10 NOV 2004

Difesa: Audizione dell'ammiraglio Sergio Biraghi in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle Forze armate

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 18 min

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Audizione, ai sensi dell'articolo 47 del Regolamento, del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Sergio Biraghi, in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle Forze armate.

Registrazione audio di "Difesa: Audizione dell'ammiraglio Sergio Biraghi in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle Forze armate", registrato mercoledì 10 novembre 2004 alle 00:00.

La registrazione audio ha una durata di 1 ora e 18 minuti.
  • Introduzione del presidente

    Il presidente CONTESTABILE, dopo aver richiamato le finalità dell'affare assegnato, rivolge un saluto di benvenuto al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Sergio Biraghi, al quale concede la parola <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 15h20<br>Presidenza del presidente <strong>Domenico Contestabile</strong><br>
    0:00 Durata: 1 min 28 sec
  • Relazione di Sergio Biraghi, Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra

    Interviene indi l'ammiraglio BIRAGHI, il quale premette che si soffermerà sulle attività svolte dalla Marina, sulle linee strategiche perseguite, sui mezzi navali ed aerei impiegati per tali attività, nonché sulle risorse umane, finanziarie e la struttura di supporto tecnico-logistica che sostengono lo strumento operativo.<br>In particolare, osserva, il contributo della Marina, in relazione alle missioni assegnate alle Forze armate, attiene alla difesa del territorio nazionale e delle vie di comunicazione marittime, alla condotta di operazioni di difesa a livello nazionale, multinazionale, NATO ed Europeo in ambito interforze, alla presenza e sorveglianza delle aree marittime di interesse, al contributo al mantenimento della pace, al concorso negli eventi di emergenza dovuto, per esempio, a calamità naturali, ed allo sviluppo di attività di cooperazione marittima con i Paesi di interesse nazionale.<br>La diffusione globale delle cosiddette centrali del terrore ha infatti drammaticamente evidenziato l'esigenza di uno strumento militare che oltre a garantire la difesa dell'integrità nazionale sia idoneo ad intervenire con rapidità anche in aree lontane, per togliere al terrorismo l'iniziativa, disarticolandone l'organizzazione ovunque sia necessario. Ne consegue una decisa valorizzazione di capacità operative e logistiche, connaturate proprio alla componente marittima, ed un ampliamento dell'ambiente operativo nel quale le forze aeronavali debbono poter intervenire. Si delineano, pertanto, sul piano militare marittimo due principali direttrici di sviluppo: una internazionale, alla ricerca degli elementi di convergenza per dare sempre maggiore impulso alla cooperazione militare nell'ambito della NATO e dell'Unione Europea nella guerra asimmetrica, ed una specificatamente nazionale, di adeguamento alla nuova realtà geostrategica da parte dello strumento militare e dell'intero sistema-paese. Inoltre, la capacità di generare forze immediatamente integrabili in operazioni multinazionali, impone, a suo avviso, di rimanere competitivi in ambito europeo e di non perdere il contatto con i Paesi più tecnologicamente avanzati. <br>Nell'ambito della strategia perseguita dalla Difesa, prosegue l'oratore, due sono i concetti operativi che, in sintesi, ispirano costantemente le linee d'azione della Marina militare: il primo, denominato "braccio lungo", mira a prevenire e togliere l'iniziativa sul focus della crisi, mentre il secondo è volto ad esercitare un'adeguata presenza nelle aree marittime di interesse. <br>Trovano così conferma, a suo giudizio, due diverse esigenze strategiche per lo strumento marittimo. Da un lato quella di esportare la sicurezza il più lontano possibile, dall'altro quella di mantenere e potenziare la tradizionale capacità di sorveglianza delle coste italiane e delle acque di interesse nazionale.<br>Peraltro, come confermato dall'operazione Antica Babilonia, la capacità di esercitare il comando delle forze, anche su terra, da bordo di piattaforme navali - prosegue l'ammiraglio - è un ulteriore valore aggiunto che la componente marittima può offrire allo strumento militare. In proposito, ricorda che la Forza armata ha devoluto significative risorse umane e materiali per conferire tali capacità di comando e controllo alle piattaforme maggiori ed alle nuove costruzioni, in piena sintonia con il nuovo concetto di impiego legato alle Forze di reazione rapida della Nato e dell'Unione europea. In particolare, il nuovo comando operativo imbarcato delle forze marittime con sede a Taranto (COMITMARFOR) è stato selezionato, insieme ai paritetici comandi britannico e spagnolo, come Comando di componente marittima della NATO, ed in questa veste affronterà dal prossimo luglio 2005 il battesimo operativo quale Quartier generale di tutte le forze marittime delle Forze di reazione rapida della NATO. È inoltre in corso uno studio per l'impiego di questo nuovo Comando operativo delle forze marittime quale Comando di livello superiore interforze per l'Unione europea.