13 DIC 2002

Clemenza: Capezzone e D'Elia incontrano Marcello Pera

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Dopo l'appoggio di Biondi di questa mattina, i radicali incontrano il presidente del Senato Pera per la questione dell'indulto.

Pera assicura il percorso parlamentare al Senato Roma, 13 dicembre 2002 - Nel pomeriggio c'è stato un incontro formale tra il presidente del Senato Marcello Pera e i radicali Daniele Capezzone e Sergio D'Elia.

Il tema all'ordine del giorno la lotta sulla questione dell'indulto: i radicali chiedono che il parlamento decida una data per votare le pdl in materia di clemenza depositate, tra cui la Buemi-PisapiaGià questa mattina i radicali hanno tenuto una conferenza
stampa con il vice-presidente della Camera Alfredo Biondi, durante la quale, lo stesso Vice presidente ha affermato che il provvedimento "non è un condono indulgenziale, ma solo l'eliminazione di una sanzione accessoria".

Il presidente del Senato ha assicurato che quando il provvedimento arriverà alla Camera alta, provvederà affinchè vi sia una corsia preferenziale al provvedimento.

Subito dopo l'incontro i due esponenti radicali hanno tenuto una mini conferenza stampa con i giornalisti a Palazzo Madama.

Claudio Landi li ha intervistati per i microfoni di Radio Radicale.

Pera assicura la discussione in Aula "Voglio prima di ogni cosa ringraziare il presidente Marcello Pera per la prontezza con cui ha accettato di incontrarci essendo noto per altro che tutti i provvedimenti sono incardinati alla Camera" ha esordito il segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone.

"Voglio dire che il presidente Pera, questa sera, ha fatto un'affermazione molto importante in termini di metodo, cioè ha detto che se e quando il provvedimento arriverà al Senato egli farà ogni sforzo affinché sia garantito un binario sicuro".

Il problema è ora alla Camera Capezzone ha quindi tentato di delineare il problema che blocca il percorso parlamentare del provvedimento: "Il problema vero credo sia alla Camera: ancora oggi il presidente Casini, ai detenuti di San Vittore, ha dato un impegno per gennaio, ma il suo impegno - ha proseguito - è ancorato e poco attualmente, si sa solo quando parte, ma non si sa ancora quali saranno i treni successivi" per questo Capezzone ha spiegato che l'azione non-violenta dei radicali va avanti, "perché vogliamo offrire il nostro aiuto al macchinista della Camera" ha affermato.

"Cosa sarebbe accaduto se questa iniziativa non sarebbe stata assunta - si è domandato il Segretario di RI - Quando il papa 25 giorni fa ha parlato, si è discusso per 5 giorni, il sesto giorno era tutto finito.

Ora in 6 giorni siamo riusciti ad avere questa importante assicurazione al Senato, ora dobbiamo strappare qualcosa anche alla Camera".

Capezzone ha quindi concluso che la Camera dovrebbe fare uno sforzo verso i detenuti, perché "i detenuti a Natale non vanno in vacanza e sarebbe molto bello se alla Camera si desse questo segnale, facendo saltare una parte delle proprie vacanze e chiudendo un capitolo che di qua poi può vedere la chiusura di una seconda parte".

E' una questione di legalità Sergio D'Elia, anch'egli promotore dell'iniziativa non-violenta dei radicali e in sciopero della fame da 6 giorni, ha voluto aggiungere che la questione è lagato ad un principio fondamentale "e si tratta del principio della legalità: oggi nelle carceri italiane non è possibile applicare la legge per le carceri italiane, cioè l'ordinamento penitenziario italiano, non è una questione ideologica, ma concreta, in particolare per il trattamento dei detenuti e la risocializzaione di queste persone.

D'Elia ha quindi concluso: "L'indulto significa guadagnare 12 mesi di tempo per riportare questa legalità".

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