17 NOV 2004

Difesa: Audizione del generale Luciano Gottardo in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle forze armate

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 2 min

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Audizione, ai sensi dell'articolo 47 del Regolamento, del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d'armata Luciano Gottardo, in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle forze armate.

Registrazione audio di "Difesa: Audizione del generale Luciano Gottardo in relazione all'affare assegnato sull'assetto funzionale ed organizzativo delle forze armate", registrato mercoledì 17 novembre 2004 alle 00:00.

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  • Relazione di Luciano Gottardo, Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d'armata

    Il presidente PALOMBO, dopo aver richiamato le finalità dell'affare assegnato, rivolge un saluto di benvenuto al Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Luciano Gottardo, al quale concede la parola.<p>Prende quindi la parola il Generale GOTTARDO, il quale dopo avere rivolto un saluto alla Commissione, osserva che la nomina di un Carabiniere a Comandante Generale costituisce il punto di arrivo della riforma ordinativa dell’Istituzione e corrisponde pienamente alla naturale aspirazione di generazioni di Ufficiali dei Carabinieri di tornare ad esprimere un proprio Vertice, al pari di Esercito, Marina ed Aeronautica.<br>Il Generale premette che nel corso del suo intervento illustrerà l’organico dell’Arma, la struttura ordinativa e le modifiche intervenute per adeguare l’Istituzione alle diverse esigenze. Successivamente, esaminerà il ruolo dell’Arma quale Forza armata e quale Forza di polizia, concludendo l’intervento con l'esame delle prospettive future, con particolare riguardo alle iniziative inerenti al personale ed alle misure di ottimizzazione delle risorse. Ricorda che la legge sul riordino n. 78 del 2000 ha confermato la plurisecolare collocazione ordinativa dell’Arma nell’ambito del Ministero della Difesa, sancendone la dipendenza gerarchica dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, per i compiti militari, e funzionale dal Ministro dell’Interno, per i compiti di ordine e sicurezza pubblica.<br>L’Arma attualmente dispone di una forza effettiva di circa 113.000 unità, sebbene la normativa vigente ne preveda circa 117.000, comprensive di quelle in extraorganico assegnate per specifiche esigenze. Si registra, infatti, una carenza di quasi 4.000 militari nei vari ruoli, per l’impossibilità di raggiungere i volumi organici a causa della politica di contenimento della spesa pubblica. <br>Al riguardo, la sospensione del servizio di leva, dal 1° gennaio 2005, determinerà la completa anemizzazione del contingente di 12.000 Carabinieri ausiliari, la cui sostituzione con altrettanti militari effettivi è stata prevista dalle ultime leggi finanziarie. Tuttavia, il completo reclutamento di questi ultimi non si realizzerà prima del 2007, a causa dello scaglionamento pluriennale degli arruolamenti.<br>L’oratore illustra l'ordinamento dell’Arma, articolato su una struttura centrale, il Comando Generale che rappresenta l’area decisionale di vertice, e sulle organizzazioni addestrativa, mobile, speciale e territoriale, nonché su reparti e unità per esigenze specifiche. Nell’organizzazione addestrativa, è impiegato il 5,3 per cento della forza, distribuito nei vari Istituti formativi. L’Organizzazione Mobile e Speciale inquadra il 10,3% della forza complessiva e fa capo al Comando Unità Mobili e Specializzate “Palidoro” di Roma. Comprende il Raggruppamento Operativo Speciale, le Divisioni Unità Mobili e Unità Specializzate. Il primo è deputato allo sviluppo delle indagini più complesse su criminalità organizzata, eversione e terrorismo internazionale. La Divisione Unità Mobili costituisce, invece, la struttura portante per il mantenimento dell’ordine pubblico e lo svolgimento delle missioni all’estero. Da essa dipendono due Brigate. La prima inquadra 11 Battaglioni, che operano in attività di ordine pubblico, di controllo del territorio nelle grandi aree urbane e nelle zone più sensibili per la sicurezza pubblica e concorrono, altresì, alle operazioni di Protezione Civile. La seconda Brigata, invece, svolge missioni internazionali e compiti di polizia militare all’estero e comprende il Reggimento Paracadutisti “Tuscania” ed il Gruppo Intervento Speciale, impiegato per azioni risolutive in situazioni ad alto rischio, nonché il 7° e il 13° Reggimento. <br>Dalla Divisione Unità Specializzate dipendono reparti impegnati in particolari settori investigativi a salvaguardia di interessi collettivi sensibili, quali la tutela dell’ambiente, della salute, del patrimonio culturale, della normativa agroalimentare, del lavoro e della circolazione della moneta. Rientrano nei reparti speciali anche il Raggruppamento Elicotteri, il Comando per la Banca d’Italia, che espleta servizi di vigilanza e scorta valori, il Comando Ministero Affari Esteri, che assolve funzioni di vigilanza e sicurezza presso le Rappresentanze diplomatiche italiane, nonché il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche. Il rilevante apporto di quest’ultima unità nel settore investigativo ne fa elemento centrale e propulsore degli organi di investigazione tecnica dell’Arma.<br>Il fulcro dell’attività dell’Istituzione è rappresentato dall’Organizzazione Territoriale, che assorbe il 79 per cento della forza, comprende 5 Comandi Interregionali, 19 Comandi Regionali e 103 Comandi Provinciali, dai quali dipendono Reparti territoriali, Compagnie, Tenenze e Stazioni, per un totale di 5.229 reparti che sviluppano le attività di controllo del territorio e di investigazione. Di questi, 3.757 costituiscono unici presidi di polizia nei comuni ove sono dislocati. <br>Completano la struttura il Reggimento Corazzieri, cui sono tradizionalmente attribuite le prerogative di Guardia d’Onore, sicurezza e scorta al Capo dello Stato, e le unità organizzative preposte alle attività di sicurezza della Presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera, della Corte Costituzionale, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Corte dei Conti.<br>Inoltre, presso lo Stato Maggiore della Difesa ed i Comandi delle altre Forze armate e della NATO, operano unità dedicate esclusivamente ai compiti di polizia militare. L’Arma, inoltre, prende parte agli organismi interforze militari e di polizia dei Ministeri della Difesa e dell’Interno.<br>Il generale Gottardo, tornando sul provvedimento di riordino dell’Arma, sottolinea che le ragioni che hanno spinto il legislatore a sottrarre la dipendenza dei carabinieri dall’Esercito rispondono all’esigenza di conferire all’Istituzione una posizione più funzionale ed adeguata al mutato scenario di riferimento, alla luce delle rilevanti novità introdotte dalla legge sulla riforma dei vertici militari, provvedimento che ha ridisegnato i rapporti intercorrenti tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa ed i tre Capi di Stato Maggiore di Forza armata. Conseguentemente, con l’elevazione al rango di Forza armata dell’Arma, il Comandante Generale è stato equiparato ai Capi di Stato Maggiore di Forza armata, affermandone la pari dignità istituzionale, realizzata anche mediante il suo inserimento tra i componenti del Comitato dei Capi di Stato Maggiore ed i membri ordinari del Consiglio Superiore delle Forze armate.<br>L’oratore evidenzia come l’Arma abbia visto confermata la propria militarità, intesa come senso di appartenenza alle Forze armate, secondo un modello pienamente congruente con i moderni principi giuridici e di scienza dell’organizzazione, che costituisce un plurisecolare valore aggiunto del sistema sicurezza del Paese. La struttura militare dell’Arma si basa su principi, comportamenti e meccanismi operativi diffusi e condivisi, caratterizzati da responsabilità, flessibilità, duttilità ed immediatezza, che ne sono garanzia di efficienza. La capillare diffusione dei presidi sul territorio nazionale, che da sempre caratterizza l’Istituzione, rappresenta una scelta organizzativa attuale, per l’esigenza di localizzare l’offerta di sicurezza e per sviluppare l’apparato amministrativo statale e locale nella prospettiva della sussidiarietà e della devoluzione. I reparti carabinieri, soprattutto le Stazioni, sono gli unici in grado di affrontare, con efficacia ed aderenza, le molteplici problematiche locali, perchè si integrano con le diverse comunità e costituiscono punto di riferimento per tutte le amministrazioni dello Stato. La condizione militare, esaltazione di una disciplinata e responsabile organizzazione gerarchica, garantisce la tenuta di tale articolata struttura, risultando funzionale all’efficienza dell’Istituzione. Lo status militare, le prerogative istituzionali e la fisionomia ordinativa sono per i Carabinieri vincoli indissolubili, che non è possibile rescindere, pena lo snaturamento dell’essenza stessa dell’Arma.