<br>Egli sottolinea inoltre che la Marina è impegnata, in tutte le aree caratterizzate da maggiore instabilità, nell'attività di controllo dell'immigrazione clandestina (problematica potenzialmente fonte di attività illecite) e nella vigilanza della pesca, condotta nel duplice ruolo di polizia marittima (per assicurare il libero esercizio dell'attività di pesca da parte dei pescherecci italiani in acque internazionali) e di polizia giudiziaria (per assicurare il rispetto della normativa in materia di pesca). <br>Infine, prosegue, assumono rilevanza le attività di supporto in circostanze di calamità o di straordinaria emergenza, a carattere non militare, che si identificano con le attività di protezione civile.<br>Procede altresì ad una dettagliata illustrazione dei mezzi a disposizione della Marina militare, rilevando che il contributo da essa apportato all'intero spettro delle attività di difesa e gestione delle crisi è fornito da un nucleo di unità d'altura di elevate capacità operative ed affidabilità tecnica, idonee ad affrontare una vasta gamma di esigenze attraverso la disponibilità di velivoli, di forze anfibie e speciali. Ad esse si affiancano poi delle unità di seconda linea, impiegate per integrare nelle acque di interesse l'importante missione della presenza e sorveglianza. Infine dà conto del piccolo, ma moderno, complesso di forze specialistiche, nonché del ruolo degli uomini e dei mezzi delle Capitanerie di porto, per la difesa delle coste e dei porti nazionali. <br>Quanto poi alla nave portaeromobili Garibaldi, rileva che essa, oltre a svolgere un ruolo essenziale per le capacità intrinseche d'impiego della componente aerea imbracata, ha recentemente acquisito una più spinta capacità di supporto allo staff di comandi complessi imbarcati, per le operazioni aeronavali ed anfibie. Ad essa, comunica che si affiancherà dal 2008 la nave Cavour, ciò che consentirà di disporre con maggiore continuità di tale importantissimo assetto operativo. L'attuale ipotesi di pianificazione prevede la sostituzione dell'attuale aereo imbarcato, l'AV-8B con il Joint Strike Fighter (JSF).<br>Quanto alla difesa aerea, essa è assicurata dai caccia della classe «Durand de La Penne» e della classe «Audace». Per queste ultime unità, varate ben 33 anni fa, l'ammiraglio precisa che, si sta compiendo ogni sforzo per ritardarne la radiazione e ridurre il vuoto operativo che si verificherà inevitabilmente prima dell'ingresso in linea delle due nuove fregate antiaeree «Orizzonte», realizzate in cooperazione con la Francia e che diventeranno operative fra il 2007 e il 2009.<br>La componente principale delle unità di superficie è invece costituita dalle otto fregate classe Maestrale, entrate in servizio nella prima metà degli anni '80. L'intenso impiego di queste unità, che costituiscono l'ossatura principale della componente d'altura, rende assolutamente necessario a svolgere interventi tecnici per mantenere un adeguato livello d'efficienza sino al termine della vita operativa pianificata. Tenendo conto della ormai avvenuta dismissione delle unità della classe "Lupo", il rinnovamento della linea fregate rappresenta, a suo avviso, un'urgenza indispensabile. Al riguardo, dà conto del programma navale che porterà alla costruzione di dieci fregate multi-missione, sviluppato in collaborazione con la Francia. <br>Il supporto logistico in mare è quindi fornito dalle due unità classe «Stromboli» e dalla nave Etna, quest'ultima specificatamente realizzata per il supporto ad un Task Group aeronavale che debba operare per prolungati periodi in mare, mentre il pattugliamento in acque d'altura è soddisfatto con quattro pattugliatori classe «Soldati». Le otto corvette classe «Minerva» e le quattro unità della classe "Cassiopea" sono invece impiegate prevalentemente nelle acque prospicienti al territorio nazionale. E' stata poi recentemente realizzata una serie di quattro pattugliatori, classe "Comandanti", con un dislocamento di 1500 tonnellate e sono state acquisite due ulteriori unità (classe "Sirio") aventi la stessa piattaforma delle prime, ma con capacità belliche limitate e tecnicamente orientate a fornire adeguata assistenza per l'antinquinamento e la salvaguardia della vita umana in mare.<br>L'ammiraglio sottolinea poi che le unità navali sono integrate da un complesso di forze specialistiche: i sommergibili, che svolgono una funzione insostituibile per soddisfare le specifiche esigenze di sorveglianza «occulta» e raccolta dati per attività di intelligence; un'affidabile ed efficiente componente di contromisure mine, costituita da dodici unità con un'età variabile tra nove e ventidue anni, che hanno operato in occasione di numerose crisi internazionali; e infine una componente aerea per il pattugliamento marittimo, costituita da diciassette BR 1150 Atlantique, acquisiti a partire dal 1972 e con un residuo d'ore di volo che consentirà di operare al massimo fino al 2008. La situazione attuale dei velivoli è tuttavia - egli osserva - molto critica perché le macchine sono vecchie e la strumentazione operativa obsoleta ed inadeguata alle missioni da compiere.