13 MAG 2004

Vigilanza Rai: Audizione del Direttore del TG3 Antonio Di Bella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 22 min

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Audizione del Direttore del TG3, Antonio Di Bella.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione del Direttore del TG3 Antonio Di Bella", registrato giovedì 13 maggio 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 2 ore e 22 minuti.
  • Introduzione del presidente

    Il PRESIDENTE, senatore Petruccioli, ricorda che la presente audizione è stata richiesta ieri da alcuni rappresentanti della maggioranza nel corso dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.<br>In considerazione di quelle che ieri si profilavano come gravi accuse al Tg3, apparse sulle agenzie di stampa, egli ha ritenuto che a tale richiesta si dovesse dar seguito con la massima urgenza, per cui acquisita la disponibilità dei componenti dell'organo allargato, e considerato che non sono previste votazioni, ha ritenuto di poter procedere alla convocazione con un anticipo di sole ventiquattro ore.<br>Dà quindi la parola al dottor Di Bella precisando che l'oggetto dell'audizione è unicamente la vicenda relativa alla messa in onda nel corso della trasmissione «Primo piano» di martedì 11 maggio dell'intervista alla signora Pina Bruno, del modo in cui è stata realizzata e mandata in onda, e non certo delle questioni che nell'intervista stessa sono sollevate.<br>Nella sua esposizione il dottor Di Bella potrà poi anche riferire il suo parere sull'esistenza di una sorta di «linciaggio» nei confronti del Tg3, contro il quale alcuni colleghi gli hanno chiesto di intervenire. <br><strong>Indice degli interventi </strong><br>La seduta comincia alle 14h55<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 3 min 50 sec
  • Relazione di Antonio Di Bella, Direttore del TG3

    Il dottor DI BELLA fa presente che l'intervista alla signora Bruno è stata programmata in relazione al compimento dei sei mesi dalla strage di Nassiryia.<br>La signora Bruno è stata contattata lunedì sera e, dopo una lunga e cordiale telefonata, ha dato la sua disponibilità ad incontrare la troup di «Primo piano» alle 10.30 di martedì 11 maggio. L'intervista è stata effettuata da una giovane collega, per mettere a proprio agio la signora Bruno, alla quale non ha posto che poche e generiche domande, per cui l'intervista si presenta quasi come un monologo della signora Bruno che parla delle sue esperienze e dei suoi sentimenti.<br>Come ha potuto constatare chiunque abbia assistito alla ripresa integrale del colloquio, da lui inviata a questa Commissione e al Direttore generale della Rai, e poi messa a disposizione del pubblico su Internet, nella messa in onda non vi è stata alcuna manipolazione né alcun montaggio; l'intervista è stata evidentemente ridotta alle dimensioni proprie della trasmissione «Primo piano», scegliendone i brani più significativi anche dal punto di vista informativo, come quello in cui la signora Bruno riferisce ciò che le ha raccontato il marito sulle violenze consumate nel carcere di Nassiryia, tagliando invece le parti in cui avevano maggior rilievo considerazioni e valutazioni personali della signora Bruno, quelle sì oltretutto maggiormente suscettibili di essere oggetto di strumentalizzazione e polemica politica. <br>
    0:03 Durata: 4 min 49 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    Il deputato GIORDANO manifesta il più vivo sconcerto, non diretto peraltro al Presidente ma a chi ha chiesto questa audizione, per il fatto che si voglia costruire una sorta di processo al Tg3 lanciando inconsistenti accuse di manipolazione dell'intervista della signora Bruno, quando la vera emergenza è la censura e l'autocensura dell'informazione televisiva italiana, che sta ad esempio oscurando l'enorme questione, al centro del dibattito sui media di tutto il mondo, delle violazioni dei diritti umani in Iraq e dei livelli di responsabilità che vi sono coinvolti.<br>Il caso in esame è un esempio emblematico di tale situazione di progressiva riduzione degli spazi di libertà di informazione: si giunge in sostanza all'assurdo che una testata viene censurata per il fatto di dare delle notizie, con la collaborazione di testate interne alla stessa azienda, come il Gr che questa mattina ha dato notizia unicamente della smentita della signora Bruno e non della replica del Tg3, parlando esplicitamente di «tesi del Tg3 smentite». E' una situazione figlia della grave crisi che si registra al vertice dell'azienda, dove è venuta meno la presidenza di garanzia e vi sono solo quattro Consiglieri tutti esponenti di orientamenti di maggioranza, mentre uno oltretutto è sul piede delle dimissioni.<br>Nel merito poi va detto che la scelta dei brani dell'intervista della signora Bruno da trasmettere si segnala semmai per eccessiva prudenza; il vero quesito - che certamente non è materia di questa Commissione - suscitato dalla ritrattazione della signora Bruno è cosa sia successo dopo la messa in onda di «Primo piano» per indurla a tale passo. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:08 Durata: 8 min 36 sec
  • Presidente