<br>Passando ai compiti militari, il Generale precisa che l’Arma concorre con le altre Forze armate alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubblica calamità. Il concorso alla difesa della Patria per l’Arma è una responsabilità diretta, omogenea e congiunta a quella di Esercito, Marina ed Aeronautica. L’impegno dell’Arma si sostanzia, altresì, nella partecipazione alle operazioni militari in Italia e all’estero e nel concorso alla ricostruzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze armate in missioni di supporto alla pace. Inoltre, i carabinieri assicurano i servizi di sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli uffici degli addetti militari. <br>Il Comandante Generale esamina le funzioni di polizia militare, assolte dai reparti, assegnati alle Forze armate e alle strutture NATO, che si avvalgono del supporto delle organizzazioni territoriale e mobile. Tali funzioni, esercitate sulla base delle disposizioni impartite dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, sono volte ad assicurare il rispetto di leggi, regolamenti e disposizioni dell’autorità militare ed a garantire condizioni generali di ordine e sicurezza delle Forze armate, in Italia e all’estero. Sul territorio nazionale, si assicurano l’attività informativa di prevenzione di specifico interesse, la consulenza o il supporto di carattere tecnico ai Comandanti di corpo, reparto o ente su materie di propria competenza, nonché la vigilanza delle installazioni e delle aree di particolare interesse militare. Inoltre, gli organi di polizia militare garantiscono il servizio di scorta ad alte autorità militari, valori, materiali ed autocolonne militari, di particolare interesse operativo. All’estero, invece, nelle aree interessate da operazioni militari, oltre ad assicurare lo svolgimento delle attività previste sul territorio nazionale, la polizia militare disimpegna servizi di mantenimento dell’ordine pubblico e di scorta ad autorità nazionali, concorrendo anche nella disciplina delle evacuazioni della popolazione sia in zona di combattimento che nel territorio dello schieramento e nella protezione degli abitanti delle aree interessate alle operazioni dai saccheggi e dalle requisizioni illegali. <br>Per quanto riguarda le operazioni all’estero, proseguono gli sforzi per consolidare il credito di fiducia acquisito nelle missioni di pace. Infatti, l’Arma ha partecipato a più di 40 missioni ed, oggi, è impegnata con oltre 1.100 carabinieri nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, in Cisgiordania, in Libano ed in Eritrea. In tali zone, l’Arma esalta maggiormente la propria peculiarità di forza militare di polizia in servizio permanente di pubblica sicurezza, con incarichi specialistici in contesti internazionali, di cui le Multinational Specialized Units (MSU) costituiscono il momento più qualificante. La MSU è una forza specializzata dello strumento militare in possesso di capacità di polizia, che si è imposta all’attenzione della Comunità internazionale per la sua efficacia a rispondere alle moderne esigenze delle operazioni di gestione delle crisi. Nel 1998, il Consiglio del Nord Atlantico rilevò che le unità militari schierate in Bosnia non erano addestrate ed equipaggiate per gestire l’ordine e la sicurezza pubblica. Ne conseguì la realizzazione di uno strumento specializzato nel settore della sicurezza pubblica, in grado di gestire la delicata fase di transizione da una situazione di crisi ad una di civile convivenza. L’organizzazione e la guida vennero affidati all’Arma. La MSU è in grado di gestire sinergicamente contributi di personale di più Paesi. Negli ultimi anni, la MSU ha allargato le proprie competenze anche alla raccolta informativa ed all’analisi criminale, sopperendo alle carenze delle locali strutture di polizia. Inoltre, dopo gli attentati del 2001, queste unità hanno anche ricercato e catturato terroristi, ed in Bosnia hanno collaborato, insieme alle Forze statunitensi, alla cattura di elementi islamici sospettati di appartenere ad Al Qaeda. L’apporto dell’Arma non è mutato con il passaggio di competenze in Bosnia dalla NATO all’Unione Europea. Infatti, quest’ultima, nel riconoscere ai Carabinieri il positivo