<br>Inoltre, alle attività di presenza e sorveglianza contribuiscono anche gli elicotteri, che sono in fase di rinnovamento. <br>Per quanto attiene alla proiezione su terra, essa è assicurata dal Reggimento San Marco, la cui operatività - prosegue - è però condizionata dall'attuale limitata disponibilità di mezzi e uomini.<br>Quanto alle unità anfibie, esse sono tre: ossia le navi San Giorgio, San Marco e San Giusto, ciascuna con capacità di trasporto di circa trecento uomini con i relativi mezzi anfibi. Al riguardo, l'oratore osserva che appare particolarmente sentita l'esigenza di un'ulteriore unità, idonea ad essere sede di un Comando interforze e multinazionale a livello divisionale e a conferire continuità alla capacità di proiezione della forza da sbarco. Stante però l'attuale pianificazione finanziaria, il programma non potrà essere avviato prima del 2008.<br>Vi è infine il Gruppo operativo incursori, in grado di condurre in autonomia operazioni di vario tipo sul mare e dal mare contro obiettivi costieri, che nell'ultimo decennio la componente ha acquisito significative capacità nella condotta di missioni antiterrorismo e di soccorso in aree di conflitto.<br>L'oratore osserva altresì che un settore che la Marina sta particolarmente curando è rappresentato dalla cooperazione internazionale, soprattutto con i Paesi nell'area di preminente interesse strategico, diretta alla crescita della conoscenza reciproca e della capacità di operare in ambiente multinazionale. <br>A tali fini, egli osserva che la presenza di Unità navali all'estero costituisce, da sempre, una peculiarità della Forza armata. In proposito rimarca l' importante ruolo svolto dalla Marina a supporto della politica estera ed all'industria nazionale. <br>Si sofferma inoltre sulle iniziative bilaterali con Libia, Tunisia, Algeria, Russia, Croazia, Albania e Serbia-Montenegro per lo sviluppo e la condotta di attività di addestramento aeronavale congiunto. <br>Il momento d'aggregazione più significativo, che corona l'intera attività di cooperazione con le Marine del Mediterraneo e del Mar Nero, prosegue, è costituito in particolare dal simposio regionale che la Marina organizza su base biennale a Venezia. Nel corso della quinta edizione, egli dà conto del progetto, atto a realizzare un centro di fusione dei dati relativi al traffico mercantile nella regione.<br>L'oratore passa poi ad illustrare con quali risorse umane e finanziarie, nonchè con quali strutture di supporto viene sostenuto lo sforzo operativo della Forza armata, rilevando anzitutto che, nell'ultimo biennio, si è assistito ad una progressiva diminuzione del personale di leva con attestamento dell'organico di militari in servizio, esclusi gli allievi, su circa 34 mila unità, di cui quattrocento donne, raggiungendo così dal punto di vista quantitativo quanto previsto dal decreto legislativo n. 215 del 2001. In proposito, sottolinea che si pone ora l'obiettivo di rimodulare le consistenze dei ruoli, riducendo il numero dei marescialli in servizio e aumentando la truppa ed i sergenti, in modo da realizzare anche sotto l'aspetto qualitativo, il modello professionale.<br>Questo processo - egli avverte - richiede un'attenta gestione per non creare scompensi che potrebbero richiedere difficili interventi correttivi. E' necessario, infatti, da un lato, alimentare i vari ruoli con immissioni annuali coerenti con quelle del sistema a regime e, dall'altro, aumentare in maniera controllata lo svuotamento dei ruoli oggi sovradimensionati, in particolare dei marescialli. Questo aspetto ha - a suo avviso - una grande rilevanza in quanto, nell'attuale regime di contenimento della spesa pubblica e di rispetto dei tetti organici approvati, l'esubero in quel ruolo, pesando molto dal punto di vista economico, potrebbe condizionare pesantemente il flusso d'alimentazione dei ruoli subordinati, truppa e sergenti, con la conseguenza di ulteriori sbilanciamenti dei ruoli e di un invecchiamento eccessivo dell'età media del personale in servizio. Appare dunque indispensabile dare efficacia a quelle norme del richiamato decreto legislativo n. 215 che riguardano la gestione delle eccedenze e che prevedono, dal 1° gennaio 2006, il transito del personale in esubero negli organici del personale civile della Difesa o di altre amministrazioni e, in alternativa, il collocamento anticipato in ausiliaria e in quiescenza.<br>Per il ruolo degli ufficiali è invece previsto un graduale incremento, a partire dal 2006, per portare gli organici in servizio permanente da 4.150 a 4.500 unità nel 2021. Tale processo dovrà - egli osserva - svilupparsi entro i limiti ben definiti di una nuova piramide organica del ruolo, con incrementi opportunamente dosati in tutti i gradi, nel rispetto dei vincoli già oggi previsti dalla legge d'avanzamento, anche in termini di probabilità d'avanzamento e di carriera.