    Il PRESIDENTE Petruccioli nel ribadire i motivi che hanno determinato la convocazione immediata della Commissione fa presente che l'Ufficio di Presidenza di ieri ha comunque convenuto sulla necessità di un dibattito sul tema della guerra dell'informazione nel servizio pubblico. <br>
    0:17 Durata: 47 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    <br>
    0:18 Durata: 1 min 11 sec
  • Paolo Gentiloni (MARGH-U)

    Il deputato GENTILONI SILVERI condivide la preoccupazione del collega Giordano circa il fatto che, in un momento in cui in tutti i paesi in cui vi sia una libera stampa si dibatte sulla questione delle violazioni dei diritti umani in Iraq, in Italia la questione venga spinta ai margini del dibattito pubblico e l'interesse dell'opinione pubblica venga deviato su questioni inesistenti come la presunta manipolazione dell'intervista della signora Bruno da parte di «Primo piano». La visione integrale dell'intervista consente in realtà di dire che tale trasmissione rappresenta un esempio di professionalità e di buon giornalismo.<br>Nello scegliere i brani dell'intervista, infatti, i curatori hanno opportunamente omesso le parti in cui la signora Bruno ha dato libero corso a sue valutazioni personali e a suoi, magari giustificati, risentimenti, e hanno invece conservato quelle, come il racconto delle violenze riferitele dal marito consumate nella prigione di Nassiryia, che costituivano una notizia giornalisticamente significativa.<br>E' evidente che il valore di questa notizia è quello di una testimonianza di seconda mano, ma che ha trovato immediata e autorevolissima conferma prima da parte del colonnello Burgio, comandante del battaglione Tuscania, e poi da parte dello stesso generale Spagnuolo, comandante militare della spedizione italiana, il quale ha reso noto di aver da molto tempo informato il Governo delle violazioni dei diritti umani perpetrate nel carcere di Nassiryia. <br>La vera questione, in realtà, non è quindi che il Tg3 abbia dato una notizia che è risultata poi pienamente confermata, ma il fatto che questa notizia, anticipata dal Tg3 delle 19, immediatamente ripresa dal Tg5 delle 20, dal Tg24 Sky delle 21 e dal Tg2 delle 20.30, è stata invece oscurata dal Tg1 delle 20.<br>Il deputato Gentiloni Silveri conclude auspicando che in futuro l'Ufficio di Presidenza vorrà convocare, quando se ne presenti la necessità, audizioni su temi delicati con la stessa sollecitudine dimostrata in questo caso. <br>
    0:19 Durata: 12 min 17 sec
  • Mario Landolfi (AN)

