29 DIC 2001

Sierra Leone: Al via la Corte Speciale per i crimini di guerra

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La Sierra Leone ha richiesto il supporto internazionale per insediare una Corte Speciale per i crimini commessi durante la guerra civile.

Il 15 agosto 2000 il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha accettato la richiesta del presidente africano Kabà.Roma, 29 dicembre 2001 - Il 12 giugno 2000 il presidente della Sierra Leone Kabà ha inviato una lettera al Segretario delle Nazioni Unite chiedendo aiuto alla comunità internazionale per processare gli individui che si erano macchiati di crimini gravissimi in questi 10 anni di guerra civile.

In seguito c'è stata la risoluzione del consiglio di
sicurezza il 15 agosto del 2000 che ha accettato la richiesta del presidente Kabà ed ha autorizzato il Segretario Generale ad iniziare i negoziati con il governo della Sierra Leone per istituire questa Corte Speciale.Perchè si parla di Corte SpecialeGiorgia Tortora, legal assistant per Non C'è Pace Senza Giustizia presso l'ambasciata della Sierra Leone alle Nazioni Unite, spiega, per i microfoni di Radio Radicale, la differenza tra la Corte Speciale per la Sierra Leone e i Tribunali istituiti per il Ruanda o l'ex Jugoslavia: "I tribunali a doc erano stati istituiti da risoluzioni del Consiglio di Sicurezza come organi sussidiari delle Nazioni Unite, quindi sono finanziati interamente dal budget dell' Onu e il personale stesso è scelto dall'Onu - continua Giorga Tortora - La Corte Speciale invece è stata autorizzata da Consiglio di Sicurezza, ma il suo fondamento giuridico sarà in un tattato internazionale, che sarà firmato dal governo della Sierra Leone e dalle Nazioni Unite"."Inoltre la Corte Speciale sarà finanziata solo da contributi volontari - ha spiegato la legal assistant - Questo crea maggiori difficoltà, perchè c'è una minore sicurezza nei fondi e nell'ammontare che sarà disponibile.

Questo significa però che la Corte potrà essere amministrata con delle norme che sono in parte quelle utilizzate nell'ammministrazione delle Nazioni Unite, in parte potranno essere crate da quello che si chiama Management Commitee, che è un gruppo istituito nel quale vi sono rappresentanti dei paesi donatori e rappresentanti delle Nazioni Unite e rappresentanti del governo della Sierra Leone"."La differenza a livello politico sta nel fatto che mentre i tribunali per la ex Jugoslavia e per il Ruanda sono stati una reazione della comunità internazinale a dei crimini, la Corte Speciale nasce dall'iniziativa del paese stesso e rappresenta il tantativo di superare le difficoltà del sistema giuridico locale che avrebbero impedito poi di processare coloro che sono stati responsabili dei massacri compiuti durante la guerra civile".Giurisdizione di questa corteLa corte speciale avrà una giurisdizione sui crimini contro l'umanità, sulle violazioni che ricadono sotto l'articolo 3 comune alle convenzioni di Ginevra e su altre violazioni gravi del diritto internazinale.

Allo stesso tempo copre anche alcuni crimini riconosciutio come tali dalla legislazione della Sierra Leone.

Non sarà assolutamente persa in considerazione la pena di morte, perchè lo standard è quello del diritto internazionale che non lo prevede.Bambini in guerra.Giorgia Tortora parla del problema dei 'Bambini soldato' spiegando che il tribunale potrà avere giurisdizione per atti compiuti da minori, ma non potrà applicare detenzione, ci saranno quindi misure riabilitative e verranno presi provvedimenti per cui i diritti del bambino siano tutelati.Ruolo di NPWJ per laq Sierra LeoneE' un tipo di assistenza molto importante, anche perchè la Sierra Leone è uno dei paesi più poveri al mondo e questo si riflette in tutta la loro organizzazione anche alle Nazioni Unite.

L'organizzazione è stata in grado di supportare il paese per garantire gli interessi, senza dover prendere decisioni.

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riduci

  • Giovanna Reanda ripercorre la vicenda della Sierra Leone

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  • Antonio Piccoli, coordinatore delle organizzazioni dei volontari a Free Town

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  • Giorgia Tortora, legal adviser di NPWJ

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  • Gianfranco Dell'Alba, segretario generale di NPWJ

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  • Mauro Politi, esperto giuridico presso la rappresentanza permanente italiana all'Onu

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