20 NOV 2005

Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 33 min 9 sec
Organizzatori: 

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Roma, 20 novembre 2005 - Documento sonoro completo dell'intervista a Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, realizzata da Dino Marafioti.

Registrazione di "Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.", registrato domenica 20 novembre 2005 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione ha una durata di 33 minuti.
  • Si è aperto il dibattito intorno al tema della laicità; per chi tifi per uno stato laico occorre darsi da fare

    Capezzone cita il sondaggio di Mannheimer, analizzato nella sua interezza durante la trasmissione Porta a Porta. Commenta poi asserendo che è troppo comodo mettere da una parte i laici e dall'altra i credenti. Lo spartiacque è un altro: da una parte i liberali, laici o cattolici, e illiberali dall'altra. Il leader radicale critica quindi il comportamento l'informazione data dal TG1 in merito. Vede poi come preoccupante che ciò che affermano i vescovi non venga mai commentato o analizzato contraddittoriamente. "E' patetico che il ceto politico vada in cerca del Vescovo amico" - commenta Capezzone - e continua asserendo che è perfino curioso un centrosinistra che si attesta sotto la linea del Presidente della Repubblica, che almeno difende la laicità. Infine avverte che non c'è questione su cui la Repubblica italiana non sia caratterizzata dagli interventi clericali. <br><strong>Indice degli argomenti</strong><br>
    0:00 Durata: 5 min 40 sec
  • Marafioti osserva che, mentre c'è una sinistra che si barcamena su questi temi, Berlusconi, con la visita al Papa, stia imponendo una linea democristiana al suo partito

    Capezzone commenta che ormai c'è un "manuale" del politico disperato in cerca di carte pericolose e che diventa vieppiù integralista. Però - osserva - la cosa gli può uscire di mano, anche a causa di una mancata risposta liberale specie da parte dei partiti del centrosinistra. Ne scaturisce una situazione in cui su temi politici quali Pacs e fecondazione le posizioni di Fassino e di Rutelli non si distinguono più e, per non dare risposte precise all'elettorato, ci si appella alla libertà di coscienza. Questo è un modo per non far sapere prima all'elettorato cosa si farà. La rosa nel pugno, invece ha fatto conoscere prima le sue idee e posizioni. <br>
    0:05 Durata: 2 min 55 sec
  • Nel frattempo sta esplodendo la questione sulla RU486, perché finalmente se ne parla, e questi sono temi che incidono nel dibattito politico

    Capezzone analizza il comportamento dei radicali e quello di Storace, che è arrivato ad esercitare delle ritorsioni nei confronti dell'elettorato. Capezzone trova, in proposito, evidente un grado di crudeltà. Invece di sbandierare opinioni ideologiche, si dovrebbe badare di più alla realtà concreta, che vede un preoccupante aumento degli aborti clandestini.Buone notizie invece vengono non dalla politica, ma dagli scienziati, che dicono cose di buon senso. Capezzone spera che persone come Veronesi esprimano chiaramente il loro punto di vista in modo da incidere sulle posizioni politiche dell'elettorato. <br>
    0:08 Durata: 3 min 57 sec
  • Marafioti s'interroga sullo svolgersi della campagna elettorale della rosa nel pugno

    Il leader radicale osserva però come non sia stato pubblicizzato sufficientemente il simbolo della rosa nel pugno. Rileva quindi che le campagne politiche dei radicali sono state sempre tutte centrate sul diritto non del soggetto politico a poter parlare, ma del diritto dei cittadini a poter conoscere per deliberare. <br>
    0:12 Durata: 5 min 55 sec
  • L'analisi si sposta sui risultati dei sondaggi e sul riverbero politico che questi hanno. Il discorso si sposta sulle posizioni di Bobo Craxi che hanno demonizzato il Partito Radicale.

    Capezzone osserva che nel "trittico" Fiuggi, Riccione, Consiglio dello SDI è riuscito un grande colpo. Da una parte si è sfatato il rito che i Radicali non vogliono fare un'alleanza, anzi, che al tempo stesso la facciano rispettando le loro battaglie e tenendo di mira le esigenze vere e concrete del Paese. "Abbiamo rappresentato la volontà di svolgere battaglie che incidono sul Paese in modo determinante e che nello stesso tempo difendano la laicità dello Stato". La cosa da tener presente è che nasce un nuovo soggetto politico le cui battaglie si basano e si baseranno sui problemi concreti del paese e non cederanno ai soliti compromessi politici. <br>
    0:18 Durata: 6 min 58 sec
  • Marafioti interroga Capezzone circa il problema della par condicio, che Berlusconi fortissimamente vuole e che invece è di scarso interesse presso altri partiti dell'attuale maggioranza.

    Capezzone risponde agli obiettivi di Berlusconi fornendo su questi un'analisi puntuale e razionale. <br>
    0:25 Durata: 2 min 20 sec
  • Marafioti affronta quindi il tema della devolution.

    Capezzone informa quali saranno in realtà le conseguenze di questa legge, che sicuramente - osserva - sarà apportatrice di conflitti e di caos nell'iter legislativo. "Questa non è una legge da criticare per il decisionismo che introduce, ma per la paralisi che istituzionalizza". <br>
    0:27 Durata: 2 min 28 sec
  • L'intervista si concentra quindi la questione degli ordini professionali.

    Capezzone difende la «linea Giavazzi»; bisogna portare sul mercato anche i settori delle professioni e dei servizi ed incita una riforma di tipo liberista. Occorre che tutta la società condivida i rischi, ma anche le opportunità del mercato. <br>La conversazione si conclude elencando gli obiettivi e le cariche all'interno dei radicali; Capezzone elenca le attività radicali in atto in merito alla politica estera. <br>
    0:30 Durata: 2 min 56 sec