ruolo svolto nei Balcani, ha affidato all’Istituzione la costituzione e la direzione della prima Unità Integrata di Polizia (Integrated Police Unit), operativa in Bosnia nei prossimi mesi. Tale tipologia di assetto, derivato dal modello della MSU e sviluppato con l’apporto dell’Arma, gestirà gli aspetti civili delle crisi internazionali, nell’ambito delle missioni dell’UE. Ulteriori importanti iniziative sono rappresentate dalla prossima costituzione della Gendarmeria Europea, che sarà impiegata nelle aree di crisi per prevenire conflitti o per supportare le operazioni in caso di intervento militare. La Gendarmeria Europea prende a modello l’opera delle MSU e, a dimostrazione della professionalità dell’Arma nel settore, avrà il Comando della Forza in Italia, presso la Caserma “Chinotto” di Vicenza. <br>Il Generale illustra il ruolo dell’Arma quale Forza di polizia. L’Arma, Forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza, è una delle due Forze di polizia a competenza generale per lo svolgimento dei compiti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Interno. L’Arma svolge funzioni di polizia giudiziaria alle dipendenze e sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria. In tale settore è impegnata nel contrasto alla criminalità comune ed organizzata ed al terrorismo, nel cui ambito conduce indagini di elevatissimo livello, sia con il Raggruppamento Operativo Speciale, che opera a livello strategico, sia con i Reparti Operativi dei Comandi Provinciali, che sviluppano una puntuale attività qualificata di polizia giudiziaria. <br>L’oratore prosegue osservando che, sotto l’aspetto della cooperazione internazionale, il Comando Generale è impegnato nell’ambito delle iniziative di polizia sviluppate dal Ministero dell’Interno e fornisce il supporto con proprio personale all’Interpol e alla Direzione centrale per i Servizi Antidroga. Inoltre, i Carabinieri sono presenti presso gli Uffici di collegamento attivati nelle aree sensibili dell’Albania e del Montenegro in base ad intese governative bilaterali. La cooperazione internazionale si sviluppa anche in ambito Schengen, attraverso lo scambio di ufficiali di collegamento e la realizzazione e la gestione di un archivio informatico di dati, rivolto a rendere più efficaci e coordinate le azioni degli Stati membri. I carabinieri partecipano a gruppi di lavoro in ambito Europol per l’analisi del crimine organizzato europeo, condividendo con le Forze di polizia europee le informazioni su diversi fenomeni criminali. Il Generale ricorda, inoltre, di essere impegnato personalmente, insieme al Capo della Polizia, nella «Task Force dei Capi delle polizie europee». <br>Il Comandante Generale, tornando a parlare dell’attività d’istituto, si sofferma sulla Stazione Carabinieri che riveste un ruolo fondamentale e costituisce punto di riferimento costante ed affidabile per i cittadini. La rivitalizzazione di tale reparto è sempre l'obiettivo strategico principale, perseguito, innanzitutto, per esaltare le capacità umane ed operative, proseguendo sulla strada di una spinta informatizzazione. Il Carabiniere della Stazione, infatti, impiega computer di ultima generazione, connessi attraverso reti telematiche, che gli consentono di dialogare con l’intera amministrazione in un unico ambiente informatico. Ogni cittadino che si rechi presso una Stazione per presentare una denuncia constata il livello di efficienza raggiunto. Il completamento dell’infrastruttura telematica di base consente la circolarità e la condivisione dei dati tra tutti i reparti, attraverso una rete, costituita da circa 47.500 posti di lavoro e ben 6.300 server. Per quanto concerne la velocizzazione delle procedure, rileva l’impiego della firma digitale e della posta elettronica per la trattazione dell’attività di ufficio, da cui deriva l’eliminazione del cartaceo. Il servizio di posta elettronica è il mezzo esclusivo di comunicazione tra tutti i reparti. In sintesi, il Comando Generale sta dando luogo ad una decisa azione propulsiva nel processo di informatizzazione, razionalizzando e snellendo le procedure in tutti i settori del servizio.