19 APR 2002

Caso Italia: Turco, Presentata in UE procedura contro l'Italia per violazione della democrazia e dello stato di diritto

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64 deputati europei hanno attivato una procedura contro l'Italia per violazione dei principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto.

E' la prima volta che succede ad uno Stato membro dell'Ue.

Bruxelles, 19 aprile 2002 - Maurizio Turco, presidente del gruppo dei radicali al Parlamento Europeo, spiega l'iniziativa intrapresa dai 7 deputati di presentare una risoluzione nei confronti dell'Italia.

"Per la prima volta - afferma Turco - nella storia dell'Unione Europea 64 deputati europei hanno attivato una procedura contro uno
Stato Membro dell'Unione, l'Italia, per violazione dei principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto".

Un'accusa grave, ma motivata L'accusa è grave "ma - dice il l'Europdeputato radicale - è un'accusa confortata da fatti certi" e spiega: "Dal 21 novembre 2000 la Corte Costituzione della Repubblica italiana delibera in assenza del plenum previsto dalla costituzione e dal 30 maggio 2001, cioè da circa 11 mesi, la Camera dei Deputati della Repubblica italiana legifera in assenza del plenum previsto dalla costituzione".

Sulla base di questi elementi 64 deputati hanno firmato la risoluzione: 27 verdi, 17 liberali, 7 non iscritti (i radicali), 10 deputati della sinistra unitaria, un deputato del Ppe e un deputato dell'Uen.

Cosa prevede il trattato dell'Unione Il Trattato sull'Unione europea (TUE) prevede all'articolo 6, par.

1: "L'Unione si fonda sui principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri." L'articolo 108 del Regolamento del PE afferma: "Su richiesta di un decimo dei deputati che lo compongono, il Parlamento può porre in discussione e votare una proposta di risoluzione che inviti la Commissione ad avviare l'azione di cui all'articolo 7, paragrafo 1 del trattato UE." Una volta che la Commissione avrà iniziato la procedura, il Consiglio inviterà il governo dello Stato membro a presentare osservazioni.

Quindi, nella composizione di Capi di Stato o di Governo degli Stati membri e dopo avere ottenuto l'appoggio del PE, potrà constatare l'esistenza di una violazione grave e persistente da parte dell'Italia dei principi di cui all'articolo 6, par.

1.

Tale voto deve essere all'unanimità, senza contare lo Stato in questione o le astensioni.

L'ostracismo delle burocrazie, del Pse e del Ppe In vista dei prossimi passaggi istituzionali, Turco non sottovaluta le difficoltà, ma si augura, però, che la burocrazia, "ancor prima della cupola dei presidenti dei gruppi, non ostacoli l'iter di questa procedura con la scusa che non essendo mai stato attivato nessuno sa come procedere".

"Spero - continua - che nelle prossime ore coloro che hanno cercato di impedire questa risoluzione, contro qualsiasi possibilità di un'obiezione di coscienza da parte dei deputati dei gruppi socialista e popolare, possano comprendere che non è un problema di schieramenti o un problema ideologico o un problema legato a maggioranze e opposizioni che oggi si trovano in Italia".

"Sono sconcertato - aggiunge il presidente dei radicali al PE - davanti al fatto che nemmeno uno dei deputati socialisti europei abbia avuto la forza o il coraggio, la dignità di chiedere maggiori informazioni".

Turco conclude con la speranza che il silenzio e l'indifferenza che circondano questa vicenda possano cambiare e portare i deputati che hanno tentato di ostacolare questa iniziativa a "riflettere su quello che stanno facendo con il loro tentativo di nascondere quella che per loro è una brutta vicenda che non deve essere sollevata".

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