05 LUG 2002

Cnel: Forum degli Utenti, la qualità nel servizio pubblico radiotelevisivo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 35 min

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Cnel apre un forum per discutere sul servizio pubblico radiotelevisivo e sulla qualità che lo stesso offre.

Roma, 5 luglio 2002 - Decine di associazioni di utenti e consumatori si sono riunite oggi in un Forun organizzato da Cnel per discutere di servizio pubblico radiotelevisivo e cittadinanza.

Cesare Mirabelli, presidente del consiglio nazionale degli utenti, nella sua relazione introduttiva, ha subito voluto dare una propria opinione sulla situazione televisiva italian, in particolare per ciò che riguarda le trasmissioni: "Ce ne sono di apprezzabili - ha affermato - anche fra quelle di
largo ascolto, ma nei palinsesti di tutte le reti, pubbliche e private, sono presenti e spesso prevalenti quelle che non rispondono affatto ai criteri minimi di qualità".

A questo proposito gli ha risposto Enzo Cheli, presidente dell'Autorità Garante nelle Comunicazioni, ponendo l'accendo nella relazione tra canone e qualità, in particolare per ciò che riguarda il servizio pubblico.

"Solo con la certezza delle risorse la Rai potrà garantirsi l'indipendenza dal potere politico - ha affermato infatti Cheli.

"Nella convinzione che il canone possa permettere alla concessionaria pubblica di sganciarsi dal potere politico - ha proseguito il Presidente - bisogna trovare dei meccanismi di adeguamento, anche automatico, del canone, che diano al concessionario maggiore certezza di quelli attuali".

Cheli ha osservato infatti che all'interno dello stesso contratto di servizio "cè una formula di adeguamento, un potere di adeguamento del Governo, anno per anno, e se vogliamo garantire risorse certe è su questi meccanismi che dobbiamo ragionare".

"In più - ha aggiunto - il canone serve per realizzare programmi di servizio pubblico, e per questo tipo di programmazione, che caratterizza la qualità televisiva, bisogna che le risorse siano certe perchè non si può programmare volta per volta ma su lunghi periodi".

"Se la Rai non è in grado di programmare almeno su un arco di tempo triennale - ha concluso Cheli - come si fa a chiedere qualità? Che richiede investimenti, perimentazione, studio, adeguamento delle professionalità: questo, naturalmente, se vogliamo la qualità".

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