<br>Una nota dolente per gli ufficiali è tuttavia rappresentata - a suo avviso - dal previsto collocamento in "aspettativa per riduzione quadri" (ARQ), per effetto della legge di avanzamento, di un certo numero di ufficiali anziani e di lunga esperienza. Per limitare gli effetti negativi, anche in termini di impatto psicologico sul personale, nel disegno di legge degli onorevoli Gamba e Lavagnini (AS n. 2866), attualmente all'esame della Camera dei Deputati in terza lettura, sono previste modifiche all'istituto. <br>L'ammiraglio sottolinea inoltre che la recente emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che fissa gli organici del personale civile della Difesa, dà nuovo respiro al cosiddetto processo di civilizzazione delle forze armate e consente di guardare al futuro con obiettivi chiari. Rispetto ai poco meno degli attuali 12 mila dipendenti, si dovrebbe giungere a quota 4.513 con l'inserimento di forze nuove.<br>Relativamente al trattamento economico, l'oratore rileva poi che pur tenendo conto di alcune facilitazioni in atto, esso risulta sicuramente sottodimensionato all'impegnativa attività compiuta dal personale della Marina.<br>In particolare - egli osserva - gli aspetti di maggiore criticità riguardano la retribuzione quando si opera in acque internazionali e gli alloggi purtroppo in numero del tutto inadeguato all'esigenza.<br>Infine, relativamente al tema della riforma della rappresentanza, rileva che le nuove norme, contenute in talune iniziative legislative attualmente all'esame dell'altro ramo del Parlamento, prevedono una composizione del Consiglio Centrale con delegati eletti in numero proporzionale alla consistenza di ciascuna categoria, che non tiene conto dei piccoli numeri espressi dalla Marina.<br>Per quanto riguarda le risorse finanziarie assegnate alla Marina Militare nell'anno in corso, osserva altresì che gli stanziamenti revisionali sono apri a 2,5 miliardi di euro e rappresentano il 17,7 per cento della funzione difesa. Tale ammontare costituisce la base per esigenze di spesa per il personale militare (45,2 per cento), per l'investimento (33,8 per cento), e per l'esercizio (21 per cento). In particolare, osserva, per quanto attiene l'investimento, la costante attenzione che la Forza armata ha dedicato alla capitalizzazione della spesa, è risultata penalizzata dal decremento delle disponibilità, che non ha consentito l'avvio di alcuni nuovi e fondamentali programmi secondo le tempistiche imposte dalle dismissioni delle vecchie unità in servizio. <br>Per quanto concerne l'esercizio, inoltre, il settore risulta indiscutibilmente il più sacrificato. <br>La limitata disponibilità di risorse, non consente poi - a suo giudizio - di far fronte al progressivo decadimento della prontezza operativa delle unità navali che, anche a causa del crescente invecchiamento, richiedono interventi di manutenzione sempre più vasti e complessi.<br>Le risorse destinate al «funzionamento» hanno, infatti, raggiunto livelli critici per assicurare lo svolgimento di un adeguato programma di manutenzione.<br>Egli rileva altresì che le recenti assunzioni di personale tecnico qualificato (49 a fronte di un'esigenza minima di 160 unità), sicuramente funzionali al processo di ripristino dell'operatività degli stabilimenti di lavoro, dovrebbero continuare.<br>Dà indi conto dell' implementazione del sistema informatico per la gestione automatizzata degli arsenali, delle manutenzioni di bordo e del Centro per la Gestione delle Scorte (MARICEGESCO), al fine di supportare in maniera integrata i processi gestionali ed operativi.<br>Non sempre è stato invece possibile mantenere al completo - prosegue - le dotazioni previste per le unità navali. <br>Ai fini di una sempre più spinta razionalizzazione del settore, sono stati avviati provvedimenti tesi ad assicurare l'unicità di gestione, ottimizzando la gestione dei magazzini prima assegnati a diverse catene di controllo, una spinta verso l'informatizzazione dei processi e la razionale dismissione ed alienazione dei materiali in esubero alla Forza armata. L'ammiraglio Biraghi conclude il suo intervento sottolineando che, in sintesi, qualora si voglia mantenere una adeguata capacità operativa per le forze aeronavali, sarà necessario prevedere il potenziamento della mobilità e protezione della forza di sbarco, delle capacità operative delle forze speciali, delle unità per il supporto logistico polivalente. Sarà a suo avviso altresì necessario procedere all'avvio del programma per la costruzione della quarta Unità da sbarco e protezione civile (LPD), al completamento del rinnovo della linea sommergibili, delle Fregate per la difesa aerea ed infine all'avvio della sostituzione della linea degli aerei imbarcati AV8B.<br>Infatti le capacità intrinseche alle forze marittime, se adeguatamente valorizzate e supportate, potranno costituire per il Paese un prezioso strumento per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza e sviluppo che esso si prefigge. <br>
    0:01 Durata: 36 min 34 sec
  • Gianni Nieddu (DS-U)

