02 MAR 2004

Vigilanza Rai: Audizione dello SNATER, di UGL e LIBERSIND della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 1 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Audizione dei rappresentanti dello SNATER in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI.

Audizione dei rappresentanti dei sindacati UGL e LIBERSIND della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione dello SNATER, di UGL e LIBERSIND della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI", registrato martedì 2 marzo 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 1 minuto.
  • Introduzione del presidente

    <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>Le audizioni cominciano alle 14h20<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><p><strong>Audizione dei rappresentanti dello SNATER in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI.</strong>
    0:00 Durata: 1 min 35 sec
  • Relazione di Antonio Lovato, segretario generale dello S.N.A.TE.R.

    Dopo una breve introduzione del presidente, senatore Claudio Petruccioli, prende la parola Antonio Lovato, segretario generale del Sindacato autonomo telecomunicazioni, radiotelevisioni e società consociate (S.N.A.TE.R.), il quale sottolinea in primo luogo che, in un settore come quello radiotelevisivo, il problema del precariato non investe solo la legittima aspettativa della sicurezza del posto di lavoro, ma anche l'autonomia e la libertà espressiva e artistica di questi lavoratori.L'oratore rivolge, quindi, un pressante invito ai componenti della Commissione affinchè valutino la possibilità di ricercare una soluzione legislativa al problema, sulla falsariga del disegno di legge che fu presentato nella scorsa legislatura, primo firmatario l'allora presidente della Commissione, Storace. Tale proposta, egli sottolinea, prevedeva requisiti per la trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, tali da scongiurare il rischio di una sanatoria indiscriminata - che certamente le associazioni sindacali non auspicano - ma al tempo stesso idonei a dare giustizia a lavoratori che si vedono rinnovare di anno in anno un contratto a tempo determinato per svolgere funzioni che dovrebbero essere assegnate a personale di ruolo, e che rientrano in pieno nell'ordinario ciclo produttivo della RAI.<br>Negli scorsi anni le organizzazioni sindacali hanno mostrato la massima disponibilità a trovare un accordo ragionevole con l'azienda, senza trincerarsi dietro questioni di mero diritto ed elaborando un percorso per il progressivo assorbimento del personale precario, senza però che l'azienda tenesse in alcun modo fede agli impegni assunti.<br>La conseguenza, come è noto, è stata un enorme aumento dei ricorsi davanti alla Magistratura del lavoro, con la sistematica soccombenza della RAI che si è vista così costretta ad assumere per ordine del Giudice e con costi evidentemente molto elevati quel personale che avrebbe potuto invece assumere nell'ambito di una razionale politica delle risorse umane.<br>Avviandosi alla conclusione, il rappresentante sindacale rileva come, purtroppo, la mancanza di volontà da parte dell'azienda di risolvere il problema trovi conferma nel modo in cui si sta gestendo la realizzazione delle due nuove reti sperimentali in trasmissione digitale terrestre: non solo infatti per la realizzazione degli impianti si preferisce ricorrere ad appalti con società straniere piuttosto che rinforzare gli organici aziendali, ma non vi è alcun investimento nelle risorse umane per la realizzazione della programmazione delle due nuove reti, tanto da legittimare il sospetto che l'impegno della RAI sul digitale terrestre sia solo di facciata, dal momento che non è pensabile che vi siano molti utenti disposti a spendere denaro nelle nuove tecnologie per poi vedere sostanzialmente la stessa programmazione che si riceve in analogico. <br>
    0:01 Durata: 11 min 18 sec
  • Presidente

    Il presidente Petruccioli chiede di conoscere se lo S.N.A.TE.R., che non ha firmato l'accordo sui bacini dello scorso aprile, abbia mai firmato un accordo con l'azienda sull'eliminazione del precariato, e se ritiene - anche in considerazione del fatto che il Direttore delle Risorse umane della RAI ha testimoniato in questa sede la possibilità di riaprire le trattative - che vi sia uno spazio per una soluzione negoziale. <br>
    0:12 Durata: 1 min 57 sec
  • Antonio Lovato

    Il segretario nazionale Lovato fa presente che nel 1997 lo S.N.A.TE.R. firmò l'accordo sulla costituzione dei cosiddetti bacini dei lavoratori a tempo determinato, senza che da questo derivassero le assunzioni promesse dalla RAI.<br>Per quanto riguarda la possibilità di conseguire una soluzione negoziata del problema, egli fa presente che alla disponibilità manifestata dall'azienda non sono mai seguiti negli ultimi anni comportamenti conseguenti. In particolare l'accordo di aprile firmato dalle altre organizzazioni sindacali prevedeva una ricognizione entro il 30 ottobre delle assunzioni che potevano essere effettuate nel corso del 2004, ricognizione che a tutt'oggi non è stata realizzata. Egli ribadisce quindi la sua convinzione che l'unica alternativa alla via giudiziaria è un provvedimento legislativo.<br>Il Presidente ringrazia il Segretario nazionale dello S.N.A.TE.R. e dichiara conclusa l'audizione. <br>
    0:14 Durata: 8 min
  • Introduzione del presidente