    Il deputato LANDOLFI osserva in primo luogo come nella questione della trasmissione dell'intervista della signora Bruno vi sia stata una sospetta sinergia tra l'informazione e la politica.<br>Il Tg3 delle 19 aveva infatti appena dato notizia delle dichiarazioni attribuite alla signora Bruno in ordine alle violenze nel carcere di Nassiryia che, dopo nemmeno dieci minuti, l'onorevole Castagnetti lanciava già una agenzia di stampa in cui si chiedeva al Governo di riferire sulla vicenda. <br>Quando si parla di manipolazione, in realtà, ci si riferisce al rilievo che viene dato a talune notizie e all'utilizzazione che ne viene fatta. Basti osservare in proposito come già oggi sia scomparso dai titoli di tutti i giornali un episodio come la decapitazione del civile americano da parte dei terroristi, il cui orrore non è certamente inferiore a quello delle torture nel carcere di Abu Ghraib.<br>Il problema in realtà è che il Tg3 si è gettato su una presunta notizia di cui non ha verificato le fonti, - e che doveva invece essere valutata nel particolare contesto di uno sfogo emotivo da parte di una persona che cerca di dare voce a un terribile lutto - dando l'impressione che il Governo italiano sapesse, cosa che è stata esclusa dalla stessa Croce Rossa Internazionale, delle violenze di Abu Ghraib, mettendo in moto un processo che aveva evidentemente lo scopo di arrivare ad una richiesta di dimissioni del Ministro della difesa e dello stesso Presidente del Consiglio.<br>Egli non intende discutere quanta consapevolezza vi sia stata da parte del direttore Di Bella nel prestarsi a tale speculazione politica; tuttavia ora che l'incidente c'è stato a suo parere il dottor Di Bella dovrebbe trarne le conseguenze e rassegnare le dimissioni. <br>
    0:31 Durata: 8 min 56 sec
  • Enzo Carra (MARGH-U)

    Il deputato CARRA ritiene che la richiesta di questa audizione si sia trasformata in un autogol per il centro-destra, dal momento che la visione integrale dell'intervista alla signora Bruno ha chiarito come non vi sia stata alcuna manipolazione da parte della testata.<br>In realtà, a suo parere, se si vuole dare una conclusione utile a questa audizione, questa non può essere che quella di invitare la Rai a trasmettere integralmente questo documento. Al di là delle affermazioni tutto sommato abbastanza generiche della signora Bruno sulle notizie avute dal marito circa le violenze nel carcere di Nassiryia - affermazioni peraltro che hanno avuto il merito di provocare gli interventi del colonnello Burgio e del generale Spagnuolo che le hanno confermate - l'intervista della signora Bruno, che parla certamente sotto l'impressione di un dolore grave e immedicabile, ma non per questo è meno attendibile, è un documento importante del sentimento di smarrimento che oggi prova il nostro paese di fronte ad una guerra nella quale è stato trascinato in silenzio e sulla cui vera natura si continua a voler tacere. <br>
    0:40 Durata: 11 min 31 sec
  • Ferdinando Adornato (FI)

