07 OTT 2004

Vigilanza Rai: Audizione della dottoressa Lucia Annunziata

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 29 min

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Audizione della dottoressa Lucia Annunziata.

Registrazione audio di "Vigilanza Rai: Audizione della dottoressa Lucia Annunziata", registrato giovedì 7 ottobre 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 29 minuti.
  • Introduzione del presidente

    Il PRESIDENTE, senatore Petruccioli, ricorda che l'audizione della dottoressa Annunziata era stata deliberata dall'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi su richiesta di diverse componenti della Commissione e della stessa dottoressa Annunziata, a seguito della polemica apertasi la scorsa estate sulle condizioni del suo contratto di lavoro come ex presidente della Rai.<br>A tale proposito egli ricorda anche di aver acquisito informalmente il testo del contratto e dell'accordo di management service con cui Rai Holding S.p.A. si impegnava con la Rai Radiotelevisione S.p.A. a stipulare il predetto contratto con la dottoressa Annunziata.<br>Si tratta di documenti che erano ormai noti e pubblicati anche dai giornali, e pertanto, in via riservata, sono stati messi a disposizione dei membri dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, anche se la Commissione non ha potuto procedere ad una acquisizione formale in quanto alla sua richiesta Rai Holding S.p.A. ha opposto la natura riservata di tali documenti e la conseguente necessità di essere autorizzata a renderli noti dagli altri contraenti, e cioè dalla dottoressa Annunziata - che peraltro aveva già chiesto che fossero resi pubblici - e dalla Rai Radiotelevisione S.p.A.. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 14h05<br>Presidenza del presidente <strong>Claudio Petruccioli</strong><br>
    0:00 Durata: 2 min 33 sec
  • Relazione di Lucia Annunziata, ex presidente del Consiglio di amministrazione di Rai Radiotelevisione S. p. A.

