08 MAR 2002

Radicali: Nominato successore Arlacchi, Turco "Ora chiediamo trasparenza"

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Antonio Maria Costa è stato nominato all'Onu come direttore esecutivo per il controllo delle droghe.

I radicali ora chiedono conto del lavoro di Arlacchi, sperando in una migliore gestione.

Roma, 8 marzo 2002 - E' Antonio Maria Costa il successore di Arlacchi nella carica di vice segretario generale dell'Onu, il direttore esecutivo dell'agenzia delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine Undccp.

Maurizio Turco, presidente del gruppo radicale al Parlamento Europeo e storico antagonista di Pino Arlacchi nella lotta antiproibizionista, in un'intervista a cura di
Alessio Falconio, esprime la sua opinione su questa nuova nomina e le speranze per il futuro Chiedere conto di quello che ha fatto Arlacchi "Naturalmente uno dei nostri primi passi - annuncia Turco - sarà di chiedere conto di quello che è successo nella passata gestione Arlacchi, di chiedere che fine faranno quei collaboratori di Arlacchi che sono stati espulsi dal loro ufficio perchè chiedevano un approccio scientifico e non una manomissione politica come ha fatto Arlacchi nel corso del suo mandato".

"Vorremmo sapere - continua l'eurodeputato radicale - quali iniziative saranno prese per una trasparenza finanziaria che è stata negata fino all'ultimo da Arlacchi".

"C'è molto da capire - afferma il presidente dei radicali al Parlamento Europeo - come vorremmo sapere se Boris Znamenski, sospettato dalla magistratura austriaca di commisione con la mafia georgiana, resterà al posto di ufficiale di collegamento con le organizzazioni non governative".

La nomina di Costa Turco è però prudente sulla nomina di Costa e sostiene che sia ancora presto per esprimere giudizi, ma "sicuramente è il momento giusto per porre con chiarezza dei problemi esistenti che vengono dalla passata gestione Arlacchi, ma che per una persona che non è dell'ambiente ha molta più libertà di azione, quindi penso potrebbe essere una sorpresa positiva".

Costa, come Arlacchi è stato indicato dal governo italiano, ma risponde al segretario generale Kofi Annan.

Secondo Turco "lì si potrà capire la differenza" e verificare se avrà libertà di azione e si porrà in maniera laica, con un approccio scientifico.

La contraddizione del proibizionismo all'Onu La maggior parte dei paesi europei, come la cattolicissima Spagna, si sta avviando alla depenalizzazione se non alla legalizzazione delle droghe leggere, per non parlare degli esperimenti di somministrazione controllata di eroina, dimostrando il fallimento del proibizionismo, perchè "il mondo, anche quello politico delle leggi - conclude Turco - va in un senso totalemnte opposto a quella che è stata finora la scelta delle Nazioni Unite, nonostante questi paesi siano firmatari stessi delle convenzioni contro la droga".

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