<br>Il concetto di vicinanza dell’Arma al cittadino trova sviluppo, inoltre, anche nel settore dell’informazione e della comunicazione attraverso il sito www.carabinieri.it, con particolare riferimento ai servizi interattivi. Il sito riscuote notevole interesse presso l’opinione pubblica, essendo visitato giornalmente da circa 11.000 utenti. In futuro, il cittadino potrà compilare una denuncia, attraverso moduli già disponibili in rete, e trasmetterla per via telematica alla Stazione, presso cui dovrà recarsi per sottoscrivere l’atto. Si conferma in tal modo il modello di “polizia di prossimità”, affermatosi negli ultimi anni in Italia e in Europa e realizzato dall'Arma attraverso il Carabiniere di quartiere. L'impiego di tale servizio tra la gente rappresenta la trasposizione in chiave moderna del secolare modello organizzativo dell'Istituzione. <br>La presenza del carabiniere è assicurata anche nei popolosi quartieri urbani, per ricercare il contatto con i cittadini, conoscerne esigenze e raccoglierne istanze, osservazioni e confidenze. Il servizio è svolto in 390 zone operative, distribuite nei capoluoghi di provincia ed in altri 32 centri urbani. E’ prevista l’estensione del servizio ad ulteriori 57 zone operative, parte delle quali distribuite in 19 centri urbani minori. I risultati conseguiti confortano la scelta operata, testimoniandone l’efficacia sul piano preventivo, informativo e repressivo. A tal proposito, il Generale evidenzia che il disegno di legge finanziaria 2005, all’esame della Camera, prevede un accantonamento nelle risorse allocate al Ministero dell’Interno per potenziare tale servizio, auspicando la conferma di tale disponibilità nell’iter parlamentare. <br>La fiducia e la collaborazione dei cittadini si conquistano e consolidano, quotidianamente, ascoltandone esigenze e bisogni. Il Comando Generale ha avviato un progetto per misurare il servizio di relazione e contatto con i cittadini, rilevando i dati secondo il modello della customer satisfaction. I risultati dell’indagine sono stati presentati recentemente al Salone europeo della comunicazione pubblica di Bologna, ove l’Istituzione ha ricevuto il premio “Euromediterraneo 2004”, considerato a livello europeo, tra i progetti di comunicazione istituzionale che maggiormente esaltano la partnership tra il settore pubblico e quello privato.<br>Tornando al processo di informatizzazione, il sistema di comando e controllo ha beneficiato di nuove tecnologie. Prosegue il programma di interconnessione tra le centrali operative dei carabinieri e le sale operative delle Questure, al momento attivato in 27 capoluoghi di provincia. Tale applicazione realizza un efficientissimo strumento di coordinamento, permettendo la contestuale visualizzazione degli automezzi in servizio delle due Forze di polizia ed assicura, tramite il costante collegamento in videoconferenza, l’intervento della pattuglia in grado di agire più rapidamente, eliminando sovrapposizioni od omissioni. <br>Il Generale evidenzia gli oltre 10.000 servizi preventivi assicurati ogni giorno, il costante aumento degli arresti e delle denunce e la qualità dell’azione investigativa, rilevando l’importante contributo fornito alla sicurezza dei cittadini, con un “fatturato” che dall’inizio dell’anno registra 78.000 arresti ed oltre 220.000 denunce a piede libero.<br>Si sofferma sulle risorse umane, ricordando come l’Arma rivolge particolare attenzione al personale, il quale determina la qualità del servizio reso alla collettività. Per venire incontro alle legittime aspettative dei militari, è allo studio un provvedimento di riordino dei ruoli, allo scopo di pervenire, per tutte le Amministrazioni del Comparto Difesa-Sicurezza, ad un progetto armonico ed unitario che definisca assetti funzionali alle odierne esigenze operative, evitando discrasie e disallineamenti, sia normativi che economici. Il Comando Generale, inoltre, è attento al problema dell’integrazione delle personale femminile. L’Arma, infatti, impiega 377 donne tra ufficiali, marescialli ed allievi dei vari istituti addestrativi. Per accrescere le potenzialità operative dell’Istituzione con l’apporto della donna carabiniere, la serena gestione dei rapporti interpersonali deve condurre ad una convinta adesione ai principi di pari opportunità e di uguaglianza che, da sempre, ispirano le relazioni tra militari. <br>Vi è anche grande attesa, poi, per una equilibrata rivisitazione dell’istituto della Rappresentanza Militare. Il provvedimento è volto ad adeguare la normativa del settore all’attuale realtà del mondo militare; l’obiettivo, condiviso dagli stessi organismi, è quello di esaltarne competenze e funzioni, confermando la validità della scelta operata dal legislatore delle norme di principio sulla disciplina militare del 1978. Il rafforzamento della rappresentanza è un’esigenza condivisa sia dall’Amministrazione che dagli stessi organismi, per corrispondere alle esigenze di tutto il personale, che, tramite i delegati, può efficacemente supportare, nelle materie di competenza, la complessa azione direttiva dei comandanti, operando dall’interno della struttura militare, con democrazia partecipativa e disciplina condivisa.