    Il senatore NIEDDU (DS-U) ringrazia anzitutto l'ammiraglio Braghi per la chiara relazione, nella quale vengono esposti i problemi in cui versa la Marina, senza alcun intento di celarli. <br>Con particolare riferimento alle difficoltà legate alla nuova portaerei Cavour, destinata ad affiancare la Garibaldi, egli coglie l'occasione per esprime perplessità in merito al rispetto dei tempi nonché sull'adeguatezza della dotazione finanziaria, inizialmente prevista, con riferimento alla sostituzione degli attuali aerei imbarcati con il Joint Strike Fighter (JSF), come del resto confermano le stesse audizioni svoltesi alla Camera.<br>Quanto poi ai caccia classe "Durand de la Penne" e classe "Audace", giudica preoccupante che essi siano operative da ben trentatré anni, mentre il limite massimo di impiego, come ha ricordato lo stesso ammiraglio, non dovrebbe superare i trenta anni. Considerando in particolare che le nuove fregate antiaeree diventeranno operative tra il 2007 e il 2009, pone il rischio di dover prolungare la vita operativa di tali unità per oltre sette anni rispetto all'anzidetto termine.<br>Il senatore si richiama poi alle affermazioni dell'ammiraglio in merito, da un lato, all'intenso impiego delle otto fregate classe "Maestrale", che operano a partire sin dalla prima metà degli anni ottanta e, dall'altro, alla vetustità dell'attuale linea aerea per il pattugliamento marittimo, che non è chiaro come verrà rinnovata. <br>Dalla relazione, prosegue, emergono altresì elementi di preoccupazione con riferimento al trattamento economico del personale, alla questione degli alloggi, nonché all'inadeguatezza delle risorse finanziarie, come testimonia l'insufficienza dello stanziamento destinato al Reggimento San Marco, che non consente, non solo l'avvio di un piano di ammodernamento, ma neanche di assicurare il mantenimento delle capacità operative a livello degli altri principali Paesi europei.<br>Avviandosi a concludere, dalle considerazioni svolte dallo stesso ammiraglio, il senatore ricava l'impressione che nonostante i crescenti impegni richiesti alla Marina militare, non corrispondano tuttavia idonee risorse, mezzi, nonché adeguata considerazione, nei confronti del personale militare e civile, sia dal punto di vista economico che delle condizioni di vita.<br>Domanda infine all'ammiraglio se vi siano certezze con riferimento alla programmazione pluriennale, nonché se, a suo giudizio, la dotazione finanziaria assegnata alla Marina, anche in rapporto con le altre forze militari, sia complessivamente adeguata. <br>
    0:38 Durata: 9 min 41 sec
  • Andrea Manzella (DS-U)

