27 NOV 2005

Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 22 min 36 sec
Organizzatori: 

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Roma, 27 novembre 2005 - Documento sonoro completo dell'intervista a Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, realizzata da Roberto Spagnoli.

Registrazione audio di "Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.", registrato domenica 27 novembre 2005 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione audio ha una durata di 22 minuti.
  • La conversazione parte dalla iniziativa politica di Marco Pannella circa l'amnistia, argomento altresì collegato alle condizioni di Adriano Sofri

    Capezzone inizia parlando delle condizioni attualmente gravi di Adriano Sofri, aggiunge poi «speriamo di non vedere all'opera i coccodrilloni con le loro lacrime, quelli che all'ultimo momento si professeranno amici di Sofri». Il leader radicale illustra quindi la vignetta odierna di Vincino, approvandola in pieno. Affermazione giudicata molto positivamente è quella del Presidente della Repubblica, che dice di voler concludere il suo settennato con dignità. Capezzone si augura che, dopo tutti i pareri dei giuristi ascoltati a suo tempo su Radio Radicale e che attribuivano all'iniziativa del Capo dello Stato il potere di grazia, questo dossier venga aperto presto e presto chiuso positivamente. Ricorda poi i giorni, durante lo sciopero della sete di Marco Pannella, in cui Berlusconi disse che la posizione di Castelli sarebbe stata ridiscussa. Premesso che, secondo l'affermazione di Pannella «il Presidente può e, se vuole, deve», non si capisce perché il governo debba subire il dictat del ministro della Giustizia. Capezzone quindi affronta il tema dell'amnistia e si augura che «si deve parlare di amnistia non per una questione di legalità nei confronti dei poveri detenuti, ma per una questione di legalità che riguardi l'intero problema della giustizia italiana». Aggiunge in modo veritiero che «oggi la giustizia italiana è una cosa che tecnicamente è fatta per lasciare a piede libero i delinquenti veri e per colpire in modo vendicativo i poveri cristi». <br><strong>Indice degli argomenti</strong><br>
    0:00 Durata: 5 min 11 sec
  • Circa l'amnistia si vede ora che sia il centrodestra che il centrosinistra nicchiano abbastanza e non prendono posizioni chiare e decise.

    Capezzone replica dicendo che, se fai crescere una palla di neve, diventa una valanga. Aggiunge pertanto che questo è il momento di agire, soprattutto da parte del centrosinistra, sia sul capitolo Sofri, che sul capitolo amnistia. <br>
    0:05 Durata: 2 min 4 sec
  • Il discorso si sposta sulla legge elettorale, che il Senato deve affrontare nei prossimi giorni; i radicali infatti hanno lanciato un allarme in merito, definendo questa legge una truffa.

    Capezzone denuncia l'illegalità della raccolta delle firme e tutti gli errori contenuti in questa legge. Adesso pare che tutti siano esentati eccetto La rosa nel pugno, dice. Spiega quindi tutto l'iter assurdo che bisogna osservare. Ciò vorrà dire aprire subito la mobilitazione e dare vita ad una campagna elettorale molto difficile ed ostica. <br>
    0:07 Durata: 6 min 9 sec
  • Si affronta ora la questione economia ed i prossimi impegni che dovrà affrontare il prossimo governo, qualsiasi esso sia (si parte dall'articolo di Giavazzi sul Sole 24 Ore commentato positivamente da Capezzone - si arriva quindi all'articolo dell'Economist che traccia un quadro un po' preoccupante dell'Italia attuale e della congiuntura prossima a venire)

    Capezzone replica ricordando il Convegno di Riccione e segnalando il contenuto di due libri che corrispondono a due linee politiche, il primo è il no-global di Tremonti, ed il secondo è quello di Giavazzi, che è un liberale a tutto tondo. Tratta quindi delle posizioni prese durante l'assise di Riccione, che miravano a tirare il filo della liberalizzazione ed anche a difendere in modo intelligente la legge Biagi che, invece, va estesa. Conclude affermando la scelta dei radicali di difendere le parole di Giavazzi. Dando eloquenti motivi per questa posizione e descrivendo negativamente il libro di Tremonti. <br>
    0:13 Durata: 4 min 10 sec
  • Viene trattata l'attuale contingenza italiana

    Commentando la congiuntura del momento, Daniele Capezzone nota diversi segnali che indicano un decremento degli acquisti e segnala come la tredicesima non servirà per fare ulteriori compere, ma per pagare i debiti contratti in precedenza. E' tutto un circolo vizioso che deprime l'economia, dato che il denaro non circola. <br>
    0:17 Durata: 57 sec
  • Spagnoli invita a parlare di Ruini, il quale ha affermato che i Pacs sono un attacco all'istituto del matrimonio, contemporaneamente nega la possibilità di usufruire della fecondazione assistita, e di effettuare ulteriori ricerche genetiche parlando di scenari inquietanti tramite i quali si arriverà ad usare gli esseri umani come cavie. Chiudendo con l'affermazione che la libertà sessuale non porta ad una maggiore dignità.

    Capezzone indica che non c'è questione politica sulla quale Ruini non intervenga. Quindi afferma che i Pacs non sono altro che una tutela verso due persone che si amano e non sono sposate. Sul piano della ricerca scientifica e della clonazione - osserva - si gioca la carta della paura e dell'imbroglio, mischiando la clonazione riproduttiva con quella mirante esclusivamente alla cura delle malattie. Continuando su questa strada, invece si perdono anni e non si trovano cure che portino a guarigioni che, al momento, sono miracolose. <br>
    0:18 Durata: 4 min 4 sec
  • Spagnoli fa quindi riferimento al libro sull'eutanasia scritto da Veronesi, che afferma: si conoscevano le posizioni di questo Papa, che è coerente con se stesso; il problema sono i politici.

    Il leader radicale crede che ci sia un problema anche nel campo della Chiesa, infatti quando si dice Chiesa non si deve solo pensare alle gerarchie ecclesiastiche, ma anche alla comunità dei credenti. A proposito del nuovo soggetto politico della rosa nel pugno, Capezzone crede che non bisogna demonizzarlo, al contrario bisogna trovare persone che spendano il loro nome e la loro firma autorevole avvalorando i concetti politici che hanno dato origine alla coalizione. Parla quindi dell'evento positivo di questo soggetto politico ed aggiunge che, in tutta Italia, si respira un'aria di incoraggiamento e di compiacimento per aver raggiunto questo risultato più che positivo. Però, conclude, tutto questo è fragilissimo, e ne spiega le motivazioni. "Bisogna far conoscere, città per città, la nuova coalizione esplicando con dovizia di particolari le posizioni concrete all'interno dello scenario politico. Bisogna impedire la marginalizzazione ed evitare opinioni come: ma sono i soliti estremisti. <br>