04 GIU 2002

Reset: Presentazione del progetto «Deliberative Poolings», l'antisondaggio

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La rivista Reset lancia l'idea di utilizzare nuovi metodi e più competenti per la rilevazione delle opinioni, definiti "antisondaggi".

Roma, 4 giugno 2002 - La rivista Reset ha organizzato un convegno per proporre nuovi metodi di rilevazione delle posizioni dell'opinione pubblica.

Giancarlo Bosetti, direttore della rivista, ha spiegato la pratica di "deliberative poolings", che i politologi Ackerman e Fischkin hanno proposto per la prima volta negli Stati Uniti.

Sondaggio vs antisodaggio: le differenze Lo scopo di queste "deliberative pools" è di creare meditazioni e in seguito confronto,
intorno alle questioni più complesse che riguardano l'intera opinione pubblica.

Bosetti ha definito questo nuovo strumento come "anti-sondaggio" perché hanno "una posizione critica e opposta nei confronti dei sondaggi".

"I sondaggi - afferma il direttore di Reset - sono forme di raccolta e di prelievo delle opinione delle persone di un certo universo in un momento dato, i delaberative pools - prosegue - sono invece il modo di organizzare una discussione per ricavare da questo confronto di opinioni un impulso alla partecipazione e alla vita democratica".

Anti-sondaggi, quindi, perché si muovono nella direzione opposta: il sondaggio è un modo di conoscere gli orientamenti dell'opinione pubblica, gli anti-sondaggi hanno lo scopo di dare profondità alle opinioni, di renderle più solide, di corrogorarle con più informazioni, argomenti e di farle passare attraverso la verifica di argomenti contrastanti.

Come si realizzano le "deliberative poolings" Bosetti ha poi spiegato come si realizzeranno questi pools: "L'antisondaggio - sfferma - è un'assemblea composta da 300 a 600 persone che si riuniscono per 2 o 3 giorni, incentivate economicamente a farlo, e in modo che rappresentino un microcosmo scelto secondo criteri ponderati tali che ne facciano rappresentanti dell'opinione di un intero paese o di una comunità.

"Vengono divise in piccoli gruppi di 20 - ha proseguto Bosetti - ricevono informazioni attentamente preparate sulle materie su cui le riunioni vengono convocate, interrogano gli esperti, sotto la guida di moderatori neutrali, infine - conclusde - si confrontano tra loro e contrappongono ciascuno i propri argomenti e interessi con quelli degl'altri, di esperti di parte e di i politici, su questione determinanti per la vita della comunità".

Bosetti ha spiegato che negli Stati Uniti è stato dimostrato che in seguito ad un "deliberation pool" le opinioni si modificano "e ciò porta a pensare - afferma il direttore di Reset - che una certa parte della opinione è tenuta dalle persone per insufficienza di informazione, per ignoranza".

Da chi vengono finanziate? Qualcuno deve però pagare questi antisondaggi, e Bosetti spiega che dove questi hanno avuto spazio, "i migliori finanziatori sono state le televisioni".

Antonio Baldassarre, presidente della Rai, entusiasta della proposta, ha quindi reso immediatamente la Rai per finanziare questo tipo di attività.

Alla conferenza era presente anche il vice presidente della Convenzione europea Giuliano Amato, il quale ha espresso di condividere l'idea di utilizzare la televisione per realizzare gli antisondaggi con l'obiettivo di ''compiere il passaggio dal sondaggio che si basa su un'opinione grezza a quello che viene realizzato su un'opinione informata e consapevole''.

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