    Il senatore MANZELLA(DS-U), nel condividere la chiarezza dell'intervento dell'ammiraglio Biraghi, chiede allo stesso quale sia il posizionamento della Marina italiana a livello europeo, con riferimento ai due parametri, relativi all'operatività delle forze armate, nonché alla cooperazione strutturata.<br>Con riferimento poi alla proiettabilità, che rappresenta una delle principali caratteristiche delle forze armate europee, si interroga su come la Marina riesca ad assolvere tale compito.<br>Conclude chiedendo se, oltre alla cooperazione bilaterale, vi siano iniziative verso un effettiva cooperazione multilaterale a livello europeo, anche in considerazione dell'istituzione dell'Agenzia europea della Difesa. <br>
    0:47 Durata: 2 min 41 sec
  • Mario Palombo (AN)

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    0:50 Durata: 2 min 36 sec
  • Replica di Sergio Biraghi

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    0:52 Durata: 17 min 46 sec
  • Luigi Manfredi (FI)

    Il senatore MANFREDI(FI) si domanda, a sua volta, se - in una prospettiva di integrazione europea - non sia opportuno perseguire una politica diretta a ripartire i compiti fra le forze navali europee, onde evitare che ciascun Paese sia chiamato ad investire negli stessi armamenti. <br>Domanda infine se il livello culturale dei volontari sia o meno soddisfacente in rapporto alle esigenze professionali richieste. <br>
    1:10 Durata: 2 min 1 sec
  • Riccardo Minardo (FI)

    Il senatore MINARDO(FI), nel sottolineare la gravità del problema connesso all'immigrazione clandestina, chiede quali siano le possibili soluzioni dirette ad evitare che le intercettazioni delle imbarcazioni clandestine avvengano quando ormai non è possibile evitarne lo sbarco. <br>
    1:12 Durata: 1 min 10 sec
  • Replica di Sergio Biraghi

