25 FEB 2002
intervista

Media e politica: Intervista a Luigi Crespi

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 1 sec

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Il popolo del Palavobis è senza rappresentanza politica, unito solo dall'odio per Berlusconi: per questo non avrà futuro.

Roma, 25 febbraio 2002 - Luigi Crespi, esperto in comunicazione e presidente dell'Hdc, racconta a Claudio Landi per i microfoni di Radio Radicale le sue opinioni sull'evento di Milano al Palavobis.

Il popolo del Palavobis "Quelli del Palavobis sono la piccola e media borghesia lombarda - esordisce Crespi - che pare non avere un punto di riferimento fisso e che ha vissuto un momento di disagio".

"Maggiormente si tratta di elettorato di sinistra - continua l'esperto di
comunicazione - ma c'era soprattutto gente che non aveva titolarità, senza rappresentanza politica, è una minoranza, ma molto arrabbiata e determinata e per questo si riconosce in di Pietro che anche se da solo è molto chiassoso".

Nuovi nemici dell'Ulivo Crespi individua tre campi verso cui l'Olivo si pone in conflitto: no-global, falla verso sinistra; talebani della giustizia, falla verso destra; sindacato che vuole fare lo sciopero generale.

Ma non pensa a una fusione tra popolo del Palavobis e sindacato: "Di Pietro è un peronista destroide - afferma - il sindacato no e nemmeno i no-global, non vedo un codice di valori comuni se non l'odio verso Berlusconi, una volta sconfitto sarebbe destinata a sfaldarsi.

Nuovo Cda e Zaccaria Crespi parla poi del nuovo Consiglio di amministrazione della Rai e fa un resoconto sull'operato del presidente uscente Zaccaria, in particolare nei confronti di radicali.

"I radicali - afferma Crespi - sono stati una delle vittime più illustri della Rai e soprattutto di Zaccaria che aveva deciso che non erano abbastanza interessanti, questa è una responsabilità politica di Zaccaria".

"Mi auguro - continua - di non vedere più nessun presidente della Rai a 3 giorni dalle sue dimissione compiere atti come quelli di Zaccaria al Palavobis".

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