16 SET 2002

Ciampi: Il Presidente a Pistoia "Ambedue gli schieramenti sono democratici"

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Il Capo dello Stato cerca di placare lo scontro tra i poli.

Serve il risanamento dei conti pubblici e le riforme istituzionali.Pistoia, 16 settembre 2002 - Carlo Azeglio Ciampi, in visita nella sua città natale, parla a tutti gli schieramenti al Governo e invita al dialogo, come primo passo per il miglioramento dell'Italia, dall'economia alle riforme istituzionale al miglioramento del Mezzogiorno come risorsa fondamentale dell'intero paese. L'euro: un traguardo di unità europeaIl Presidente inizia il discorso parlando dell'Euro, considerando la moneta unica, che egli stesso quando era
ministro dell'economia ha contribuito a rendere moneta italiana, come la fonte per l'unità dell'Europa: "Come si spiegano questi risultati, oltre che con l'ingegno e con un'etica del lavoro, antica sempre viva?""Qualcuno mi ha detto: noi viviamo dello sviluppo generale dell'economia europea; spedivamo il 90 per cento della nostra produzione all'estero, oggi, statisticamente, la percentuale si è ridotta al 20 per cento; perché per il grosso delle nostre esportazioni l'Europa è ormai diventata un "mercato interno"."Questa immagine - prosegue - coglie bene l'importanza per la vostra economia, e per l'economia italiana in generale, della nostra scelta europea, culminata nella creazione della moneta unica, l'euro: culminata per ora, perché l'integrazione economica, come quella politica, possono e debbono ancora fare molti passi avanti.

Ho fiducia che li faranno"."Anche l'euro - di cui constatiamo l'utilità, come pilastro di stabilità, ad ogni accenno di nuove difficoltà dei mercati internazionali - è stato, per il processo di unificazione europea, un traguardo fondamentale, ma soltanto un traguardo di tappa"."Nel momento stesso in cui si è creato l'euro, si è infatti creata una zoppia fra politica monetaria e politica economica: essendo attribuita la prima alla Banca Centrale Europea, affidata ancora la seconda, in notevole misura, ai governi nazionali.

Questa zoppia, che denunciammo già molto tempo addietro, viene corretta con troppa lentezza: bisogna accelerare i tempi di attuazione di un governo coordinato dell'economia dei Paesi dell'Europa, finalizzato congiuntamente alla stabilità e alla crescita".Convenzione Ue: progetto di pace e progresso culturalePer il Capo dello Stato la Convenzione Europea è il primo gradino per l'affermazione, a livello mondiale, dell'UE: "Nel campo politico, la Convenzione che è ora al lavoro, a cui l'Italia sta dando il suo contributo nella scia di una tradizione europeista che mantiene tutta la sua attualità, prepara nuovi avanzamenti istituzionali, capaci di rendere meglio governabile una Unione Europea che è alla vigilia di uno storico allargamento: e di far pesare nel mondo, più di quanto oggi non sia possibile, la visione di pace, di ordine e di progresso per tutti i popoli, che è il punto d'arrivo della nostra civiltà"."E' guardando a questi larghi orizzonti - dice -  che noi Italiani progettiamo e costruiamo il nostro futuro.

Nella competizione economica su scala globale, che è propria del nostro tempo, la ricchezza delle nostre tradizioni, della nostra identità culturale, ci consente di essere spesso vincenti"."Ciò vale, per quanto vi riguarda, oltre che per i settori industriali che ho già ricordato, anche per il vivaismo; come pure per il turismo, che ha già in Montecatini, in questa provincia, un luogo di richiamo di fama non solo italiana; mentre Pistoia attende ancora di vedere riconosciuta dai grandi flussi del turismo internazionale l'eccellenza del suo patrimonio artistico".Risanare i conti pubblici e migliorare le infrastruttureL'impegno per un'Europa unita per Ciampi deve essere il tramite per il miglioramento del paese, in particolare per ciò che riguarda l'economia: "Il fatto è che per risultare vincenti, sul mercato europeo e su quello mondiale, occorre un impegno a 360° gradi: ciò è tanto più vero in una fase di stanchezza dell'economia mondiale, come quella che stiamo vivendo"."In primo luogo bisogna consolidare il risanamento dei conti pubblici - afferma -  Problema questo comune a numerosi Paesi europei; ma è doveroso tener conto che la nostra struttura finanziaria è più esposta alle variazioni dei tassi di interesse, dato il gravame di un debito il cui servizio pesa in misura ancora rilevante sul bilancio dello Stato"."Nel campo della produzione, occorre sposare alla tradizione l'innovazione, attraverso un migliore collegamento fra la ricerca, l'università e gli istituti professionali all'industria"."E bisogna migliorare le infrastrutture - aggiunge Ciampi -  adeguandole alle necessità delle attività produttive di ogni regione: anch'esse incidono sensibilmente sui costi di produzione.

