiene che in questo caso non si possa comunque parlare di censura della satira, e ciò semplicemente perché mancava la satira, tale non potendosi definire un programma che si sostanziava semplicemente in una serie di gratuite offese al Presidente del Consiglio, alla maggioranza democraticamente eletta dai cittadini e alle aziende fondate da Silvio Berlusconi.<br>Si è trattato quindi di un esempio di faziosità che ha ricordato i tempi della RAI amministrata dal centro-sinistra e che non trova, né può trovare, alcun esempio consimile espresso dalla cultura delle forze politiche che sostengono la maggioranza.<br>Il senatore Pessina conclude rilevando che gli organi direttivi della RAI non possono non tutelarsi rispetto ad una trasmissione che espone l’azienda alle giustificate azioni legali di una società come Mediaset che ha visto le sue quotazioni di borsa precipitare il giorno successivo alla trasmissione, con una perdita di 280 milioni di euro. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:54 Durata: 6 min 2 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato Carra osserva come il dibattito odierno si inquadri in una fase in cui la Commissione di vigilanza sta vivendo una sorta di crisi di identità, impegnata com’è ad interrogarsi sulle presenze in video degli uomini politici o sulla possibilità o meno di trasmettere programmi di satira politica. Il problema è evidentemente di volontà politica da parte degli organi direttivi dell’azienda i quali, piuttosto che farsi scudo dei pareri dell’Ufficio legale e di azioni intentate contro l’azienda che hanno molto probabilmente natura emulativa, farebbero meglio ad assumersi in pieno la responsabilità delle proprie scelte e a dire chiaramente a questa Commissione che evidentemente quel programma a loro non interessa perché a loro non piace, indipendentemente dagli eccellenti risultati di ascolto che ha avuto questa trasmissione. <br>
    1:00 Durata: 8 min 42 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato Giordano osserva come sia singolare che le forze di maggioranza lancino inviti ad abbassare i toni in un momento in cui si spengono le voci. <br>L’episodio di censura preventiva che si sta infatti verificando con «RaiOt» - non diversamente infatti può essere definita la decisione di subordinarne la messa in onda alla preventiva visione e valutazione di tutte e cinque le puntate - si inquadra in un processo di desertificazione culturale della RAI in cui scompaiono tutte le voci alternative all’orientamento politico-culturale dominante.<br>Non è certo solo questione di satira: si pensi all’assoluto silenzio della RAI intorno ad un evento importante come il Forum sociale di Parigi, ovvero alla scomparsa dagli schermi televisivi di manifestazione di conflittualità sociale come il recente sciopero dei metalmeccanici, si pensi alla mancata concessione del diritto di replica ai sindacati rispetto all’informazione del Governo sulla riforma delle pensioni.<br>La necessità di tutelare la RAI da azioni legali è un pretesto non sostenibile, a meno che non si voglia pretendere di controllare preventivamente tutte le trasmissioni che possono suscitare risentimenti in chicchessia, comprese quelle realizzate in diretta. In realtà, nel momento in cui oltretutto viene approvata una riforma del sistema radiotelevisivo destinata a ridurre gli spazi di effettivo pluralismo, bisogna chiaramente affermare che è in atto una stretta sul sistema dell’informazione e della comunicazione speculare alla perdita di consenso sociale dell’attuale maggioranza.<br>Il presidente Petruccioli rinvia il seguito del dibattito alla prossima seduta.<br>La seduta termina alle 15h55. <br>
    1:09 Durata: 7 min 53 sec