    La dottoressa Lucia ANNUNZIATA, ex presidente del Consiglio di amministrazione di Rai Radiotelevisione S.p.A., ringrazia la Commissione per aver accettato la sua richiesta di audizione.<br>Tale richiesta non era determinata dalla volontà di fare polemiche postume sulla vicenda del Consiglio di amministrazione da lei presieduto, sulle sue dimissioni o sulla situazione dell'attuale Consiglio di amministrazione - tutte questioni che, avendo lei lasciato l'azienda, non sono più di sua competenza - ma dalla necessità di evitare che alla sconfitta da lei subita nelle battaglie condotte in Rai sulla legge Gasparri e sul tema della libertà di opinione, si aggiungesse una ulteriore sconfitta sulla sua reputazione personale, che sarebbe per lei inaccettabile.<br>Ella ricorda come nello scorso mese di luglio il consigliere Veneziani abbia rilasciato una serie di dichiarazioni, riprese dal quotidiano "Libero", nelle quali si affermava che le sarebbe stato fatto un contratto "segreto", e del quale cioè il consigliere Veneziani non avrebbe saputo nulla fino a quel momento, con il quale l'azienda si sarebbe impegnata a garantirle, anche in caso di dimissioni anticipate, una liquidazione di 700 mila euro, e si adombrava che dunque le sue dimissioni sarebbero state determinate dall'intenzione, per così dire, di "fare cassa". <br>La dottoressa Annunziata ritiene quindi necessario rettificare queste affermazioni sotto i tre distinti profili della effettiva consistenza economica del contratto, dell'esistenza di un presunto segreto, e della natura della clausola relativa alle sue dimissioni anticipate.<br>Per quanto riguarda il primo aspetto, fa presente che l'entità del trattamento di fine rapporto a lei riconosciuto è di 48 mila euro.<br>La retribuzione prevista per le specifiche funzioni di Presidente era di 600 mila euro in due anni, cui si aggiungevano i 150 mila euro in due anni spettanti come consigliere.<br>Se si considera che il suo reddito imponibile nell'anno precedente, in quanto Presidente e socio di E.Biscom, era stato di un miliardo e 20 milioni di lire, e che l'imponibile di quest'anno è di 100 mila euro, appare evidente che ella non ha accettato l'incarico di Presidente della Rai per interesse economico, tanto più se si considera che, a differenza degli altri consiglieri e dei Presidenti che l'hanno preceduta, ha abbandonato le sue precedenti attività, rinunciando ad una posizione a tempo indeterminato come quella nella società E.Biscom, in favore di un rapporto di due anni in regime di contratto di collaborazione coordinata e continuativa.<br>Quanto alla cosiddetta segretezza del contratto, fa presente che lo scorso 13 maggio il Consiglio di amministrazione della Rai, firmatario il consigliere anziano Alberoni, aveva stipulato un contratto di management service con Rai Holding S.p.A. in modo che questa società, e quindi il Tesoro che ne è l'azionista unico, stipulasse il suo contratto per le specifiche funzioni di Presidente della Rai.<br>La cosiddetta clausola della riservatezza che era stata inserita in questo contratto è in realtà una clausola standard di tutti i contratti aziendali per l'alta dirigenza, ma non significava affatto che tale contratto non fosse conoscibile dalla Rai Radiotelevisione S.p.A., che era uno dei tre soggetti che si vincolavano alla riservatezza, come dimostra il fatto stesso che il Presidente di Rai Holding, professor Gnudi, abbia opposto alla sua richiesta di rendere pubblico il contratto la necessità di acquisire il previo consenso di Rai Radiotelevisione S.p.A., per cui i termini del suo contratto erano perfettamente conoscibili dai membri del Consiglio di amministrazione.<br>Quanto infine alla natura stessa della clausola delle dimissioni per giusta causa, occorre considerare che nel contratto ella, secondo quanto richiesto dal Tesoro, si impegnava a non presentare le dimissioni se non per giusta causa, cosicché, secondo la prassi anche questa comune nei contratti della dirigenza aziendale, le due parti contraenti regolavano la procedura - tutt'altro che automatica, come dimostra il fatto che il Tesoro si è rifiutato di riconoscere la giusta causa e quindi di pagare, e che c'è una procedimento di arbitrato in atto - che disciplinava il riconoscimento della giusta causa. Evidentemente, essendo tale impegno a non dimettersi se non per giusta causa previsto esclusivamente dal contratto per la retribuzione come Presidente, a lei spetterebbe in ipotesi l'equivalente di dieci dodicesimi di tale retribuzione e non quella relativa alle funzioni di consigliere di amministrazione.<br>Non si vede dunque, quando pure il lodo arbitrale fosse a lei favorevole, come le sue dimissioni possano in qualche modo apportarle un vantaggio economico. In conclusione fa sapere di aver citato in giudizio per diffamazione il consigliere Veneziani. <br>
    0:02 Durata: 15 min 20 sec
  • Presidente

    <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:17 Durata: 2 min 2 sec
  • Giuseppe Giulietti (DS-U)

    Il deputato GIULIETTI ringrazia la dottoressa Annunziata, il cui intervento ha fatto chiarezza sulle malevole insinuazioni rivolte verso di lei - che certamente quando ha assunto la presidenza della Rai non era disoccupata - e sulle ragioni che hanno determinato le sue dimissioni in un contesto in cui si è voluto interpretare la cosiddetta formula del quattro più uno in realtà come un cinque contro uno, vale a dire come un accordo fra i consiglieri di amministrazione e il Direttore generale diretto sistematicamente a mettere in minoranza il Presidente.<br>In realtà le questioni sulle quali si è consumato questo conflitto sono state tutt'altro che marginali: si pensi alla questioni degli acquisti delle frequenze, a quella delle nomine, a quella delle proscrizioni e delle limitazioni della libertà di espressione. Egli chiede quindi alla dottoressa Annunziata se, come normalmente si usa, dopo le sue dimissioni la Rai le abbia fatto proposte di qualche genere per la sua ricollocazione all'interno del management del gruppo. <br>
    0:19 Durata: 5 min 18 sec
  • Presidente - Paolo Gentiloni (MARGH-U)

    Il deputato GENTILONI SILVERI ringrazia la dottoressa Annunziata per le sue dichiarazioni che pongono definitivamente termine ad un tentativo di innescare una campagna scandalistica.<br>Egli chiede poi alla dottoressa Annunziata in quali termini le fosse stato prospettato il suo ruolo di presidente di garanzia, una questione che evidentemente si riallaccia a quella della legittimità della permanenza in carica degli attuali consiglieri di amministrazione. <br>
    0:25 Durata: 5 min 47 sec
  • Presidente - Giorgio Lainati (FI)