<br>E’ attualmente valido l’assetto del comparto difesa-sicurezza, in cui si confrontano le Istituzioni che concorrono alla difesa interna ed esterna del Paese. In tale ambito, le singole Amministrazioni, che concorrono al mantenimento del “Sistema Sicurezza”, beneficiano dell’effetto moltiplicatore della propria efficienza, generato dalla coesistenza e dalla cooperazione tra più organismi, e riconducono i rispettivi obiettivi ad unicità, proprio attraverso il comune trattamento economico e normativo, reso possibile dall’appartenenza ad un medesimo Comparto.<br>Anche il settore infrastrutturale si qualifica come componente essenziale dell’organizzazione di comando, per i riflessi che determina sull’operatività e sull’efficienza dei reparti. Il problema degli alloggi condiziona fortemente la mobilità del personale, penalizzandone l’impiego nelle aree del Nord e nelle grandi città in generale, dove più alto è il costo della vita. Particolare attenzione va rivolta alla realizzazione di un parco alloggi che assicuri la mobilità del personale, la funzionalità dei reparti e la sicurezza delle caserme. E’ necessario avviare la realizzazione di un mirato programma di utilizzazione di nuovi alloggi. L’esigenza si farà più pressante, allorquando sarà completato il programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari con quelli effettivi. Il provvedimento, infatti, priverà l’Arma di una consistente percentuale (circa il 20 per cento) di celibi, in quanto l’arruolamento dei volontari provenienti dalle Forze armate, in età mediamente più elevata, farà lievitare la percentuale dei militari coniugati.<br>Il Generale si avvia alla conclusione, analizzando le misure adottate per razionalizzare l’organizzazione ed il funzionamento del sostegno tecnico, logistico ed amministrativo, evidenziando il processo di ammodernamento, per snellire l’organizzazione ed esaltarne le capacità operative, allo scopo di recuperare personale da destinare a compiti operativi e al potenziamento dei reparti territoriali operanti come unico presidio di polizia fuori dei capoluoghi. In tale ottica, il Centro Nazionale Amministrativo di Chieti, grazie ad una spiccata informatizzazione delle procedure gestionali, ha accentrato tutte le attività sul trattamento economico, sulla gestione matricolare e sull’assistenza fiscale del personale. Ciò ha consentito un recupero all’attività operativa di circa 800 unità. <br>Altro settore oggetto di razionalizzazione è stata l’organizzazione logistica ispirata a criteri funzionali che hanno creato una struttura più agile e flessibile, facendo ricorso alla “terziarizzazione” di alcune attività logistiche. L’Arma è destinataria delle risorse finanziarie sui bilanci dei Ministeri della Difesa e dell’Interno. Per quanto attiene al bilancio del primo Dicastero, è da osservare che eventuali contrazioni dello stesso, a meno di esplicite previsioni escludenti l’Arma dei Carabinieri, vedono sempre coinvolta anche l’Istituzione. Per l’esercizio finanziario 2005, infatti, pur segnalando un incremento degli stanziamenti per le spese destinate al personale, le decurtazioni finora apportate alla Difesa comporteranno anche per l’Arma una riduzione delle disponibilità per le spese di investimento e di esercizio. Una implementazione delle risorse sarebbe auspicabile anche per quanto attiene agli stanziamenti di competenza del Ministero dell'Interno. <br>Il Generale Gottardo conclude il suo intervento, sottolineando che l’Arma è protesa a migliorare la propria efficienza complessiva in un’equilibrata sintesi tra le proprie tradizioni e gli stimoli innovativi dell’evoluzione del contesto sociale, per assolvere i compiti militari e di tutela dell’ordine e sicurezza pubblica. <br><strong>Indice degli interventi</strong><br>L'audizione comincia alle 15h25<br>Presidenza del vicepresidente <strong>Mario Palombo </strong><br>
    0:00 Durata: 37 min 8 sec
  • Presidente

