29 GEN 2002

MO: Anp esulta per appoggio UE, la Knesset discute

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Un acceso dibattito parlamentare ha messo a confronto le varie anime della democrazia israeliana, costretta a difendersi dagli attacchi suicidi dei kamikaze palestinesi.

Domani Ben-Eliezier Egitto.29 gennaio 2002 - In Palestina si esulta per la presa di posizione Europea a favore di Yasser Arafat, riconfermato ieri nel vertice dei ministri degli esteri dei 15, come interlocutore indiscutibile del processo di Pace.

La soddisfazione espressa sia dalla stampa che da autorevoli rappresentanti dell'Anp è tanto più grande poichè sull'altro versante dell'atlantico George Bush non perde più
occasione per ribadire la propria delusione dall'atteggiamento di Yasser Arafat.

Arafat cerca di controllare i TanzimQuanto al leader dell'Anp - come riferisce il nostro corrispondente da Gerusalemme, Manuel Katz - dopo le accuse degli scorsi giorni di non essere più in gradi di controllare le fazioni militari.

oggi ha ordinato al gruppo dei Tanzim di presentarsi e di registrarsi ai servizi di sicurezza dell'Autonomia palestinese.

Questo, secondo Katz, è un atto di Arafat per aumentare il controllo dell'Autonomia e dei servizi di controllo della sicurezza dell'Autorità sull'attività del Tanzim, questo a conferma che il leader palestinese ha ancora il controllo di quello che succede all'interno dell'Autonomia.Aspro dibattito al Parlamento israelianoMentre il leader Anp cerca di ri-guadagnare il controllo delle fazioni militari, oggi Israele ha vissuto un serrato dibattito parlamentare in occasione dei festeggiamenti per il cinquantatreesimo anniversario della Knesset.

Protagonista è stato anzitutto Abram Burg, il presidente laburista al centro di virulenti polemiche per la dichiarata intenzione di visitare il Parlamento palestinese.Oggi Burg ha duramente attaccato la politica di Sharon e più in generale la strategia dell'occupazione dei territori palestinesi.

"L'occupazione ci ha corrotto, non siamo più la stessa nazione giusta e la stessa società esemplare che eravamo in passato" ha detto Burg.

"Il ciclo senza fine - ha aggiunto - di terrore attacco e vendetta, morte funerali e rabbia, ci hanno fatto diventare duri e crudeli incapaci di considerare nessuna alternativa che non sia quella del bastone e dell'esplosione".

Naturalmente queste parole hanno provocato una durissima reazione da parte di altri parlamentari che lo hanno interrotto più volte dicendogli "Vai a parlare a Ramallah".

E' stato il primo ministro Sharon, a replicare al presidente della Knesset: "La democrazia - ha detto il premier - non vuol dire cedere o arrendersi alle forze del male e al terrorismo, democrazia significa difendersi e non può abbassare la testa in onore agli assassini".anche elementi di politica interna hanno avuto spazio nel dibattito, con l'intervento del rappresentante dell'opposizione, Yossir Sharid, che ha detto: "Qualcosa è marcio nella nostra democrazia se lasciamo gli invalidi marcire nelle strade" referendosi allo sciopero degli invalidi che da un mese e mezzo prosegue davanti al parlamento, dove si vedono scene strazianti in cui ci sono invalidi su sedie a rotelle che vivono e dormono davanti al parlamento sotto la pioggia e la neve, per chiedere aumenti delle assistenze che provengono dal Governo e questo sciopero non è ancora stato risolto.

Sharid ha continuato affermando: "Israele ha ancora alcune delle condizioni necessarie per una democrazia ma non le condizioni sufficienti".

Nel dibattito è intervenuto anche un rappresentante dei deputati arabi, Tibi, il quale ha detto: "Noi, la rappresentanza araba in Israele e i suoi rappresentanti in parlamento piangiamo contro la superiorità e l'umiliazione, contro il linguaggio del vittorioso contro la cultura della minaccia".

"Ci deve essere meno arroganza, meno minaccia e più orgoglio e più un rapporto fra maggioranza e minoranza nazionale" ha aggiunto.

"Domandiamo un riconoscimento come minoranza nazionale all'interno dello stato di Israele con totale partecipazione degli altri cittadini".

L'Egitto cerca il dialogo Sul fronte delle relazioni internazionali, da registrare l'invito del governo egiziano che ha determinato un appuntamento fra il presidente Mubarak e il ministro della difesa israeliano Ben-Eliezer.

L'incontro si svolgerà domani a Sharm El-Sheikh.

Un comunicato del sostituto dell'ambasciatore - l'ambasciatore egiziano in Isreale è stato richiamato in Egitto mesi fa - precisa che ciò non significa un avvicinamento fra l'Egitto e Israele.

L'Egitto continua essere critico per le posizioni israeliane, continua a credere che Arafat sia l'interlocutore con cui il governo israeliano deve parlare.

"L'incontro di domani è dovuto - recita il comunicato - ad evitare che la situazione degeneri ulteriormente e dovuto al fatto che l'Egitto deve svolgere un ruolo per evitare che si arrivi ad una catastrofe".

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