    Il deputato LAINATI ricorda di essere stato tra i primi a chiedere una audizione della dottoressa Annunziata, non certo per malevolenza nei suoi confronti, ma per ottenere chiarimenti intorno ad un contratto che presenta comunque profili inusuali, che non erano previsti nei contratti dei suoi predecessori, come il professor Baldassarre o lo stesso professor Zaccaria.<br>L'oratore ribadisce l'opinione da lui espressa a suo tempo che la decisione della dottoressa Annunziata di dimettersi sia stata un errore, soprattutto in quanto le motivazioni da lei addotte - la presunta sconfitta in una battaglia per la libertà di opinione - appaiono prive di qualsiasi consistenza, come dimostra il fatto che la libertà di opinione vigente nell'azienda di servizio pubblico sia tale da garantire un ritorno di immagine utile al passaggio alla politica e al successo elettorale nelle file della sinistra di giornalisti della Rai come Lilli Gruber o Michele Santoro; una strada che oggi vuol seguire anche Piero Marrazzo il quale, dopo aver tenuto per otto anni una importante rubrica in una azienda che è finanziata attraverso il canone da tutti i contribuenti, indipendentemente dalle loro idee politiche, si presenta oggi candidato alla presidenza della regione Lazio. <br>
    0:30 Durata: 9 min 9 sec
  • Giuseppe Gianni (UDC)

    Il deputato Giuseppe GIANNI condivide la considerazione del collega Lainati circa il fatto che la dottoressa Annunziata abbia commesso un errore dimettendosi dalla presidenza della Rai; a parere suo e dell'Unione democristiana e di centro, tuttavia più grave è l'errore degli altri quattro consiglieri di amministrazione che continuano a rimanere al loro posto dopo che le dimissioni della presidente Annunziata avevano fatto venire meno quella formula politico-istituzionale sulla quale quel Consiglio di amministrazione si reggeva, una formula diretta a garantire il pluralismo. <br>Proprio perciò l'UDC, partito di maggioranza, aveva sempre ritenuto di dover sostenere il ruolo della presidente Annunziata che rappresentava le istanze politico-culturali dell'opposizione in una azienda che, in quanto di servizio pubblico, deve essere aperta a tutte le diverse componenti della società italiana.<br>Con l'occasione quindi egli ribadisce la posizione dell'UDC sulla necessità che l'attuale Consiglio di amministrazione della Rai si dimetta in modo da consentire l'elezione di un nuovo Consiglio secondo le regole stabilite dalla legge n. 112 del 2004, e respinge l'inusitato e violento attacco portato contro l'UDC da numerosi esponenti dell'opposizione dopo il voto di ieri sul parere sullo statuto della nuova Rai.<br>Si è parlato infatti di un voltafaccia dell'Unione democristiana e di centro, che invece resta ferma sulle sue posizione assumendosi però anche le responsabilità che derivano dal far parte di una coalizione e di una maggioranza di governo. <br>
    0:40 Durata: 3 min 46 sec
  • Alessio Butti (AN) - Presidente

    Il deputato BUTTI ritiene di non doversi associare alle considerazioni dei colleghi che hanno deplorato la decisione della dottoressa Annunziata di dimettersi. Egli infatti ritiene che in materie di questo genere, come portare a termine o meno il proprio mandato, ognuno debba poter assumere liberamente le proprie decisioni, e che dunque non si pongano problemi né per la decisione della dottoressa Annunziata di dimettersi, né tantomeno per quella degli altri consiglieri di rimanere in carica e portare a termine il lavoro che era stato loro affidato.<br>Il gruppo di Alleanza Nazionale non era favorevole alla sua audizione, consapevole del rischio che questa Commissione si trasformi in una sorta di confessionale del "Grande Fratello" per chiunque ritenga di avere recriminazioni di qualsiasi genere da avanzare nei confronti dell'azienda, un rischio che è testimoniato anche dall'audizione informale in Ufficio di Presidenza del dottor Oliviero Beha prevista per martedì prossimo, e peraltro non sembra particolarmente opportuno svolgere l'audizione dell'ex Presidente della Rai proprio mentre è in corso l'audizione del Consiglio di amministrazione. Resta tuttavia il fatto che le spiegazioni della dottoressa Annunziata non fanno venir meno la sostanziale anomalia di un contratto che le ha offerto la possibilità di condurre uno scontro frontale di carattere politico all'interno del Consiglio di amministrazione, con la garanzia di non perdere il diritto alla retribuzione nel caso che la conseguenza di questo scontro fossero state le sue dimissioni, ma anzi individuando nello scontro stesso, nella sua soccombenza, la giusta causa utile a garantirle il pagamento dell'intero compenso anche in caso di anticipata cessazione del rapporto, quella che è stata definita una sorta di "democrazia rimborsata".<br>Egli auspica quindi per il futuro che i contratti in questa materia vengano regolati alla Rai secondo principi di massima trasparenza. <br>
    0:43 Durata: 6 min 56 sec
  • Michele Bonatesta (AN)