    <p><strong>Audizione dei rappresentanti dei sindacati UGL e LIBERSIND della RAI in ordine alla disciplina del lavoro a tempo determinato nella RAI.</strong>
    0:22 Durata: 1 min 3 sec
  • Relazione di Giuseppe Sugamele, segretario generale del sindacato autonomi LIBERSIND

    Dopo una breve introduzione del presidente Petruccioli prende la parola il segretario generale del sindacato autonomo LIBERSIND Giuseppe SUGAMELE, il quale sottolinea che la problematica del precariato si trascina oramai da molti anni, senza che la RAI abbia fatto alcun passo concreto per risolvere una situazione la cui illegittimità è di palese evidenza, come dimostrano anche le pronunce giurisprudenziali che vedono l'azienda soccombente.<br>Il rifiuto di riconoscere a questi lavoratori i loro diritti, evidentemente determinato dalla volontà dell'azienda di risparmiare sul personale che è pagato molto meno di quello di ruolo, appare tanto più grave se si considera da una parte che la RAI continua a fare una politica di assunzioni, come nel caso dei contratti di formazione lavoro deliberati da RAIWAY, senza operare alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, e dall'altra che continua a sottoutilizzare le proprie risorse interne ricorrendo ad appalti esterni che sono molto spesso uno strumento per l'esercizio del controllo politico sull'azienda. <br>Nell'ambito poi del ricorso agli appalti esterni appare particolarmente grave la situazione del varietà, dove gran parte della produzione RAI è interamente appaltata, secondo il modello cosiddetto "chiavi in mano", alla società Bibi Ballandi. <br>Ad un precariato vero e proprio, costituito dai lavoratori a tempo determinato della RAI, si aggiunge quindi un mercato del lavoro del settore artistico fortemente condizionato dalla posizione monopolistica di questo gruppo, tanto che, se si volessero quantificare i lavoratori che ruotano intorno al sistema produttivo della RAI con una posizione precaria e indefinita, si potrebbe arrivare anche a circa 8.000 unità. <br>
    0:23 Durata: 14 min 57 sec
  • Relazione di Fabrizio Tosini, segretario generale del sindacato UGL Informazione

    Fabrizio TOSINI, segretario generale del sindacato UGL Informazione, ritiene che il problema del precariato nella RAI, come quello degli appalti e delle collaborazioni esterne, debba essere affrontato attraverso la valorizzazione delle risorse umane interne, la ridefinizione delle figure professionali e l'accorpamento delle diverse mansioni tecniche in rapporto alle nuove dotazioni tecnologiche.<br>La costituzione dei bacini di reperimento del personale è sicuramente un passo avanti in direzione di una regolazione del sistema.<br>Tuttavia analoghe iniziative dovrebbero essere assunte anche in materia di appalti e collaborazioni, che sfuggono attualmente a qualsiasi controllo.<br>L'oratore fa quindi appello alla Commissione affinchè sensibilizzi la RAI sulla necessità di avviare una stagione di confronto sindacale senza discriminazioni nei confronti di alcuna organizzazione. <br>
    0:38 Durata: 2 min 36 sec
  • Giuseppe Sugamele

    <br>
    0:41 Durata: 4 min 19 sec
  • Giorgio Lainati (FI) - presidente

    Dopo gli interventi del deputato Lainati - il quale rileva che i numeri forniti dal segretario generale della LIBERSIND sono vistosamente più alti di quelli forniti dagli altri sindacati e dal Direttore delle Risorse umane della RAI - e del senatore Iervolino, il quale chiede di conoscere se sia vero che siano circa 3.000 le persone impegnate a turno nella realizzazione di sceneggiati di lunga serialità nel Centro di produzione di Napoli, il presidente Petruccioli fa presente che, ferma restando l'attenzione che si deve ai problemi dei diritti di tutti i lavoratori, il tema di queste audizioni è quello della problematica del lavoro a tempo determinato nella RAI; problematica evidentemente diversa da quelle dei soggetti che hanno rapporti di lavoro con società appaltatrici ovvero che, di volta in volta, hanno contratti in regime di locatio operis per singole produzioni della RAI.<br>Ciò non toglie, egli conclude, che, come da lui già rilevato in precedenza, il problema del ricorso agli appalti esterni sia essenziale per comprendere il ruolo del lavoro a tempo determinato nella politica aziendale seguita dalla RAI. <br>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:45 Durata: 3 min 8 sec
  • Antonio Iervolino (UDC)

    <br>
    0:48 Durata: 1 min 17 sec
  • Presidente

    <br>
    0:50 Durata: 2 min 50 sec
  • Replica di Fabrizio Tosini - Giuseppe Sugamele

    Il segretario generale della UGL Informazione, Fabrizio Tosini, fa presente al senatore Iervolino che l'UGL ha denunciato da tempo il ricorso a società esterne per la realizzazione nel Centro di produzione RAI di Napoli dello sceneggiato "La squadra", in presenza oltretutto di una vistosa sottoutilizzazione del personale della sede. <br>
    0:52 Durata: 2 min 23 sec
  • Conclusioni del Presidente

    Il Presidente ringrazia gli ospiti intervenuti e dichiara conclusa l'audizione. <br>
    0:55 Durata: 5 min 37 sec