01 FEB 2002

Arcigay: Gli interventi degli ospiti al X Congresso

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 42 min

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"Costruiamo la libertà, riprendiamoci l'amore" questo lo slogan del 10° congresso dell'Arcigay che pone come obiettivi di lotta sociale e politica la legalizzazione delle unioni civili e l'annullamento delle discriminazioni sessuali.

Riccione, 1 febbraio 2002 - Si è tenuto a Riccione il 10° Congresso di Arcigay, al quale hanno partecipato diverse persononalità del panorama politico, istituzionale e dello spettacolo.

Il filo conduttore dei vari interventi di questo pomeriggio è stata la questione del riconoscimento delle coppie di fatto e la lotta contro la discriminazione sessuale.

La
posizione del Governo Luigi Pelaggi, rappresentante del ministero per le Pari Opportunità, a questo proposito spiega che il Governo ha lanciato un gruppo di studio per analizzare le politiche possibili inerenti alle problematiche degli omossessuali per cercare di eliminare o almeno alleviare le sofferenze di emargianzione e di discriminazione.

Una lotta della sinistra A proposito di disuguaglianze sociali, Piero Fassino, segretario Nazionale Ds, descrive il pericolo che l'Italia sta correndo: "L'Italia corre il rischio di una rottura civile, non politica, perchè da anni non c'era una maggioranza così ampia, ma sociale se il Governo continuerà a perseguire politiche che rompono l'unità sociale - afferma Fassino - e questo vale anche per le libertà difficili, una di queste è la libertà sessuale".

Il segretario dei Ds continua avanzando proposte che la sinistra italiana dovrebbe adottare: "Dobbiamo essere consapevoli che bisogna rilanciare con forza la battaglia per le libertà, con le esigenze e i diritti di ciascuno - continua - un riconoscimento della libertà anche sessuale comporta costruire percorsi di carattere educativo e pedagogico educando alla diversità, cercando di mettere in essere le strutture e le politiche di sostegno sia sul piano psicologico che della salute e infine affrontare il tema delle norme che regolino la conquista di queste libertà e questi diritti".

Riconoscere l'identità sessuale: il transessualismo Il dibattitto ha visto la partecipazione di due famose Drug-queen: Platinette e Marcella Di Folco, che hanno sottolineato il problema legati ai transessuali e alla difficoltà di chi "sta in una confusione ormonale perenne" e non trova riscontro nelle istituzioni.

"Il transessualismo - afferma Marcella Di Folco - è un problema di identità di genere, le lotte sono uguali, ma c'è una diversità profonda rispetto agli omossesulali".

"Le leggi - continua - ecludono l'identità dei transgender che non vogliono regolarizzare la loro identità fisica".

La Di Folco sottolinea il fatto che l'identità di genere non è specificata in nessuna carta dei diritti, quando invece si dovrebbero usare le parole in maniera appropiata e lottare per tutti i tipi di discriminazione sociale, perchè "la discriminazione è umiliante per tutti, ma nella globalizzazione dei diritti deve esserci l'identificazione dei generi e delle identità e dei diritti sessuali, senza distinzioni".

Platinette aggiunge che questi tipi di lotta sociale devono "essere svincolati dalla politica, pensando che questi diritti civili sono uguali per tutti indipendentemente da cosa voti il cittadino".

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