06 SET 2002

Governo: Approvato il progetto di riforma del sistema radiotelevisivo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 53 min 8 sec
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Registrazione audio di "Governo: Approvato il progetto di riforma del sistema radiotelevisivo", registrato venerdì 6 settembre 2002 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Governo italiano.

La registrazione audio ha una durata di 53 minuti.
  • Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni, illustra il progetto di legge

    <p> Nuovo tetto antitrust al 20% (10% per operatori Tlc), passaggio al digitale nel 2006, regime transitorio per Rete4, Rai3 e Tele+ Nero. Nuove norme per il Cda Rai <p>In tarda serata il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che contiene la riforma del sistema radiotelevisivo e del settore dei media. <p>Il provvedimento, approvato al termine di una discussione che è stata giudicata animata da parte di alcuni dei protagonisti, sarà adesso oggetto dell'esame delle camere che si preannuncia già acceso e faticoso. <p>Infatti, le immediate reazioni da parte del centrosinistra sono state molto critiche nei confronti del provvedimento, con dichiarazioni di Vita e di Gentiloni che hanno denunciato il conflitto di interessi del presidente del Consiglio Berlusconi. <p>Da parte sua, il premier aveva lasciato la riunione insieme a Gianni Letta proprio mentre l'esecutivo si accingeva a discutere ed approvare la riforma. <p>LIMITI ANTITRUST AL 20% - La nuova legge sull'emittenza pone un tetto pari al 20% dei programmi irradiabili da reti radiofoniche e tv, al momento dell'avvento del sistema digitale, previsto per il 2006. <p>Un ulteriore limite antitrust del 20% è stabilito sui ricavi del sistema integrato della comunicazione. <br>In sostanza, nessun soggetto potrà ottenere ricavi superiori al 20% considerando molteplici fattori, quali i ricavi derivanti da finanziamento al servizio pubblico, dalla pubblicità, da convenzioni, da provvidenze all'editoria, da offerte televisive a pagamento, da vendite, abbonamenti e prestazioni di servizi. <p>LIMITE AL 10% PER OPERATORI TLC - Un limite più ristretto, al 10%, è stato fissato per gli operatori del settore delle telecomunicazioni. <p> <p>Proprio su questo punto che interessa direttamente Telecom italia, secondo le indiscrezioni trapelate al termine della riunione, si sono registrati i momenti più animati. Inizialmente, infatti, la proposta prevedeva un limite ancora più basso, fissato al 5%. Poi le proteste (sembra soprattutto da parte centrista) hanno fatto raddoppiare il limite. <p>RAI, IL CDA - Il progetto approvato dal Governo, prevede anche una nuova procedura per la nomina del Consiglio di amministrazione della Rai, la cui composizione sale a nove membri. <p>Il Cda - secondo la riforma-Gasparri - sarà nominato dall'assemblea dei soci sulla base di liste di nomi che garantiscono anche la rappresentanza delle minoranze.<br> Le liste saranno portate in assemblea dal ministero dell'economia, ma saranno presentate dai presidenti delle Camere. <br>Anche per l'eventuale revoca degli amministratori il rappresentante del ministero agirà su indicazione dei presidenti delle Camere. <p>RAI, PRIVATIZZAZIONE - Dopo la fusione tra Rai Holding e Rai Spa, da realizzare entro il 31 dicembre 2003, il Cipe deciderà quale percentuale mettere sul mercato e dal 31 gennaio 2004 partirà l'offerta pubblica. <p>Per la privatizzazione della Rai Gasparri ha parlato di "modello di public company". Infatti, la vendita azionaria sarà regolata da una doppia clausola: la limitazione all'1% del possesso azionario e il limite ai patti di sindacato che non potranno superare il 2%. <p>Dalla fine del 2005, inizio 2006, è il periodo in cui il consiglio di amministrazione potrebbe decidere la cessione di rami d'azienda. Le nuove sulla nomina del Cda scatteranno dopo 90 giorni dalla prima offerta pubblica d'acquisto mentre fino ad allora rimarranno in vigore le norme attuali. <p>I proventi saranno ripartiti attribuendo il 75% al Tesoro per l'abbattimento del debito pubblico e il restante 25% sarà invece destinato a finanziare lo sviluppo del digitale terrestre. <p>La riforma prevede inoltre che la Rai, nel 2003, dovrà realizzare 3mila ore di programmi di servizio pubblico ed introduce la possibilità da parte delle regioni di stipulare contratti di servizio con la Rai. <p>RETE4, TELE+ NERO CONTINUANO A TRASMETTERE - Salva Rete4 che fino al passaggio al digitale, potrà continuare a trasmettere in chiaro. La riforma prevede infatti che le emittenti nazionali destinatarie di concessione terrestri in eccedenza possano continuare a trasmettere nella fase transitoria. Il provvedimento però impone che l'emittente debba trasmettere contemporaneamente anche via cavo o via satellite. <p>Le reti invece saranno disattivate nel termine stabilito dall'Autorita' in relazione all'effettivo e congruo sviluppo dell'utenza dei programmi radiotelevisivi via cavo o via satellite o su frequenze terrestri in tecnica digitale. <p>PASSAGGIO AL DIGITALE NEL 2006 - Entro il 2006 tutto il sistema radiotelevisivo italiano dovrà essere digitale. Questa la scadenza fissata dal testo della riforma approvata dal Governo. <p>Inoltre, alla scadenza delle concessioni e autorizzazioni rilasciate in tecnica analogica, le frequenze utilizzate per i programmi eventualmente eccedenti il limite del 20% sono destinate esclusivamente alla trasmissione in digitale. <p>Per la Rai, la riforma prevede un calendario serrato: entro il 1 luglio 2003, il 50% della popolazione con inclusione di tutti i capoluoghi di regione; entro il 1 gennaio 2004, il 60% della popolazione, con inclusione di tutti i capoluoghi di provincia; entro il 1 gennaio 2005, l'80% della popolazione, con l'inclusione di tutti i comuni con piu' di 10.000 abitanti. <p>Nel disegno di legge governativo, vengono previsti anche incentivi all'acquisto e alla locazione finanziaria delle apparecchiature per la ricezione in tecnica digitale, allo scopo di favorirne la diffusione nelle famiglie italiane, "in modo tale da consentire la diffusione di tali apparecchi almeno nel 40% delle famiglie italiane entro il 31 dicembre del 2004 e almeno nel 70% delle famiglie italiane entro il 31 dicembre 2005".
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