    Ai quesiti e alle richieste di chiarimento replica l'ammiraglio BIRAGHI, sottolineando anzitutto che la progressiva sostituzione delle unità navali con maggiori anni di servizio determinerà inevitabilmente, almeno in alcuni casi, un periodo di tempo fra il loro fermo e l'entrata in funzione dei nuovi mezzi.<br>In proposito, sottolinea che tale situazione riguarderà anche il rinnovo del parco aerei per il pattugliamento marittimo e che pertanto nel periodo in cui esso non sarà più operativo, in attesa della loro sostituzione, sarà necessario ricorrere a mezzi alternativi, come ad esempio aerei civili o della Guardia di finanza, per lo svolgimento di tali funzioni.<br>Quanto ai finanziamenti diretti alle Forze Armate, sottolinea che si continua con il processo di ottimizzazione delle risorse, volto a ridimensionare il personale ed il numero di mezzi.<br>Senza poi entrare nel merito degli stanziamenti destinati alla Marina, rispetto alle altre Forze Armate, che a suo avviso è una questione rimessa a livello centrale, sottolinea tuttavia l'importante ritorno di attenzione nei confronti del Mediterraneo, riconosciuto sempre più come strategico dal punto di vista economico, e - di conseguenza - l'accrescimento delle connesse attività assegnate alle forze navali. <br>In proposito, anche con riferimento alla questione della proiettabilità, avverte che la presenza della Marina nel Mediterraneo si sta notevolmente accrescendo, attesa la necessità di un attività di controllo sempre più ampia. <br>Con riguardo al posizionamento della Marina italiana a livello europeo, l'ammiraglio tiene a sottolineare che le Forze navali italiane si distinguono senz'altro per preparazione e per capacità operativa, come testimonia la circostanza che l'Italia è fra i Paesi ai quali è stato affidato - come anticipato - il comando di un gruppo internazionale di altissimo livello e professionalità.<br>Quanto alla dimensione internazionale, prosegue, le forze navali sono da anni integrate a livello NATO, mentre si sta costantemente rafforzando la cooperazione a livello europeo, che è - al momento - diretta alla creazione di poli di capacità operative. Ne è un esempio l'attività di collaborazione con la Francia nel settore dei mezzi da sbarco, che ha condotto ad una vera e propria forza integrata, alla quale chiedono di partecipare anche altri Paesi, quali Portogallo e Grecia.<br>L'ammiraglio richiama indi l'attenzione sull'importanza della portaerei Cavour, che affiancherà la Garibaldi e consentirà così alle forze navali di poter contare su due unità per lo svolgimento di funzioni assai delicate. Con riferimento alla lotta all'immigrazione clandestina, dà inoltre conto degli accordi di cooperazione bilaterale sottoscritti con l'Albania, la Tunisia e l'Algeria, che consentono significativi risultati in termini di contrasto al fenomeno. In particolare, tali accordi prevedono, fra l'altro, che una volta che le forze italiane hanno avvistato un'imbarcazione, non autorizzata, diretta verso le coste italiane tali Paesi provvedano a fermarla.<br>In proposito, osserva che le principali difficoltà provengono invece dalla Libia, con la quale occorre intensificare l'attività di cooperazione nel settore.<br>Con riferimento alla capacità della Marina di attrarre volontari, sottolinea altresì che essa continua ad esercitare un significativo fascino, per l'importante tradizione, la cultura e l'ambiente. Quanto alla questione degli alloggi, rileva che sono allo studio varie soluzioni, fra cui l'ipotesi di ricorrere al project- financing o alla realizzazione di edifici in aree demaniali. Al riguardo, giudica comunque opportuno individuare forme di indennizzo per il mancato alloggio, da quantificare a seconda delle città nelle quali viene prestato il servizio, anche a fine di evitare il fenomeno del pendolarismo.<br>Relativamente allo stato dell' integrazione europea fra le forze navali, osserva inoltre che al momento, in assenza di un'effettiva ripartizione dei compiti, si procede alla realizzazione di strutture aventi caratteristiche analoghe e pertanto fra loro compatibili, ciò che facilita fra l'altro, interventi di manutenzione fra i Paesi. Con specifico riferimento alla possibilità di un'effettiva specializzazione a livello europeo, egli avverte che essa è subordinata sia alla definizione di una politica estera effettivamente coesa, sia ad un'effettiva integrabilità operativa.<br>Conclude rilevando che il livello culturale dei volontari è senz'altro adeguato in considerazione sia dei titoli di studio richiesti per l'accesso, che delle attività di formazione triennale e di addestramento previste successivamente.<p>Il presidente CONTESTABILE ringrazia l'ammiraglio per il proficuo contributo offerto e dichiara conclusa l'audizione.<br>La seduta termina alle 16h30. <br>
    1:13 Durata: 4 min 31 sec