    Il deputato ADORNATO ritiene in primo luogo necessario chiarire il concetto di manipolazione.<br>Oltre ad una manipolazione diretta che si realizza ad esempio con un montaggio di un'intervista diretto a distorcerne il significato, manipolazione questa che certamente non è avvenuta nel caso in discussione, vi è anche una manipolazione indiretta, che consiste nel suggerire libere e arbitrarie associazioni tra gli eventi di cui si parla e le loro conseguenze. Questo è precisamente ciò che è avvenuto nel caso di «Primo piano».<br>Una lunga intervista nella quale vi erano solo alcune vaghe affermazioni in ordine alle violenze consumate - peraltro da personale della polizia irachena - nel carcere di Nassiryia, e delle quali i vertici militari italiani hanno confermato di essere a conoscenza, è stata trattata in modo da consentire a esponenti dell'opposizione di accusare il Governo di essere a conoscenza, contrariamente a quanto affermava, delle torture praticate da militari americani ad Abu Ghraib, una accusa questa che avrebbe pienamente giustificato una richiesta di dimissioni del Governo stesso.<br>E' evidente che, essendo compito della libera stampa l'esercizio di un controllo sul potere quanto più possibile penetrante, non si può certo rimproverare al direttore di una testata giornalistica se considera come uno scoop di primissimo rilievo una notizia in grado di scuotere il Governo; un giornale che con le sue rivelazioni riesca a far dimettere un Governo in carica, così come avvenne in occasione dello scandalo Watergate, può sicuramente ritenere di aver raggiunto il massimo dei risultati ai quali una libera stampa, impegnata nella ricerca della verità, possa aspirare.<br>E' però evidente che un giornale che lanci simili accuse ad un Governo in carica deve avere le prove di quello che dice, mentre ciò non è avvenuto nel caso in questione, nel quale è mancata anzi qualsiasi verifica della attendibilità delle fonti. <br>
    0:51 Durata: 15 min 13 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato GIULIETTI ricorda in primo luogo che nell'Ufficio di Presidenza di ieri egli ha dichiarato di non opporsi alla convocazione dell'audizione e di non richiedere una applicazione puntuale del termine di preavviso previsto dal Regolamento unicamente per rispetto del Presidente e delle sue richiesta, ma di ritenere inopportuna l'audizione di oggi a fronte di una situazione di ripetute e continue censure alla libertà di informazione sulla quale egli ha ripetutamente chiesto che venissero ascoltati l'Usigrai e il Comitato di redazione del Tg1.<br>Il deputato Giulietti condivide poi tutte le considerazioni del collega Carra su una intervista che rappresenta un documento del più vivo interesse, e di cui dovrebbe essere richiesta la trasmissione integrale; così come pure, a suo avviso, andrebbe richiesta la trasmissione integrale dell'intervista rilasciata il giorno dopo dalla signora Bruno a «Porta a Porta», impostata come un vero e proprio interrogatorio.<br>Del resto la puntata di «Porta a Porta», così come il Gr di questa mattina, costituiscono dei chiari sintomi del processo di normalizzazione in atto alla Rai; non si era mai visto fino ad oggi che trasmissioni giornalistiche della Rai venissero utilizzate per delegittimare una testata della stessa azienda, laddove il direttore generale Cattaneo è invece intervenuto in passato a difesa di trasmissioni di Bruno Vespa indipendentemente dal merito delle critiche sulla base di un «patriottismo» aziendale che in questo caso sembra venuto totalmente meno.<br>Peraltro la libertà e l'ampiezza del dibattito in corso nel mondo sulle violazioni dei diritti umani in Iraq rende palesemente inadeguato il tentativo di costruire un'informazione televisiva sterilizzata e addormentata.<br>Sarebbe in proposito interessante sapere se la Rai è in grado di assicurare di non essere in possesso di altro materiale filmato o registrato che contenga informazioni non portate a conoscenza del pubblico sulla violazione dei diritti umani in Iraq e sul grado di informazione del Governo italiano. <br>
    1:07 Durata: 14 min 39 sec
  • Gloria Buffo (DS-U)

