25 FEB 2004

Vigilanza Rai: Audizione dei responsabili dei sindacati CGIL, CISL e UIL della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 35 min

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Audizione dei responsabili dei sindacati CGIL, CISL e UIL della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI .

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione dei responsabili dei sindacati CGIL, CISL e UIL della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI", registrato mercoledì 25 febbraio 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 35 minuti.
  • Introduzione del presidente

    <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 14h20<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong>
    0:00 Durata: 1 min 14 sec
  • Flavio Tomei, rappresentante della SIC-UIL

    Dopo una breve introduzione del presidente, senatore Petruccioli, prende la parola Flavio Tomei in rappresentanza della SIC-UIL. <br>La situazione dei precari RAI attualmente vive una situazione di grande difficoltà che sfocia in un abnorme fenomeno di contenzioso giudiziario, che determina la limitazione occupazionale da parte di chi si avvia su questo percorso senza nessuna garanzia che la strada intrapresa determini l’assunzione, mentre contemporaneamente la RAI trova difficoltà a contrattualizzare alcune figure professionali che non hanno aderito al bacino di riferimento.<br>La UILCOM-UIL ritiene la costituzione dei bacini di reperimento del personale per tutte le figure professionali un primo passo, e quindi l’inizio di un percorso lavorativo che deve determinare per il futuro essenzialmente due condizioni, vale a dire un accesso al lavoro non discrezionale, in base ad una priorità di bacino determinato da regole oggettive, nonché il riconoscimento che il bacino non è un punto di arrivo ma è il mezzo per costruire un rapporto di lavoro stabile e strutturale, come d’altronde in parte è avvenuto per 50 programmisti-registi assunti dal bacino di riferimento. La UILCOM-UIL in previsione della riunione indetta dal Responsabile delle Risorse Umane prevista per la prossima settimana con all’ordine del giorno la situazione dei precari, rappresenterà questa esigenza confidando nella possibilità di trovare un terreno comune di incontro con la RAI, in quanto altrettanto interessata e preoccupata del problema.<br>Evidentemente il problema del lavoro non investe solo la RAI, è un problema generale nel Paese, che ha bisogno di sostegno e finanziamenti attraverso atti legislativi che diano certezze dal punto di vista delle risorse.<br>Nel corso degli anni molte di queste riunioni hanno determinato come unico risultato assunzioni di soli precari giornalisti, da questo punto di vista qualora si dovesse determinare l’identico risultato, la riterremmo una provocazione inaccettabile in quanto negli anni l’unica categoria che ha visto il numero crescere è proprio la categoria dei giornalisti, nei fatti determinando una distinzione offensiva tra precariato nobile e il precariato meno nobile. <br>Relazioni
    0:01 Durata: 3 min 1 sec
  • Daniele Mattaccini, rappresentante della FISTEL-CISL

    Il rappresentante della FISTEL-CISL Daniele Mattaccini illustra in primo luogo una rilevazione degli organici a tempo determinato e a tempo indeterminato della RAI, ricavata dai bilanci aziendali per gli anni 1991, 1994 e 2002, dai quali risulta che il personale della RAI è complessivamente diminuito dalle 13.281 unità del 1991, alle 12.219 del 1994 e alle 11.011 del 2002. Contemporaneamente però il personale a tempo determinato, che tra il 1991 e il 1994 era diminuito da 1.419 a 1.077 unità - di cui 17 giornalisti e 1.060 altri dipendenti -, e poi cresciuto fino a 1.648 unità nel 2002, di cui 262 giornalisti e 1.386 altri dipendenti.<br>Se si guarda più in particolare alla distribuzione del personale fra le tre categorie principali - giornalisti, dirigenti e dipendenti - si osserva che i dirigenti sono diminuiti tra il 1994 e il 2002 da 493 a 369 unità - ovviamente per questa categoria non vi è personale precario - i giornalisti sono aumentati da 1.637 a 1.673 e il restante personale è diminuito complessivamente da 10.089 unità a 8.969.<br>È quindi evidente che, essendo il personale dipendente non giornalista diminuito in otto anni di 1.120 unità complessive, ed essendo contemporaneamente aumentato il numero dei precari di 326 unità complessive, l’azienda ha di fatto portato avanti una politica di riduzione del personale basata da un lato sulla contrazione degli organici e dall’altra sulla copertura del turn over con personale a tempo determinato.<br>Il sindacato ha dato sicuramente la più ampia disponibilità, come è stato dimostrato anche con la sottoscrizione dell’accordo sui bacini di reperimento, nella consapevolezza della necessità di assicurare una quota fisiologica di flessibilità, di tener conto della scomparsa delle incentivazioni al turn over che hanno operato negli scorsi anni e del nuovo quadro di riferimento determinato dal decreto legislativo n. 368 del 2001.<br>Tuttavia è necessaria da parte dell’azienda una maggiore disponibilità per ridurre l’area del precariato e offrire ai lavoratori delle effettive garanzie per il loro futuro professionale. <br>
    0:04 Durata: 16 min 49 sec
  • Presidente