    Il presidente PALOMBO, dopo aver ringraziato il generale Gottardo per l'ampio ed esaustivo intervento, pone dei quesiti in ordine al coordinamento dei reparti speciali dell'Arma con le altre forze di polizia, soprattutto in ordine ad indagini specifiche, ed ai criteri di scelta e di addestramento dei carabinieri impiegati nelle missioni di pace all'estero. <p>Osservazioni e quesiti dei Commissari
    0:37 Durata: 1 min 59 sec
  • Renzo Gubert (UDC)

    Il senatore GUBERT, dopo aver espresso la propria condivisione in ordine alla necessità di un coordinamento dei reparti speciali dell'Arma con le altre forze di polizia onde evitare inutili duplicazioni, chiede in particolare delucidazioni sulla specificità del contributo fornito dall'Arma nell'assolvimento delle funzioni di ordine pubblico e sull'eventuale esistenza di direttive informali fornite alle varie stazioni locali in ordine al concreto livello di repressione della piccola delinquenza. <br>
    0:39 Durata: 1 min 40 sec
  • Riccardo Minardo (FI)

    Il senatore MINARDO (FI) chiede se, nella descrizione delle carenze di organico poc'anzi fatta dal generale Gottardo (riferita in particolare alla necessità di ulteriori 4000 carabinieri onde poter raggiungere le previste 117.000 unità), è inclusa altresì l'assenza dei 12.000 carabinieri ausiliari determinatasi a seguito della sospensione del servizio militare di leva. Pone quindi l'accento sulla problematica inerente alla progressiva sostituzione dei buoni pasto del personale con l'istituzione di apposite mense: infatti, in alcune zone molti carabinieri non possono beneficiare di nessuno dei due istituti.<br>Conclude quindi il suo intervento sottolineando la necessità di istituire dei comandi locali in numerose città della Sicilia, ove la loro assenza sembra farsi drammaticamente sentire. <br>
    0:40 Durata: 2 min 17 sec
  • Gaetano Pascarella (DS-U), sull'ordine dei lavori

