23 MAG 2002

Bioetica: Convegno dal titolo «Quale comitato nazionale per la bioetica»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 24 min

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Politici ed esperti a confronto per delineare le strade da percorrere per il nuovo cComitato di Bioetica.

Roma, 23 maggio 2002 - A 143 giorni dalla fine del mandato l'ex Comitato di Bioetica si riunisce per definire quali saranno le strade da intraprendere per la formazione del nuovo organo che dovrà riprendere il suo lavoro al più presto.

La formazione di un organismo come il Comitato di bioetica è estremamente importante, perché ha il merito di portare questioni difficili, quali ad esempio la ricerca scientifica, ed estremamente tecniche, all'interno della politica e ha inoltre la
capacità di incorporare istanze etiche su questioni pubbliche e sociali cruciali.

Proprio per questo motivo il convegno non si è limitato a fare un punto sul lavoro svolto dal comitato precedente e a delineare gli errori e le strade future da percorrere, ma ha voluto far intervenire esponenti politici, per permettere un dialogo tra le fonti istituzionali e gli esperti del settore.

Una voce laica Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, è voluto intervenire facendosi portatore della voce laica, ma soprattutto portando il saluto di un esponente politico candidato a far patrte del prossimo comitato di Bioetica: Luca Coscioni, malato di sclerosi laterale amiotrofica, attulalmente ricoverato in ospedale in seguito ad un intervento "sperimentale" di trapianto di cellule staminali adulte.

I ritardi nelle nomine Dopo i doverosi saluti il Segretario di RI ha voluto immediatamente toccare una questione spinosa: "La prima cosa che voglio fare è chiedere a voi uomini di scienza e di coscienza di fare prima di tutto un comitato nazionale per la bioetica, visto che siamo al numero 143 dal momento in cui è finito il mandato del passato comitato e ancora non ne è stato nominato un altro - ha affermato - Cosa molto grave per i temi che sono stati affrontati ultimamente in termini di bioetica".

Quale Comitato In seguito Capezzone ha voluto spiegare come, a suo parere, dovrebbe essere costituito il prossimo comitato: "Vi è una esigenza su tutte - afferma - ed è che ci sia una composizione equilibrata, se così non fosse sarebbe estremamente grave per il compito che deve assolvere questo organo verso il parlamento - e spiega - il compito è di aiutare il nascere di un nuovo possibile attraverso il dialogo, anche duro, ma ci devono essere tutte le voci".

"Non siamo in un mondo sistema, ma in un mondo contenitore di diversità - prosegue Capezzone - e per questo deve prevalere il metodo scientifico della competizione dinamica del confronto tra soluzioni e ipotesi diverse, così come per l'individuo l'affermazione della più ampia libertà di scelta".

Un membro laico Capezzone ricorda poi che Luca Coscioni è il candidato radicale e laico a far parte del prossimo comitato e afferma che in un paese governato da lui "ciascuno, cattolico o laico, resterebbe libero di non avvalersi di alcuni strumenti per lenire il dolore, di alcuni strumenti di ricerca, resterebbe libero di fare la propria scelta".

"Ora il problema è l'inverso - sostiene il Segretario di RI - in un paese governato su questo piano Luca Coscioni non ha la libertà uguale e contraria, per lui come per milioni di persone, per cui vi sono molte porte chiuse".

Libertà di cura Capezzone punta poi il dito nei confronti della politiche italiane in merito alla ricerca scientifica: "Le nostre politiche - afferma infatti - sono spesso politiche che impongono sofferenza e non danno libertà di scelta proibendo terapie - prosegue - chiediamo che si possa essere proprietari della propria vita e di prendersi le responsabilità delle proprie scelte".

"Mi auguro per tutto questo - conclude Capezzone - che uno dei volti e una delle voci di questo comitato sia Luca Coscioni, che è stato e continua a d essere volto e voce delle speranze di milioni di persone a cui quel volto e quella voce è stata negata e oggi può essere resa".

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