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    0:13 Durata: 1 min 59 sec
  • Daniele Mattaccini, Presidente

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    0:15 Durata: 32 sec
  • Sabatino Aracu (FI)

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    0:15 Durata: 1 min 5 sec
  • Daniele Mattaccini

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    0:16 Durata: 5 sec
  • Marco Del Cimmuto, rappresentante della SLC-CGIL

    Concorda Marco Del Cimmuto rappresentante della SLC-CGIL il quale sottolinea che la creazione di un sistema di regole e di tutele è interesse non solo dei lavoratori ma soprattutto dell’azienda, nei confronti della quale sono attualmente pendenti circa cinquecento ricorsi giurisdizionali presentati da personale non giornalista. <br>Il tasso di soccombenza dell’azienda è all’incirca dell’80 per cento, ciò che costituisce oltretutto la prova del carattere improprio e strumentale con il quale in questi anni si è fatto ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato.<br>Se si considera che le spese giudiziarie sopportate dalla RAI sono valutate mediamente in 30 mila euro per ogni causa e che la vittoria dei ricorrenti implica sostanziosi risarcimenti a carico dell’azienda è evidente la necessità di un profondo ripensamento della politica adottata dalla RAI nei confronti del personale precario. <br>
    0:21 Durata: 11 min 29 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato Giulietti chiede chiarimenti in ordine allo stato della trattativa con l’azienda e quali siano gli accordi finora conclusi. <br>Egli coglie quindi l’occasione per segnalare alla Presidenza tre importanti questioni.<br>In primo luogo, anche in relazione all’intervento del Presidente del Consiglio nel corso dell’ultima puntata della «Domenica Sportiva», egli segnala l’opportunità di chiedere chiarimenti al dottor Cattaneo circa la sua recente circolare nella quale invitava i Direttori di Rete e di Testata all’applicazione della cosiddetta regola dei tre terzi nelle presenze dei politici in trasmissioni, una regola che a suo parere non può evidentemente avere valore al di fuori del ristretto ambito dei notiziari.<br>In secondo luogo egli sollecita, a completamento dell’acquisizione di informazioni sui problemi del TG1 iniziata con l’audizione del dottor Mimun, una audizione del Comitato di redazione della Testata. <br>Infine egli chiede al Presidente di voler assumere informazioni circa il problema sollevato dal maestro Claudio Abbado circa la ricevibilità in Italia del canale satellitare Artè. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:32 Durata: 6 min 36 sec
  • Presidente

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    0:39 Durata: 2 min 1 sec
  • Antonio Falomi (DS-U)

    Il senatore Falomi si associa alla richiesta del deputato Giulietti di conoscere quale sia lo stato effettivo delle trattative e quale, a giudizio dei sindacati, la strada percorribile per la soluzione del problema del precariato. <br>Egli chiede quindi al presidente Petruccioli di acquisire la circolare del direttore generale Cattaneo sulla ripartizione delle presenze dei politici in televisione che a suo parere appare illegittima, sia perché non circoscrive con precisione l’adozione della regola dei tre terzi ai soli programmi di informazione, sia perché sembra far riferimento per l’attribuzione di un terzo del tempo al solo Governo e non alle cariche istituzionali nel loro complesso, sia infine perché appare troppo rigida; è evidente infatti la crescente tendenza dei telegiornali a passare sempre e comunque in video dichiarazioni di uomini politici a commento anche di mere notizie di carattere politico che non avrebbero bisogno di ulteriori chiose. <br>Infine l’oratore fa presente l’opportunità di segnalare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni le violazioni ormai sempre più frequenti dell’atto di indirizzo della Commissione dell’11 marzo 2003 sul pluralismo, specialmente per quanto riguarda la partecipazione ingiustificata di uomini politici a programmi di intrattenimento. <br>
    0:41 Durata: 6 min 46 sec
  • Presidente

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    0:47 Durata: 51 sec
  • Giampaolo D'Andrea (Mar-DL-U)

