15 NOV 2002

PRT: Manifestazione a Washington contro l'ingiusta incarcerazione di Douvanov

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 9 min
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Registrazione audio di "PRT: Manifestazione a Washington contro l'ingiusta incarcerazione di Douvanov", registrato venerdì 15 novembre 2002 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione audio ha una durata di 9 minuti.
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    <strong>I Prt manifesta a Washington contro l'ingiusta carcerazione di un giornalista Kazako.</strong><p> Washington, 14 novembre 2002 - Marco Cappato, in visita ufficiale a Washington per il Parlamento Europeo, ha colto l'occasione di dimostrare quanto il Partito Radicale Transnazionale riesca ad essere presente a favore degli oppressi di tutto il mondo, in ogni occasione.<p> Nel pomeriggio, infatti, una delegazione del PRT si è recata davanti all'ambasciata del Kazakistan per manifestare, in una maniera anomala, contro la carcerazione ingiusta di un giornalista kazako, Sergueï Douvanov, accusato di violenza carnale, ma che in realtà si è dimostrato essere solamente un "elemento di disturbo" del governo, perché stava attuando delle indagini sulla corruzione interna del paese.<p> <strong>Il fatto </strong><p> Marco Cappato, in collegamento telefonico, ha spiegato la vicenda: "E' stato arrestato pochi giorni fa Douvanov, l'esponente più in vista dell'opposizione, nonché un giornalista libero nel Kazakistan, con l'accusa di violenza sessuale su una minore, un'accusa completamente costruita dal governo, di cui non ci sono le prove". <p> "Addirittura - ha spiegato l'Europarlamentare radicale - la polizia ha fatto avere ai giornalisti le prove in un fax, dove si spiegava l'accaduto e la cui intestazione riportava la data e l'orario che precedevano di tre ore i fatti". <p> <strong>La figlia: è una macchinazione del regime </strong><p> Presente alla manifestazione anche la figlia del giornalista: "Siamo qui con la figlia di Douvanov - ha speigato Cappato - con la quale abbiamo organizzato questa manifestazione, assieme a persone che portano ombrelli neri e bianchi, perché così stanno manifestando in Kazkistan, perché hanno paura che il regime sciolga a forza le manifestazioni e arresti i partecipanti, che si sono limitati a passeggiare individualmente davanti ai palazzi del potere con un ombrello nero o uno bianco".<p> Anche la figlia è quindi intervenuta per spiegare i suoi sentimenti e le motivazioni delle manifestazione: "Mio padre è un giornalista non legato al regime e ha investigato sulla corruzione all'interno del Governo (del Kazakistan, ndr) ed è stato perseguitato sin da agosto, perché non volevano che continuasse nelle sue indagini e adesso l'hanno messo in pigione e hanno cominciato a torturarlo".<p> "Sono molto spaventata sulle sue speranze - ha concluso - e adesso abbiamo chiesto un minimo di protezione per mio padre"<p> <strong>Cappato: riguarda la democrazia del paese intero</strong><p> Cappato ha quindi concluso confermando la presenza del PRT come dimostrazione di lotta non violenta contro un regime non democratico, infatti, ha poi spiegato, i manifestanti pongono un problema più generale oltre alla questione Duvanov: "Vogliono portare l'attenzione sulle questioni di democrazia in Kazakistan, di una costituzione che ha dato poteri assoluti al presidente, che continueranno anche dopo una sua eventuale non rielezione, ad esempio di nomina, immunità da qualsiasi inchiesta giudiziaria".<p> Sul sito di Reporter senza frontiere c'è a disposizione tutta la documentazione sul caso
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