    Sull'ordine dei lavori interviene quindi il senatore PASCARELLA (DS-U), ponendo l'accento sull'opportunità di non concludere la procedura informativa nell'odierna seduta, onde poter consentire adeguate ed approfondite riflessioni in ordine agli elementi conoscitivi forniti dal generale Gottardo. <br>
    0:43 Durata: 49 sec
  • Luigi Peruzzotti (LP)

    Il senatore PERUZZOTTI (LP) chiede in particolare quali misure sono state approntate dall'Arma per far fronte all'escalation degli episodi di criminalità recentemente registrata in alcune aree del sud del Paese (ed in particolare nella regione Campania) e se, ai fini di un miglioramento del mantenimento dell'ordine pubblico, non si ritenga opportuno evitare periodi di permanenza eccessivamente lunghi dei comandanti nelle stazioni loro assegnate. <br>
    0:43 Durata: 1 min 51 sec
  • Roberto Biscardini (Misto-SDI)

    Interviene quindi il senatore BISCARDINI (Misto-SDI), domandando chiarimenti in ordine alle attività di coordinamento connesse alla sicurezza ed alla misura in cui i vari tagli di bilancio incidono sulla dilatazione nel tempo dei vari programmi dell'Arma. <br>
    0:45 Durata: 2 min 57 sec
  • Tino Bedin (Mar-DL-U)

    Il senatore BEDIN (Mar-DL-U) chiede quindi delucidazioni in ordine alla possibilità di un rallentamento del programma di interventi strutturali per le Forze di polizia (ricomprendente in particolare il riammodernamento delle caserme) a seguito dell'esiguità delle risorse finanziarie disponibili. Domanda inoltre in che misura l'Arma dei carabinieri potrebbe partecipare ai numerosi consorzi sulla sicurezza realizzati dagli enti locali. <br>
    0:48 Durata: 2 min 4 sec
  • Gianni Nieddu (DS-U)

    Il senatore NIEDDU osserva che dalla relazione poc'anzi svolta dal generale Gottardo sembrerebbero emergere sia una carenza attuale di organico di circa quattromila militari, sia una futura di cinquemila. Domanda quindi se tale ultima cifra vada a sommarsi a quella precedente ovvero la ricomprenda. Pone quindi l'accento sulla sostanziale esiguità del personale femminile (circa 377 donne su un organico totale di 113.000 unità), domandando se tale dato attesti una tendenza ormai assestata ovvero se in futuro sarebbe possibile un incremento sostanziale.<br>Con riferimento alla delicata problematica degli alloggi di servizio, in grado di influire in misura determinante sulla condizione di vita dei militari, chiede quindi se siano allo studio delle soluzioni alternative, consistenti, ad esempio, nella concessione di mutui agevolati ovvero nella stipula di particolari accordi con gli enti locali. Sollecita quindi informazioni aggiornate in ordine alla percentuale dei suicidi all'interno della Forza armata, problema a suo avviso assai delicato e da lui già peraltro sottolineato in occasione dell'audizione del generale Bellini, precedente comandante generale dell'Arma.<br>Conclude ponendo l'accento sulle ipotesi di ridefinizione dei compiti della multinational specialized unit in occasione della nuova gestione della missione internazionale nei Balcani da parte dell'Unione europea. Infatti, da alcune parti (non italiane), si sosterrebbe che tale organismo, in cui operano con successo e professionalità dei reparti di carabinieri, sarebbe di ostacolo alla visione dell'intervento militare maturata in seno all'Unione. <br>
    0:50 Durata: 7 min 17 sec
  • Presidente

    0:57 Durata: 1 min 24 sec
  • Salvatore Meleleo (UDC)

    Il senatore MELELEO (UDC) chiede brevemente in che misura sia condivisa, all'interno dell'Arma, la riforma in chiave interforze del Servizio sanitario militare. <br>
    0:59 Durata: 38 sec
  • Alberto Zorzoli (FI)

    Il senatore ZORZOLI, chiede quindi delucidazioni in ordine ai metodi di formazione professionale dei Carabinieri. <br>
    1:00 Durata: 2 min 2 sec
  • Domenico Contestabile (FI)

    Interviene da ultimo il senatore CONTESTABILE(FI), domandando chiarimenti in ordine alle peculiarità del battaglione di carabinieri «Tuscania» spesso impiegato, con successo, nelle missioni internazionali di pace all'estero.<br>Il presidente PALOMBO, in considerazione dell'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, propone quindi di rinviare il seguito dell'audizione a prossima seduta, da tenersi nel prossimo mese di gennaio.<br>La Commissione conviene sulla proposta del Presidente.<br>La seduta termina alle 16h30. <br>
    1:02 Durata: 38 sec