    Il senatore D’Andrea osserva come un aspetto di particolare interesse, ma certamente non incoraggiante, di queste audizioni è il fatto che tra le posizioni dell’azienda e quelle dei sindacati non solo si riscontrano, come è normale, talune valutazioni differenti, ma perfino ricostruzioni non coincidenti nella sostanza, ad esempio per quanto riguarda il numero dei precari. <br>Dopo l’audizione di ieri ad esempio l’Ufficio stampa della RAI ha immediatamente provveduto ad una puntigliosa rettifica dei dati forniti dai rappresentanti dei giornalisti precari, anche se alle volte si ha l’impressione che i comunicati dell’Ufficio stampa della RAI più che a precisare o correggere informazioni siano diretti a ridefinire posizioni di potere, si pensi alla sollecitudine con cui un comunicato dell’Ufficio stampa ha precisato che quei giornalisti e direttori che avevano espresso la loro solidarietà al dottor Maffei nei confronti dell’intervento di domenica in trasmissione della presidente Annunziata erano stati autorizzati dal Direttore generale.<br>L’oratore chiede quindi ai rappresentanti dei sindacati quale sia il rapporto fra le dimensioni del precariato RAI e il ricorso agli appalti esterni. <br>
    0:48 Durata: 5 min 49 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli risponde in primo luogo alle sollecitazioni del deputato Giulietti e del senatore Falomi facendo presente di aver già richiesto al direttore generale Cattaneo il testo della circolare da lui emanata sulla ripartizione dei tempi tra le forze politiche e di avergli già intanto fatto presente, con una lettera che del resto è a disposizione dei componenti della Commissione, che l’adozione della regola dei tre terzi - che peraltro nasce come un criterio meramente aziendale, sul quale la Commissione non si è mai pronunciata ufficialmente - è giustificata per i notiziari ma non per i programmi di approfondimento dove, essendo noto il tema in discussione va privilegiata l’effettiva parità del contraddittorio. In ogni caso si tratta di una regola che concerne la presenza dei politici nelle trasmissioni di informazione mentre per quelle di intrattenimento valgono i limiti e le regole poste dalla Commissione nell’atto di indirizzo sul pluralismo, che peraltro risulta essere stato violato 240 volte solo nel periodo settembre-novembre 2003. <br>In proposito egli fa presente al senatore Falomi di aver già informato l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni della reiterata violazione dell’atto di indirizzo della Commissione.<br>Il Presidente fa inoltre presente al deputato Giulietti di essersi già attivato per ottenere informazioni sul problema della ricezione di Artè. <br>Egli si sofferma quindi sui dati forniti dal rappresentante della CISL in ordine alla dinamica del personale e del precariato negli ultimi dieci anni. <br>In particolare egli osserva che se per quanto riguarda i dipendenti non giornalisti l’incremento del precariato tra il 1994 e il 2002 è stato indubbiamente molto significativo, passando dal 10 al 15 per cento del totale, per i giornalisti è stato addirittura tale da modificare in profondità la disciplina della collaborazione giornalistica da parte dell’azienda, dal momento che nello stesso periodo è passato dall’1 per cento al 17 per cento.<br>I rappresentanti dei sindacati hanno convenuto sul fatto che una certa flessibilità è strutturalmente legata ai ritmi di lavoro stagionali dell’azienda, anche se non va dimenticato che in una certa misura un andamento ciclico della produzione e dell’impegno di lavoro nel corso dell’anno è tipico di qualsiasi azienda, anche non editoriale e comprese quelle che non fanno ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato. È pertanto evidente, e su questo punto sarebbe utile una valutazione dei sindacati, quale sia la dimensione del precariato in RAI da considerare fisiologica, costituendo questo il punto di partenza per l’individuazione di una soluzione alla luce, evidentemente, anche delle problematiche del turn over e del ricorso a risorse esterne all’azienda. <br>
    0:54 Durata: 10 min 34 sec
  • Flavio Tomei

    Il rappresentante della UIL-SIC Flavio Tomei si sofferma sui contenuti dell’accordo del 16 aprile 2003 sui bacini di contratto di lavoro a tempo determinato sottolineando come tale accordo sia il frutto di un approccio realistico e collaborativo che purtroppo non è stato condiviso da tutti i sindacati, dal momento che una rappresentanza sembra preferire la via del conflitto e del ricorso giurisdizionale. <br>Tuttavia deve essere chiaro che la costituzione del bacino non può essere fatta passare dall’azienda come una soluzione soddisfacente e definitiva, ma solo come il presupposto per un percorso definito diretto a garantire una occupazione stabile alla maggioranza del personale precario. <br>Repliche
    1:05 Durata: 7 min 38 sec
  • Daniele Mattaccini,

    Daniele Mattaccini, rappresentante della FISTEL-CISL, fa in primo luogo presente che l’incremento dei dipendenti precari dal 10 al 15 per cento del totale verificatosi negli ultimo otto anni resta comunque entro i limiti massimi stabiliti dal contratto collettivo. <br>Egli descrive quindi le modalità di stipulazione delle transazioni previste dall’accordo del 16 aprile. <br>
    1:12 Durata: 7 min 59 sec
  • Marco Del Cimmuto

    A tale proposito il rappresentante della SLC-CGIL, Marco Del Cimmuto, fa presente che recentemente l’azienda ha modificato unilateralmente il modulo per la transazione, introducendo una nozione più ampia di rinuncia a diritti connessi all’attività svolta in passato che non può essere accettata dai sindacati. <br>
    1:20 Durata: 9 min 3 sec
  • Daniele Mattaccini

    La seduta termina alle 15h45. <br>
    1:29 Durata: 2 min 25 sec