    Il senatore BONATESTA osserva che la dottoressa Annunziata ha detto di aver condotto durante la sua presidenza due battaglie e di essere stata sconfitta su entrambi i fronti.<br>La sconfitta è ovviamente sempre causa di rammarico sul piano personale, tuttavia egli ritiene che la dottoressa Annunziata possa trovare consolazione dalla considerazione che dalla sconfitta della linea da lei sostenuta sono sortiti risultati straordinariamente positivi per la gestione della Rai, come risulta sia dai successi ottenuti in termini di pubblico sia da quelli economici ed aziendali.<br>Egli osserva quindi come, al di là di ogni altra considerazione, il contratto della dottoressa Annunziata sia stato da lei stessa definito di collaborazione coordinata e continuativa. <br>Non risulta nessun altro caso in Italia di contratto di questo tipo assicurato da una clausola di garanzia simile a quella di cui ha goduto la dottoressa Annunziata, e la riprova dell'indifendibilità di un simile contratto sta nell'assenza e nel silenzio dei colleghi della sinistra, solitamente così presenti in quest'Aula. <br>
    0:50 Durata: 5 min 57 sec
  • Davide Caparini (LNFP)

    Il deputato CAPARINI, nel prendere atto dell'illustrazione fornita dalla dottoressa Annunziata della sua vicenda contrattuale, osserva come rimangano indiscutibili da un lato l'inopportunità di una riservatezza sulle clausole contrattuali che contrasta platealmente con le esigenze di trasparenza nella gestione della Rai, e dall'altro l'inopportunità di una clausola di garanzia che sembra in qualche modo dar luogo ad una "assicurazione" contro la soccombenza della propria linea politico-editoriale.<br>Il gruppo della Lega Nord non ritiene di certo che la singolarità di questo contratto possa essere utilizzata in maniera scandalistica nei confronti dell'ex presidente Annunziata, ma ritiene necessario richiedere per il futuro alla società concessionaria del servizio pubblico la più completa trasparenza sui contratti dei propri dirigenti. <br>
    0:56 Durata: 5 min 6 sec
  • Giampaolo D'Andrea (Mar-DL-U)

    Il senatore D'ANDREA ringrazia la dottoressa Annunziata ribadendo ancora una volta la stima per lei e per il lavoro svolto in Consiglio di amministrazione.<br>La polemica che è stata sollevata dal consigliere Veneziani testimonia in realtà un conflitto nella gestione dell'azienda che non ha mai trovato una efficace composizione all'interno dell'organo di governo della Rai, cosicché le dimissioni della dottoressa Annunziata hanno certificato il fallimento della cosiddetta formula del quattro più uno, e l'audizione di oggi conferma una volta di più, se pur ce ne fosse bisogno, la necessità che i consiglieri di amministrazione si dimettano così da consentire l'elezione di un nuovo Consiglio. <br>
    1:01 Durata: 3 min 56 sec
  • Presidente

