19 FEB 2002

Confindustria: Conferenza stampa di Antonio D'Amato a Bruxelles in occasione della presentazione del Manifesto per il vertice di Barcellona

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Liberalizzazione e flessibilità, questa la chiave di volta per un'Europa più competitiva sul mercato del lavoro.

L'Italia invece deve cominciare un processo di riforma sociale e fiscale che ha cristalizzato il paese in uno stato di rigidità ecessiva.

Bruxelles, 19 febbraio 2002 - Antonio D'Amato, presidente di Confindustria, si è recato oggi a Bruxelles per discutere con i suoi colleghi europei e lanciare il manifesto delle industrie europee per il prossimo vertice di Barcellona.

"Confindustria ha una forte attenzione nei confronti del rafforzamento dell'Europa - ha esordito D'Amato -
soprattutto adesso con l'entrata dell'Euro".

Per questo le industrie europeee hanno bisogno di un'Europa unita soprattutto politicamente e che "sul piano economico sappia mettere in atto quel processo di sviluppo indispensabile per la concorrenza".

Il Manifesto per Barcellona In vista del vertice europeo di Barcellona, D'Amato delinea due grandi questioni che potranno rendere l'Europa più competitiva nel mercato: liberalizzazione e flessibilità nel mercato del lavoro.

"Questo manifesto che abbiamo varato - spiega D'Amato - è utile per fare in modo che si facciano dei passi avanti nel dibattiti per l'Europa e la sfida che dobbiamo accogliere è disegnare un'Europa che possa vivere di questa nuova moneta , l'Euro, utilizzando il suo successo".

La situazione italiana Parlando poi della situazione italiana, il presidente spiega: "Il nostro paese ha potenzialità enormi di crescita e sviluppo e per questo può contribuire al rafforzamento dell'Europa." "Anche l'Italia - continua - deve riprendere il processo di crescita con politiche di liberalizzazione per evitare di rimanere indietro rispetto agli altri paesi europei rendendosi poco competitiva e di conseguenza dannengiando anche l'Europa".

L'articolo 18 Rispondendo alle domande dei giornalisti D'Amato parla del problema dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: "Abbiamo dichiarati che siamo aperti al dialogo sociale e al confronto col governo affinchè possa prendere decisioni e far fare dei passa avanti al paese - dichiara il presidente in visita nella capitale belga - vogliamo assicurare al paese risposte alle esigenze di modernità competitività e di equità sociale che sono indifferibili".

Spiegando poi dove risiede il problema del mercato del lavoro italiano, dichiara: "Il problema nel nostro paese non è identificare tutta una serie di rigidità nei confronti del mercato in Italia, visto che il nostro paese ha grandi possibilità - continua D'Amato - l'art.18 rappresenta un elemento che condensa forme patologie di un sistema troppo rigido, pensiamo che si debba affrontare questa ed altre partite con il sindacato per arrivare ad un buon risultato, perchè - conclude - abbiamo tutta una serie di lavoratori esclusi e l'intervento sull'art.

18 in via sperimentale serve per dimostrare che non stravolge la situazione dei lavoratori se non in meglio, dando loro più opportunità soprattutto nel mezzogiorno".

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