    La deputata BUFFO osserva che, stante l'evidente assenza di qualsiasi manipolazione da parte del Tg3 dell'intervista della signora Bruno, è sempre meno chiaro quale sia il rimprovero mosso alla trasmissione "Primo piano" da coloro che hanno richiesto l'audizione.<br>Non è chiaro cioè se si rimproveri al Tg3 di aver fatto questa intervista, o di non averla buttata via quando ci si è resi conto che conteneva notizie interessanti, o di non aver censurato le notizie stesse.<br>In realtà le vicende di queste settimane stanno dimostrando le potenzialità di una informazione autenticamente libera e indipendente, laddove si consideri che è proprio grazie all'esercizio della libertà di stampa che si sono fermate plateali violazioni dei diritti umani.<br>In questo frangente il comportamento delle televisioni e della stampa americana appare esemplare, anche se nei mesi scorsi i media americani non sono stati certamente esenti da colpe in quanto, per un malinteso senso di patriottismo, si sono spesso autocensurati soffocando il dibattito sulle ragioni della guerra contro l'Iraq.<br>Tuttavia alla fine ha prevalso l'etica del libero giornalismo; per circa due settimane il segretario Rumsfeld ha esercitato tutto il suo potere di persuasione per indurre la Cbs a non mandare in onda il materiale in suo possesso, ma alla fine i responsabili della rete hanno ritenuto di dover informare il pubblico, e il Governo degli Stati Uniti non ha potuto far altro che accettare tale decisione.<br>La scelta del Tg3 di rendere note al pubblico le dichiarazioni della signora Bruno, che hanno poi trovato la più autorevole conferma nel nelle dichiarazioni del colonnello Burgio e del generale Spagnuolo rappresentano dunque un episodio di buon giornalismo che nella televisione italiana comincia a diventare sempre più raro. Per quanto riguarda poi il merito di queste notizie non si comprende che senso abbia il distinguo che fanno taluni esponenti della maggioranza, per cui la consapevolezza da parte del Governo delle torture di Nassiryia sarebbe meno grave di quella eventuale delle torture ad Abu Ghraib, e ciò per il solo fatto che nel secondo caso i torturatori sono americani e nel primo sono poliziotti iracheni.<br>E' bene ricordare che a Nassiryia c'è una governatrice italiana e che gli italiani partecipano al controllo militare della regione sotto il comando britannico, per cui non si comprende come possa essere considerato non grave che il governo resti inerte di fronte a violazioni dei diritti umani perpetrate da personale iracheno in un'area della cui gestione è in vario modo responsabile.<br>Allo stesso modo appare insensato contrapporre la decapitazione dell'ostaggio americano alle torture di Abu Ghraib. E' assurdo infatti istituire una doppia contabilità tra le violenze della coalizione e quelle della guerriglia irachena, quasi con l'idea di stabilire a chi attribuire alla fine la responsabilità di un maggior numero di efferatezze; tutte le violenze in atto, infatti, vanno riportate ad un'unica contabilità che è quella di una guerra che non avrebbe dovuto essere combattuta.<br>La deputata Buffo conclude sottolineando l'opportunità del dibattito in Commissione sulla guerra nell'informazione del servizio pubblico, anche perché questa è una guerra che è stata costruita su una lunga serie di menzogne e reticenze mediatiche. <br>
    1:21 Durata: 11 min
  • Giorgio Merlo (MARGH-U)

    Il deputato MERLO osserva come la discussione di oggi abbia toccato una serie di questioni del tutto estranee a quella che aveva dato origine a questa audizione, vale a dire se vi fossero state manipolazioni dell'intervista della signora Bruno.<br>La visione integrale dell'intervista ha mostrato in realtà che se vi sono state delle scelte editoriali da parte del Tg3 sono state quelle, indubbiamente meritorie, di escludere quattro passaggi particolarmente polemici contenenti giudizi sul Governo americano, sulla gestione della vicenda degli ostaggi, sul presidente del Consiglio Berlusconi e sullo Stato Maggiore dei Carabinieri.<br>La trasmissione in questione quindi ha contribuito a salvaguardare quella credibilità del servizio pubblico che è invece diminuita e danneggiata da un'informazione ossequiosa e reticente.<br>Il deputato Merlo conclude auspicando che questa audizione, certamente utile ma non indispensabile, sia presto seguita da altre dirette a chiarire dove si annidino i rischi per la salvaguardia di un servizio pubblico degno di questo nome. <br>
    1:32 Durata: 4 min 19 sec
  • Giorgio Lainati (FI)

    Il deputato LAINATI dà in primo luogo atto al Presidente dell'estrema correttezza con cui ha dato immediatamente seguito alla sua richiesta di audizione del dottor Di Bella.<br>L'oratore esprime poi sconcerto per il fatto che l'opposizione, lungi dal condannare un'operazione di pessimo livello giornalistico come quella realizzata con la trasmissione di «Primo piano», agiti senza prove sospetti infamanti sulle presunte pressioni ricevute dalla signora Bruno dopo la trasmissione stessa.<br>Le uniche pressioni sono quelle che la redazione del Tg3 ha fatto su una donna colpita da un grave lutto per utilizzarne in chiave politica dichiarazioni che andavano invece riportate al dolore per il suo vissuto.<br>Resta gravemente sospetta la contemporaneità e la sinergia dell'azione della Testata e di quella dell'opposizione che sulla base di affermazioni inconsistenti è arrivata a chiedere le dimissioni del Ministro della Difesa, del Ministro degli affari esteri e del Presidente del Consiglio.<br>Il deputato Lainati conclude auspicando le dimissioni del dottor Di Bella, pur consapevole che si tratta solo di una pia speranza e che di qui alla conclusione della campagna elettorale non mancheranno certamente occasioni in cui il Tg3 darà nuova dimostrazione della propria parzialità. <br>
    1:37 Durata: 10 min 43 sec
  • Antonio Falomi (Misto)

