12 GEN 2002

Cellule staminali: Le difficoltà della ricerca in Italia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 8 min

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Il professor Angelo Vescovi, direttore del centro ricerche cellule staminali al S.

Raffaele e membro della nuova commissione, parla delle cellule staminali.

In particolare approfondisce l'argomento sulle cellule staminali adulte e sul loro utilizzo per i trapianti.Sovicille (Siena), 12 gennaio 2002 - Angelo Vescovi interviene al convegno organizzato dalla Croce Rossa su 'Cellule staminali: potenziali applicazini in medicina'Il problema dell'informazioneLo scopo di Vescovi è di porre chiarezza nel pubblico e anche negli esperti del settore, bombardati da un'infinità di informazioni, per la
maggior parte inesatte, creando confunsione e malintesi.

A questo proposito il direttore del centro ricerche spiega l'importanza e la necessità di questo tipo di cellule: "Tutti i tessuti subiscono un rinnovamento, cioè le cellule morte devono essere rimpiazzate, ma in maniera appropiata, la funzione delle cellule staminali è proprio quella di sostituire le cellule morte ed adattarsi al tessuto".Il dibattito sulle cellule staminaliNonostante sia un argomento fondamentale per la salute delle persone, il dibattito su questo tipo di ricerca è pressapoco nullo.

Il professore ricorda la diatriba nata tra coloro che vorrebbero avanzare la ricerca sulle cellule staminali embrionali e coloro che vogliono l'utilizzo delle sole cellule adulte, specificando che per alcune patologie non esistono terapie con cellule staminali adulte, ma che risulterebbero efficaci invece con l'utilizzo di quelle embrionali.Le differenze con gli UsaVescovi stesso da 9 anni sta lavorando in questo campo, ma con grande difficoltà, a causa anche del fatto che i ricercatori italiani spesso non vedono accolte le loro iniziative a causa del confronto con il colosso della ricerca statunitense.

Sottolinea il fatto che negli Stati Uniti si possono usare per la ricerca le cellule staminali embrionali, anche se la clonazionazione delle cellule non è ancora permessa.Le difficoltà in ItaliaIn Italia si era dato il via alla 'clonazione all'italiana', tecnica che non comporta l'utilizzo degli embrioni.

A causa dei pochi finanziamenti, 5 miliardi per 3 anni, questo tipo di ricerca si è sostanzialmente bloccata.

Vescovi ricorda la difficoltà di lavorare nel nostro paese, nel quale non sono permessi finanziamenti privati per questo tipo di attività e dove i ricercatori non sono messi nelle condizioni di lavorarare in maniera creativa e realmente produttiva.

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