Questo è un problema che si presenta quasi ovunque"."L'economia italiana sarà più forte quando saremo riusciti a creare le condizioni per impiegare tutta la nostra forza di lavoro per dare un impulso decisivo al decollo del Mezzogiorno".Il Sud è la nuova frontieraInfatti per il Capo dello Stato il Mezzogiorno deve essere considerato come una risorsa: "Questo è già in corso, anche grazie a emergenti, importanti energie endogene.

Ma potrebbe ricevere dal trasferimento di capitali e di iniziative produttive da Nord a Sud una spinta determinante"."Dico agli imprenditori e alle forze sindacali di questa Italia prospera: guardate a Sud, alla nostra "nuova frontiera" interna, per trovare spazi al vostro stesso sviluppo"!"Non è accettabile per la coscienza nazionale che il Nord e molte provincie del Centro abbiano raggiunto livelli di piena occupazione che rendono indispensabile l'importazione di manodopera, o la delocalizzazione di imprese oltre confine, e nel Mezzogiorno vi siano tassi di disoccupazione due, tre o anche quattro volte più alti"."A Sud abbiamo una grande riserva di risorse umane, con giovani che hanno un alto livello di istruzione e che sono ansiosi di dare prova delle loro capacità".Saper usare tutte le risorse attraverso la delocalizzazioneCiampi affronta quindi la questione del federalismo: "Dobbiamo saper usare queste risorse a vantaggio di tutta l'Italia, attraverso, in primo luogo, la "delocalizzazione" o nuova localizzazione d'imprese all'interno, fra il Centro-Nord e il Sud.

Come pure, in senso inverso, attraverso una maggiore mobilità del lavoro, da favorire anche con interventi sociali"."Sono, queste, condizioni dello sviluppo pari, per importanza, all'attuazione di quelle riforme istituzionali che debbono migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, con una nuova ripartizione dei compiti, dei poteri e delle responsabilità fra i vari livelli di governo locale e centrale: un "processo complesso e difficile", come già ebbi a dire.

Ho ben presenti i problemi che sono stati qui ricordati, con molto vigore"."Debbo dire peraltro che trovo abitualmente, nelle tappe successive di questo mio viaggio in Italia, la presenza di uno spirito di collaborazione che coinvolge pubblico e privato, autorità locali, organizzazioni di categoria, mondo dell'insegnamento - anche se non tutti avanzano con passo altrettanto spedito sui tre fronti: infrastrutture; ricerca e innovazione tecnologica; migliore amministrazione"."C'è molto da fare, ci vuole molta buona volontà, molto senso del bene pubblico.

Ma nell'insieme la provincia italiana, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni, offre un'immagine incoraggiante del nostro Paese, forse non sufficientemente diffusa dai mezzi di comunicazione di massa"."La provincia è abitualmente teatro di una dialettica vivace fra partiti di governo e opposizione, che non impedisce però opportune collaborazioni".Ambedue gli schieramenti sono democratici: invito al dialogoIl Presidente sottolinea poi l'importanza democratica dei due schieramenti, perchè legittimati dal voto popolare e li invita quindi al dialogo: "Questa dialettica è resa costruttiva dal reciproco, dichiarato riconoscimento che ambedue gli schieramenti sono democratici, ambedue egualmente legittimati dal voto popolare e dall'accettazione della Costituzione, patrimonio comune di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento.Questa è una regola fondamentale della democrazia"."Elemento determinante per lo sviluppo è la formazione, in tutte le fasi della vita dell'uomo: dei giovani, ma anche di coloro che sono già impegnati in attività di lavoro, in questa epoca di incessante progresso tecnologico"."Anche la capacità di creare un ambiente propizio alla formazione dell'uomo fin dai primissimi anni della vita è parte importante, più di quanto non sembri, della risposta da dare al problema della competitività nel mondo"."Sono questi - conclude - problemi e temi in cui sono commiste finalità economiche e finalità sociali".

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