    Il senatore FALOMI ritiene che l'andamento della discussione di oggi offra al dottor Di Bella più di un motivo di soddisfazione.<br>Laddove ieri Ministri ed esponenti della maggioranza chiedevano a gran voce le sue dimissioni per una presunta manipolazione dell'intervista della signora Bruno a fini antigovernativi, oggi l'accusa è sfumata sull'opinabile terreno dell'opportunità di trasmettere le dichiarazioni stesse, e si è arrivati a sostenere che la vera colpa del Tg3 sarebbe stata quella di raccogliere dichiarazioni di una vedova addolorata, un criterio questo con il quale si potrebbe cancellare buona parte della programmazione.<br>Si è anche rimproverato al dottor Di Bella di non aver verificato le dichiarazioni della signora Bruno; in realtà le dichiarazioni che sono state trasmesse sono state tutte confermate dalla più autorevole delle fonti, quella militare.<br>L'oratore fa poi presente che le sue dichiarazioni sul «linciaggio» al quale sono sottoposti il Tg3 e il dottor Di Bella, alle quali ha fatto indirettamente riferimento il Presidente nella sua introduzione, si riferiscono a comportamenti delegittimanti adottati all'interno dell'azienda, quali la trasmissione di "Porta a Porta" di ieri e il GR di questa mattina.<br>Egli infine si associa alle considerazioni espresse da altri colleghi circa l'opportunità che la Rai trasmetta il testo integrale dell'intervista. <br>
    1:47 Durata: 9 min 25 sec
  • Petruccioli