    Il PRESIDENTE Petruccioli fa presente in primo luogo al deputato Butti che questa audizione fu richiesta dapprima dai gruppi di maggioranza, in particolare in Ufficio di Presidenza dal deputato Lainati, e successivamente da esponenti dell'opposizione e dalla stessa dottoressa Annunziata.<br>Egli ritiene comunque ingiusto accusare questa Presidenza di voler dare spazio ad ogni recriminazione nei confronti della Rai, laddove si consideri ad esempio che in tre anni l'audizione informale del dottor Beha è solo la seconda disposta su una vicenda legata ad un caso personale - dopo l'audizione del dottor Marano sulla vicenda relativa a Massimo Fini - e in entrambi i casi si trattava di vicende che per più aspetti presentano un rilievo del tutto particolare.<br>In secondo luogo egli contesta anche l'inopportunità dello svolgimento dell'audizione della dottoressa Annunziata mentre è in corso una audizione del Consiglio di amministrazione, dal momento che proprio il fatto che oggi si sia svolta questa audizione, darà modo martedì prossimo ai consiglieri di amministrazione che lo vogliano di replicare ad affermazioni della dottoressa Annunziata, e ai commissari che lo desiderino di porre domande sulle questioni trattate oggi.<br>Infine egli ricorda al deputato Giulietti che né lui stesso né la Commissione espressero a suo tempo valutazioni ufficiali sulla formula del quattro più uno, valutazioni che non erano richieste, essendo compito dei Presidenti delle Camere e non di questa Commissione la nomina del Consiglio di amministrazione.<br>Ciò non di meno egli non ha mai nascosto le sue perplessità su quella soluzione, dal momento che la formula di un presidente vicino all'opposizione e quattro consiglieri vicini alla maggioranza ha un senso se sorretta da qualche elemento che garantisca il ruolo della Presidenza, altrimenti la ragione di tale formula viene sconfessata dalla sistematica messa in minoranza del presidente.<br>Essendosi creata proprio questa situazione è evidente il fallimento di quella forma di garanzia che è poi stato certificato con le dimissioni della Presidente, ed è per questo che è a suo parere invereconda la pretesa di ritenere che tali dimissioni non abbiano alcun effetto sulla legittimità politico-istituzionale del Consiglio di amministrazione in carica.<br>Proprio per questo, in una sede estranea al Parlamento, egli aveva ritenuto di poter auspicare che i Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica avessero comunque fatto sentire la loro voce, se non altro per dire che questo Consiglio di amministrazione non rispondeva più ai presupposti sui quali loro avevano deciso di nominarlo. <br>
    1:05 Durata: 7 min 21 sec
  • Replica di Lucia Annunziata

    La dottoressa ANNUNZIATA, nel ringraziare tutti i commissari intervenuti, anche per il tono civile e rispettoso di questo dibattito, ribadisce che le condizioni del suo contratto non potevano in alcun modo essere considerate alla stregua di un incentivo economico a rassegnare le dimissioni.<br>Dal punto di vista strettamente finanziario le sue dimissioni anticipate, quando pure fosse riconosciuta la giusta causa, si traducono in una notevole decurtazione di reddito, e se ella avesse inteso garantirsi lo avrebbe fatto chiedendo al Tesoro un impegno ad una riallocazione nell'ambito delle società partecipate.<br>Parimenti ella ha dimostrato con i suoi comportamenti successivi alle dimissioni di non avere nessuna ambizione di carattere politico, della quale era stata pure accusata.<br>Per quanto riguarda le questioni che le sono state poste circa il modo in cui le era stato presentato il suo ruolo di Presidente di garanzia, fa presente in primo luogo che i Presidenti delle Camere le avevano illustrato la loro proposta come una sorta di emergenza nazionale, in quanto, dopo la rinuncia di Paolo Mieli, temevano di trovarsi in un vicolo cieco, e su questi presupposti ella aveva accettato.<br>Indubbiamente poi fin dal primo momento vi è stata una diversità di opinioni sul ruolo che questa Presidenza di garanzia avrebbe dovuto avere sia con consiglieri di amministrazione sia con l'azionista.<br>In ogni caso ella continua a non comprendere le motivazioni dell'attacco del consigliere Veneziani e ribadisce che, a parte uno sgradevole episodio, i rapporti con i consiglieri e con il Direttore generale sono sempre stati improntati alla massima correttezza e stima reciproca.<p>Il PRESIDENTE Petruccioli ringrazia la dottoressa Annunziata e dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 15h30. <br>
    1:13 Durata: 15 min 58 sec