    Il presidente PETRUCCIOLI precisa in primo luogo che la sua decisione di dare un seguito immediato alla richiesta di audizione presentata all'Ufficio di Presidenza dal deputato Lainati - a differenza di quanto è avvenuto tante altre volte in cui le audizioni richieste anche in relazione a eventi specifici si sono svolte senza particolare urgenza - nasceva dal fatto che poco prima dell'inizio dell'Ufficio di Presidenza erano state battute agenzie di stampa di contenuto gravissimo, nelle quali sembrava che la signora Bruno accusasse il Tg3 di averle teso una vera e propria trappola e di aver tagliato e montato le sue affermazioni in modo da dare un significato contrario a quanto effettivamente dichiarato. E' evidente che quella di costruire ad arte uno scoop e di stravolgere materialmente il contenuto dell'intervista è la più grave accusa che si possa fare ad un giornalista, un'accusa che se fosse stata suffragata dai fatti avrebbe indotto lui stesso a chiedere le dimissioni del dottor Di Bella.<br>Era a questo punto evidente l'urgenza della convocazione, diretta a tutelare tanto coloro che l'avevano chiesta, quanto lo stesso dottor Di Bella che avrebbe avuto in tal modo l'occasione di sostenere le proprie ragioni.<br>A suo parere l'opportunità di tale tempestività è stata dimostrata dai fatti; la Commissione ha potuto farsi un'idea di come siano effettivamente andate le cose sia sulla base delle dichiarazioni del dottor Di Bella sia soprattutto sulla visione integrale dell'intervista. La registrazione mostra chiaramente, in primo luogo, come non vi sia stata alcuna pressione sulla signora Bruno.<br>L'intervistatrice, una giovane giornalista, non solo non ha in alcun modo suggerito con le sue domande le risposte della signora Bruno, ma è anzi intervenuta pochissimo, con qualche domanda di contenuto estremamente generico.<br>Quanto al montaggio non vi sono stati in alcun modo tagli e manipolazioni di frasi. In realtà l'intervista dura quasi un'ora e mezza ed era dunque evidente che, nell'ambito della trasmissione Primo Piano, non potesse essere mandata in onda integralmente, il che non esclude che oggi, alla luce e in conseguenza delle polemiche che vi sono state, la trasmissione integrale dell'intervista possa presentare un rinnovato interesse sul piano della comunicazione televisiva. La trasmissione è stata quindi costruita mandando in onda brani dell'intervista che avevano senso compiuto e del tutto conforme alle intenzioni dell'intervistata, quali si evincono dalla trasmissione integrale, Quanto alla questione sollevata da alcuni colleghi della maggioranza della necessità di verificare la fonte dell'informazione, va detto che l'intervista della signora Bruno si presenta come una testimonianza umana, della cui veridicità chi parla se ne assume la responsabilità.<br>L'oratore si sofferma poi sulla questione della manipolazione indiretta sollevata dall'intervento del collega Adornato, e cita in proposito la propria esperienza, risalente ormai a oltre venti anni fa, di direttore del quotidiano «L'Unità».<br>In proposito egli ricorda che tale esperienza cessò perché egli ritenne di dover dare le dimissioni avendo pubblicato delle notizie che se fossero state vere sarebbero state probabilmente foriere di una crisi di governo, sulla base di un documento da lui ritenuto autentico e che si era invece poi rivelato falso.<br>Ben diverso è il caso in oggetto in cui, al di là della gravità o meno per il Governo delle notizie date dal Tg3, queste si fondano su affermazioni autenticamente rilasciate dalla signora Bruno, senza alcuna coazione o manipolazione. D'altro canto la signora Bruno riferisce dichiarazioni attribuite al marito defunto, e l'unico modo di verificarle sarebbe stato quello di fare ricorso a fonti ufficiali. Ma come dimostra lo stesso affare Watergate cui faceva riferimento il deputato Adornato, vi è spesso un periodo abbastanza lungo tra il momento in cui un giornale fa delle affermazioni e quello in cui le autorità sono costrette ad ammetterne la veridicità.<br>Il presidente Petruccioli rispondendo poi al senatore Falomi osserva come, al di là del comportamento di alcune trasmissioni di informazione, non gli risulta che all'interno della Rai siano state assunte iniziative di sorta contro il dottor Di Bella in relazione alla trasmissione dell'11 maggio. <br>
    1:57 Durata: 20 min 32 sec
  • Replica di Antonio Di Bella

    Il dottor DI BELLA ribadisce le sue considerazioni iniziali circa la correttezza della trasmissione di «Primo piano». Per quanto riguarda in particolare la questione della strumentalizzazione politica delle notizie contenute nell'intervista, egli fa presente che se strumentalizzazione vi è stata essa ricade nella responsabilità di chi l'ha fatta e non certo del Tg3.<br>In realtà né nella parte dell'intervista trasmessa, né nel servizio del Tg3 e nel relativo titolo vi sono accuse di sorta al Governo italiano; si è semplicemente data notizia, acquisendo anche i possibili riscontri, di ciò che la signora Bruno aveva affermato circa le violenze nella prigione di Nassiryia di cui era a conoscenza il marito.<br>Per quanto riguarda poi l'osservazione del deputato Landolfi circa la scomparsa dai giornali di oggi dei titoli sulla decapitazione dell'ostaggio americano, il dottor Di Bella fa presente che la «copertina» della puntata di «Primo piano» in questione recava proprio quell'orribile episodio, e questo perché il telegiornale è ben consapevole della necessità di non oscurare o attenuare l'informazione su nessun tipo di violenza.<br>Il presidente PETRUCCIOLI ringrazia il dottor Di Bella e dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 17h20. <br>
    2:17 Durata: 4 min 59 sec